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Nona sinfonia Verstappen: vince anche in Olanda. Sainz è 5^

ZANDVOORT (OLANDA) (ITALPRESS) – Sempre Max Verstappen. Il pilota della Red Bull vince anche davanti al suo pubblico, aggiudicandosi un rocambolesco Gran Premio d’Olanda, interrotto al 64esimo dei 72 giri in programma dopo la forte pioggia caduta sul circuito di Zandvoort e la bandiera rossa provocata dall’uscita di pista dell’Alfa Romeo di Zhou Guanyu, e poi ripreso dopo oltre 40 minuti dietro la safety car. Il due volte campione del mondo, scattato dalla pole, era al comando quando i commissari di gara hanno esposto la bandiera rossa e ha poi difeso senza problemi la leadership nei giri finali: successo numero 46 in carriera per Verstappen, il nono di fila (eguagliato il record di Vettel del 2013), l’11esimo su 13 Gp disputati in questo 2023 con l’olandese sempre più avviato verso il tris iridato. A completare il podio l’eterno Fernando Alonso, secondo con la Aston Martin, e Pierre Gasly, terzo con la Alpine grazie ai 5 secondi di penalizzazione inflitti a Sergio Perez (Red Bull) per eccesso di velocità in pit-lane. Domenica in chiaroscuro per le Ferrari: Carlos Sainz riesce ad acciuffare il quinto posto davanti a Lewis Hamilton (Mercedes) e Lando Norris (McLaren), costretto al ritiro nel corso del 41esimo giro Charles Leclerc, che dopo aver subito al via dei danni all’ala anteriore della sua Ferrari ha dovuto gettare la spugna da delle anomalie sul fondo della sua vettura mentre lottava per la 15esima posizione.
– foto LivePhotoSport –
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Farfalle di bronzo con i cinque cerchi ai Mondiali di Valencia

VALENCIA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Un’ultima medaglia prima di salutare. La 40esima edizione dei Mondiali di ginnastica ritmica a Valencia – giunti all’epilogo delle finali di specialità per gruppi – si chiude per l’Italia col bronzo delle Farfalle con i cinque cerchi. Le campionesse iridate uscenti, seconde nel concorso di ammissione spagnolo, commettono un errore a metà esercizio e sbagliano una collaborazione sul finale. Risultato, un 35.850, pari merito con il Brasile, che premia le Farfalle soltanto per l’esecuzione più alta (7.750 contro 7.350). Il titolo va alla Cina, forte di un 36.550 assolutamente alla portata delle ragazze dell’Accademia di Desio, che venerdì avevano fatto registrare il totale di 37.650. Sulla piazza d’onore ci salgono le padrone di casa: le iberiche, con una routine molto più compassata, riescono a scalzare il quintetto dell’Aeronautica Militare (l’agente di polizia Alessia Russo era in panchina) grazie a 36.100 punti. Soltanto quinte le israeliane, campionesse all around d’insieme, che avevano ottenuto anche il primo posto di qualificazione. “Questo Mondiale è stato la metafora dell’ultimo anno appena trascorso, pieno di difficoltà – ha dichiarato capitan Maurelli in zona mista – Abbiamo commesso qualche errore anche oggi, ma siamo andate in crescendo e la fortuna ci ha sorriso. Chissà che non sia l’inizio di una nuova fase. Per molte di noi questo potrebbe essere stato l’ultimo Mondiale, visto che nel 2024 la rassegna FIG non c’è. Ma l’avevamo detto anche nel 2019, quindi mai dire mai. Ora dobbiamo riposarci fisicamente e mentalmente. Andremo un pò in vacanza per poi buttarci testa e cuore sulla road to Paris, con la rinnovata carica che ci ha dato questa esperienza a Valencia e con i nostri sorrisi. La concorrenza, l’abbiamo visto, è molto alta. Si affacciano al podio sempre più Paesi, come ha dimostrato anche il recente mondiale juniores di Cluj Napoca. Ed è bello così, vedere gare sempre più di livello rende il nostro bellissimo sport ancora più spettacolare. Nessuno si porta il risultato da casa, perciò, adesso, torneremo in palestra per rielaborare gli esercizi e diventare ancora più forti. Ci terrei, infine, anche a nome delle mie compagne, a fare i complimenti alla staffetta d’argento a Budapest e a Gianmarco Tamberi. Avanti così ragazzi, ci vediamo a Parigi”. Intanto nell’altra final eight odierna si impone Israele con 34.800 davanti a Cina, seconda con 32.800 e Ucraina, terza a quota 32.300. Rimane stavolta ai piedi del podio la Spagna, mentre una fallosa Bulgaria, quasi irriconoscibile, deve accontentarsi della settima piazza. “E’ stato un mondiale pieno di pathos – ha aggiunto Emanuela Maccarani – Le aspettative su di noi erano tante e sappiamo anche quanto pesasse sulle spalle delle atlete la qualificazione olimpica. Oggi abbiamo commesso errori evitabili. Ma nello sport, quando salti tappe fondamentali, è difficile recuperare. Il lavoro paga sempre, è vero, però se c’è qualcosa che mina la serenità alla fine lo paghi. Il livello generale è cresciuto molto. Quello che ci è mancata è la solita sicurezza, l’autostima che viene dalle conferme. Lasciamo comunque Valencia con la consapevolezza di avere grandi potenzialità e margini di miglioramento”.
Con il bronzo odierno la Federginnastica conclude la rassegna valenciana con cinque medaglie, i tre argenti individuali (cerchio, palla e all around) di Sofia Raffaeli, il bronzo ai cinque cerchi dell’insieme e quello nel Team Ranking. Il computo complessivo delle medaglie iridate “all time” sale a quota 54: “Un bilancio molto positivo – chiosa il capodelegazione Valter Peroni – cui vanno aggiunte le due qualificazioni olimpiche, ossia il target principale che ci eravamo preposti. Dall’Italia ci sia attende ormai sempre il massimo e questo è indicativo del livello raggiunto. Per il momento storico che stiamo vivendo direi che è stato raggiunto un ottimo risultato. Il presidente Tecchi mi ha chiamato spesso in questi giorni e si è complimentato con le ragazze per i loro successi”.
– foto Simone Ferraro/FGI –
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Vlahovic salva la Juve, termina 1-1 contro il Bologna

TORINO (ITALPRESS) – Un punto a testa per Juventus e Bologna nel posticipo della seconda giornata di Serie A: all’Allianz Stadium di Torino Vlahovic risponde all’iniziale vantaggio di Ferguson e termina 1-1. Un piccolo passo indietro per la Juve sul piano del gioco dopo la convincente prestazione di Udine mentre dall’altra parte, un coriaceo Bologna strappa un pari importante e protesta per un rigore non concesso al 71′. Il primo tempo mette in luce un Bologna ordinato in campo e capace di accompagnare l’azione offensiva con tanti uomini: fondamentale il lavoro di Zirkzee, vero e proprio regista offensivo della squadra e uomo assist per i compagni. La prima conclusione verso la porta bianconera arriva all’8′, grazie al destro di Moro che termina di poco a lato; al 23′ Ndoye da posizione defilata impegna Perin sul primo palo. La terza palla gol del Bologna è quella buona: un minuto dopo sempre Zirkzee riceve palla e smista per Ferguson, che incrocia la conclusione battendo Perin. Ancora lo scozzese ha la chance del raddoppio al 29′, ma il suo sinistro termina di poco a lato. Di contro, la Juve è totalmente in difficoltà, soffre la pressione degli uomini di Motta e non crea particolari pericoli per la porta di Skorupski. Nonostante un orgoglioso assalto finale, i bianconeri imboccano la strada degli spogliatoi tra i fischi dello Stadium. Nei primi minuti della ripresa si ripresenta sul terreno di gioco una Juve più aggressiva e con un Chiesa abile a svariare su tutto il fronte offensivo. Al 52′ Vlahovic si vede annullare il gol del pari per fuorigioco di Rabiot, segnalato dopo revisione al Var. Motta capisce il momento di calo fisiologico del Bologna ed inserisce forze fresche, quali Dominguez, Karlsson e Corazza. Al 71′ Zirkzee su azione di ripartenza costringe Perin al miracolo: sulla ribattuta, poi, gli ospiti reclamano un rigore per un contatto dubbio tra Ndoye e Iling. Nonostante la ritrovata pericolosità del Bologna, la Juve non si scompone e trova il tanto agognato pareggio al 80′: Iling sfrutta lo spazio a disposizione sulla corsia di sinistra e crossa per Vlahovic, il cui colpo di testa risulta vincente. Nel finale la Juve vorrebbe provare a vincerla ma il Bologna non si abbatte e prova a creare pericoli in contropiede: Karlsson al 95′ sbaglia il controllo a tu per tu con Perin, gettando all’aria la palla del possibile 1-2.
– foto Image –
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Il Lecce rimonta due gol, fermata sul 2-2 la Fiorentina

FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina si mangia le mani e il Lecce torna a casa con un punto: 2-2 il finale del “Franchi” dove i viola si trovavano avanti per 2-0 e in pieno controllo di gara al momento dell’intervallo. Brava la squadra giallorossa a crederci e soprattutto perfetta la strategia di D’Aversa nella ripresa, con mosse azzeccate dalla panchina, fra le quali quella di Krstovic, autore del definitivo 2-2. Durano poco i viola che sono andati in difficoltà in particolar modo sugli esterni e quando Arthur ha finito l’ossigeno. Bene ancora una volta nel finale i salentini, che nella prima giornata avevano “ribaltato” la Lazio.
La Fiorentina è abile a indirizzare la partita sul binario a sè favorevole già nei primissimi minuti, come già era avvenuto al debutto contro il Genoa, con Nico Gonzalez che esattamente come a Marassi è perfetto a staccare di testa su calcio d’angolo, stavolta battuto da Duncan. Quest’ultimo è una delle novità che il tecnico viola Vincenzo Italiano decide di presentare in avvio, così come Christensen in porta, Martinez Quarta in difesa, Parisi e Sottil sulla corsia sinistra e Beltran in avanti. Proprio da un’apertura perfetta di quest’ultimo per Arthur arriva il raddoppio di Duncan su assist del brasiliano. Il ghanese potrebbe segnare una doppietta in chiusura di prima frazione con la conclusione del numero 32 gigliato che centra il palo. I padroni di casa surclassano così tanto il Lecce che D’Aversa è costretto ad inserire Kaba e Dorgu dopo l’intervallo: al 49′ i salentini accorciano con Rafia che conquista palla su Arthur e dopo un corto scambio con Banda insacca. Il pareggio degli ospiti arriva a un quarto d’ora dalla fine con il neo entrato Krstovic che, su cross di Banda, di testa, sbuca fra Martinez Quarta e Parisi e batte Christensen. La Fiorentina ha la chance per tornare vantaggio a 8′ dalla fine, perchè il direttore di gara Ferrieri Caputi assegna inizialmente un rigore, salvo poi ravvedersi per un fuorigioco in partenza nella stessa azione. Il finale generoso dei gigliati è confusionario e Baschirotto e compagni hanno vita facile nel portare a casa un punto prezioso.
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Mancini “Trattato come il mostro di Firenze”, ora l’Arabia

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ROMA (ITALPRESS) – “Mi hanno trattato come il mostro di Firenze, sì, Pacciani…”. Sono le poche parole che Roberto Mancini ha voluto rilasciare in una chiacchierata telefonica al direttore editoriale dell’Agenzia Italpress, Italo Cucci, in volo verso l’Arabia Saudita dove è stato annunciato come nuovo ct dei Green Falcons a due settimane dalle dimissioni presentate alla Figc. L’ufficialità, dopo i tanti rumors dei giorni scorsi, è arrivata in un video postato sulla pagina Facebook della Federazione saudita (Saff). “Ho fatto la storia in Europa, ora è tempo di fare la storia in Arabia Saudita”, sono poi state le prime parole del tecnico jesino da ct dei Green Falcons, al termine del filmato con cui la Saff celebra anche l’impresa del 2021 compiuta alla guida dell’Italia. Via dalla Nazionale in aperta polemica con la Figc, Mancini ha poi parlato anche attraverso la sua pagina Instagram: “In questi giorni ho ricevuto una manifestazione di piena fiducia sulla mia persona e di apprezzamento del lavoro svolto in questi anni dalla Saudi Arabia Football Federation che mi ha scelto per il prestigioso incarico di Head Coach della National Team, e che ringrazio nella persona del Presidente Yasser Al Misehal – scrive – Sono entusiasta di aver accettato questo nuovo progetto che si fonda sulla condivisione della visione strategica di crescita del settore calcistico e in particolare del mondo dei giovani a cui tengo da sempre. Questo incarico è un riconoscimento del valore attribuito al calcio Italiano e anche in questa esperienza porterò con orgoglio la nostra italianità nel mondo”.
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Elena Micheli oro e Alice Sotero argento ai Mondiali di pentathlon

BATH (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Come lei nessuna mai. Elena Micheli centra una storica doppietta vincendo l’oro ai Mondiali di pentathlon moderno a Bath, in Inghilterra. Se un anno fa, ad Alessandria d’Egitto, l’azzurra aveva riportato in Italia il titolo iridato 17 anni dopo Claudia Corsini, oggi l’atleta romana del Centro Sportivo Carabinieri ha compiuto un’impresa storica, laureandosi campionessa del mondo per la seconda volta consecutiva, prima pentatleta a vincere due titoli iridati di fila dopo la francese Amelie Cazé (nel 2007 e nel 2008). La Micheli è stata protagonista di una bellissima finale e ha condotto la prova di laser run chiudendo con 1429 punti. Ma non è tutto. Perché a rendere questa giornata memorabile per il pentathlon moderno italiano e per lo sport azzurro, ci ha pensato Alice Sotero. L’atleta astigiana delle Fiamme Azzurre, a poco più di anno dalla nascita della piccola Ginevra e a due mesi dal titolo europeo conquistato a Cracovia, ha vinto uno storico argento, sua prima medaglia mondiale, con 1420 punti, superando proprio nel finale l’atleta di casa Kerenza Bryson, bronzo (1419). Tredicesima la terza azzurra in gara, Alessandra Frezza (Aeronautica Militare) con 1372 punti. Un risultato che consente al terzetto italiano di riportare in Italia anche l’oro a squadre (con 4221 punti), che mancava dal 1997 (Fares, Foghetti, Giongo), vinto davanti a Gran Bretagna (4207) e Ungheria (3537). “È stato unico. Non mi aspettavo di potermi riconfermare a un anno di distanza, sapendo che il livello è in crescendo, perché più ci avviciniamo alle Olimpiadi e più il livello di tutte si alza – ha commentato Elena Micheli – Sapevo di andare incontro a una difficoltà maggiore ma non mi ha spaventata, anzi mi ha emozionata e mi ha messo di fronte a una ulteriore sfida, superata alla stragrande. Rispetto ad Alessandria d’Egitto, sul podio oggi c’era anche Alice, un sogno che si realizza. Ci siamo sempre dette ‘quanto sarebbe bello salire su un podio insieme’ ed oggi è successo. Devo ringraziare il Centro Sportivo Carabinieri il cui supporto è fondamentale, e la Federazione che mi ha permesso di poter interagire con i miei tecnici qui in gara. Grazie a tutti”. “Sono molto contenta di aver condiviso il podio con Elena. Era una cosa che volevo dalla finale di World Cup, dove ero arrivata quarta. La medaglia mondiale è il top per me, un risultato che ancora mi mancava, quindi sono molto felice”, ha detto Alice Sotero. “Oggi è una giornata storica per l’Italia. Sono felicissima di aver contribuito a questo risultato e di far parte di questa fantastica squadra. Elena e Alice sono state eccezionali e insieme oggi abbiamo fatto un gran lavoro. Ho un po’ di rammarico per la mia gara individuale dove ho commesso troppi errori, ma sarà da stimolo per continuare a lavorare e fare meglio. Ringrazio tutti i tecnici, la Federazione, la mia famiglia e l’Aeronautica Militare che sono al mio fianco ogni giorno”, ha spiegato Alessandra Frezza.
La gara metteva in palio anche tre pass individuali per i Giochi olimpici di Parigi 2024. Micheli e Sotero, però, erano già qualificate avendo trionfato grazie alle vittorie, rispettivamente, nella finale di World Cup e ai Giochi Europei.
Nella finale maschile, disputata nel pomeriggio, decimo posto per Giorgio Malan (Fiamme Azzurre) che ha terminato con 1497 punti, alla sua prima finale mondiale. Bis anche in campo maschile con il campione olimpico di Tokyo e campione mondiale nel 2022 Joseph Choong che ha vinto (1523) davanti al pubblico di casa. Argento per il messicano Emiliano Hernandez (1518), bronzo all’egiziano Mohanad Shaban (1514). L’oro a squadre è andato all’Egitto (4530), davanti alla Gran Bretagna (4450) e alla Corea (4450).
“Abbiamo due atlete tra le più forti al mondo, è sotto gli occhi di tutti e non possiamo più nasconderci – ha detto il presidente della Federazione Italiana Pentathlon Moderno Fabrizio Bittner – Da ora in avanti toccherà ripetersi sempre a questi livelli e non sarà facile, per noi e per lo staff tecnico. Bisognerà avere cura di due atlete così e in vista del 2024 l’impegno diventa ancora più importante. Anche Alessandra Frezza in finale è andata molto bene e ci ha consentito di portare a casa il titolo a squadre che mancava dal 1997″.
“Chiudiamo questa rassegna iridata con un oro e un argento individuale, un oro a squadre e un argento in staffetta – chiosa Bittner – In campo maschile, Malan con una gara di scherma sottotono rispetto alle sue caratteristiche ha concluso decimo, altrimenti avrebbe potuto lottare per una posizione importante, ma conferma che a livello internazionale c’è. Cicinelli si è difeso bene, ha dimostrato di essere l’atleta su cui puntare per la quarta carta olimpica. Questo 2023 è senza dubbio un anno da ricordare, non potevamo chiedere di più a noi stessi e alla buona sorte. Un anno storico, bello e ricco di emozioni”.

– foto ufficio stampa Fipm –
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Prima sconfitta per l’Italbasket ai Mondiali

MANILA (FILIPPINE) (ITALPRESS) – Arriva la prima sconfitta per l’Italia ai Mondiali di basket. Allo Smart Araneta Coliseum di Quezon City, gli azzurri di Pozzecco sono stati battuti per 87-82 dalla Repubblica Dominicana nel secondo impegno del gruppo A.
La partenza è illusoria: con Polonara sugli scudi, il parziale azzurro è di 12-0 e i caraibici mettono a segno i primi punti dopo 3 minuti. Qualcosa però si inceppa nel meccanismo azzurro: il primo quarto si chiude avanti, ma Andres Feliz diventa un pericolo vero per Datome e compagni. Gara in equilibrio ma sul finire del secondo quarto arriva il secondo tecnico per coach Pozzecco, espulso sul 37-31 azzurro. L’Italia si smarrisce, Liz firma il primo vantaggio dominicano (38-37), gli azzurri comunque chiudono il primo tempo avanti 39-38. La Nazionale caraibica riparte meglio e con le triple di Towns, Feliz e Liz mette la freccia, dominando anche a rimbalzo: si va al riposo sotto di 13: 69-56 per la squadra di Garcia. Sembra esserci poca storia al rientro, i caraibici accumulano triple su triple e un vantaggio vicino ai 20 punti, ma calano d’intensità e l’Italia ha un sussulto finale guidata da Spissu. Non basta: finisce 82-87. Dopo il successo sull’Angola, l’Italia – al primo ko nel 2023 – cade e sarà decisiva l’ultima gara del girone, martedì contro i padroni di casa delle Filippine.

– foto LivePhotoSport –
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Mancini è il nuovo ct dell’Arabia Saudita

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RIYADH (ARABIA SAUDITA) (ITALPRESS) – Adesso c’è anche l’ufficialità: due settimane dopo la rinuncia a guidare la Nazionale italiana, Roberto Mancini è il nuovo ct dell’Arabia Saudita. L’annuncio è arrivato in un video postato sulla pagina Facebook della Federazione saudita (Saff). “Ho fatto la storia in Europa, ora è tempo di fare la storia in Arabia Saudita”, le prime parole del tecnico jesino da ct dei Green Falcons nel video con cui la Federazione saudita celebra anche l’impresa del 2021 compiuta alla guida dell’Italia.

– foto LivePhotoSport –
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