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Bene Gallinari, ma per i due italiani debutto con sconfitta

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Al via la mia 16esima stagione Nba”. Un veterano, ma con l’entusiasmo di sempre come dimostra il post di ieri, alla vigilia della prima del 16esimo campionato tra i grandi del basket mondiale. Danilo Gallinari torna sulla scena dopo un anno da dimenticare per gli infortuni e dimostra di essere il “Gallo” di sempre, nonostante la netta sconfitta della sua ennesima franchigia Nba. I Wizards perdono 143-120 sul parquet dei Pacers, ma l’ala di Sant’Angelo Lodigiano c’è, parte dalla panchina, gioca 17 minuti e mette a referto 16 punti e tre rimbalzi, risultando tra i migliori dei suoi. Ne fanno 25 Kuzma e 18 Poole, arriva a 16 come l’azzurro anche Jones, ma è tropo poco per fermare Indiana che ne porta otto in doppia cifra: i cinque del quintetto iniziale oltre a Hield (14), Smith (13) e Nembhard (12) dalla panchina. Il più prolifico è Brown che ne fa 24, sono 20 quelli di Haliburton (11 gli assist), poi 18 Mathurin e 11 a testa per Toppin e Turner.
Perde anche l’altro italiano in campo nella prima vera notte Nba (ieri l’apertura della stagione con il successo dei campioni in carica, i Denver Nuggets sui Lakers, e la vittoria dei Suns sui Warriors). I Jazz di Simone Fontecchio, infatti, perdono davanti al proprio pubblico contro i Kings che si impongono 130-114.
Per l’azzurro pochissimo spazio, appena due minuti, il tempo di mettere a referto due punti e un rimbalzo. Utah perde nonostante i 24 punti di Clarkson, i 19 di Markkanen (10 i rimbalzi) e i 15 di Collins (11 i rimbalzi). Sacramento va forte con Barnes che trascina i suoi facendo registrare 33 punti al suo attivo, ma è ottimo anche il contributo di Sabonis che piazza una doppia doppia da 22 punti e 12 rimbalzi.
Programma molto ricco con ben 12 gare. Oltre a Sacramento e Indiana, vincono al debutto anche Hornets (116-110 sugli Hawks con 25 punti per P.J.Washington), Celtics (108-194 sui Knicks con 34 punti e 11 rimbalzi per Tatum), Magic (116-86 contro i Rockets), Cavaliers (114-113 su Brooklyn con 27 punti per Mitchell, mentre ai Nets non bastano i 36 di Thomas), Heat (103-102 sui Pistons con 22 punti per Adebayo e nonostante i 30 di Cunningham per Detroit), Raptors (97-94 sui Timberwolves), Thunder (124-104 sui Bulls con 31 punti e 10 assist per Shai
Gilgeous-Alexander), Pelicans (111-104 contro i Grizzlies con 31 punti per Bane), Mavericks (126-119 contro gli Spurs con 33 punti, 13 rimbalzi e 10 assist per Doncic) e Clippers (123111 su Portland con 27 punti per George).
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Crollo del Milan in Francia, il Psg domina 3-0

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Sconfitta amara per il Milan di Stefano Pioli, che cade per 3-0 in casa del PSG e complica sensibilmente la pratica qualificazione agli ottavi di finale di Champions League. Tutto quasi troppo facile per i francesi, che con le reti di Mbappè, Kolo Muani e Lee concretizzano una superiorità tecnica apparsa evidente per larghi tratti del match. Avvio di partita tendenzialmente bloccato, con molti errori tecnici ma poco spazio concesso dai due reparti arretrati. Al 22′ il primo tentativo, timido, di Kylian Mbappè, che dal limite dell’area calcia trovando la presa sicura di Maignan. Prova a rispondere il Milan poco più tardi, con il fraseggio che favorisce Leao e la sua conclusione a giro che termina non lontano dal palo di Donnarumma. E’ però il PSG a sbloccare il parziale, con un’azione trasformata in oro dalla percussione di Zaire-Emery, che si libera di Rejnders e serve Mbappè, bruciante nel dribbling con cui salta secco Tomori e freddissimo a spiazzare Maignan. I parigini chiudono in vantaggio il primo tempo e nella ripresa provano subito a mettere in discesa il match: prima con la rete siglata in ripartenza da Dembelè ma annullata per un precedente fallo di Ugarte; poi con Kolo Muani, letale nel raccogliere e depositare in rete da sotto misura la respinta corta di Maignan sulla conclusione scagliata ancora da Dembelè sugli sviluppi di corner. 2-0 per il PSG e moto d’orgoglio che non giunge da parte dei rossoneri, con la formazione di Luis Enrique che arriva anche vicina al 3-0, grazie alla ripartenza che trova libero in area Mbappè al quale è solo il miracolo di Maignan a negare la doppietta. Gol che però i padroni di casa troveranno all’89’, al termine di una bella azione manovrata alimentata dal solito Zaire-Emery e chiusa, dopo un bel velo di Goncalo Ramos, dal neo entrato Lee, rimasto tutto solo al centro dell’area e indisturbato nel realizzare la conclusione che batte ancora Maignan. Archiviato, dunque, in favore del PSG il risultato del ‘Parco dei Principì, con la squadra di Luis Enrique che si porta in vetta alla classifica del girone F con sei punti all’attivo, lasciandosi dietro Borussia Dortmund e Newcastle (1-0 per i tedeschi in Inghilterra nell’altro match del girone con rete decisiva di Nmecha al 45’) a quota quattro e proprio il Milan ultimo a due lunghezze.
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La Lazio crolla a Rotterdam, il Feyenoord vince 3-1

ROTTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – La Lazio esce sconfitta dal De Kuip di Rotterdam, il Feyenoord non lascia diritto di replica e vince 3-1 nella terza giornata di Champions League. L’eroe della serata è Gimenez, autore di una doppietta, nel mezzo la rete di Zerrouki a fine primo tempo, poi il gol della speranza di Pedro su rigore nel finale. L’attaccante argentino, naturalizzato messicano, si conferma l’incubo dei romani: tre incroci e cinque gol. Sin dall’avvio di partita la squadra di Sarri soffre e rischia, sarebbe anche già sotto di un gol al 25′ se il Var non avesse annullato l’autogol di Hysaj per fuorigioco di Gimenez. L’ultimo quarto d’ora del primo tempo è da incubo. Al 31′ Gimenez ha più fortuna e, con l’errore in disimpegno di Casale, segna l’1-0. Il Feyenoord reclama un calcio di rigore ma si consola presto con il raddoppio. Al 47′ Steng serve Zerrouki che di prima intenzione firma il 2-0. L’unica palla gol biancoceleste è di Luis Alberto. La Lazio soffre ancora nella ripresa sulla chance divorata di Peixao e del solito Gimenez, Sarri cala l’asso Castellanos: staffetta annunciata con Immobile, al rientro da titolare dopo l’infortunio.
L’argentino ha subito una grande occasione, che avrebbe potuto sfruttare meglio. Finalmente all’ora di gioco si inizia a vedere la Lazio eppure è il Feyenoord a sfiorare il tris con Hartman. Lo trova al 74′ con la doppietta di Gimenez, dopo il miracolo di Provedel su Timber. Sembra il gol che chiude la partita. Ma i biancocelesti ritrovano speranza all’83’ con il calcio di rigore segnato da Pedro, guadagnato da Castellanos per fallo di Lopez. Nel finale le parate di Bijlow mantengono le distanze e la squadra di Slot sale a quota 6 nel girone, superando proprio la Lazio ferma a 4 punti. Prima sconfitta in Champions per la squadra di Sarri, che adesso dovrà battere gli olandesi all’Olimpico.
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Grand Depart a Firenze, arrivo a Nizza: ecco il Tour 2024

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – La storica Grand Depart in Italia, due cronometro compresa quella dell’ultima tappa con arrivo a Nizza e un menu di salite fra Appenino, Alpi e Pirenei con 4 arrivi in alta quota. L’edizione numero 111 del Tour de France, svelata oggi al Palais de Congres di Parigi, si annuncia durissima, con 52.320 metri complessivi di dislivello. Si parte il 29 giugno, come ufficializzato lo scorso dicembre, per la prima volta in Italia: Firenze-Rimini (206 km), Cesenatico-Bologna (200 km) e Piacenza-Torino (229 km) le prime tre frazioni fra Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte, cento anni dopo il primo italiano in maglia gialla al traguardo (Ottavio Bottecchia nel 1924). “La Grand Depart è un sogno che si avvera – le parole dal palco di Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna – un evento di portata storica per il nostro Paese, un’opportunità straordinaria frutto dell’eccezionale lavoro di squadra fra istituzioni nazionali e territori, lungo tre anni. E citando Gianni Mura, saremo buoni compagni di viaggio, pronti ad accogliere corridori, staff e appassionati”. Si parte subito forte, con i corridori che attraverseranno l’Appennino, percorrendo luoghi iconici del ciclismo italiano con omaggi a Bartali, Pantani e Coppi. E la quarta frazione, con partenza da Pinerolo, propone già le prime impegnative ascese: Sestriere, Monginevro e il Col du Galibier. La settima frazione, da Nuits-Saint-Georges a Gevrey-Chambertin, è quella della prima prova contro il tempo (25 km), mentre il 7 luglio la Grand Boucle si dipanerà fra 14 settori di strade bianche, per un totale di 32 chilometri.
Dopo il primo giorno di riposo un pò di tregua, poi l’undicesima tappa con Col de Neronne, Puy Mary Pas de Peyrol e Col de Pertus prima dell’arrivo sui Pirenei: si comincia con Tourmalet, Hourquette d’Ancizan e arrivo a Pla d’Adet, il giorno dopo – il 14 luglio, festa nazionale francese – nella 15esima tappa ecco Peyresourde, Col d’Agnes e Port de Lers prima dell’ascesa finale a Plateau de Beille. I corridori avranno quindi la seconda e ultima opportunità di ricaricare le pile prima del gran finale: 17esima tappa con Col Bayard e Col du Noyer, nella 19^ si sale sul Col de Vars e quindi La Bonette, che con i suoi 2802 metri rappresenta la cima più alta dell’intero percorso. Ma a decidere i giochi potrebbero essere le ultime due prove: la 20esima tappa prevede Col de Braus, Col de Turini, Col de la Colmiane e arrivo sul Col de la Couillole, con ascesa finale di 15,7 km con pendenza media del 7,1%. Dulcis in fundo, il 21 luglio, la cronometro individuale di 34 km fra Monaco e Nizza, chiamata a sostituire Parigi visto che cinque giorni dopo inizieranno le Olimpiadi.
Un percorso tosto, che rende quasi impossibile pensare a un’accoppiata Giro-Tour, ma che sulla carta garantisce spettacolo: Jonas Vingegaard e Tadej Pogacar si daranno battaglia ma occhio al possibile terzo incomodo, da Remco Evenepoel a Primoz Roglic.
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Mourinho “Slavia Praga forte, Roma pronta e in fiducia”

ROMA (ITALPRESS) – “Ho visto tante partite dello Slavia. Ho visto una squadra che ha giocato contro lo Sparta e un’altra che ha giocato tutte le altre. Non so quale delle due avremo domani, noi siamo preparati per entrambe perchè tutte e due hanno fatto bene anche se in maniera diversa”. Sono queste le parole con cui Josè Mourinho, in conferenza stampa, parla della sfida contro lo Slavia Praga di Europa League. “I giocatori sono bravi e anche l’allenatore, che non conosco direttamente, guardando la sua squadra sarà sicuramente bravo. Si vede qualità di gioco, nei giocatori. E’ un avversario che cambia spesso formazione ed è più difficile, abbiamo analizzato le opzioni offensive che hanno”, spiega Mourinho che vede una Roma “in fiducia e che è stata brava a reagire “dopo la sconfitta con il Genoa. Sono arrivate quattro vittorie consecutive, l’ultima col Monza non bella, forse non meritata, ma è arrivata alla fine grazie alla spinta dei tifosi, all’empatia con il nostro pubblico”.
Prima lo Slavia Praga, domenica l’Inter a San Siro. “Giochiamo contro una squadra che secondo me può vincere il campionato con 20 punti di vantaggio, è una squadra fortissima, contro di loro bisogna giocare al più alto livello possibile. Noi non abbiamo il privilegio di essere tanti e bravissimi come loro – dice riferendosi ai nerazzurri di Inzaghi -, ma dobbiamo fare delle nostre caratteristica la nostra forza, dobbiamo andare a giocarcela al massimo, ma prima c’è lo Slavia e domani sarà dura”. Mourinho non sarà in panchina al Meazza, uno stop che brucia così come infastidiscono certe voci sentite dopo la squalifica. “Tanti idioti dicono cose che solo un idiota può dire e se è una persona del calcio a dirle diventa ancora più idiota, io sono l’allenatore della Roma e voglio stare con la mia squadra, purtroppo per quello che è successo nell’ultimo minuto della gara con il Monza non posso stare in panchina, mi dispiace tantissimo, ma l’unico motivo è che non posso stare con i miei giocatori, se merito la squalifica o no non è un tema che voglio discutere, ma la mia opinione è che le regole devono essere uguali per tutti. E’ un brutto gesto ok, ma l’ho visto fare anche ad altri allenatori, ho avuto in tutta la stagione un comportamento super corretto in panchina e fuori, sono stato espulso per un gesto, ok, ma deve valere per tutti”. Ci sarà Lukaku al Meazza e per lui non sarà un pomeriggio semplice, vista la contestazione annunciata dai tifosi nerazzurri. “Non sapevo che Lukaku fosse così importante a Milano, quello che ha vinto lui lo hanno fatto 200 giocatori nella storia dell’Inter ed è interessante vedere che Lukaku passato dall’Inter alla Roma sia un dramma, mentre Calhanoglu dal Milan all’Inter è una meraviglia. Cannavaro e Vieri nessun problema, Lukaku alla Roma invece è una sorpresa perchè non pensavo contasse così tanto”. E tornando sulla gara contro lo Slavia Praga il tecnico portoghese ha ammesso: “Lukaku giocherà. E’ una partita difficile, importante, lui è importante per noi soprattutto senza Dybala e Pellegrini”.
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Meteo incerto in Thailandia, Bagnaia “Ma sono fiducioso”

BURIRAM (THAILANDIA) (ITALPRESS) – “Sono felice di essere di nuovo in Thailandia. Dopo il Giappone, l’Indonesia e l’Australia, piste dove anche l’anno scorso avevamo faticato, ora è bello poter tornare a correre su circuiti dove solitamente siamo sempre stati veloci”. Pecco Bagnaia guarda al weekend di Buriram con ottimismo. Lo scorso anno il ducatista, sotto una pioggia torrenziale, riuscì a conquistare un importante terzo posto alle spalle dell’ex compagno di squadra Jack Miller, portandosi a -2 punti dalla vetta della classifica generale occupata da Quartararo. E ora, reduce da un altro fine settimana positivo in Australia, che lo ha visto conquistare il secondo posto nel GP disputato di sabato, il pilota torinese proverà a dare un’altra spallata nella corsa al titolo. “Lo scorso anno avevamo affrontato la gara in condizioni difficili con la pioggia ed eravamo stati competitivi, chiudendo terzi sul podio. Anche quest’anno il meteo sarà incerto, ma sono fiducioso di poter fare bene in qualsiasi condizione. Non vedo l’ora di scendere in pista a Buriram”, assicura Bagnaia. Con lui ci sarà anche Enea Bastianini, determinato a confermare il trend positivo, dopo aver chiuso nella top ten le tre gare disputate negli ultimi due fine settimana. “Questa sarà la mia seconda volta sul Chang International Circuit con la MotoGP – racconta – A differenza del 2022, spero che le condizioni meteo siano migliori. L’anno scorso la gara era stata difficilissima a causa della pioggia battente, ma ero comunque riuscito ad ottenere un buon sesto posto. L’obiettivo di quest’anno sarà cercare di essere veloci fin da subito ed ottenere una buona posizione in qualifica. Lavoreremo per arrivare pronti sia per la Gara Sprint che per il GP di domenica”.
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Pozzecco nuovo coach Asvel Villeurbanne ma resterà ct Italia

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – L’annuncio è arrivato: da oggi Gianmarco Pozzecco si dividerà fra il ruolo di ct dell’Italia e quello di allenatore dell’Asvel Villeurbanne, società che ha come presidente l’ex stella Nba Tony Parker. Ieri la Federbasket aveva fatto sapere di aver concesso al 51enne allenatore goriziano il necessario nulla osta che gli consentirà dunque di guidare la squadra francese e contemporaneamente allenare la Nazionale con contratto part-time. All’Asvel avrà come vice Edoardo Casalone. “Sono molto felice di dare il benvenuto a Gianmarco – lo accoglie Tony Parker, presidente del club transalpino – Darà nuovo impulso alla nostra stagione portando la sua enorme energia e la sua esperienza ad alti livelli. Non vedo l’ora di vedere i primi effetti del suo arrivo”. Pozzecco, a livello di club, vanta due titoli, una Fiba Europe Cup e una Supercoppa Italiana nel 2019 sulla panchina di Sassari. L’ex play azzurro, che è stato anche assistente di Ettore Messina a Milano, ha condotto la Nazionale a due quarti di finale, agli Europei del 2022 e ai Mondiali del 2023, conclusi poi entrambi con un ottavo posto. Ora Villeurbanne, dove dovrebbe debuttare già venerdì, nel corso della quinta giornata di Eurolega contro la Virtus Bologna, con l’obiettivo di mettere rapidamente fine a una serie di 17 sconfitte consecutive del quintetto francese nella massima competizione continentale. Pozzecco prende il posto di TJ Parker, fratello di Tony ed esonerato nei giorni scorsi.
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Stagione Nba al via, partenza vincente per Denver e Phoenix

DENVER (STATI UNITI) (ITALPRESS) – I campioni si presentano subito col vestito buono. Si alza il sipario sulla stagione Nba 2023-24 e i Nuggets, celebrato il primo storico titolo conquistato pochi mesi fa, partono col piede giusto: 119-107 sui Los Angeles Lakers. Si fa trovare pronto Nikola Jokic, che inaugura la sua annata con una tripla doppia da 29 punti, 13 rimbalzi e 11 assist, in una partita in cui Denver è sempre stata in pieno controllo, tanto da chiudere già il primo quarto avanti di 14. Ma anche il resto della truppa di coach Malone non è da meno, da Murray (21 punti) a Caldwell-Pope (20 punti). Nei gialloviola in doppia cifra tutto il quintetto titolare, a partire da LeBron James, alla 21esima stagione nella Lega e con i suoi 38 anni il più vecchio del campionato: per lui 21 punti in 29 minuti.
Fra le pretendenti all’Anello anche Golden State e Phoenix, subito di fronte: hanno la meglio i Suns 108-104 con 32 punti di Booker e 18 dell’ex Durant mentre ai Warriors non basta il solito Stephen Curry che debutta con 27 punti.
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