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MERTENS TRASCINA IL NAPOLI, SAMP BATTUTA 2-0

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Il Napoli si rimette in marcia dopo la dolorosa sconfitta contro la Juventus. Nella terza giornata del campionato di Serie A i partenopei superano la Sampdoria per 2-0 con la doppietta di Mertens. Il belga apre le danze al 13’ e colpisce anche una traversa cinque minuti più tardi. Sulla ripartenza i blucerchiati sfiorano invece il pareggio con Rigoni, fermato nell’uno contro uno da Meret. Nella ripresa fa il suo esordio Llorente e al 67’, due minuti dopo l’ingresso in campo, lo spagnolo serve l’assist ancora per Mertens che insacca anche grazie alla deviazione di Ferrari. La Samp prova a reagire ma non riesce a trovare la rete della speranza con Ekdal, che manca l’appuntamento col pallone sul cross di Gabbiadini. Il Napoli sale quindi a quota 6 punti in classifica e accorcia sulla Juventus, costretta al pareggio a Firenze. Preoccupa invece la situazione della Sampdoria di Eusebio Di Francesco, ancora inchiodata a zero punti dopo tre giornate di campionato.

PARI SENZA GOL AL FRANCHI TRA FIORENTINA E JUVE

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La Juventus porta a casa dal “Franchi” di Firenze un pareggio che sa di oro dopo una delle peggiori partite dei bianconeri degli ultimi anni. La formazione finalmente guidata in panchina da Maurizio Sarri deve erigere per quasi 90’ un muro davanti a Szczesny, producendo pochissimo in zona offensiva e ringraziando i tanti, troppi errori degli uomini d’attacco della Fiorentina, uscita fra gli applausi e che avrebbe meritato qualcosa di più. Sono tanti i rimpianti in casa viola, soprattutto per un primo tempo dominato. Gravi gli errori commessi sottoporta da Dalbert di testa su assist di Ribery (41’) e Badelj, che fallisce un rigore in movimento su cross di Castrovilli (43’). Nel frattempo i bianconeri perdono per infortunio prima dell’intervallo sia Douglas Costa che Pjanic, sostituiti da Bernardeschi e Betancur. Nella ripresa si erge a protagonista Szczesny, autore di almeno due interventi decisivi, il primo su un tiro-cross di Dalbert al 53’ e il secondo su un sinistro di Chiesa al 65’, con i viola che sprecano anche in quantità industriale su palla inattiva (dieci angoli battuti, tutti infruttuosi). La Juventus contiene e costruisce poco in attacco, ma Khedira al 73’ colpisce male solo davanti a Dragowski. Nel finale i gigliati molto stanchi non ne hanno piu’ e gli ospiti possono respirare.

DECIDE UNA RETE DI SENSI, INTER BATTE UDINESE 1-0

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Termina 1-0 tra Inter e Udinese in occasione dell’anticipo della terza giornata di Serie A a San Siro. In vista della partita contro lo Slavia Praga in Champions League, Antonio Conte non ricorre al turn over ma concede spazio a Politano dal 1’ in coppia con Lukaku sul fronte offensivo. E l’inizio dei nerazzurri è incoraggiante proprio con l’ex Sassuolo subito pericoloso con un palo colpito dalla distanza. Ritmi bassi ed equilibrio nei primi trenta minuti ma al 37’ c’è l’episodio che cambia il volto della gara: De Paul colpisce al volto Candreva e l’arbitro estrae il cartellino rosso che lascia in dieci uomini l’Udinese. L’Inter vuole sfruttare l’inferiorità numerica degli avversari e il vantaggio arriva al 44’: Godin crossa in area per la testa di Sensi, autore dell’1-0 dopo un inserimento in area. La reazione dell’Udinese si registra al 50’ con una conclusione di Lasagna dopo aver cercato la profondità alle spalle di Godin: Handanovic devia in angolo con una grande parata. All’81’ c’è spazio per l’ingresso in campo di Sanchez subito vicino al gol con una conclusione a botta sicura da due passi deviata d’istinto da Musso che difende l’1-0 definitivo che permette ai nerazzurri di restare a punteggio pieno.

TROFEO ALLIANZ TOWER, VINCONO KOTKOWIAK E GENINAZZA

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Grande successo per la quinta edizione del Trofeo Allianz Tower, l’attesa “gara nella gara” della Salomon Running Milano, il trail cittadino che coinvolge atleti da tutta Italia e dall’estero che si svolge nei luoghi più significativi e iconici di Milano. Per aggiudicarsi l’ambito Trofeo Allianz Tower, 1.200 atleti dei circa 4.000 partecipanti alla manifestazione sportiva si sono sfidati nella tappa in verticale per eccellenza della Salomon Running Milano, il percorso che si svolge all’interno delle scale della Torre Allianz, quartier generale milanese di Allianz S.p.A. guidata dall’amministratore delegato Giacomo Campora. Quest’anno, per la prima volta i runner, hanno corso lungo le scale adornate dal murale che lo scorso marzo ha consentito ad Allianz di aggiudicarsi il guinness world records per il murale più grande del mondo lungo le scale di un edificio.
I runner più veloci a scalare i 644 gradini che portano al 23° piano del grattacielo più alto d’Italia per numero di piani (50 totali), sono stati Emilia Kotkowiak con un tempo di 3’58” e Matteo Geninazza che ha raggiunto il traguardo in salita in 3’19”, aggiudicandosi il quinto Trofeo Allianz Tower.
Il titolo di master assoluto dell’Allianz Top Cup 25 km della Salomon Running Milano 2019 è invece stato conquistato da Sarah Giomi e Giulio Ornati. Maurizio Devescovi, Direttore Generale di Allianz ha commentato: “Siamo molto soddisfatti del risultato del quinto Trofeo Allianz Tower, una gara nella gara che ha saputo attrarre quest’anno oltre 1.200 atleti, amatoriali e professionisti, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. In ogni campo, il nostro Gruppo si pone sempre nuovi e importanti obiettivi, puntando all’eccellenza e riconoscendo il merito nei casi di successo. Con lo stesso spirito anche tutto il Team Allianz, formato da colleghi, agenti e financial advisors sta partecipando, di anno in anno, sempre più numeroso a questa coinvolgente manifestazione sportiva”.
Tra i partecipanti alla gara competitiva Allianz TOP Cup da 25km, anche Roberta Guaineri, assessore a Turismo, Sport e Qualità della vita del Comune di Milano, che nell’occasione ha dichiarato: “Una bellissima gara, più di sempre, simbolo di una Milano verticale e sempre competitiva con la ciliegina sulla torta che sono i 23 piani dell’Allianz Tower. Sentivo i commenti di tanti partecipanti che pur essendo milanesi erano entusiasti ed impressionati nell’essere entrati per la prima volta della loro vita a Palazzo Marino oppure al velodromo Vigorelli.
Una organizzazione come sempre perfetta, questo è ormai un trail presente nell’agenda di ogni runner. Una gara non facile, dura più di sempre, tanta la salita in montagnetta che mi ha procurato anche qualche crampo. Ma l’anno prossimo ci riprovo, sarò al via”.

SPAGNA VINCE MONDIALI DI BASKET, ARGENTINA KO

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La Spagna si laurea campione del mondo. La squadra allenata dal coach italiano Sergio Scariolo ha sconfitto l’Argentina per 95-75 nella finale dei mondiali di basket. Alla Wukesong Sport Arena di Pechino è grande festa per le ‘furie rosse’ che dominano in lungo e in largo la finale iridata e conquistano il secondo successo della loro storia, bissando quando accaduto nel 2006, in Giappone. Una partita che di fatto si decide già nei primi minuti di gioco: al 5′ infatti la Spagna è già avanti 14-2, un avvio terribile per Campazzo e compagni che però piano piano riescono a trovare la via del canestro. Gli iberici però, sul finire del primo quarto, spingono nuovamente sull’acceleratore e allungano sul 23-14. L’Argentina, a cui non basteranno i 24 punti di Gabriel Deck, è alle corde e si ritrova sotto anche di sedici punti nel secondo quarto (16-31), ma arriva alla sirena lunga sotto di dieci (31-41). Nel secondo tempo Ricky Rubio (20 punti, 7 rimbalzi e 3 assist) e compagni regalano momenti di basket champagne e mettono il punto esclamativo sul successo finale allungando sul più diciannove (47-66) a dieci minuti dal termine. L’ultimo quarto è pura accademia fino alla sirena finale.

MARQUEZ VINCE A MISANO, ROSSI CHIUDE QUARTO

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Stavolta l’ultimo giro è suo. Marc Marquez torna a ruggire in quel di Misano: fiato sul collo di Fabio Quartararo per tutta la gara, il Cabroncito aspetta le ultime curve per piazzare la zampata vincente e prendersi quel successo che negli ultimi due Gp – a Spielberg contro Dovizioso e a Silverstone con Rins – gli era sfuggito proprio in extremis. Per la 78esima volta in carriera – 52 nella classe regina e 7 in questa stagione – Marquez fa risuonare l’inno spagnolo, e lo fa sul circuito più caro al suo eterno nemico, Valentino Rossi. E proprio le scintille di ieri gli hanno dato quella spinta in più per andarsi a prendere la vittoria per quanto, visto un Alex Rins costretto al ritiro e Andrea Dovizioso lontano dai migliori (chiuderà sesto), avrebbe potuto evitare di correre rischi. E invece, facendo come il gatto col topo e sfruttando la condizione migliore della gomma, toglie al rookie francesino il sapore della vittoria. “Ieri ho avuto una spinta in più per la gara – non si nasconde Marquez, riferendosi a quanto successo in qualifica con Rossi – Mi ha dato un extra, mi ha svegliato. Oggi il miglior modo di rispondere era provare a vincere la gara”.

E consolidare la sua ipoteca sul Mondiale visto che sono diventati 93 i punti di vantaggio sul Dovi (“oggi abbiamo portato a casa il massimo”). Incurante dei fischi dei tifosi di Rossi che lo hanno accompagnato anche sul podio, Marquez ha però reso merito a Quartararo, definendolo il vincitore “morale”. In effetti il pilota della Petronas Yamaha SRT, scattato dalla prima fila, è stato quasi sempre al comando e forse avrebbe meritato ben altra sorte. “Ma è stato il miglior momento della mia carriera lottare con un pluricampione del mondo come lui – la prende con filosofia Quartararo – Spero di ritrovarmi presto in questa posizione”. Secondo terzo posto di fila per Vinales: scattato dalla pole ha tenuto testa al francese solo per qualche giro, poi è stato superato anche da Marquez e staccato. “Ho dato il mio meglio ma non avevo un buon feeling – spiega – Ho rischiato di cadere e così ho preferito non spingere”. Le Yamaha confermano comunque i progressi delle ultime gare. Rossi chiude quarto come a Spielberg e Silverstone: partire settimo non è stato d’aiuto, in più Rins prima e Morbidelli (quinto al traguardo) poi ne hanno frenato la rimonta anche se, confessa con sincerità a fine gara, “i tre davanti, nel complesso, andavano più forte di me”.

E alle parole di Marquez replica con un sorriso: “Gli ho dato una carica in più? Mi sembra che andasse forte anche prima… Secondo me era molto contento perchè ha battuto Quartararo, sa che può essere uno che nel futuro può dargli fastidio”, chiosa il Dottore, convinto di poter dire ancora la sua nella lotta per il terzo posto nel Mondiale attualmente occupato da un Danilo Petrucci in crisi d’identità: domenica anonima per il ducatista, solo decimo. In Moto2 spettacolare duello fra Augusto Fernandez e Fabio Di Giannantonio: il 20enne della Speed Up guida la gara sin dalla partenza in pole ma alla fine la spunta lo spagnolo con un sorpasso – finito inizialmente sotto investigazione prima del via libera dei commissari di gara – alla curva 14 dell’ultimo giro. Terzo Alex Marquez, sempre in testa alla classifica iridata. Dopo aver conquistato ieri la prima pole position della carriera, Tatsuki Suzuki completa l’opera in Moto3, regalando un successo speciale alla SIC58 Squadra Corse sulla pista intitolata a Marco Simoncelli. Sul gradino più basso del podio Tony Arbolino, solo ottavo Lorenzo Dalla Porta che resta comunque il leader del Mondiale.

L’ATALANTA PASSA A MARASSI, IMPRESA BOLOGNA

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Sorprendente fino all’ultimo istante la sfida tra Genoa e Atalanta allo stadio Ferraris. I bergamaschi riescono a vincere 2-1 grazie all’eurogol di Zapata al 95′. Dopo un buon avvio del Genoa, la Dea cresce e mette in difficoltà i padroni di casa che pure tengono botta. Anche l’avvio di secondo tempo è di marca rossoblù ma l’inserimento di Muriel dà la scossa all’Atalanta. Al 61′ Duvan Zapata viene sgambettato in area dal cugino Cristian, l’arbitro Fabbri lascia inizialmente correre poi viene richiamato dal Var per rivedere il contatto: assegna calcio di rigore in favore dell’Atalanta, dal dischetto va Muriel che al 64′ sigla lo 0-1. Il Genoa non smette di crederci e recupera il risultato nel recupero, trovando l’1-1 ancora dal dischetto. Djimsiti atterra Kouamé in area, l’arbitro Fabbri non ha dubbi e dagli 11 metri Criscito non fallisce al 91′. La gara sembra chiusa ma non è così, perché al 95′ Zapata inventa un gol da cineteca dal limite dell’area che, a pochi istanti dal triplice fischio, regala la vittoria e i tre punti all’Atalanta che può vantare il merito di non aver mollato fino all’ultimo.

Impresa del Bologna di Sinisa Mihajlovic, assente in panchina per i noti motivi di salute, al Rigamonti contro il Brescia di Corini. Sotto 3-1 contro le rondinelle fino al 10′ della ripresa dopo la doppietta di Donnarumma, il gol di Bani e quello del 3-1 di Cistana, i felsinei sfruttano la superiorità numerica per l’ingenuo rosso subito da Dessena all’inizio della ripresa e in 24′ firmano il capolavoro ribaltando il match grazie alle reti di Palacio, Poli e Orsolini e regalandosi così tre punti preziosissimi.
Exploit esterno anche per il Cagliari, che vince al Tardini battendo il Parma che non dà così seguito al successo di Udine. Doppietta di Ceppitelli per i sardi, poi Barillà rimette il match in corsa, ma Simeone in contropiede a 13′ dalla conclusione ha messo fine alle velleità di rimonta della squadra di D’Aversa.
La Lazio, da parte sua, cede l’intera posta sul campo della Spal che era ancora a 0 in classifica ed aveva bisogno di muovere la classifica. Un rigore di Immobile spiana la strada alla squadra di Inzaghi, poi nella ripresa è Petagna con un bel gol a rimettere il match in parità per gli estensi e nel finale Kurtic segna la rete che vale i tre punti.
(ITALPRESS).

POKER DELLA ROMA, MILAN CORSARO DI RIGORE

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La Roma batte il Sassuolo per 4-2; mentre il Milan espugna il Bentegodi, vincendo per 1-0, di rigore. Questi gli esiti dei posticipi odierni della terza giornata di serie A. Successo largo dei giallorossi, grazie alle reti (tutte nel primo tempo) dell’esordiente Mkhitaryan, di Cristante, Dzeko e Kluivert. Inutile la doppietta di Berardi (nella ripresa) per i neroverdi. Parte bene la squadra di Fonseca subito in vantaggio al 13’ con Cristante, autore di un colpo di testa sul primo palo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, battuto da Pellegrini. La reazione del Sassuolo non c’è e la Roma dilaga nel corso della prima frazione di gioco: prima c’è il tap in vincente di Dzeko al 19’, su cross di Kolarov, poi la prima rete in giallorosso di Mkhitaryan, su passaggio di Pellegrini. Nel finale del primo tempo c’è spazio per il poker giallorosso, siglato da Kluivert, sempre servito dall’ispirato numero 7 giallorosso (oggi tre assist per lui, ndr.), con uno splendido lancio da centrocampo.
Nella ripresa il Sassuolo reagisce e accorcia le distanze con Berardi, autore di un calcio di punizione magistrale dai trenta metri. Poi il club emiliano torna al gol sempre con Berardi, bravo a depositare in rete al termine di un’azione condotta sulla fascia sinistra. Nel finale l’assedio dei neroverdi non porta gli effetti sperati e la Roma, che colpisce tre pali (con Dzeko, Mancini e Pellegrini) si gode la prima vittoria del campionato.
Nella gara di Verona, invece, un Milan non bello ha vinto grazie al penalty trasformato da Piatek al 23′ della ripresa. I veneti hanno giocato in dieci uomini, per il rosso diretto inflitto ai danni di Stepinski, dal 21′ del primo tempo ma hanno lottato alla pari col Milan per lunghi tratti del match. Gli scaligeri hanno iniziato la sfida di stasera col piglio giusto; poi sono rimasti presto in dieci. Ingenuità dell’esordiente Stepinski che ha colpito coi tacchetti Musacchio sul volto: l’arbitro Manganiello, richiamato al Var, ha estratto il rosso. Nonostante ciò, al 28′ il Verona ha sfiorato un eurogol con Verre: bell’aggancio al volo e conclusione di poco sopra la traversa. Il Milan ha poi fatto fatica a trovare spazi, con la squadra avversaria schiacciata nella propria trequarti. Fino al termine del primo tempo Silvestri non ha corso alcun pericolo.
Nella ripresa Giampaolo ha fatto esordire Rebic ma il Verona è rimasto vivo: al 57′ Calabria ha colpito un palo; tre minuti dopo è invece Verre a esser fermato dal legno. Un braccio largo di Gunter in area, su conclusione di Calhanoglu, ha regalato poi il rigore decisivo al Milan: Piatek dal dischetto ha segnato lo 0-1. Poi all’83’ il polacco ha assaporato anche la doppietta, prima che Manganiello, grazie al Var decidesse di annullare la rete per carica sul portiere. Nel finale punizione dal limite per il Verona e rosso a Calabria: in Milan trema ma si salva.