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Cito “Giochi Europei test importante, nostri giovani crescono”

CRACOVIA (POLONIA) (ITALPRESS) – “I Giochi Europei sono un test importante finalizzato ai Giochi Olimpici di Parigi 2024. E noi stiamo facendo molto bene con i nostri giovani, che stanno crescendo e hanno ottenuto risultati importanti in Polonia”. Il programma del taekwondo non è ancora terminato, ma il presidente Angelo Cito può già ritenersi molto soddisfatto dalla spedizione azzurra ai Giochi Europei di Cracovia 2023. Quattro medaglie, a cominciare dall’oro del diciottenne Dennis Baretta per proseguire con l’argento della ventunenne Sofia Zampetti e per finire con i bronzi del ventenne Andrea Conti e della “veterana” Natalia D’Angelo, appena 24 anni, sono davvero un bottino incoraggiante. “Abbiamo voluto utilizzare questa gara per testare le nuove generazioni – spiega Cito all’Italpress – I giovani si stanno comportando molto bene. Dennis ha vinto il titolo ad appena 18 anni e questo è di buon auspicio per tutti gli altri”. Il movimento è in salute e Cito è comprensibilmente orgoglioso. “Oltre a Baretta, abbiamo portato finora quattro ragazzi almeno nei quarti di finale – ha proseguito il presidente della Federazione italiana Taekwondo – Alessio e Dell’Aquila sono le punte di diamante, hanno saltato questa competizione per riposare dopo tante gare importanti, con il titolo mondiale conquistato da Simone e purtroppo l’infortunio subito da Vito. Ma abbiamo tanti giovani interessanti e questi Giochi Europei lo stanno dimostrando”. Infine una battuta sulla manifestazione, giunta alla terza edizione. “Per i ragazzi è un test prezioso per l’atmosfera in cui vivono, completamente diversa dalle abitudini tradizionali, con i colleghi degli altri sport. Anche se questi Giochi Europei sono divisi in 12 città e questo complica un pò le relazioni tra gli atleti, ma poter vivere l’atmosfera olimpica di un evento multisport è importante”.
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Balata “Serie B dei record, equa competizione fondamentale”

PALERMO (ITALPRESS) – Record su record. Sono quelli conseguiti stagione dopo stagione dalla Serie B. Compresa l’ultima da poco conclusa con la promozione in A di tre squadre di rango come Frosinone, Genoa e Cagliari e l’approdo in cadetteria di tre retrocesse di peso come Sampdoria, Cremonese e Spezia. Il presidente della Lega di serie B Mauro Balata parte da qui per un bilancio di fine campionato. “E’ stata la Serie B dei record, come spettatori per audience e interesse dei media. E’ stata anche la B dei 52 Paesi in cinque continenti dove per la prima volta è stato trasmesso il campionato. Questi numeri sono sotto gli occhi di tutti, ma quello che mi preme sottolineare – ha detto Balata in un’intervista all’Italpress – è che nonostante un campionato, definito da più parti, a grandi firme la mission della B anche quest’anno ha rispettato le previsioni e i numeri spiegano bene come la valorizzazione di tanti giovani sia proseguita a vantaggio di tutto il sistema: gli esordienti in B ad esempio sono stati 167, di cui 91 under 23 (55%) e 77 italiani per una età media di 24 anni. Fra di loro un sedicenne, due diciasettenni, quattro diciottenni e quindici diciannovenni. E’ il risultato di un grande impegno che le nostre società stanno profondendo nei settori giovanili con investimenti cresciuti del 71% in quattro anni senza dimenticare un + 222% sulle infrastrutture sempre nel medesimo periodo”. Anche i playoff hanno prodotto numeri da capogiro. “Una stagione da record non poteva che avere un epilogo da primato. Tanto si è detto di Bari-Cagliari con il tutto esaurito e un San Nicola da oltre 58mila spettatori, ottava partita più vista di sempre nella storia della B. Ma a parte la finale abbiamo chiuso la post season con 216500 spettatori e con un’audience di oltre tre milioni sommando le medie di tutte e dieci le gare. E visto che siamo in epoca social, dal 24 maggio all’11 giugno, dall’inizio cioè alla fine dei playoff e playout, c’è stato un incremento percentuale di utenti su Tik Tok del 21,10% e 12milioni e mezzo di views su Instagram”. Numeri importanti ai quali va unita la considerazione che anche diverse piccole città si affacciano alla serie B o riescono a rimanerci con merito. Cittadella, Feralpisalò, Lecco (al netto dei problemi burocratici che stanno emergendo) e Sudtirol sono per citarne alcune. “E’ l’essenza e la bellezza del calcio, il motivo per cui ancora affascina ed emoziona milioni di tifosi: il pronostico può essere ribaltato e le idee talvolta primeggiano sul blasone. E’, inoltre, la dimostrazione che quando c’è un progetto e capacità aziendale si possono fare grandi cose. Si tratta di qualità manageriali che danno un apporto importante e un valore aggiunto anche al lavoro della Lega che, mi piace sempre ricordarlo, ha nell’innovazione tecnologica, nell’etica e nella responsabilità sociale oltre che nell’italianità i propri pilastri” la riflessione di Balata, perfettamente cosciente anche di qualche difficoltà che sta emergendo e che preoccupa. In particolare, l’esigenza di allineare e conciliare gli obiettivi dell’equa competizione con la giustizia sportiva, che sta animando il post campionato in vista delle decisioni della Covisoc in termini di iscrizioni. “Non vanno distinte altrimenti si mette a rischio la trasparenza del sistema. Dico da sempre che la Giustizia sportiva dovrebbe avere maggiori poteri investigativi in modo da poter svolgere il proprio ruolo con celerità, indipendenza e rispettando le esigenze delle competizioni, una situazione che spesso mina la credibilità del movimento e che nonostante le tante precauzioni continua a creare caos. Aggiungo poi che legge dello Stato e ordinamento sportivo, pur nelle proprie autonomie, non devono determinare un contrasto minando la garanzia dell’equità delle competizioni. Proprio la necessità di introdurre norme stringenti che garantiscano la piena tutela del superiore principio dell’integrità ed equità della competizione sportiva sono i temi al centro delle diverse interlocuzioni che ho avuto anche presso il Governo negli ultimi tempi. E devo dire che la preoccupazione e l’attenzione su questo tema e su come garantire una piena indipendenza e terzietà del sistema di giustizia rimane” l’analisi del presidente della Lega di serie B, che proprio nel giorno del suo 60esimo compleanno esprime le proprie ambizioni per il suo futuro dirigenziale, in particolare sul versante delle riforme. “La mia ambizione è continuare a operare e dare un forte contributo per il rinnovamento del calcio italiano e la crescita della Serie B. Il campo delle riforme è un terreno particolarmente difficile ma oramai imprescindibile. Penso sia un dovere portarlo avanti con convinzione. Sono tante le cose fatte e di cui la nostra Lega è orgogliosa. Personalmente sono molto felice della riforma sul minutaggio che dalla prossima stagione premierà le società che utilizzeranno i nostri talenti. Le politiche della Lega per la valorizzazione dei giovani sono quelle più collaudate e con risultati concreti. Fagioli, Gatti e tanti altri sono giocatori di una lunga serie di prospetti che la B ogni anno porta sul grande palcoscenico. Cosa non rifarei? Non rimpiango nulla, possono esserci stati degli errori ma quando si opera con lealtà e rispetto delle regole non c’è mai dispiacere. E poi come si dice solo chi non osa non sbaglia”.
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Casini “Offerte da Arabia potenziale doping finanziario”

ROMA (ITALPRESS) – “Offerte così importanti mostrano un interesse verso i giocatori della Serie A, però è indubbio che possono portare a fenomeni di doping finanziario. Finchè parliamo di mercato europeo, la possibilità di intervenire con delle regole di salary cap sono una via per limitare questo tipo di fenomeno, ma se parliamo di altri continenti solo la Fifa può intervenire con delle regole. Per ora è un mercato che si concentra sui giocatori affermati, anche Ceferin ha fatto notare che si trattano spesso giocatori avanti con la carriera. Ma è un fenomeno che dovrà essere monitorato nel tempo”. E’ l’analisi di Lorenzo Casini, presidente della Lega Serie A, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, circa le mega offerte di mercato in arrivo dall’Arabia Saudita. “Preoccupato perchè il nostro calcio, con cessioni eccellenti, rischia di perdere appeal? Relativamente, anche perchè si va a cicli e quest’anno i risultati delle italiane in Europa sono stati molto positivi. Probabilmente è il momento di ragionare su forme di salary cap più sofisticate, simili a quelle adottate negli Stati Uniti per le leghe professionistiche. Però serve l’Uefa per questo, non può farlo una Lega da sola”, aggiunge Casini. “I diritti tv? La prima fase si è chiusa con una fisiologica offerta bassa da parte degli operatori, che ora hanno aderito alla fase di trattativa privata di questa settimana ed è lì che capiremo se si riuscirà a chiudere a un prezzo che poi le squadre riterranno conveniente o no. Se non dovesse chiudersi, si aprirà una fase ulteriore di apertura delle offerte arrivate sul canale della Legea con un’ulteriore fase di negoziazione. Sotto il miliardo a stagione? Non ho la palla di vetro, speriamo sia più alta possibile”. Il numero uno della Lega si sofferma anche sugli episodi di razzismo ancora presenti nel calcio: “Se guardiamo i dati statistici, è un fenomeno in tendenziale riduzione dal punto di vista quantitativo. Ma questo non basta, dobbiamo arrivare a sradicarlo completamente, l’obiettivo è il 2030. Alcuni strumenti sono stati già messi in campo, poi c’è il tema sanzionatorio da rendere sempre più efficace. Per me l’unica soluzione parte dalle scuole, la sanzione arriva già tardi, bisogna iniziare dalle scuole per trasmettere l’importanza dei valori del calcio”. Sul fatto che si disputino troppe partite, Casini osserva: “Non credo sia una partita in più di Supercoppa Italiana il problema, ma occorre che tutti gli operatori vadano verso una riduzione delle partite. Poi bisogna intervenire sulle regole: uno dei principali problemi è la perdita di tempo. Occorre ragionare su soluzioni, anche guardando altri sport, come l’espulsione temporanea o la punizione senza barriera dopo un certo numero di falli. Sono decisioni che competono all’Ifab e alla Fifa, ma un dibattito complessivo può aiutare a migliorare il gioco”. “Luxury cap per chi ha tanti stranieri? Per il campionato Primavera siamo riusciti a introdurre delle regole che andranno già dalla prossima stagione ed entro tre anni ad avere un’ampia maggioranza di giocatori italiani. A livello nazionale, noi seguiamo le regole Uefa. Credo che sia giunto il tempo di lavorare con l’Uefa e con la Commissione Europea per rivedere le conseguenze della sentenza Bosman. Non dico si possa tornare a un massimo di tre stranieri, però mettere un limite più severo è nell’interesse di tutti”. Casini, infine, non teme che la Nazionale possa saltare anche l’Europeo, dopo i due Mondiali di fila: “Non la considero come ipotesi, così come la Federazione, che cura con la massima attenzione la Nazionale”.
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Gandini “Appello a governo per risorse su credito d’imposta”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ vero che questa è stata la terza finale tra Milano e Bologna, ma nel 2019 ha vinto Venezia e ci sono state altre squadre che hanno avuto l’onore di conquistare il tricolore. In passato ci sono state delle dominanze di alcune società, quindi la concentrazione di forze e di risorse in poche squadre non è un fenomeno nuovo. La possibilità di allargare il numero di pretendenti al titolo dipende dalla capacità d’investimento delle varie società, noi abbiamo una competizione molto tirata: nessuna squadra è arrivata imbattuta a fine stagione, le grandi hanno lasciato molto punti per strada e anche per questo è stato un campionato esaltante. Poi ci sono nuove forze che stanno crescendo: Tortona, da neopromossa, sono due anni che arriva sul podio con la famiglia Gavio; Venezia è una storica contendete del nostro campionato; abbiamo Sassari, Brindisi, Reggio Emilia e altre squadre che partono col desiderio di essere competitivi fino in fondo. Poi quando ci si trova di fronte squadre così profonde come Milano e Bologna, diventa difficile”. Così Umberto Gandini, presidente della Lega Basket Serie A, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. “Finale al meglio delle 5 partite? Da presidente di Lega non posso che far altro che portare il tema sul tavolo dell’assemblea e a parlarne con le associate – ha aggiunto Gandini – Siamo l’unico campionato in Europa che gioca al meglio delle sette la sua finale e se lo facciamo è perchè è stata una richiesta delle nostre associate”. In merito all’aiuto diretto alle società col credito d’imposta per le sponsorizzazioni sportive, il numero 1 della Lega Basket ha ricordato che “durante la pandemia, uno dei modi utili per aiutare i movimenti sportivi è stato quello di trovare una formula che andasse incontro a chi investe nello sport. Da qui la creazione insieme al governo di questa ipotesi per la quale il 50% dell’investimento fatto in sponsorizzazioni sportive veniva restituito all’investitore sotto forma di credito d’imposta. Una norma che ha aiutato tanto in periodo di pandemia e ha permesso al basket di poter superare questa fase difficile. Nel decreto pubblicato settimana scorsa c’è un nuovo periodo trimestrale, dal primo luglio al 30 settembre, nel quale sarà possibile avere questo aiuto fiscale. Il tema purtroppo è quello delle risorse, perchè se nel passato abbiamo potuto contare di fondi dai 50 a i 70 milioni, per questo trimestre estivo la capienza è solo di un milione. Facciamo un appello al governo, in particolare al ministro dello Sport Abodi e al ministro dell’Economia Giorgetti, affinchè si riesca in sede di conversione di trovare quelle risorse che permetterebbero a questa norma di essere efficace”. Capitolo Cantù ancora in A2: “Tutti speriamo di ritrovare presto Cantù nella massima serie, è retrocessa nell’anno del Covid, è stata una vera vittima della pandemia. Sono due anni che faticosamente ricostruisce una squadra forte, ma poi per varie circostanze sfavorevoli non è riuscita a salire. Come Cantù ci sono tante altre piazze che stanno tornando dopo un periodo di oblio. Vorrei ricordare la rapida promozione della Vanoli Cremona dopo la retrocessione della scorsa stagione, e anche la promozione di Pistoia, che si autoescluse dalla Serie A in periodo di pandemia e ora ritorna tra i professionisti”. Gandini dice poi la sua sul caso Banchero: “Capisco la delusione di Petrucci, aveva un rapporto personale con Banchero e la famiglia. Sono scelte legittime, il ragazzo voleva giocare per l’Italia, poi è arrivata la pandemia e non è stato possibile convocarlo. Nel frattempo è stato scelto per l’NBA, è diventato Rookie dell’anno e l’opportunità di poter giocare con la squadra erede del Dream Team del 1992 e andare ai Mondiali con la maglia a stelle e strisce penso sia qualcosa di irrinunciabile anche per una giovane promessa”. Il presidente della Lega Basket non si esime dal rispondere anche a domande calcistiche. Da ex dirigente del Milan, la società rossonera, a suo dire, “sta seguendo il suo percorso, ha cambiato proprietà, ci sono altre logiche gestionali e dobbiamo abituarci. Il calcio è cambiato, ci sono altre logiche e quelle che prevalgono sono quelle di una stabilità e di una solidità economico-finanziaria. Non è solo il Milan con l’operazione Tonali, entro il 30 giugno ci saranno tante altre operazioni grazie alla manna che sta arrivando dall’Arabia che sta salvando tante squadre in Europa con alcune offerte di mercato non ipotizzabili. Con Tonali, il Milan si metterà in condizioni di stabilità, cercando poi di migliorare la squadra a partire dal primo luglio”. Da ex dirigente della Roma, si sofferma su Mourinho? “L’ho conosciuto quando allenava l’Inter, è stato molto divisivo in quel periodo, ma ha portato un grandissimo risultato sportivo con il Triplete. E’ una persona gradevolissima, preparata, ed è stata la scelta giusta al momento giusto per i Friedkin, ha dato entusiasmo e coesione. E’ sicuramente una figura ingombrante, un personaggio con cui devi lavorare quotidianamente – ha concluso Gandini – A Roma ha trovato l’ambiente ideale”.
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Petrucci “Presi in giro da Banchero, bastava una telefonata”

ROMA (ITALPRESS) – “Scelta legittima ma bastava una telefonata per comunicarcela, invece l’abbiamo saputo dalle agenzie”. Il presidente della Fip, Giovanni Petrucci, non ha digerito le modalità con cui Paolo Banchero, a lungo corteggiato dalla federazione, abbia deciso di giocare il Mondiale con la Nazionale americana e non, come sembrava in un primo momento, con la maglia azzurra. “Non siamo noi gli illusi, ho una cronologia di sue dichiarazioni – sottolinea Petrucci in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ – Intanto nel 2019 la sua famiglia voleva diventare italiana e noi l’abbiamo aiutata. Poi nel 2020 ha dichiarato che voleva aiutare l’Italia a qualificarsi per i Giochi di Parigi e in seguito che la sua intenzione era di giocare per la Nazionale se non questa estate, in quella successiva. In ultimo il padre di Paolo ha scritto al nostro direttore generale Trainotti chiedendogli di aiutare la sua famiglia a venire in Italia”. Il numero uno della Federbasket spiega così il motivo della decisione dell’ala grande-centro di Orlando Magic: “Quando ha capito il suo valore all’interno della Nba è terminato l’aspetto romantico. Nei giorni scorsi è stato a Milano e, nonostante gli impegni presi dalla sua agenzia per incontrarci, ha evitato ogni contatto con il Poz. Se mi sento tradito? Tradimento è una parola grossa, nello sport queste situazioni accadono e personalmente sono allenato. La considero una presa in giro. E aggiungo che grazie all’ottima organizzazione di Master Group e del suo direttore generale Antonio Santamaria, era stato sviluppato un piano per investire sulla sua immagine in Italia”. Il caso Banchero però non toglierà attenzione attorno alla Nazionale: “Adesso dobbiamo trasformare in energia positiva le scorie di questa storia. Col carisma del Poz e l’impegno della squadra in cui crediamo fortemente affronteremo tutte le sfide che ci attendono con grande fiducia. E il nostro c.t. sa come attirare l’attenzione dei tifosi e dei media. Poi serviranno i risultati per alimentarla”. La Fip dovrà cercare un altro passaportato e il candidato è Darius Thompson, play americano: “Confermo. Col grande lavoro di Trainotti abbiamo accelerato le pratiche per il rilascio del passaporto per matrimonio. Mancano pochi documenti. Confidiamo che Thompson possa unirsi al training camp di Folgaria di fine luglio in preparazione al Mondiale se il Poz lo convocherà”. Finita la serie scudetto tra Milano e Bologna, Pozzecco potrebbe diventare il nuovo coach part time della Virtus qualora il club divorziasse da Scariolo: “Qualora si verificasse l’eventualità di un interesse di un club per il nostro c.t., affronterò con lui e con quel club la questione. Ma nulla è scontato”. Anche Petrucci, infine, si schiera con chi contro il format della finale su 7 partite: “Anch’io ho notato un forte stress dei giocatori di cui dobbiamo tutelare la salute. Tutti i principali campionati d’Europa hanno la finale sulle 5 partite. Al prossimo Consiglio Federale sottoporrò questo tema per riallinearci al format di una volta”.
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Under 21 batte la Svizzera e resta in corsa agli Europei

CLUJ-NAPOCA (ROMANIA) (ITALPRESS) – L’Italia batte la Svizzera 3-2 nella seconda giornata degli Europei Under 21 e torna in corsa per la qualificazione ai quarti di finale. La squadra di Nicolato si affida ad un gran primo tempo con le reti di Pirola, Gnonto e Parisi per resistere al tentativo di rimonta degli elvetici nella ripresa. L’Italia sale così a quota tre punti in classifica, come la Svizzera, in attesa del match di mercoledì con la Norvegia. Dopo la sconfitta all’esordio con la Francia e le polemiche per gli errori arbitrali, il ct azzurro aveva chiesto di trasformare la rabbia in energia positiva. E così è stato, almeno per un tempo. Dopo quindici minuti l’Italia è avanti 2-0, ma è un risultato che sta persino stretto a Tonali e compagni. Al 6′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Pirola svetta di testa e batte Saipi. Cinque minuti dopo Bellanova sfonda sulla destra e premia in area Gnonto: il portiere para il colpo di testa, ma nè lui nè Burch possono bloccare il tap in vincente dell’attaccante. Il classe 2003 del Leeds sfiora il 3-0 al 14′ con un gran mancino a giro, ma stavolta Saipi si allunga e devia in angolo. E al 22′ il portiere è ancora decisivo sul calcio di punizione deviato di Tonali. Superata la bufera, la Svizzera sfiora il gol al 27′ con Rieder che si presenta davanti a Carnesecchi, ma il portiere in uscita mura il talento degli Young Boys. Nel recupero del primo tempo, c’è spazio per il 3-0: su cross dalla destra, Parisi sfrutta un disimpegno errato di Blum e da due passi mette in rete. L’inizio del secondo tempo però è da dimenticare. Al 47′ Imeri riapre il match con un gran destro dalla distanza, al 52′ Amdouni penetra in area e batte Carnesecchi. Al 66′ Bellanova spreca la palla del poker, mentre la Svizzera (dopo le proteste per un contatto tra Bove e Imeri in area) non sfrutta la chance del pari con Males lanciato a rete. E’ l’ultima occasione del match. Mercoledì alle 20:45 gli azzurrini sfideranno la Norvegia.
– foto LivePhotoSport –
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Tamberi show ai Giochi Europei fra oro e polemiche

CHORZOW (POLONIA) (ITALPRESS) – Gianmarco Tamberi ha conquistato la medaglia d’oro nel salto in alto ai Giochi Europei di Cracovia. A quasi dieci mesi dall’ultima apparizione ufficiale, il campione olimpico ha centrato la misura di 2.29, sufficiente per vincere la gara del Silesian Stadium di Chorzow davanti al belga Thomas Carmoy e al polacco Norbert Kobielski (2.26).
“Mi sarebbe piaciuto moltissimo partecipare al Golden Gala, non stiamo a disquisire su come siano andate le cose ma alla fine non sono stato nemmeno invitato – ha poi rivelato il campione olimpico di Tokyo – Forse la mia presenza al Golden Gala non era gradita, non mi sono sentito di andare. Guardo oltre, non potevo esimermi dall’essere qui in Polonia, per i ragazzi e per l’Italia. Sono contento e orgoglioso di far parte di una squadra così forte”.
Le parole di Tamberi non sono però piaciute al presidente della Fidal, Stefano Mei: “Gimbo dimostra in gara di essere mostruoso, ma poi fa una polemica fuori luogo in un momento del genere. Se un campione olimpico ha una caduta di stile bisogna dirlo, anche se è un campione olimpico. Ha fatto una trattativa con l’organizzazione che non è andata a buon fine e non è venuto a gareggiare – ha proseguito dalla tribuna stampa del Silesian Stadium di Chorzow – Dopo un successo straordinario, l’ultima cosa che dovrebbe fare Tamberi è tornare a parlare di un simile argomento. Ha sporcato una vittoria meravigliosa con una polemica fuori luogo. Se ha chiesto troppo? Prosaico parlare di soldi”, ha concluso Mei.
– foto Ferraro/Coni –
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Altro podio per il taekwondo in Polonia, bronzo Natalia D’Angelo

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CRACOVIA (POLONIA) (ITALPRESS) – Ancora una medaglia per il taekwondo ai Giochi Europei di Cracovia. All’Arena di Krynica-Zdroj, dopo lo splendido oro conquistato da Dennis Baretta nella categoria -63 kg il giorno precedente e l’argento e il bronzo conquistati rispettivamente da Sofia Zampetti nella categoria -46 kg e Andrea Conti nella -54 kg durante la prima giornata, Natalia D’Angelo incrementa, nella categoria -67 kg, il bottino azzurro grazie al bronzo conquistato a spese della campionessa olimpica di Tokyo 2020, Matea Jelic.
Nei sedicesimi di finale, l’azzurra ha vinto 2-0 contro la polacca Justyna Kowalkowska (R1 4-0 / R2 11-2), poi la sconfitta ai quarti per 1-2 con la spagnola Cecilia Castro Burgos (R1 5-1 / R2 1-5 / R3 1-8). Nel ripescaggio, Natalia D’Angelo ha conquistato una vittoria per 2-1 contro l’olandese Jo Amy Mink (R1 7-3 / R2 5-9 / R3 14-4), assicurandosi un posto nella finale per la medaglia di bronzo dove ha sconfitto Matea Jelic con il punteggio di 2-1 (R1 3-8 / R2 4-2 / R3 8-7). Oggi in gara anche Antonio Gerrone (-80 kg) e Cristina Gaspa (-62 kg) fuori rispettivamente agli ottavi e al ripescaggio per l’accesso alla finale per il terzo posto. Ora, gli occhi di tutti sono puntati sull’ultima giornata, nella speranza di ulteriori trionfi con Maristella Smiraglia (-73 kg) e Mattia Molin (+87 kg).
– foto ufficio stampa Fita –
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