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Mondiali Paratriathlon, azzurre Tarantello e Visaggi d’argento

ROMA (ITALPRESS) – Grande risultato per l’Italia del paratriathlon che, alle World Triathlon Championship Finals, ottiene una fantastica medaglia d’argento. A conquistarla sono Francesca Tarantello (PTVI) e la guida Silvia Visaggi al termine di una gara strepitosa che le ha portate a un passo dalla vittoria. Le due azzurre, per la prima volta impegnate in una finale mondiale, sono infatti giunte sul traguardo a 32 secondi dalla spagnola Susana Rodriguez che ha conquistato l’oro, mentre il bronzo è andato alla britannica Alison Peasgood. L’argento di Abu Dhabi si va ad aggiungere a quello olimpico conquistato a Tokio da Anna Barbaro con la guida Charlotte Bonin.
– Foto Federazione italiana Triathlon –
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Courtois para un rigore, Batshuayi segna, Belgio-Canada 1-0

AR-RAYYAN (QATAR) (ITALPRESS) – Una rete di Batshuayi sul finale del primo tempo regala al Belgio la vittoria per 1-0 sul Canada. Masticano amaro i nordamericani che nel complesso giocano meglio e sbagliano anche un rigore con la stella Davies. Il Belgio vola in testa al Girone F con 3 punti. A 1 Croazia e Marocco, ultimo a 0 il Canada.
De Bruyne e Hazard a sostegno di Batshuayi nel tridente rapido e ricco di qualità di Roberto Martinez. Dal canto suo Herdman si schiera a specchio con Hoilett e Buchanan alle spalle della punta del Lilla, David. Il primo squillo è del Belgio con Batshuayi che subito tira con il destro dai 25 metri e trova sulla sua strada un attento Borjan. Sembra il preludio di un avvio arrembante dei Diavoli Rossi ma in realtà è il Canada a prendere rapidamente in mano il pallino del gioco e prima del 10′ arriva già un episodio che potrebbe cambiare la partita: sugli sviluppi di un corner Buchanan calcia dal limite e immediatamente protesta sostenendo che il suo tentativo sia stato frenato da un tocco di mano in area di Carrasco. L’arbitro lascia correre ma interviene il Var a perorare la causa del trequartista nordamericano.
Dopo la review al monitor il direttore di gara indica il dischetto del rigore dove è già pronto l’esterno del Bayern Monaco, Alphonso Davies. La sfida dagli undici metri è però vinta da Thibaut Courtois che intuisce le intenzioni dell’avversario e respinge distendendosi sulla sua destra. Nonostante l’errore, il Canada non perde entusiasmo e continua a spingere mentre il Belgio prova a colpire con qualche contropiede ma manca la precisione nell’ultimo passaggio. Ancora Courtois sventa una violenta conclusione di Johnston mentre finisce fuori dallo specchio un colpo di testa di David. Capitan Hutchinson e compagni ci provano in tutti i modi e invocano altri due rigori: il primo per un fallo in area su Buchanan, il secondo per un contatto sospetto tra Witsel e Lareya. Entrambi i casi appaiono controversi, ma l’arbitro non fischia e il Var opta per l’archiviazione. La beffa per il Canada si materializza al 44′ quando il Belgio, alla prima vera azione pericolosa, passa in vantaggio: lancio con il contagiri di Alderweireld e fuga verso la porta di Batshuayi che incrocia il mancino di controbalzo e fulmina il portiere. Prima dell’intervallo c’è tempo per la reazione dei Canucks, ma la serata pare stregata e da pochi passi Buchanan spara alto il pallone dell’1-1.
Al rientro dagli spogliatoi il Belgio torna in campo con Onana e Meunier al posto di Tielemans e Carrsco: è il segnale che a Martinez non è piaciuto il primo tempo dei Diavoli Rossi. Il copione della gara però non cambia e il Canada si rende pericoloso con un altra incornata di David che sfiora la porta. Col passare dei minuti la pressione nordamericana rimane costante ma aumenta la stanchezza e quindi si apre qualche spazio che comunque il Belgio non riesce a sfruttare in ripartenza. Sulla testa del neoentrato Larin la migliore occasione per il pareggio, ma anche stavolta Courtois si fa trovare pronto e neutralizza il tentativo. Con tanta fatica la banda di Martinez porta a casa i primi 3 punti.
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Versace “Garantire diritto sport partendo da persone con disabilità”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo apprezzato, da opposizione non pregiudiziale, l’approccio costruttivo con cui il Ministro Abodi ha rappresentato alcune delle più urgenti iniziative che riguardano lo Sport, dal ripristino dei Giochi della Gioventù alle rinnovate prospettive su Milano-Cortina, così come abbiamo accolto positivamente la volontà di rendere più sinergiche le iniziative del Coni e di Sport e salute, di coinvolgere maggiormente le scuole, garantire più formazione, potenziare le risorse sulle infrastrutture e gli impianti nonchè di inserire il diritto allo sport in Costituzione, in tempi brevi. A riguardo mi sono battuta in prima persona, anche nella scorsa legislatura, presentando una proposta di legge di riforma Costituzionale che andava proprio in questa direzione, consapevole della reale necessità, anche dal punto di vista culturale, che la nostra Carta ne riconosca concretamente il diritto alla sua pratica ed i relativi benefici legati alla salute e ad una piena inclusione sociale.” Così, a margine dell’audizione sulle linee programmatiche del Ministro per lo Sport Abodi, la senatrice di Azione-Italia Viva e vice presidente della commissione cultura, istruzione e sport del Senato, Giusy Versace.
“Quanto lo sport sia un prezioso strumento da tutelare e garantire ce lo ricorda anche la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, a cui è dedicata la giornata che si celebra ogni anno il 3 dicembre, e che fu ratificata dall’Italia nel 2009. E’ di fatto una legge dello Stato, ma devo rilevare con rammarico che il nostro Paese l’ha solo in parte applicata. Proprio la Convenzione dedica un intero articolo allo sport, a voler sottolineare quanto garantire la sua pratica determini un pieno raggiungimento di quella inclusione sociale tanto acclamata e ancora purtroppo nel nostro Paese non garantita. Ho ricordato al ministro ed a tutti i colleghi presenti quanto, a tutt’oggi, la pratica sportiva per una persona con disabilità sia considerata un lusso e non un diritto. Ciò è dovuto anche alla mancata copertura da parte del nostro sistema sanitario nazionale dei necessari ausili, protesi e dispositivi di tecnologia avanzata di cui una persona con disabilità che vuole fare sport, spesso necessita e che non sono per nulla previsti dal Nomenclatore tariffario nazionale” ha proseguito Versace.
“Nella scorsa legislatura, ho provato a supplire a questa non più tollerabile discriminazione verso le persone con disabilità, proponendo l’attivazione di un fondo sperimentale destinato all’erogazione degli ausili a tecnologia avanzata strumentali alle attività sportive amatoriali, un piccolo ma importante inizio per colmare un grande vuoto. La mia proposta fu accolta grazie ad un emendamento al DL Rilancio, ma purtroppo a distanza di due anni, non ha ancora visto la luce, nonostante sia giunta l’intesa con le regioni ed il parere favorevole del MEF, per la mancanza del decreto attuativo ancora in attesa del Ministero della Salute. Il mio auspicio è che l’inserimento dello sport in Costituzione possa agevolare e velocizzare il processo di garanzia che ne conseguirà a cascata. Diversamente, come possiamo dire che lo sport è un diritto di tutti se poi lo Stato non si attiva affinchè questo diritto sia davvero tutelato e garantito anche a quelle persone con disabilità che necessitano di ausili a tecnologia avanzata per poter davvero esercitare la pratica sportiva? E’ da azioni concrete come queste che bisogna riprendere il lavoro di collaborazione tra governo e parlamento. Con il consueto spirito collaborativo che mi ha sempre contraddistinta, continuerò insieme ad i colleghi del Terzo Polo ad avanzare proposte sperando che il Governo, come anche annunciato oggi dal Ministro Abodi, si renda davvero disponibile ad un lavoro sinergico per il raggiungimento degli impegni annunciati”, conclude Versace.
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Partenza sprint per le Furie Rosse, Spagna-Costa Rica 7-0

DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – Esordio sprint per la Spagna. La squadra di Luis Enrique ha vinto 7-0 contro la Costa Rica: al festival del gol hanno partecipato Ferran Torres (doppietta), Dani Olmo, Asensio, Gavi, Soler e Morata. Gara a senso unico dominata dagli spagnoli: i costaricensi sono stati praticamente spazzati via dalle “Furie Rosse” sin dai primi minuti di gioco. Il Mondiale della selezione iberica inizia dunque con tre punti fondamentali, visto anche il ko della Germania (inserita in questo girone E dei Mondiali): i tedeschi, dopo la sconfitta contro il Giappone, non possono più sbagliare nel big match che si giocherà domenica all’Al Bayt Stadium di Al Khor. La Costa Rica, invece, si giocherà la permanenza nella rassegna iridata contro la nazionale nipponica.
Il monologo spagnolo è stato intenso, asfissiante: la lectio magistralis è durata una buona mezz’ora, col classico possesso palla a sfiancare gli undici scelti da Fernando Suarez. Ad aprire le marcature ci ha pensato Dani Olmo, devastante sulla sinistra, con un aggancio sul filo del fuorigioco e una conclusione facile davanti a un’incolpevole Keylor Navas.
Da quel momento in poi gli iberici hanno alzato ancor di più l’asticella con un Jordi Alba praticamente immarcabile: prima l’assist confezionato a Marco Asensio per il 2-0, poi il calcio di rigore procurato (fallo di Oscar Duarte) e trasformato da Ferran Torres. All’Al Thumama Stadium di Doha gli olè del pubblico sul tiki-taka spagnolo hanno scandito la parte finale del primo tempo in cui Busquets e compagni hanno praticamente dominato il gioco toccando punte del 75% di possesso palla. La reazione della Costa Rica non c’è stata nemmeno nella ripresa, la Spagna invece ha continuato macinare gioco e a far gol: al 9′ della ripresa è arrivata la rete di Ferran Torres, un’azione personale dentro l’area di rigore avversaria. Per tutto il secondo tempo si è giocato praticamente a una metà campo, con Gavi e Soler che hanno trovato la gioia personale grazie anche alle disattenzioni della difesa centroamericana. Confermato l’andamento intrapreso nei primi match in fatto di recupero: negli 8 minuti concessi Morata ha trovato la rete del 7-0 con un mancino chirurgico, dopo uno scambio con Dani Olmo.
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Impresa Giappone, battuta una Germania sprecona per 2-1

AL RAYYAN (QATAR) (ITALPRESS) – E’ un Mondiale di sorprese e dopo l’Argentina tocca anche alla Germania prenderne atto. Tedeschi dominanti nella gara d’esordio e avanti con un rigore trasformato da Gundogan, poi un calo di concentrazione e Doan ed Asano ribaltano il risultato regalando al Giappone una storica vittoria.
Samurai Blu in undici dietro la linea della palla e basta una veloce ripartenza, all’8′, per spaventare i tedeschi: Maeda mette dentro ma è fuorigioco. La Germania si fa vedere con un colpo di testa di Rudiger, su azione d’angolo, con palla fuori ma il primo tiro tedesco in porta arriva al 20′ con Kimmich, Gonda vola a ribattere. La Germania guadagna campo ma la manovra è lenta. Un tiro centrale di Gundogan anticipa un paio di mischie pericolose in cui i giapponesi fanno muro. Al 31′, però, Gonda atterra da dietro Raum in area. E’ rigore e Gundogan sblocca il risultato. Il Giappone si attesta a difesa della sua porta, Musiala si libera sullo stretto e spara alto (45′). A 10″ dalla fine del primo tempo gol annullato a Havertz per fuorigioco. Sull’azione susseguente Nagatomo per Maeda, girata di testa e palla fuori. Nella ripresa Gnabry scheggia subito la traversa (2′), Musiala dà ampio sfoggio della sua classe (6′), Gundogan centra il palo (14′), quindi quattro occasioni in un’unica azione sprecate dalla Germania (25′) con Gonda decisivo. Al 27′ clamorosa chance sciupata da Ito, stoppato da un Neuer superlativo, poi sulla ribattuta a porta spalancata spreca Sakai. Il Giappone arriva però al al 30′ con Doan che mette dentro dopo un tiro di Minamino respinto da Neuer. I Samurai Blu si sistemano con un 5-4-1, la Germania attacca ma in contropiede Asano la mette sotto la traversa, mandando compagni e tifosi in delirio. Ai tedeschi resta un tiro di Goretzka (50′), un lungo quanto infruttuoso recupero ed una sconfitta amarissima, dopo aver dominato per 75′.
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Pesi, Urso “Al lavoro per Parigi, lotta al doping prosegue”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 2022 è stato un anno straordinario, non solo per i risultati di Tokyo che sono stati l’apice della nostra attività, ma perchè ha concluso un progetto iniziato dieci anni fa e che ha visto protagonisti ragazzi giovanissimi che avevano iniziato con noi questa avventura e che nel 2022 tra Olimpiadi, Europei e altri campionati hanno regalato medaglie storiche all’Italia”. Il presidente della Federpesistica Antonio Urso traccia un bilancio positivo del suo movimento per l’anno che sta per concludersi (10 medaglie agli Europei e 9 ai Giochi del Mediterraneo), anche se dal 5 al 16 dicembre prossimi i Mondiali a Bogotà, che valgono anche come qualificazione olimpica, potranno delineare un quadro migliore. “Andiamo in Colombia con la speranza che alcuni risultati potrebbero già essere interessanti in termini di qualificazione olimpica – ha detto Urso all’Italpress -. E’ cambiato il regolamento, ognuno gareggerà individualmente, il proprio risultato rientrerà all’interno di un ranking che selezionerà gli atleti per Parigi 2024. I nostri atleti sono protagonisti e ci aspettiamo che da Bogotà inizi a delinearsi il nostro ranking per le prossime Olimpiadi. Puntiamo sempre in alto. Possiamo qualificare tre uomini e tre donne, su questo lavoriamo, abbiamo una squadra competitiva che ci permette di sognare, la direzione tecnica sta facendo un lavoro straordinario”.
La carriera da dirigente di Urso, recentemente insignito del Collare d’oro del Coni, è stata caratterizzata da una ferma e risoluta lotta al doping, fenomeno che ha rischiato di mettere in ombra lo sport che rappresenta. Negli ultimi mesi, da segretario della IWF (Federazione internazionale di pesi) ha proseguito la sua battaglia. “Siamo riusciti a fare delle cose importanti, sono stati sei mesi proficui. In ambito doping abbiamo escluso tutte le nazioni che non ci danno la possibilità di poterle controllare, abbiamo allungato i tempi in cui gli atleti devono stare sotto il controllo della Wada e siamo riusciti ad aumentare il numero dei controlli fuori competizione. Oltre ad aver lavorato sulla governance, sulla ristrutturazione della segreteria e sui compiti dell’esecutivo” le parole di Urso, soddisfatto dalla nomina del ministro Abodi. “Lo sport italiano aveva necessità di avere un ministro. E’ il riconoscimento del governo ad un settore della società italiana oltremodo produttivo e che a livello internazionale rappresenta un’eccellenza. Abodi viene dal mondo dello sport, conosce tutte le dinamiche che governano il nostro mondo, ci aspettiamo di avere la capacità di poterci confrontare con una persona che ha esperienza e potere trovare soluzioni assieme. Uno dei problemi dell’ultimo periodo è stato che le soluzioni sono state avulse dalle esigenze dello sport e delle dinamiche che qualche federazione deve rispettare. Questo ha significato perdita di tempo, di progetti e possibilità in ambito sportivo.
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Bocca “tappata”, i giocatori della Germania contro la Fifa

DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – Una foto che vale più di mille parole. Dopo la decisione della Fifa di non autorizzare la fascia col cuore arcobaleno e la scritta “One Love” che alcuni capitani avrebbero voluto indossare ai Mondiali, i giocatori della Germania hanno posato per la tradizionale foto di squadra prima della gara contro il Giappone ‘tappandosì la bocca con la mano. Un gesto abbastanza eloquente, di protesta nei confronti dei vertici del calcio mondiale che hanno voluto ‘silenziarè quella che doveva essere un gesto a sostegno del movimento che difende i diritti della comunità LGBTQI+. “Volevamo usare la fascia del nostro capitano per prendere posizione sui valori che abbiamo nella nazionale tedesca: diversità e rispetto reciproco – si legge in un tweet della nazionale tedesca – Insieme ad altre nazioni, volevamo che la nostra voce fosse ascoltata. Non si trattava di fare una dichiarazione politica: i diritti umani non sono negoziabili. Dovrebbe essere scontato, ma non è ancora così. Ecco perchè questo messaggio è così importante per noi. Negarci la fascia è come zittire una voce”. Del resto già la Federcalcio tedesca (Dfb) aveva fatto sapere che non sarebbe finita col divieto della Fifa: “Ci hanno impedito di usare un simbolo che riguarda la diversità e i diritti umani – le parole di Steffen Simon, responsabile media della Federazione – Hanno combinato questo con massicce minacce di sanzioni sportive senza specificarle e a questo punto verificheremo se questa azione intrapresa dalla Fifa sia legale”. La Dfb si è anche messa in contatto col Tas di Losanna per provare a ottenere il via libera per la fascia “One Love” in occasione della seconda gara del girone, domenica contro la Spagna. Anche il portavoce del governo tedesco si è schierato con Neuer e compagni: “La nazionale rappresenta il nostro Paese e la nostra diversità e come governo riteniamo che lo sport possa autonomamente scegliere i propri strumenti per promuovere valori come la diversità e la tolleranza”.
Dura anche la posizione della Federcalcio danese espressa dal suo presidente, Jesper Moller, che ha annunciato che non voterà per Infantino alle prossime elezioni per la presidenza della Fifa: “Non sono solo deluso, sono anche arrabbiato. Cercheremo anche dei chiarimenti dal punto di vista legale a seguito di queste pressioni”.
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Badminton, Beninati “Oscar 2022 a Ferrigno e Hamza”

ROMA (ITALPRESS) – Un anno positivo per il badminton italiano, dodici mesi in cui gli azzurri hanno fornito prove straordinarie e portato a casa importanti medaglie. “A chi assegnerei l’Oscar per il 2022? Mi troverei un pò in difficoltà, visti i risultati che hanno ottenuto i nostri top player – ha sottolineato all’Italpress il presidente FIBa Carlo Beninati – ma tra gli uomini direi Yuri Ferrigno, che nel parabadminton ha portato la prima storica medaglia in un campionato del mondo, tra le donne invece sceglierei Jasmine Hamza”. Il numero uno della FederBadminton esprime soddisfazione anche per i successi ottenuti ai Giochi del Mediterraneo di Orano in Algeria: “E’ il risultato che mi ha più inorgoglito quest’anno, ero presente, sono state due medaglie – argento e bronzo – conquistate nel doppio femminile e nel doppio maschile. E’ stata la manifestazione dove mi sono sentito più orgoglioso, sia di essere presidente della Federazione ma anche di essere un italiano ai Giochi del Mediterrano”. Negli ultimi anni la Federazione ha promosso diverse iniziative per proseguire il percorso di sviluppo di questo sport, l’augurio – per Beninati – è che si prosegua su questa strada. “Il nostro obiettivo dal punto di vista sportivo è la marcia di avvicinamento alla qualificazione olimpica e paralimpica. Insieme alla direzione tecnica, porteremo i nostri ragazzi in giro per il mondo cercando di conquistare punti importanti per il ranking, non dimenticando anche i risultati che ci auguriamo arrivino anche dalla squadra giovanile e dagli junior. Mi auguro che la nostra Federazione sia sempre al servizio delle nostre associazioni per dare sostegno, sostanza e linfa vitale alle loro attività”. Una forte spinta per tutto il movimento potrebbe arrivare anche dalla politica e dal nuovo ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi. “Ho l’onore di conoscerlo abbastanza bene – ha affermato Beninati -. Andrea Abodi in questo momento storico è la persona giusta al posto giusto. Lo dico perchè conosco le sue qualità in termini di professionalità, competenza, umanità e valori umani. Sono sicuro che potrà fare da collante, da mediatore tra il comitato olimpico nazionale e gli organi governativi, come Sport e Salute, restituendo quella centralità del comitato olimpico nazionale italiano nell’essere coordinatore delle federazioni per quanto riguarda l’attività sportiva di alto livello. Dando – ovviamente – il giusto risalto a quella che deve essere l’attività sociale e di promozione, di sviluppo dello sport tra i giovani, tra i piccoli, attraverso Sport e Salute e le attività del governo. Sono sicuro che Andrea Abodi farà molto bene”, ha concluso il presidente della Federazione badminton.
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