BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) – Il Napoli centra un successo fondamentale in ottica passaggio del turno imponendosi per 1-0 sul campo dell’Union Berlino. A decidere una sfida non spettacolare è una zampata di Raspadori nella ripresa, ben innescato da una grande giocata di Kvaratskhelia. Tre punti che permettono agli azzurri di Garcia di portarsi a quota 6 punti, al secondo posto a -3 dal Real che ha vinto 2-1 sul campo del Braga (3 punti), mentre restano a 0 i tedeschi.
L’avvio è avaro di emozioni. Al 24′ sono i padroni di casa a passare in vantaggio con Haberer, ma l’arbitro annulla per fuorigioco di partenza da parte di Fofana. I tedeschi, con Bonucci in panchina, si rivedono al 36′, quando Fofana fugge al termine di una rapida azione di contropiede e prova a sorprendere Meret sul suo palo, ma il portiere salva in corner. Sarà l’ultima fiammata di un primo tempo che si chiude sullo 0-0.
Nella ripresa, i partenopei prendono in mano il pallino del gioco e pur non riuscendo a creare grattacapi particolari agli avversari nei primi minuti riescono a sbloccare il match al 20′. Kvaratskhelia, migliore dei suoi, salta secco Trimmel sulla sinistra, entra in area e serve a rimorchio Raspadori che mette dentro sul primo palo con il mancino anticipando il diretto marcatore, firmando così il gol che vale la vittoria. I campioni d’Italia sembrano controllare ma al 35′ rischiano grosso quando Knoche manda fuori di testa di un soffio dopo aver raccolto un cross dalla destra di Trimmel. L’assalto finale degli uomini di Fischer non crea ulteriori pericoli alla difesa rivale e gli azzurri gestiscono il vantaggio senza troppe difficoltà. Il risultato non cambierà più e la banda di Garcia porta a casa tre punti fondamentali che portano la squadra al secondo posto della classifica a quota 6 e con 3 lunghezze di vantaggio sul Braga sconfitto in casa dal Real Madrid. Napoli e Union Berlino torneranno ad affrontarsi mercoledì 8 novembre a campi invertiti.
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Il Napoli vince 1-0 a Berlino, decide il gol di Raspadori
Sanchez e Calhanoglu, l’Inter batte 2-1 il Salisburgo
MILANO (ITALPRESS) – Nella terza giornata di Champions, l’Inter batte 2-1 il Salisburgo e conquista la vetta del girone D. A San Siro, la squadra di Inzaghi si impone sugli austriaci, grazie alle reti di Sanchez e Calhanoglu (su rigore): il momentaneo pareggio degli ospiti lo ha realizzato l’israeliano Gloukh. L’Inter soffre la spensieratezza e la buona organizzazione del Salisburgo, ma alla fine porta a casa i tre punti, grazie alla maggior esperienza. Per quanto riguarda l’undici titolare interista, rifiatano Thuram, Barella e Dimarco, sostituiti rispettivamente da Sanchez, Frattesi e Carlos Augusto. Nonostante la partita già indirizzata nel primo tempo, l’avvio dell’Inter non è dei migliori, a differenza di un Salisburgo capace di giocare con personalità e bravo nel verticalizzare rapidamente per le punte. I nerazzurri si fanno bucare più volte centralmente e già al 4′ Gloukh impegna Sommer con un destro da dentro l’area di rigore. L’Inter sembra in difficoltà, ma alla prima ripartenza gli uomini di Inzaghi trovano il vantaggio: al 19′ il cross rasoterra di Mkhitaryan, deviato da Frattesi, arriva a Sanchez che da pochi passi realizza la rete del vantaggio. Dopo il gol trovato, i padroni di casa acquisiscono maggior sicurezza e iniziano a prendere in mano il pallino del gioco.
Al 32′ Dedic sfiora l’autogol chiudendo in scivolata un cross di Dumfries. Finale di primo tempo nervoso, con tanti falli e caratterizzato dalle proteste veementi dell’allenatore ospite, Struber, nei confronti dell’arbitro Letexier.
Nella ripresa il Salisburgo parte forte e la retroguardia nerazzurra continua a faticare nel leggere le verticalizzazioni degli austriaci. Al 57′ gli ospiti finalizzano una bella azione corale: Kjaergaard riceve da Simic e serve in corsa Gloukh che batte Sommer con un preciso destro a giro. Il gol non scoraggia l’Inter che ha la forza di rigettarsi in avanti e conquistare un calcio di rigore appena quattro minuti dopo. Gourna Douath entra in ritardo su Frattesi e al 64′ Calhanoglu trasforma con freddezza il rigore del 2-1. All’81’ Lautaro si vede annullare per fuorigioco il gol del possibile 3-1. Il risultato rimane in bilico fino alla fine, ma i nerazzurri riescono a reggere l’urto di un Salisburgo mai domo. Vittoria importante per l’Inter di Inzaghi che sale a quota sette punti nel girone; dall’altra parte, il Salisburgo rimane a quota tre. Il ritorno si giocherà in Austria l’8 novembre.
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Sarri “Il Feyenoord vale l’Atletico, serve faccia tosta”
ROTTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – “Il Feyenoord non ha nulla di meno dell’Atletico, con loro ha perso immeritatamente, sta segnando con una continuità pazzesca, non hanno perso quasi mai. Già l’anno scorso era difficile da affrontare e quest’anno ha qualcosa in più. Partita difficile, importante. Sappiamo cosa aspettarci, servirà una personalità feroce, in campo ci sarà da soffrire ma dentro la partita ci saranno anche delle opportunità. Serve faccia tosta, capacità di sofferenza e cattiveria mentale”. Così Maurizio Sarri, tecnico biancoceleste, presenta la sfida contro il Feyenoord in conferenza stampa. Poi sulla possibile formazione, l’allenatore della Lazio sottolinea: “Ne abbiamo tanti che danno la sensazione di poter giocare questa partita. Le scelte, in questo momento, posso farle con serenità perchè tutti sono affidabili. Le ultime due partite le abbiamo vinte con i cambi”, mentre sulla scelta di vietare la trasferta ai tifosi della Lazio Sarri dice: “Le pene collettive non hanno senso, se un tifoso sbaglia si prende 5 anni di Daspo e stop”, conclude.
In conferenza stampa anche il difensore Alessio Romagnoli. “Sappiamo che non abbiamo fatto un grande inizio di stagione, la risalita sarà lunga. Domani è una partita difficile contro una squadra attrezzata, dobbiamo essere consapevoli della nostra forza. La Champions è la più bella competizione che ci sia, sono tutte partite speciali ed è un sogno giocarle. Io cerco di dare tutto quello che ho, di essere un esempio e andare sempre a mille. Già è bello giocare per la Lazio, fare queste competizione è ancora più bello. Devo mettere da parte l’emozione, so quanto vale e devo dare il massimo come sempre. Sappiamo che in fase difensiva non abbiamo fatto un grande lavoro di squadra. Noi lavoriamo giorno per giorno per fare il massimo e fare partite come abbiamo fatto ultimamente”, conclude.
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Pioli “Psg forte e moderno serve un grande Milan”
PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “La sfida di Parigi è un’occasione”. Stefano Pioli ha grande rispetto per il Psg, ma chiede al suo Milan il massimo per rilanciarsi nella classifica del gruppo di Champions. “Purtroppo, malgrado due ottime partite dove meritavamo di più, non siamo ancora riusciti a vincere nel nostro girone, domani giochiamo contro una squadra molto forte, di alto livello, quindi il nostro livello di attenzione e di intensità dovrà essere molto alto”, spiega il tecnico rossonero alla vigilia del match del Parco dei Principi. “Il Psg è stato costruito per cercare di vincere la Champions con investimenti importanti, Luis Enrique sta facendo un lavoro eccezionale, sta dando un’identità diversa a una squadra che prima puntava di più sui giocatori, ma oggi con lui punta sul collettivo, è un allenatore che stimo tanto e che in pochi mesi ha messo su una squadra molto solida, moderna, noi cercheremo di controllare il loro gioco e di fare una grande partita. Servirà convinzione, personalità, bisogna mettere in campo le nostre caratteristiche con forza e coraggio per tutti i 95 minuti e anche nelle difficoltà bisognerà cercare di essere pericolosi e ribattere colpo su colpo”.
Nel Psg c’è una vecchia conoscenza rossonera. “Con Donnarumma ci siamo visti a Milanello quando è venuto con la Nazionale, ci siamo messaggiati, negli anni che è stato qui con me ha sempre dato il massimo fino all’ultimo giorno ed è stato una pedina importante per la nostra crescita, poi ha fatto altre scelte, ma lo abbraccerò sicuramente a fine partita”, spiega Pioli che non ha ancora sciolto gli ultimi dubbi di formazione. “Vedrò, ho ancora due-tre situazioni da verificare e sviluppare bene, bisognerà essere molto equilibrati e con le caratteristiche giuste per affrontare il Psg, sappiamo che nel calcio di adesso anche i cambi sono molto importanti e lo saranno anche domani. Cosa chiedo a Leao? Di continuare il suo percorso di crescita, è un giocatore di talento, offensivo e quindi deve essere sempre più determinante in termini di assist e gol”.
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Cip, inaugurata mostra “Corpi a regola d’arte” a Reggio Calabria
REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – La mostra ‘Corpi a regola d’Artè, progetto nato grazie alla collaborazione tra il Comitato Italiano Paralimpico e la Scuola Romana dei Fumetti, è stata inaugurata al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Un percorso espositivo composto da 40 opere realizzate dagli studenti della Scuola Romana dei Fumetti che resterà aperto al pubblico sino al 7 novembre. Alla cerimonia inaugurale hanno assistito circa 1300 studenti e studentesse delle scuole di Reggio Calabria. Nell’occasione cinque artisti della Scuola romana dei Fumetti hanno dato vita a una performance artistica finalizzata a rappresentare le atlete e gli atleti paralimpici nei propri gesti atletici e a esaltare l’unicità dei loro corpi. Unici come i Bronzi di Riace, esempio di bellezza classica e bene inestimabile del patrimonio archeologico del nostro Paese. A essere ritratti sono stati Anna Barbaro, argento nel triathlon ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020, Giacomo Perini, oro agli Europei del 2022 e 2023 e argento ai Mondiali del 2022 nel canottaggio, Vincenza Petrilli, argento nel tiro con l’arco ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020 e tre volte iridata ai Mondiali del 2022.
E poi Rosa Efomo De Marco, bronzo agli Spanish International di badminton del 2022 e del 2023 e Bruno Aloe, plurimedagliato atleta nelle discipline del nuoto e del calcio della Fisdir (Federazione Italiana Sport per Paralimpici degli Intellettivo-relazionali). Per quanto riguarda gli artisti, oltre al curatore della mostra Riccardo Colosimo, al fondatore e insegnante della Scuola Romana dei Fumetti Giancarlo Caracuzzo, hanno partecipato al progetto Valeria Abatzoglu, Fernando Proietti e Valerio Forconi. “Sono particolarmente lieto che il Comitato Italiano Paralimpico e la Scuola Romana dei Fumetti abbiano dato continuità a un progetto nato un anno fa con l’obiettivo di diffondere, attraverso l’arte e lo sport, una differente percezione della disabilità. Sono convinto che è grazie a eventi del genere che possiamo promuovere il diritto alla piena inclusione per le persone con disabilità e favorire allo stesso tempo un’idea di bellezza che, rifuggendo canoni predefiniti, sia in grado di esaltare l’unicità di ogni corpo. Anche in questo modo si alimenta quella silenziosa rivoluzione culturale che sta contribuendo a far crescere il nostro Paese, dal punto di vista sociale e civile”, dichiara Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico.
– foto ufficio stampa Cip –
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Al Coni seminario “La ginnastica e chi la racconta”
ROMA (ITALPRESS) – Una mattinata per capire meglio il mondo della ginnastica e per conoscere a fondo le dinamiche di uno degli sport più antichi del mondo. Si è tenuto presso il Salone d’Onore del CONI, organizzato dalla Federazione Ginnastica d’Italia e l’USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana) il seminario dal titolo: “La ginnastica e chi la racconta – Alto agonismo e minori: la deontologia e il filo sottile della narrazione dello sport”, durante il quale sono stati analizzati i linguaggi e i progetti di comunicazione di un ambiente in continua evoluzione mediatica – dai social alle produzioni streaming – sul filo sempre più sottile del rispetto dei diritti d’immagine e della deontologia. Un mondo, quella della ginnastica, che, come sottolineato dal presidente Fgi Gherardo Tecchi, sta vivendo un momento particolare: “In quest’ultimo periodo le cose sono andate molto bene dal punto di vista agonistico, abbiamo avuto qualche problema con la ritmica lavorando per cambiare posizione e approccio. Quest’anno abbiamo avuto un boom di iscrizioni facendo un salto metodologico e di qualità. La ginnastica non si gioca: in palestra si va a lavorare, a far crescere il fisico e la testa, perchè chi si impegna in sport come la ginnastica va meglio a scuola e ha un percorso più facile. Per noi è molto importante l’attività sociale, per far crescere in maniera sana la popolazione italiana”, ha sottolineato Tecchi. Durante le cinque ore del convegno – moderato dal giornalista RAI Andrea Fusco – si sono alternati sul palco diversi personaggi di spicco della ginnastica e del giornalismo con l’apertura scandita dai saluti istituzionali del presidente del Coni, Giovanni Malagò, per poi vedere alternarsi sul palco il responsabile del marketing di Sport e Salute, Fabio Guadagnini, il presidente Ussi, Gianfranco Coppola e il presidente Ussi Roma, Jacopo Volpi, tra gli altri. Oltre a loro anche la vice presidente del Safeguarding Office FGI, Novella Calligaris, che ha posto l’accento sulla necessità di “stare attenti a cosa si dice, a come si dice o al tono di voce perchè una frase o un rimprovero del tecnico viene recepito in maniera diversa a seconda dell’età. Serve una preparazione psicologica anche per i tecnici” e Marta Pagnini, ex atleta della nazionale di Ginnastica Ritmica e commentatrice tv che ha sottolineato come “ci si aspetta che l’atleta sappia comunicare. Per me l’atleta che è in attività andrebbe formato sui rischi e sulle possibilità che corre costruendo il proprio personal brand, che sarà utile quando finirà di gareggiare perchè rimarrà un modello. Oggi spero di essere un modello positivo per le giovani, grazie a quello che ho imparato ma anche grazie a quello che ho imparato dopo la chiusura della mia attività agonistica”, ha concluso.
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L’Empoli vince 2-0 a Firenze, in gol Caputo e Gyasi
FIRENZE (ITALPRESS) – L’Empoli espugna il Franchi di Firenze conquistando tre punti che le permettono di scavalcare l’Udinese e di uscire dalla zona caldissima della classifica. Successo meritato quello di Luperto e compagni che hanno annichilito la formazione viola disputando una partita quasi perfetta con Caputo e Gyasi killer di serata e con Andreazzoli perfetto nel disegnare una tattica che ha visto i gigliati disputare la loro peggior prestazione casalinga stagionale. Si capisce fin dai primi minuti di gara che per la Fiorentina sarà una serata complicata con l’Empoli che si presenta in campo molto determinato e pungente, in particolare sugli esterni offensivi, anche se sono i padroni di casa ad andare vicini al vantaggio al 12′ con Nico Gonzalez che impegna prima di testa Berisha e poi costringe Luperto a salvarsi. Man mano che passano i minuti sono gli ospiti a guadagnare campo e non è un caso che al 21′ la squadra di Andreazzoli passi in vantaggio con Caputo che ottimamente servito da Grassi, quest’ultimo bravo ad inserirsi fra le maglie difensive gigliate, sfugge a Milenkovic e batte Terracciano. Proprio Caputo, poco dopo un’ottima parata di Terracciano su Cambiaghi, realizza in chiusura di prima frazione il raddoppio ma la sua rete viene annullata per un fallo di mano dello stesso numero nove empolese. La Fiorentina accusa il colpo del ritrovarsi a sorpresa sotto nel punteggio e allora Italiano nell’intervallo decide di inserire Sottil per Brekalo. L’incidenza del cambio non si nota perchè i gigliati fanno sempre fatica a produrre una manovra veloce ed incisiva mentre invece l’Empoli si chiude e riparte provando a sfruttare l’ottima serata di Cambiaghi e Cancellieri. Italiano prova allora con due nuovi cambi gettando nella mischia Beltran e Mandragora per Nzola e Duncan ma l’Empoli chiude la gara con Gyasi a 10′ dalla fine, e per la Fiorentina è notte fonda.
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L’Udinese non sa vincere, Piccoli salva il Lecce all’83°
UDINE (ITALPRESS) – L’Udinese continua a non vincere, il Lecce, da parte sua, porta a casa un altro risultato positivo. Termina 1-1 il posticipo della nona giornata di Serie A. In Friuli succede tutto nel secondo tempo: all’iniziale vantaggio su rigore di Thauvin, risponde nel finale la rete di Piccoli. In generale, una partita dall’intensità bassa, in cui l’Udinese non trova la prima vittoria stagionale, nonostante un discreto secondo tempo. Per quanto riguarda le formazioni, Sottil deve rinunciare a Lovric, in tribuna a causa di un problema fisico; dall’altra parte, D’Aversa riconferma l’ormai consolidato undici titolare e recupera Banda per la panchina. Il primo tempo non passerà di certo agli annali sotto il profilo della bellezza: entrambe le squadre giocano con un ritmo basso, commettendo diversi errori tecnici. In particolare, l’Udinese sembra avvertire il peso di una classifica estremamente deficitaria: i friulani mettono in luce una manovra spesso frenetica e incapace di sfruttare le corsie laterali. Nonostante le evidenti difficoltà, i padroni di casa riescono ad arrivare più volte alla conclusione, impegnando Falcone con Success e Kamara. L’occasione più nitida è un tiro da fuori di Thauvin al 19′.
Nei primi 45′ meglio il Lecce, vicino al vantaggio al 21′ grazie a Strefezza, autore di un insidioso destro a giro dal limite dell’area. I salentini attaccano da sinistra, sfruttando l’estro di Strefezza e appaiono tatticamente più ordinati.
Nella ripresa Sottil inserisce subito Ebosele e l’ingresso dell’esterno irlandese si rivela subito decisivo. Proprio una sgroppata sulla destra del numero 2 genera una mischia in area, da cui l’Udinese ne esce conquistando un calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Thauvin che realizza il suo primo gol in Serie A e porta l’Udinese in vantaggio. Dopo il gol l’Udinese lascia il pallino del gioco al Lecce, preferendo ripartire in contropiede. D’Aversa inserisce anche Banda e passa al 4-2-3-1 nel tentativo di riacciuffare il risultato: sono, però, i successivi subentri di Sansone e Piccoli a dare una nuova svolta alla partita. Al 83′ Sansone dalla trequarti di destra alza la testa e serve Piccoli: l’ex Atalanta allunga la gamba e beffa Falcone, segnando il gol dell’1-1. Nel finale l’Udinese si riversa in avanti alla disperata ricerca del vantaggio, esponendosi ai contropiedi degli ospiti. Un pareggio che serve molto poco all’Udinese, ancora a secco di vittorie in Serie A e in piena crisi; il Lecce, invece, si porta a casa un buon punto, arrivato grazie ad una buona reazione di squadra.
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