PEYRAGUDES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Gioiscono entrambi al termine della diciassettesima tappa da Saint Gaudens a Peyragudes. Tadej Pogacar si prende un’estenuante volata alzando le braccia in cielo, ma Jonas Vingegaard lo tallona, chiude secondo e perde solamente quattro secondi dal rivale in classifica generale. Terzo successo in questo Tour de France per il ‘Piccolo Principe’, supportato da uno strepitoso Brandon McNulty (terzo) negli ultimi due GPM di prima categoria: “Per come ha corso la squadra oggi, dovevamo per forza vincere la tappa. Dobbiamo essere orgogliosi di quanto stiamo facendo, non si poteva fare di più. Domani ci sarà un’altra chance, ma al momento sono felice di aver vinto la volata. Ho dato tutto, lo dovevo a McNulty e a tutti gli altri ragazzi”. Una vittoria che fa morale, ma che di fatto sposta le briciole nella classifica generale. La maglia gialla resta saldamente sulle spalle del danese Vingegaard con 2 minuti e 18 secondi di vantaggio da mantenere da qui fino a Parigi: mancano quattro tappe per realizzare il sogno. Quella odierna lo ha visto ancora una volta tenere il ritmo di Pogacar, che non ha avuto grossi margini per allungare, considerato anche l’ennesimo forfait dell’UAE Team Emirates.
Questa volta è Rafal Majka a ritirarsi dopo l’infortunio di ieri a seguito della rottura della catena della propria bici con conseguente strappo muscolare. Dietro a McNulty si piazza il britannico Geraint Thomas, ma a oltre due minuti. Il Tour finisce di fatto qui per il talento della Ineos, capace di precedere Lutsenko e il duo francese Bardet-Gaudu. Perde tanto sulla maglia gialla anche Nairo Quintana, il quale paga le ultime due salite e taglia il traguardo con tre minuti e mezzo di distacco. Il primo degli italiani è Giulio Ciccone con il quattordicesimo tempo, mentre Wout Van Aert fortifica la sua maglia verde. Domani è in programma la diciottesima tappa, la Lourdes-Hautacam di 143,5 chilometri.
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Pogacar vince 17^ tappa del Tour e recupera 4″ a Vingegaard
Dybala alla Roma, in giallorosso fino al 2025
ROMA (ITALPRESS) – La Roma ha ufficializzato l’ingaggio di Paulo Dybala. Il 28enne argentino arriva in giallorosso dopo aver trascorso le ultime 7 stagioni alla Juventus. Il calciatore ha firmato un contratto che lo lega al club fino al 30 giugno 2025.
“I giorni che mi hanno portato a questa firma sono stati un insieme di tante emozioni: la determinazione e la rapidità con cui la Roma ha dimostrato di volermi hanno fatto la differenza”. Queste le prime dichiarazioni di Paulo Dybala dopo l’ufficialità del suo approdo alla Roma. “Arrivo in una squadra in crescita, con una società che continua a mettere basi sempre più solide per il futuro e un allenatore, Josè Mourinho, con cui è un privilegio poter lavorare. Da avversario ho ammirato l’atmosfera che creano i tifosi giallorossi, non vedo l’ora di poterli salutare con la maglia della Roma addosso”, ha aggiunto Dybala, arrivato in Italia nel 2012 al Palermo. Dal 2015 si è trasferito alla Juventus, club con il quale ha vinto per 5 volte il campionato italiano. Con 98 reti, Dybala è il sesto miglior marcatore argentino della storia della Serie A. “L’adesione di Dybala al nostro progetto testimonia la credibilità del club e la bontà del lavoro che tutti insieme stiamo portando avanti”, ha commentato il general manager dell’area sportiva della Roma, Tiago Pinto.
“Paulo è un calciatore di statura mondiale, ha vinto titoli e ottenuto riconoscimenti internazionali: porterà alla Roma la sua classe e sono certo che con lui saremo più forti e più competitivi”, ha aggiunto Pinto. Dybala indosserà la maglia numero 21. La 10 di Totti resta “congelata”.
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Coniata una moneta per celebrare l’Autodromo di Monza
ROMA (ITALPRESS) – La Collezione Numismatica racconta la storia del nostro Paese e le monete emesse oggi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e coniate dalla Zecca italiana ne celebrano due eccellenze: l’Autodromo Nazionale di Monza e il grande Alberto Sordi.
La prima moneta in argento dal valore nominale di 5 euro, è dedicata al 100° Anniversario dell’Autodromo Nazionale Monza uno dei circuiti più antichi, conosciuto al mondo come “Il Tempio della velocità”.
La moneta è realizzata dall’artista incisore Antonio Vecchio, in versione Fior di Conio e ha una tiratura di 8.000 pezzi. Sul dritto raffigura un’opera del disegnatore inglese Michael Turner che riproduce una fase di gara del 2° Gran Premio d’Italia disputato il 10 settembre 1922 all’Autodromo Nazionale Monza. In primo piano compaiono sul rettilineo le auto di Pietro Bordino, vincitore della corsa su Fiat 804, e Pierre de Vizcaya, terzo al traguardo su Bugatti T29.
Sulla destra, si possono osservare le tribune per il pubblico mentre a sinistra l’uscita della “Curva Sud” e la terza auto, quella di Guido Meregalli su una Diatto tipo 20S. Nel giro, la scritta “REPUBBLICA ITALIANA”.
Sul rovescio al centro, il logo ufficiale dell’Autodromo Nazionale Monza e le date “1922 2022”, rispettivamente anno della costruzione dell’Autodromo e anno di emissione della moneta. A destra e a sinistra, gli spalti moderni dell’Autodromo Nazionale Monza. In alto, nel giro, la scritta “100° ANNIVERSARIO AUTODROMO”; a sinistra, il nome dell’autore, A. VECCHIO; in esergo, “R”, identificativo della Zecca di Roma e il valore “5 EURO”.
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Ai Mondiali nell’alto 2 metri di bronzo per Vallortigara
EUGENE (USA) (ITALPRESS) – Una splendida Elena Vallortigara supera i 2 metri e conquista la medaglia di bronzo nella finale femminile del salto in alto ai Mondiali di atletica, in scena a Eugene, negli Stati Uniti. Oro all’australiana Eleanor Patterson con 2,02, argento all’ucraina Yaroslava Mahuchikh, accreditata della stessa misura ma battuta per un errore alla quota decisiva. La trentenne azzurra, nata a Schio, tesserata Carabinieri, è perfetta fino a due metri (nessun errore), poi a 2,02 inanella i tre rossi che la portano al bronzo. Italia di nuovo sul podio dell’alto undici anni dopo il bronzo di Antonietta Di Martino a Daegu 2011. Filippo Tortu è bravissimo (personale abbassato a 20.10 nella semifinale dei 200) ma resta fuori dalla finale, primo degli esclusi per tre millesimi di secondo, quelli che lo dividono dal canadese Brown (stesso tempo, ma secondo e promosso direttamente in finale). Noah Lyles sigla uno strepitoso 19.62 (+1.1).
Bene le azzurre dei 400 ostacoli: tutte e tre ammesse alla semifinale. Per Ayomide Folorunso (54.69) sesto tempo assoluto; disco verde anche per Rebecca Sartori (55.72) e Linda Olivieri (56.09). Eliminata con onore, nella semifinale dei 200 metri, Dalia Kaddari (22.86, -0.1). Ancora finali stratosferiche: oro dei 400hs al brasiliano Alison Dos Santos (46.29, record dei campionati), disco a Kristian Ceh (71,13, anche per lui record dei campionati), 1500 al britannico Jake Wightman (3:29.23).
Raggiante la Vallortigara per la prima medaglia iridata della sua carriera da professionista, dopo altri due bronzi vinti da Under e Under 18. Si tratta anche della prima medaglia della spadizione azzurra a Eugene. “Questa medaglia pesa davvero tanto. L’ho desiderata, sognata, ne ho avuto paura, per tanto tempo. Dopo la delusione di Tokyo volevo scrivere un altro finale: ho trent’anni, quasi trentuno, non farò tante altre stagioni nell’atletica ma ho promesso a me stessa che questo obiettivo della medaglia mondiale l’avrei raggiunto”, ha detto la veneta.
“E’ una medaglia che vale una carriera e spero non sia l’unica. Penso di aver aperto un altro mondo a me stessa con questa manifestazione: sono veramente felice e orgogliosa di me, del mio allenatore Stefano Giardi, del nostro lavoro, di tutto quello che è stato fatto per arrivare fin qui. Farlo adesso, dopo tutto questo tempo, è veramente bello”, ha aggiunto la azzurra.
“Quando ho saltato 2,00 al primo tentativo ho pensato che potesse davvero succedere qualcosa di meraviglioso. Ho sognato anche un altro colore per questa medaglia, ho pensato che non fosse così difficile. In realtà in tutta questa gara ho pensato che le misure non fossero così difficili: mi sentivo forte, in grado di saltare alto”, ha concluso la Vallortigara.
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Jacobs “Ho ‘rosicato’ ma ora penso già agli Europei”
EUGENE (USA) (ITALPRESS) – Marcell Jacobs è tornato a parlare dopo la rinuncia alle semifinali dei 100 metri ai Mondiali di atletica di Eugene. Il campione olimpico è apparso infastidito ma sereno e soprattutto già proiettato verso il recupero della forma migliore, in vista degli Europei. “Un pò tutto questo fa parte del nostro sport. Per questo anno è andata così un pò di volte. Vedere la mia corsia vuota in semifinale mi ha reso triste, mi ha fatto ‘rosicarè ma mi ha dato le energie giuste per tornare più forte di prima. Questa stagione è stata un pò particolare. Bisogna avere calma: manca ancora un mese agli Europei”, ha detto Jacobs, in conferenza stampa, da Eugene. “Sono stato ieri allo stadio per vedere le gare dei miei connazionali nei 200 e per vedere Tamberi. Gimbo è stato grande. Peccato, meritava una medaglia per tutto quello che ha fatto. La mia stagione non è da ‘buttarè; anzi, fino ai Mondiali indoor era andato tutto bene”, ha aggiunto l’azzurro, che ha ricordato il successo nei 60 metri, a Belgrado. “Ora continuerò la fisioterapia e farò altri controlli, per poi tornare in pista, in vista degli Europei”, ha puntualizzato Jacobs.
“Venivo da questa elongazione al tendine del bicipite femorale, che mi aveva bloccato da Savona ai campionati italiani, è vero. Ma qui, nell’avvicinamento alla gara, la situazione migliorava di giorno in giorno. Alla vigilia mi sentivo veramente bene e non sentivo più nulla. Il giorno prima delle batterie mi sentivo bene e stavo facendo, addirittura, uno dei migliori allenamenti mai fatti. Poi il nuovo problema”, ha detto ancora l’azzurro, che ha quindi parlato solo di sfortuna per l’infortunio (contrattura a carico del grande adduttore della coscia destra) occorso all’ultimo momento. Rispedite al mittente, infine, le accuse relative ai “discussi” programma e impegni pre-Mondiali. “Le gare servono a volte anche come allenamento”, ha concluso Jacobs.
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De Ligt lascia la Juve, al Bayern fino al 2027
TORINO (ITALPRESS) – Matthijs de Ligt la prossima stagione non sarà un giocatore della Juventus. La società bianconera ha ufficializzato che, a tre anni dal suo arrivo dall’Ajax, il difensore olandese saluta Torino, per trasferirsi a titolo definitivo in Germania, al Bayern Monaco. La Juve incasserà “un corrispettivo di 67 milioni di euro, pagabile in quattro esercizi, che potrà essere incrementato, nel corso della durata del contratto di prestazione sportiva del calciatore, per un importo non superiore a 10 milioni al raggiungimento di specifici obiettivi sportivi. Tale operazione genera un effetto economico positivo sull’esercizio pari a 30,7 milioni di euro già al netto di 1,7 milioni di euro di oneri relativi al contributo di solidarietà previsto dal regolamento Fifa”.
Anche il Bayern Monaco ha ufficializzato l’operazione, col 22enne olandese che ha firmato un contratto fino al 2027. “Matthijs de Ligt ha impressionato ai più alti livelli internazionali, non solo per le sue qualità tecniche ma anche per la personalità – sottolinea il Ceo Oliver Kahn – Alla sua età ha già imparato a prendersi delle responsabilità. Una squadra forte non ha bisogno solo di un attacco forte e col suo arrivo alziamo a un livello top anche la nostra difesa”. “Lo volevamo già tre anni fa – rivela il ds Hasan Salihamidzic – Già allora eravamo convinti delle sue qualità e oggi lo siamo ancora di più. Per professionalità, fame e carattere è perfetto per la nostra squadra e le nostre ambizioni. Qui avrà un ruolo importante dentro e fuori dal campo”. De Ligt si dice “felicissimo di diventare un giocatore di questo grande club. Il Bayern è la società di maggior successo in Germania e fra le più vincenti in Europa e nel mondo. Ho sentito l’apprezzamento sincero della dirigenza e dell’allenatore sin dall’inizio e questo mi ha convinto. Il Bayern è un club che viene gestito in modo intelligente e con grandi obiettivi, sono molto felice di diventare parte della sua storia”.
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Mondiali scherma, Errigo argento nel fioretto donne
IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – IL CAIRO (EGITTO) (ITALPRESS) – Arianna Errigo ha vinto l’argento nel fioretto femminile ai Mondiali di scherma del Cairo. La 34enne azzurra ha aggiunto così un’altra importante riga nel suo palmares, portando a quota 9 le medaglie individuali mondiali. Una gioia particolare, seppur limitata da una finale con un sapore amaro e persa 15-10 con la francese Thibus, per l’atleta dei Carabinieri, numero 4 del ranking, che ha tessuto il suo percorso fin dalla mattina lasciando poco spazio alle avversarie. Errigo ha iniziato la sua gara superando la brasiliana Rafaella Gomes (10-8), poi ha dominato contro la spagnola Maria Marino (15-3) e si è assicurata un posto nella top 8 grazie alla vittoria contro la portacolori di Hong Kong Yue Shi col punteggio di 15-8. Ai quarti è arrivato il successo sulla compagna di squadra Francesca Palumbo, che si è arresa alla connazionale sul 15-3. Quindi la semifinale batticuore con l’americana campionessa olimpica Lee Kiefer: in vantaggio 10-3 l’azzurra si è poi fatta riprendere e superare dalla statunitense fino al 13-14, ma non ha mollato ed è riuscita a esultare fino all’epilogo della finale, culminato con l’argento. Amaro il Mondiale per Alice Volpi, eliminata al secondo turno dalla 19enne americana Maia Weintraub 15-13. La toscana, oro ai Mondiali 2018 e fresco bronzo agli Europei, non è riuscita a capitalizzare un cospicuo vantaggio (9-4) nei confronti della giovanissima avversaria, numero 2 del ranking junior. La giornata era iniziata con un’altra delusione per l’eliminazione al primo turno di Andrea Santarelli, che partiva come numero 4 del ranking mondiale, e che è uscito contro il colombiano John Edison Rodriguez 15-6 così come Gabriele Cimini, eliminato 15-13 dal belga Neisser Loyola. Hanno chiuso la loro gara nel tabellone dei 16 Davide Di Veroli e Federico Vismara. “Complimenti ad Arianna per la sua medaglia” ha detto il presidente della Fis Paolo Azzi. Si tratta della seconda medaglia per l’Italia dopo il bronzo vinto nella giornata inaugurale da Rossella Fiamingo nella spada individuale.
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Acuto di Houle al Tour, Vingegaard rimane in giallo
FOIX (FRANCIA) (ITALPRESS) – Nel primo di assaggio di Pirenei al Tour de France, è Hugo Houle il protagonista che non ti aspetti. Un dito verso il cielo e un volto che tradisce tutta la sua emozione e non solo per il capolavoro nella sedicesima frazione della Grande Boucle da Carcassone a Foix, lungo i 178.5 km di percorrenza. Per il 31enne di Israel-Premier Tech c’è una dedica particolare, per il fratello Pierrick, ucciso da un pirata della strada mentre era in bicicletta. “Sono stati anni dieci anni di sofferenza. E’ il giorno più bello della mia vita, in realtà pensavo di preparare la strada per Woods ma poi mi sono ritrovato solo e ci ho creduto”, ha detto Houle. Già, perchè Hugo ha tutto il tempo per realizzare la sua impresa con oltre un minuto di vantaggio sugli altri due corridori a podio, il francese Madouas (Groupama-FDJ) e proprio il compagno di squadra Woods. Una giornata storica per il Canada, che aveva vinto una sola tappa nella storia del Tour (con Bauer nel 1988) e invece oggi piazza ben due atleti sul podio, grazie alla Israel.
Dopo il giorno di riposo (e altri cinque corridori persi tra infortuni e covid), resta saldamente sulle spalle di Jonas Vingegaard la maglia gialla. Il danese della Jumbo-Visma ha le gambe per rispondere ai tentativi di attacco dello sloveno Tadej Pogacar, costretto a rinunciare anche per le disavventure dell’UAE Team Emirates, con un Soler a mezzo servizio (problemi intestinali) e Majka che rompe la catena in salita. Sempre di 2’22” il distacco tra i due, con il metronomo Geraint Thomas (Ineos Grenadiers) stabile al terzo posto, a 2’43”. In quarta posizione sale Nairo Quintana, crisi per Bardet che scende in nona piazza. Domani si fa sul serio: 130 km durissimi da Saint-Gaudens a Peyragudes.
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