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BERRETTINI VOLA, E’ NEGLI OTTAVI AGLI US OPEN

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Matteo Berrettini infila un’altra perla della sua giovane ma già importante carriera, conquistando il suo secondo ottavo di finale consecutivo in uno Slam. Nella notte italiana il 23enne romano, numero 25 del ranking mondiale e 24esima testa di serie, per la prima volta al terzo turno a New York, ha sconfitto per 6-4 6-4 6-7(3) 7-6(2), dopo oltre tre ore e mezza di lotta, l’australiano Alexei Popyrin, vent’anni da Sydney, numero 105 Atp, alla sua prima partecipazione al main daw degli Us Open. Per il giovane aussie,  nel 2017 è stato numero 2 nella classifica mondiale under 18 grazie al successo al Trofeo Bonfiglio ed al Roland Garros junior, ancora uno stop al terzo turno dopo quello dello scorso gennaio a Melbourne (battuto in cinque set dal francese Pouille). Ed anche stavolta con non poche recriminazioni. Bravo Berrettini, agli ottavi a Flushing Meadows come a Wimbledon, a stringere i denti dopo aver controllato il match per due set e mezzo abbondanti e a raschiare il fondo del barile alla ricerca delle ultime energie per non farsi trascinare in un pericolosissimo quinto set. Sfida (inedita) tra due giocatori che cercano di chiudere il punto in fretta, di forza. Popyrin si è procurato una palla-break già nel secondo gioco ma Berrettini l’ha cancellata con un ace. Nel settimo gioco è stato l’australiano ad andare sotto 0-40: ha annullato la prima palla-break ma non la seconda ed il romano ha difeso in vantaggio fino al decimo game quando, dopo aver recuperato da 0-30, ha archiviato il primo parziale (6-4). Nel secondo set l’azzurro non ha sfruttato due palle-break nel quinto gioco ma nel nono, alla seconda opportunità, ha strappato il servizio all’avversario grazie ad una risposta stoppata seguita da un lob millimetrico. E nel game successivo ha firmato anche il secondo parziale. Popyrin in difficoltà anche nel quinto gioco della terza frazione e poi di nuovo nel nono (due palle-break salvate): nel decimo game, però, il Next Gen di Sydney, avanti 5-4, si è procurato due set-point che Berrettini ha cancellato grazie al servizio. In quello successivo il romano non ha sfruttato la quarta palla-break del set e a decidere è stato il tie-break: Berrettini è salito 3-1 ma poi ha incassato un parziale di sei punti di fila da Popyrin che ha così dimezzato lo svantaggio (7-6). Nella quarta frazione il 20enne di Sydney ha annullato una palla-break nel secondo gioco e, al termine di un lunghissimo undicesimo gioco (durato 18 minuti con 26 punti giocati) è stato lui a strappare la battuta all’azzurro, alla settima palla-break, guadagnandosi la chance di servire per portare il match al quinto. Ed invece, dopo aver salvato tre set-point (su due dei quali l’aussie ha commesso doppio fallo), l’azzurro ha ottenuto il contro-break rifugiandosi nel tie-break: Popyrin ha accusato il colpo, Berrettini è volato sul 4-0 e poi ha chiuso per 7 punti a 2. Raggiungendo per la prima volta la seconda settimana a Flushing Meadows. Prossimo avversario per l’azzurro, domani, Andrey Rublev, numero 43 del ranking mondiale, che a New York ha raggiunto i quarti due anni fa. Il russo ha superato l’australiano Nick Kyrgios, numero 30 Atp e 28esima testa di serie, in tre set tiratissimi: 7-6(5) 7-6(5) 6-3. Berrettini e Rublev, entrambi protagonisti della prima edizione dell Next Gen Atp Finals di Milano nel 2017 (l’italiano nelle ‘quali’, il moscovita nel tabellone principale) si sono incontrati due volte. Il bilancio è pari: sulla terra battuta di Kitzbuhel, nel 2018 si impose l’azzurro (6-3 6-3), quest’anno sul sintetico indoor di Marsiglia l’ha spuntata il ‘principino’ russo (6-3 7-6). Berrettini vantava già un ottavo Slam, raggiunto quest’anno sull’erba di Wimbledon (dopo aver salvato tre match-point contro Schwartzman al terzo turno), stoppato solo da Roger Federer. Per l’azzurro è la seconda presenza nel tabellone principale degli US Open: dodici mesi fa fu eliminato subito dallo statunitense Kudla. In questa edizione il laziale, dopo il successo in quattro set all’esordio sul francese Richard Gasquet, numero 36 Atp, si è imposto al secondo turno, sempre in quattro set, sull’australiano Jordan Thompson, numero 55 Atp raggiungendo per la terza volta il terzo turno negli ultimi sei Major disputati (Roland Garros 2018, Wimbledon e Us Open quest’anno). Il tennista allenato da Vincenzo Santopadre sta vivendo la sua miglior stagione: in questo 2019 ha già vinto già due titoli (Budapest, sulla terra, superando Krajinovic, e Stoccarda, sull’erba, battendo Auger-Aliassime) ed ha raggiunto un’altra finale (Monaco di Baviera, stoppato da Garin) e due semifinali (a Sofia e ad Halle). Il 24 giugno scorso ha firmato il best ranking, numero 20. A rovinare un po’ questo quadro perfetto l’infortunio alla caviglia destra (distorsione) che gli ha prima impedito di difendere il titolo a Gstaad a fine e luglio e poi lo ha costretto a saltare anche il Masters 1000 di Montreal. Ora è negli ottavi agli Us Open: “Sono stanchissimo”, ha ammesso a fine match. Ma va bene così.

LECLERC VINCE IN BELGIO SU HAMILTON, VETTEL 4°

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Charles Leclerc ha vinto su Ferrari il Gp del Belgio, tredicesimo appuntamento del Mondiale di Formula 1 disputato sul circuito di Spa-Francorchamps. E’ la sua prima vittoria in carriera, la prima della Ferrari in questa stagione.

“La vittoria è un sogno che finalmente ho realizzato ma è difficile gioire in una giornata così” ha detto Leclerc nel team radio al termine del Gp. Il pilota monegasco, vittorioso per la prima volta in Formula 1, non ha gioito al passaggio sotto la bandiera a scacchi e ha dedicato il successo, alzando un dito al cielo, ad Anthoine Hubert, pilota tragicamente scomparso nella gara di ieri di Formula 2.

Il ferrarista, pole-man del sabato, ha tagliato il traguardo davanti alle due Mercedes di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. Quarta l’altra Ferrari di Sebastian Vettel, autore del giro veloce, che durante il corso della gara ha agevolato il lavoro di Leclerc concedendo la posizione al compagno di squadra, dopo un ordine di scuderia arrivato al 26° giro, e complicando la rincorsa alla prima posizione di Hamilton.

Quinto posto per Alexander Albon, neopromosso in Red Bull, dietro di lui Sergio Perez (Racing Point) e Daniil Kvyat (Toro Rosso). Chiudono la top-10 Nico Hulkenberg (Renault), Pierre Gasly (Toro Rosso) e Lance Stroll (Racing Point).

Niente da fare per Max Verstappen che dopo 21 gare di fila in top-5 interrompe la serie positiva ritirandosi a causa di un incidente nel primo giro, in curva 1, con Kimi Raikkonen.

Nell’elenco dei ritirati figura anche il nome di Carlos Sainz (McLaren) a causa di un problema tecnico alla sua monoposto dopo un contatto nelle fasi iniziali e di Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo) per un incidente nell’ultimo giro.

INTER E TORINO A PUNTEGGIO PIENO CON LA JUVE

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Inter e Torino vincono in trasferta e rimangono uniche a punteggio pieno in classifica con la Juventus dopo due giornate di campionato.

Nerazzurri e bianconeri subito a braccetto, dunque, con la squadra di Conte che malgrado la questione Icardi (oggi una scritta dei tifosi sotto casa lo invita ad andare via) riesce a battere l’ex Nainggolan con i gol di Martinez e Lukaku (su rigore) dopo che Joao Pedro aveva segnato il momentaneo 1-1.

E 1-1 si era chiuso il primo incontro della giornata tra Lazio e Roma: Luis Alberto ha risposto a Kolarov che su rigore aveva portato avanti i giallorossi. Sei i legni colpiti durante il derby romano.

Gol e spettacolo a Parma tra Atalanta e Torino con i granata che vincono e provano a dimenticare la delusione europea. Bonifazi segna lo 0-1, poi sale in cattedra Zapata che tra primo e secondo tempo segna la doppietta del 2-1 per gli orobici. I granata non ci stanno e con Berenguer e Izzo ribaltano il match portando a casa l’intera posta in palio.

Uno scatenato Berardi permette al Sassuolo di archiviare la pratica Samp già dopo 45′: l’attaccante emiliano, infatti, ha messo a segno una tripletta che ha indirizzato il match. Nella ripresa, poker con Traorè e gol della bandiera blucerchiata con Quagliarella su rigore.

La Fiorentina rimane a zero punti: al Ferraris il Genoa di Andreazzoli vince con merito segnando con Zapata e Kouame. Pulgar su rigore ha riaperto il match nel finale.

Interessante exploit del Parma sul campo dell’Udinese: friulani in vantaggio con Lasagna, poi il pari di Gervinho quindi i gol degli emiliani con Gagliolo e Inglese.

Infine, nella sfida tra neopromesse Lecce-Verona la spuntano gli scaligeri che trovano il gol vittoria nel finale con l’ex Pessina.

L’ITALBASKET VOLA ALLA SECONDA FASE DEI MONDIALI

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L’Italia batte l’Angola 92-61 e, grazie anche alla vittoria della Serbia sulle Filippine (126-67), accede matematicamente alla seconda fase dei Mondiali cinesi a Wuhan. Non solo: gli azzurri sono certi anche di un pass per uno dei quattro tornei pre olimpici del prossimo anno. I 17 punti realizzati contro gli africani, sono valsi a Marco Belinelli il quinto posto nella classifica dei migliori marcatori Azzurri di tutti i tempi. Scavalcato Renzo Bariviera, ora ‘Beli’ è a quota 2209. “Siamo arrivati al Mondiale in una condizione fisica e mentale non ottimale ma le cose sono cambiate e ora siamo soddisfatti di quanto fatto contro Filippine e Angola – le parole del ct Romeo Sacchetti – Stasera, come al solito, ho visto cose buone e meno buone. Possiamo migliorare ulteriormente. Contro la Serbia (mercoledì, ndr) sarà la partita della verità perché il livello si alzerà tremendamente rispetto alle due partite giocate finora. Loro sono fortissimi e noi dovremo giocare una partita al si sopra delle righe, cercando di raccogliere quel poco che i serbi lasciano per strada durante la contesa. Dovremo essere concentrati e sfacciati”. Parole da leader per Marco Belinelli: “Sono contento per la vittoria e orgoglioso di aver raggiunto il quinto posto nella classifica dei bomber Azzurri, ma baratterei questi record per poter vincere con la Nazionale. Stasera il test era più duro, soprattutto fisicamente, dell’esordio ma ne siamo usciti bene. Ora la vera prova contro la Serbia”. Sulla scia della bella serata vissuta contro le Filippine, l’Italia scende in campo motivata e concentrata. I canestri dell’ex Virtus Bologna Moreira non intimidiscono per nulla gli Azzurri, che dallo 0-4 si organizzano e chiudono ogni spazio disponibile agli angolani. Gallinari e Hackett aprono la strada e Belinelli allarga il divario con una tripla, quella del 14-8, che gli vale il sorpasso a Bariviera nella classifica dei migliori bomber di sempre in Nazionale. Ora Marco (2209 punti) è al quinto posto all time dietro Riva (3775), Meneghin (2845), Villalta (2265) e Marzorati (2222). Ale Gentile chiude il primo quarto 25-11. Menzione per Paul Biligha, utilissimo sotto entrambi i tabelloni. Nella seconda frazione l’Italia accelera con Brooks, Ale Gentile e Abass, che con tre triple di fila portano gli Azzurri sul 39-17. Come contro le Filippine, Tessitori chiude il primo tempo: 44-21. Pelo nell’uovo i liberi: 8/15 dopo 20 minuti (14/22 finale). Sull’asse Beli-Gallo inizia la ripresa: tripla e 2+1 per Marco, schiacciata e tripla per Danilo. Ventinove punti di scarto per l’Italia (57-28) al 26esimo. Il match prosegue sugli stessi binari anche negli ultimi 10 minuti e per l’Angola non c’è modo di arginare un’Italia che corre verso la seconda vittoria consecutiva al Mondiale. Finale amaro: Paulo e Ale Gentile vengono a contatto e gli arbitri fischiano doppio fallo antisportivo. Il numero 9 africano esagera e rifila una testata all’Azzurro, che esce dal campo con una piccola ferita sanguinante. Espulsione per Paulo dopo il secondo fallo antisportivo. Un episodio che macchia ma non rovina una serata di festa per i ragazzi di coach Sacchetti. Prestazione da incorniciare per Jeff Brooks, autore di una doppia doppia da urlo: 11 punti, 11 rimbalzi e titolo di MVP Fiba del match. In doppia cifra anche Hackett e Abass (11).

RAZZISMO, IL MONDO DEL CALCIO SOLIDALE CON LUKAKU

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 Il problema razzismo torna a investire il calcio italiano. Cinque mesi dopo il caso Moise Kean, preso di mira dai tifosi del Cagliari durante la sfida dello scorso campionato con la Juventus, la Sardegna Arena si è contraddistinta per un nuovo episodio di discriminazione, stavolta nei confronti del nuovo attaccante dell’Inter Romelu Lukaku. Gli insulti razzisti verso il belga hanno fatto presto il giro del mondo provocando reazioni indignate a ogni latitudine. Lo stesso Lukaku è intervenuto con un appello: “Molti calciatori nell’ultimo mese hanno ricevuto insulti razzisti, a me è capitato ieri – ha scritto l’attaccante dell’Inter su Instagram – Il calcio è un gioco che dovrebbe far sorridere tutti e noi non dovremmo accettare alcuna forma di discriminazione che può far vergognare il nostro sport: io spero che le federazioni calcistiche di tutto il mondo reagiscano in modo forte”.

Lukaku ha voluto sottolineare come, nonostante i numerosi appelli e le denunce degli ultimi anni, “niente si stia muovendo. Siamo nel 2019 e invece di andare avanti stiamo tornando indietro – ha scritto il belga – Penso che noi giocatori dovremmo unirci per fare una dichiarazione su questo problema: dobbiamo mantenere il nostro gioco pulito e divertente”. Dal Cagliari è arrivata piena solidarietà verso l’attaccante dell’Inter. In un comunicato, la società sarda ha promesso ogni sforzo per l’individuazione dei responsabili degli insulti razzisti di ieri sera, ricordando e al contempo sottolineando l’impegno del club stesso sul tema. “Il Cagliari Calcio prende con forza le distanze dagli sparuti, ma non meno deprecabili episodi verificatisi alla Sardegna Arena in occasione di Cagliari-Inter”, gesti e comportamenti “deprecabili e totalmente agli antipodi dei valori che, con determinazione, il Cagliari Calcio porta avanti in ogni singola iniziativa. Quotidianamente. Proprio Cagliari-Inter è stata infatti l’ennesima occasione per ammirare il vero tifo, quello positivo e mai contro qualcuno”.

Nel difendere la propria gente “da accuse infamanti e sciocchi stereotipi che non possono assolutamente essere indirizzati verso i tifosi del Cagliari e il popolo sardo”, la società del presidente Giulini ha espresso piena solidarietà a Lukaku chiedendo il supporto “di tutti soggetti che operano nel mondo del calcio” per combattere la piaga del razzismo: “Dai veri tifosi agli stewards, dai media alle forze dell’ordine fino alla Lega Serie A e la FIGC. Il Cagliari Calcio vi chiede aiuto per vincere una battaglia che riguarda tutti. Nessuno escluso”. E proprio il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, ha ribadito di avere le idee chiare per quanto riguarda il problema del razzismo: “Quanto accaduto durante Cagliari-Inter è un fatto grave, a prescindere da quanti fossero i colpevoli di quei beceri cori razzisti – ha spiegato il numero uno della Figc – Evidentemente devo constatare che, in attesa che il percorso educativo da noi avviato con progetti mirati nelle scuole possa dare i suoi frutti, dobbiamo rendere ancor più stringenti e di rapida applicazione le sanzioni previste per contrastare questa ingiustificabile deriva”.

Anche la Lega di Serie A ha espresso la propria condanna per i fatti di Cagliari e ha annunciato un’iniziativa per il mese di ottobre: “Ad ogni club sarà chiesto di individuare un proprio calciatore che entrerà a far parte della “Squadra contro il razzismo” della Lega Serie A, un testimonial che in prima persona si farà portatore dei valori del rispetto e dell’uguaglianza”. Un impegno concreto nella speranza che non abbia ragione il commissario tecnico della nazionale italiana Roberto Mancini: “La maggior parte delle persone capisce e sta cercando di fare il meglio per superare questa situazione, ma ci sono tifosi poco intelligenti che sbagliano. Forse diminuiranno nel tempo, ma temo che ci saranno sempre. Io spero che queste cose finiscano”.

KEAN E ZANIOLO RIMANDATI, MANCINI “DEVONO IMPARARE”

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L’emozione di tornare nella città dove ha iniziato la carriera, l’attesa per la ripresa del cammino verso la fase finale di Euro 2020, la ramanzina a Kean e Zaniolo, gli infortuni dei convocati. Sono questi i temi principali della conferenza stampa del ct azzurro Roberto Mancini, al primo giorno di ritiro a Casteldebole nel Centro tecnico “Niccolò Galli” del Bologna. Poche, ma precise parole segnano l’inizio di questo ritiro che porterà la Nazionale ad affrontare due nuove gare di qualificazione all’Europeo. Gli Azzurri, infatti, sono arrivati stamattina nel capoluogo emiliano dove resteranno in ritiro fino a mercoledì per poi partire alla volta di Yerevan, dove il giorno dopo affronteranno l’Armenia (ore 18 italiane), quindi il volo verso Tampere dove l’8 giocheranno contro la Finlandia (ore 20.45). “Non saranno partite semplici perché sia i giocatori dell’Armenia che quelli della Finlandia giocano da mesi e la loro condizione fisica è al 100%, la nostra un po’ meno – avverte Mancini – Noi abbiamo però tecnica e classe, oltre a combattere fino alla fine. Dal lato fisico saranno un po’ più avanti di noi”.

A complicare la situazione anche i problemi fisici di alcuni giocatori. Dopo il forfait dovuto agli infortuni nei giorni scorsi di Giorgio Chiellini e Mattia De Sciglio, il centrocampista della Roma Bryan Cristante è febbricitante e la sua situazione sarà valutata nelle prossime ore. Il difensore dell’Inter Danilo D’Ambrosio, chiamato in sostituzione di De Sciglio, si aggregherà ai compagni in tarda serata mentre è stato aggiunto ai convocati il centrocampista del Friburgo, Vincenzo Grifo, in arrivo dalla Germania. “Siamo all’inizio, qualche problema in più del solito ci può stare – minimizza il ct azzurro – Abbiamo perso 4-5 giocatori dalle convocazioni. I problemi sono quelli di inizio stagione”. A tenere banco altri due grandi assenti, Moise Kean e Nicolò Zaniolo, non convocati nella Nazionale maggiore dopo che lo scorso giugno, durante gli Europei Under 21, erano arrivati tardi a una riunione tecnica e per questo erano stati messi fuori squadra dall’allora ct Luigi Di Biagio. Punizione che non è ancora finita. “Sicuramente mi faranno comodo più avanti, non mi piace lasciarli a casa per punirli. Sono giovani. Gli abbiamo dato una grande opportunità e speriamo serva loro per il futuro. Devono imparare a comportarsi bene. Un professionista deve comportarsi bene sempre”. Mancini ha ricordato che “per giocare in Nazionale ci vogliono qualità tecniche e di comportamento. Hanno fatto cavolate, ma essendo giovani devono imparare. La prossima volta se meritano ci saranno. Sono due giocatori sui quali contiamo. Oltre ai valori tecnici ci sono cose importanti. Non vale solo per loro, ma anche per gli altri. Non li ho chiamati perché non c’è bisogno”, ha aggiunto. Sugli undici che scenderanno in campo il ct non si sbilancia. Solo su Donnarumma non ci sono dubbi. “I giocatori che abbiamo qua sono i migliori al momento. Sono con noi da tempo, stanno facendo bene sia in campionato che con noi. Sirigu – ha spiegato il ct in merito alle dichiarazioni del portiere del Torino – sa quali sono le gerarchie e sa che possiamo contare anche su di lui. Donnarumma è il titolare”.

Mancini è intervenuto anche sui cori razzisti di cui è stato vittima ieri a Cagliari l’interista Lukaku e che hanno scosso il mondo del calcio italiano. “La speranza è che queste cose finiscano. Accade anche in Inghilterra. Persone poco intelligenti purtroppo ci sono. Siamo nel 2019, ormai quei tempi dovrebbero essere passati. La maggior parte delle persone capisce e sta cercando di fare il suo meglio per superare questa situazione. Sbagliano oggi e forse diminuiranno con il tempo, ma ci saranno sempre”, ha commentato Mancini. E poi il capitolo Bologna a partire da Sinisa Mihajlovic: “L’ho sentito. Mi sembra stia meglio e che tutto vada per il verso giusto e questo mi rende felice e renderà felici tutti quelli che gli vogliono bene”. Con una punta di emozione, poi, Mancini ricorda anche i suoi esordi a Bologna: “Per me è sempre un’emozione venire qua a Casteldebole. Non avevo nemmeno 13 anni quando sono arrivato. E’ sempre un piacere esserci”.

IL MERCATO SI CHIUDE COI BOTTI, ICARDI A PARIGI

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Mauro Icardi saluta l’Inter. Dopo una lunga telenovela l’argentino ha deciso di accettare una nuova sfida al Paris Saint-Germain. L’argentino in giornata ha preso il volo per Parigi, dove ha effettuato le visite mediche per poi recarsi nella sede del club. L’operazione prevede un prestito con diritto di riscatto a favore dei francesi, che dovranno depositare il contratto entro mezzanotte. In casa nerazzurra, inoltre, ufficiali le cessioni di Rivas alla Reggina, Tommasone al Carpi e Nolan all’Arezzo. Dall’altra parte del naviglio il Milan ha chiuso il mercato con il colpo Ante Rebic, prelevato in prestito dall’Eintracht Francoforte in cambio del prestito di André Silva. Dopo alcune complicazioni circa il passaggio del portoghese in Bundesliga, il club rossonero ha potuto depositare in Lega il contratto di Rebic che dunque andrà a completare il reparto offensivo di Giampaolo a partire dalla terza giornata di campionato.

Tra le protagoniste dell’ultima giornata di mercato spicca la Roma con il doppio colpo Kalinic-Mkhitaryan, entrambi arrivati con la formula del prestito rispettivamente dall’Atletico Madrid e dall’Arsenal. Da annotare anche l’approdo nella capitale del giovane difensore polacco Plesnierowicz, che si aggregherà alla Primavera, e la cessione di Schick in prestito al Lipsia. Ufficiale il passaggio del giovane Han alla Juventus, mentre il Napoli ha ufficializzato l’acquisto di Llorente. Per la Lazio è sfumato il colpo Pavlovic a causa della mancanza di accordo tra i club, mentre Wallace è stato ceduto al Braga. Grandi manovre in casa della Fiorentina con gli arrivi di Pedro dalla Fluminense, di Bobby Duncan (cugino di Gerrard) dal Liverpool e di Ghezzal dal Leicester, oltre alla cessione di Baroni al Siena. La Sampdoria, invece, ha preso Rigoni e Seculin, mentre l’Atalanta ha accolto Kjaer dopo la rescissione di Skrtel. Il Cagliari ha ceduto all’estero Bradaric e Despodov, il Genoa ha acquistato Ankersen.

Fatta anche per il passaggio di Matri e di Romulo al Brescia, mentre Sala è passato dalla Sampdoria alla Spal con il club emiliano che ha lasciato partire Viviani in direzione Livorno. Il Torino, sulle tracce di Verdi nelle ultime ore di mercato, ha annunciato il portiere Ujkani, mentre Okaka è tornato all’Udinese. In campo internazionale scambio tra il PSG e il Real Madrid con Areola volato in Spagna in cambio di Navas. Ufficiale l’approdo di Chicharito Hernandez al Siviglia e di Rafinha, ex Inter, al Celta Vigo, mentre Konoplyanka è un nuovo giocatore dello Shakhtar Donetsk.

BERRETTINI E IL SOGNO USA “NON VOGLIO FERMARMI QUI”

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“Non voglio fermarmi qui”. Parola di Matteo Berrettini. Il tennista romano, dopo aver battuto ieri il russo Rublev e aver conquistato il pass per i quarti di finale degli Us Open vuole continuare la propria corsa a New York. E’ il primo italiano nei quarti della prova della Slam statunitense dopo 42 anni. L’ultimo ad arrivare nei primi otto era stato Corrado Barazzutti nel 1977 ma allora si giocava sulla terra verde di Forest Hills. “Con lui ci siamo abbracciati, era felicissimo per la mia vittoria” ha detto a SuperTennis l’azzurro.
In conferenza stampa, poi, Berrettini ha rivelato di essersi allenato la mattina prima del match sul Louis Armstrong. “E’ stato molto utile potermi riscaldare al mattino su questo campo. Pensate che appena arrivato alle 10 c’era la musica talmente alta che sembrava di stare ad un concerto, non riuscivo a sentire nemmeno il rumore della palla. Ma mi sono detto: ok Matteo, ti ci devi abituare. Oltre al rumore c’era anche un’umidità incredibile durante il match, ero sudatissimo. Credo che il tetto influisca molto su questo aspetto”, ha spiegato Berrettini, che ora affronterà il francese Gael Monfils.
“L’ho visto giocare da quando ero molto giovane. E’ prima di tutto un atleta, poi un tennista. E’ incredibile il modo in cui si muove in campo, in cui salta. Potrebbe essere un grande piacere giocare contro di lui. Devo giocare il mio tennis migliore per vincere. Normalmente, comunque, io non adatto il mio tennis ai miei avversari. Penso prima a me, al mio servizio, al mio dritto, poi penso all’avversario”, ha aggiunto il romano.
“Sono orgoglioso di quello che sto facendo e del mio team. Mi sto togliendo delle grandi soddisfazioni ma non voglio fermarmi qua: credo che sia una frase abbastanza normale da dire ma non sempre è così scontata. Sono felicissimo per me, per la mia famiglia, per l’Italia e per tutti gli appassionati che mi seguono”, ha concluso Berrettini.