SPIELBERG (AUSTRIA) (ITALPRESS) – E’ un trionfo Ducati nelle prime prove libere del venerdì della MotoGP in Austria. Sul circuito austriaco la casa italiana piazza sette piloti ai primi otto posti dominando letteralmente la pista di Spielberg. Il francese Johann Zarco fa segnare il miglior tempo nelle FP2 precedendo di 24 millesimi l’australiano Jack Miller, in testa al mattino, e di 29 millesimi Jorge Martin. Al quarto posto il francese Fabio Quartararo (+0.040) della Yamaha, iridato in carica e in testa alla classifica, unico rimasto a contrastare le Ducati. Quinto posto per Pecco Bagnaia, che, dopo il 16° posto della mattina, si è riscattato finendo a 160 millesimi da Zarco. Sesto un bravissimo Luca Marini, sempre su Ducati, così come Marco Bezzecchi (settimo a +0.229). Ottavo, a pari punti, Enea Bastianini (+0.229), nono Vinales (+0.276), decimo Binder (+0.291). Tempi totalmente diversi dalla mattina, visto che la pista si è asciugata ed una leggera pioggerellina, durata una decina di minuti, non ha modificato l’asfalto, che ha tenuto benissimo. I piloti hanno montato gomme morbide riuscendo tranquillamente a migliorare i tempi delle FP1. Domani le qualifiche, domenica la gara.
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Zarco il più veloce nelle libere del Gp d’Austria
Niente finale europea per la staffetta azzurra 4×100
MONACO DI BAVIERA (GERMANIA) (ITALPRESS) – L’Italia non è approdata alla finale della staffetta 4×100 degli Europei di atletica leggera di Monaco di Baviera. Il quartetto azzurro, privo di Marcell Jacobs, che si è fermato nelle fasi di riscaldamento, di Filippo Tortu, oggi impegnato nella finale dei 200 metri, e Fausto Desalu, che ieri ha corso le batterie e la semifinale dei 200, aveva chiuso le semifinali con il settimo tempo, ovvero in 39″02. In gara per i colori azzurri: Lorenzo Patta, Hillary Wanderson Polanco Rijo, Matteo Melluzzo e Ali Chituru. Un solo superstite (ovvero Patta) per l’Italia, dunque, rispetto al quartetto d’oro dei Giochi di Tokyo. Successivamente, però, è stato accolto il reclamo della Turchia per un danneggiamento ricevuto dalla Finlandia durante il primo cambio; i turchi hanno corso in solitaria fermando il crono a 38″98, 4 centesimi meglio del poker tricolore. Una vera beffa. Al femminile è confermato il quartetto previsto alla vigilia, che comunque coincide soltanto per metà con quello che ai Mondiali ha stabilito il record italiano, visto che mancano Dalia Kaddari (impegnata stasera nella finale dei 200) e Vittoria Fontana (dopo il risentimento muscolare di ieri sui 200 in batteria). Non corrono rischi le azzurre, con una serie di cambi in sicurezza: da Zaynab Dosso a Gloria Hooper, poi Anna Bongiorni per chiudere con un’ultima frazione convincente di Alessia Pavese, alla sua prima volta in pista con la maglia della Nazionale assoluta. Tutt’altro che disprezzabile il crono di 43.28, quarto tempo complessivo. È finale anche per la staffetta 4×400 azzurra: Lorenzo Benati, Vladimir Aceti, Brayan Lopez e Pietro Pivotto realizzano il tempo 3:02.60. Out la 4×400 donne con Anna Polinari, Raphaela Lukudo, Virginia Troiani e Alice Mangione (3:28.14). Sfuma la finale per Elena Bellò negli 800 metri femminili. Corre con una tattica diversa rispetto alla batteria la mezzofondista veneta delle Fiamme Azzurre, che nel primo giro si mette in posizione di controllo nel cuore del gruppo anzichè in testa a tirare. Ma quando si accendono le polveri, l’azzurra classe 1997 non trova lo spunto per inserirsi nelle posizioni che contano ed è sesta nella sua semifinale in 2:01.67, a mezzo secondo dal terzo posto che le avrebbe dato la qualificazione. Nella stagione del salto di qualità per la vicentina, capace di correre quest’anno due volte in meno di 1:59, stavolta manca la brillantezza necessaria per entrare nella finale europea. Fuori anche Roberto Orlando nel giavellotto (73,59). Elena Vallortigara, infine, accede alla finale del salto in alto femminile. Con la pedana bagnata, alla 30enne veneta dei carabinieri basta 1,87 per entrare tra le migliori dodici e giocarsi le medaglie domenica, dopo il bronzo mondiale conquistato ad Eugene.
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A Cincinnati Sinner cede agli ottavi ad Auger-Aliassime
CINCINNATI (USA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner è uscito di scena negli ottavi di finale dal “Western & Southern Open”, settimo Atp Masters 1000 della stagione dotato di un montepremi pari a 6.280.880 dollari, che si sta disputando sui campi in cemento di Mason, un sobborgo di Cincinnati, in Ohio (combined con un Wta 1000). Il tennista altoatesino, numero 12 del mondo e 10 del seeding, ha ceduto di fronte al canadese Felix Auger-Aliassime, 9 del ranking Atp e settima forza del tabellone, col punteggio di 2-6 7-6 (1) 6-1. L’azzurro conduceva 6-2 4-2, con un break a favore nella seconda frazione, e ha avuto tre palle portarsi sul 5-2. Poi, sul 6-5, ha sciupato due match point, prima di “crollare” al tie break e di abbassare il ritmo nel terzo set, lasciano spazio al tennis del canadese.
Altri risultati. Ottavi di finale: John Isner (Usa) b. Sebastian Korda (Usa) 7-6 (3) 1-6 7-6 (4); Carlos Alcaraz (Esp, 3) b. Marin Cilic (Cro, 14) 7-6 (4) 6-1; Cameron Norrie (Gbr, 9) b. Ben Shelton (Usa) 6-0 6-2.
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La Fiorentina vince lo spareggio d’andata, 2-1 al Twente
FIRENZE (ITALPRESS) – La Fiorentina fa sua la gara di andata del turno preliminare di Conference League battendo il Twente per 2-1, ma si deve rammaricare e non poco per non aver capitalizzato un ottimo primo tempo. Ora, in virtù della rete subita nella ripresa, la qualificazione resta aperta e si deciderà nella sfida di ritorno che si disputerà giovedì prossimo in Olanda. Eccellente la prestazione dei padroni di casa per 45′ ma nella ripresa, davanti ad un avversario più volenteroso che tecnicamente superiore, i viola soffrono e chiudono in affanno. La Fiorentina inizia la gara come meglio non si potrebbe: poco più di un giro di orologio e Nico Gonzalez di testa mette in rete il cross da sinistra di Biraghi, con azione ottimamente innescata da una giocata pregevole di Riccardo Sottil. Quest’ultimo si dimostra in grandissima forma e non è un caso che proprio da un suo assist nasca il raddoppio gigliato al 31′ con Cabral che si conferma ottimo cecchino in Conference League. Nel mezzo dominio territoriale viola con gli esterni difensivi del Twente che soffrono tremendamente le giocate del duo Sottil-Nico Gonzalez e un Duncan straripante a centrocampo.
Gli olandesi sono in costante difficoltà e per poco non subiscono la terza rete in chiusura di prima frazione su colpo di testa di Cabral. L’unica chance della squadra guidata da Ron Jans una punizione di Vlap che esce di pochissimo alla destra di Terracciano. La gara viene riaperta poco dopo l’ora di gioco grazie al subentrato, a inizio secondo tempo, Cerny che approfitta di un pallone filtrante di Smal su errore nel posizionamento della linea difensiva di Biraghi. I viola pagano un calo fisico evidentemente per quanto speso nella prima frazione e anche gli ingressi in campo di Ikonè e Mandragora prima, e Jovic poi, non riescono a incidere, col centrocampo gigliato che subisce l’iniziativa del Twente. Il finale di partita è in sofferenza per Amrabat e compagni ma il risultato non cambia. Dunque tutto rimandato alla gara di ritorno.
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Europei, Tamberi medaglia d’oro nel Salto in Alto
MONACO DI BAVIERA (GERMANIA) (ITALPRESS) – Gianmarco Tamberi scrive un’altra pagina di storia e conquista la medaglia d’oro nel salto in alto agli Europei di atletica in corso a Monaco di Baviera. L’azzurro, campione olimpico in carica, trionfa saltando a quota 2,30, l’unico a riuscirci. Sul podio ci sono rispettivamente il tedesco Tobias Potye e l’ucraino Andriy Protsenko (entrambi a 2,27). Subito eliminato invece l’altro italiano, Marco Fassinotti, che non riesce a superare i 2,18.
“Che gara difficile, ma mi sono detto oggi o mai più. Ho dato tutto me stesso, sto esplodendo di gioia. Gli ostacoli mi stimolano, i salti migliori li ho fatti con la maglia dell’Italia. Bisogna tenere duro nei momenti difficili come ho fatto io dopo il Covid. L’atmosfera era magica. L’esultanza con l’anello? Tra due settimane mi sposerò, è la donna della mia vita e mi dà la forza di andare avanti”. Lo ha detto ai microfoni della Rai Gianmarco Tamberi dopo l’oro nel salto in alto agli Europei di atletica in corso a Monaco di Baviera. “Il futuro con mio padre come allenatore? Vedremo – prosegue Gimbo – se riesco a fare queste cose grazie a lui allora devo condividere questa gioia. E’ da tanti anni che lavora con me ed è giusto che si prenda una fetta di medaglia. Con Jacobs invece ci stimoliamo a vicenda. L’Italia è un paese magnifico, lo dimostrano il nuoto e l’atletica”.
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Marquez “Tornerò a correre ma voglio Honda vincente”
SPIELBERG (AUSTRIA) (ITALPRESS) – “Sto abbastanza bene, naturalmente ho subito quattro operazioni al braccio e sto lavorando per adattarmi al meglio. Ora riesco a fare esercizi che prima erano impossibili. La prossima settimana farò esami importanti in cui capiremo se potrò aumentare i pesi per la riabilitazione e quando rientrerò in pista”. Queste le parole di Marc Marquez in conferenza stampa a Spielberg, in Austria, dove lo spagnolo è presente per “stare vicino alla Honda in un momento difficile”. “Solo quando salirò in sella capirò davvero le mie condizioni ma siamo ottimisti perchè tutto sta andando bene – ha spiegato Marquez – Per le prime sei settimane dopo la quarta operazione ho tenuto il braccio immobile, poi i dottori hanno scelto di procedere in modo conservativo e nei 14 giorni successivi ho iniziato a fare fisioterapia. Poi ho cominciato a lavorare con gli elastici e ad aumentare i pesi. Ma devo aspettare i prossimi esami, poi faremo un piano e capirò quando posso tornare. Quando mi sentirò al 70-80% salirò in sella”.
L’obiettivo di Marquez è tornare a lottare per il Mondiale. “Honda si trova in una situazione difficile e non soltanto per un pilota. Quando tutti sono in difficoltà significa che il progetto non è nel suo momento migliore. Come ho detto al Mugello, nel 2020 e nel 2021 sono rimasto lontano dalle piste per troppo tempo e quando sono tornato tutto era nuovo – ha sottolineato lo spagnolo – Ora voglio mantenere un contatto stretto con la squadra: naturalmente c’è mio fratello, ma preferisco esserci anche io. Di sicuro tutte le persone hanno bisogno di andare nella giusta direzione, nessuno da solo può fare la differenza. In queste difficoltà è importante non farsi prendere dal panico, dobbiamo analizzare bene la situazione. Io credo pienamente nella squadra. Dobbiamo capire qual è la direzione giusta, sono sicuro che torneremo insieme al top, ma bisogna comprendere il modo corretto per organizzare il lavoro. Naturalmente voglio avere la migliore moto del circuito e questo è anche l’obiettivo del team”.
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Europei tuffi, per l’Italia altre tre medaglie a Roma
ROMA (ITALPRESS) – Ancora tre medaglie per l’Italia dagli Europei di tuffi in corso a Roma. Elena Bertocchi e Chiara Pellacani hanno vinto l’argento nella finale del trampolino sincro da tre metri. Al Foro Italico le azzurre hanno chiuso con 260.76 punti, battute dalla Germania di Lena Hentschel e Tina Punzel che hanno vinto l’oro con 281.16. Bronzo alla Svezia con Emilia Nilsson Garip ed Elna Widerstrom (257.70). “Non mi sento soddisfatta, anche se non facciamo una gara insieme dalle Olimpiadi di Tokyo. Mi sono allenata pochissimo anche dai tre metri, mi spiace di aver sbagliato per Chiara”, ha ammesso la Bertocchi. “Io invece sono soddisfatta di entrambe, non era per niente facile visto che ci siamo allenate solo prima della gara dopo tanto tempo – ha sottolineato la Pellacani – Abbiamo perso 10 punti sul secondo tuffo e possiamo fare meglio anche l’ultimo: lavoreremo per questo”. “Se devo dare un voto al mio Europeo finora direi 8.5, siamo comunque felici di questa medaglia – ha concluso la Bertocchi – ma io spero di arrivare più preparata alla prossima gara”.
Due azzurri sul podio anche nella gara del trampolino da un metro. Lorenzo Marsaglia ha vinto la medaglia d’argento raccogliendo 396.25 punti, Giovanni Tocci ha conquistato il bronzo con 386.20, mentre l’oro è andato al britannico Jack Laugher con 413.40. “Gara perfetta? Ancora no, fin quando non si raggiunge il 10 si può sempre migliorare. Potevo fare meglio il rovesciato, il terzo tuffo e anche l’ultimo – ha osservato Marsaglia – Ma questo argento è bellissimo, sono molto soddisfatto. L’esperienza mi ha aiutato, avevo fatto bene l’ultimo tuffo anche al Mondiale di Budapest e oggi ho cercato di avere più consapevolezza, mi sono gasato ed è andata bene”. “Nell’ultimo tuffo stavo bene, sapevo che il podio era alla portata, avevo visto saltare i miei avversari – ha spiegato Tocci – Ho dato il meglio di me, è un ottimo risultato in una gara tirata sino alla fine. E poi condividere il podio con Lorenzo è un sogno”.
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Jacobs “Nessun confronto con Mennea, voglio lasciare una scia”
ROMA (ITALPRESS) – Marcell Jacobs, dopo l’oro vinto martedì sera agli Europei di Monaco di Baviera nei 100 metri, ha sempre più le idee chiare. Il campione olimpico di Tokyo2020, tesserato Fiamme Oro, dalle colonne de “La Repubblica”, spiega di non voler fare paragoni fra lui e Pietro Mennea ma di voler “lasciare una scia”. “Bello, bellissimo lo stadio pieno di Monaco, anche con tanti italiani: era pieno di cori. Impressione ottima. Anche la presentazione, fatta in stile Tokyo, molto eccitante. Correre con un pubblico che ti apprezza e ti spinge cambia tutto. Ho ricevuto anche tanti messaggi dopo la gara ma mi sono imposto di non aprire subito il cellulare. Nemmeno a mia madre ho risposto, lo farò con calma”, ha detto lo sprinter azzurro.
“Non avevo alcun peso da togliermi. Corro per me. Ho fatto una gara discreta, venendo da una stagione all’aperto con momenti difficili. Non è stato semplice sistemare tutto e rimettere a posto i pezzi dopo il Mondiale in cui ho corso un turno solo e mi sono fatto male. Ma cercando di dare una priorità alle cose importanti ce l’abbiamo fatta, anche se sono un pò indietro. Tra gli inglesi temevo più Hughes, che infatti mi è arrivato vicino, che Prescod, il terzo Azu, so chi è, ma non lo conosco. Lo ammetto: pensavo di fare meno di 9″90, mi ha frenato la tensione”, ha aggiunto Jacobs.
“Non si possono fare raffronti nell’atletica, ognuno ha il suo stile e la sua personalità. Sono contento di venire dopo Mennea. Il miglior modo di contare è quello di lasciare una scia, di stimolare chi viene dopo di te. Io quello volevo fare da bambino, essere uno da cui si poteva trarre ispirazione. Io stesso ho delle figure di riferimento: LeBron James, nel basket, uno che viene dal nulla, Lewis Hamilton che ha rivoluzionato la Formula Uno, e Usain Bolt, che ha cambiato l’atletica”, ha proseguito lo sprinter azzurro.
Infine, un pensiero al prossimo impegno. “Ho la staffetta, dobbiamo difendere il titolo di campioni olimpici. Ai mondiali di Eugene io non c’ero, è stato un dolore l’uscita in batteria. Ma siamo qui per rifarci, anche se non c’è nulla di scontato, perchè il testimone lo devi portare fino in fondo”, ha concluso Jacobs.
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