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A Palermo forfait Trevisan, avanti Bronzetti e Cocciaretto

PALERMO (ITALPRESS) – Martina Trevisan non parteciperà ai 33esimi Palermo Ladies Open. La prima tennista azzurra del ranking internazionale, che era la testa di serie numero 1 del torneo, non scenderà in campo questa sera, sul centrale del Country Time Club, contro la russa Elina Avanesyan, a causa di un problema alla schiena. Trevisan aveva svolto regolarmente gli allenamenti da domenica, partecipando anche alla conferenza stampa pre-torneo e, ieri, a un evento collaterale. Poi il problema che l’ha costretta allo stop.
Al posto di Trevisan entra nel tabellone principale, come lucky loser, la brasiliana Carolina Alves (170 del ranking Wta). Si riproporrà, dunque, la sfida contro Avanesyan, già andata in scena nell’ultimo turno delle qualificazione. Avanzano, intanto, Lucia Bronzetti ed Elisabetta Cocciaretto. La tennista romagnola, numero 78 del ranking Wta, ha sconfitto al debutto la cinese Wang Xiyu, numero 94 del mondo, con un duplice 6-3. Elisabetta Cocciaretto si aggiudica invece il derby azzurro con Sara Errani: la 21enne di Fermo, numero 111 del ranking e reduce dai quarti di Budapest, domina per 6-1 6-0 in appena 57 minuti di gioco e troverà al secondo turno la francese Caroline Garcia, numero 48 del mondo e quinta favorita del seeding che si è aggiudicata la sfida tutta francese con Chloe Paquet per 6-7(2) 6-2 6-2. Eliminata, invece, Lucrezia Stefanini, numero 194 Wta, sconfitta 61 76(4), dopo oltre un’ora e tre quarti di lotta, dall’ungherese Panna Udvardy, numero 108 del ranking.

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Malagò “Ho sentito Draghi, il mondo dello sport è con lui”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo parlato della questione del Governo, visto che siamo il Paese ospitante delle prossime Olimpiadi e Paralimpiadi invernali e dei prossimi Giochi del Mediterraneo. Non facciamo politica, ma in questo momento di congiuntura internazionale, con la crisi economica e la guerra, le dimissioni del presidente Draghi sono viste con forte preoccupazione dalla comunità internazionale”. Lo ha dichiarato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, durante la conferenza stampa post Giunta Nazionale. “Ho sentito Draghi domenica pomeriggio – ha aggiunto il numero uno dello sport italiano – gli ho detto che il mondo dello sport è con lui. Nei prossimi mesi si aprirebbe una fase d’incertezza se saltasse il Governo e cambierebbero tante strategie”.
Malagò si è poi soffermato sui temi sportivi, a partire dal trasferimento di Dybala alla Roma e dall’eliminazione dell’Italia dagli Europei di calcio femminili. “Dybala è un grande giocatore e penso sia importante la sua permanenza in Italia, visto che qualche pezzo pregiato il nostro campionato l’ha perso come De Ligt e Koulibaly. E’ uno degli acquisti più importanti nella storia della Roma. Se è giusto aver rinunciato alla maglia numero 10? Penso proprio di sì”, ha sottolineato il presidente del Coni per poi invitare tutti a mantenere “i piedi per terra sulla nazionale di calcio femminile. La parola delusione è esagerata: c’era l’aspettativa di passare il turno, non bisogna negarlo. Ma lo sport ci ha insegnato che non si può passare da fenomeni a scarsi. Bisogna rimanere con i piedi per terra”.
Infine una battuta sui Mondiali di atletica, con gli olimpionici Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi fuori dal podio. “Jacobs era partito con dei dubbi, ma era convinto di fare bene. Purtroppo c’è stato questo infortunio: la scelta di rinunciare è stata medica, non si è voluto forzare – ha osservato Malagò – Per Tamberi sapevamo che non aveva una condizione ottimale: è arrivato quarto, ma gli esperti di atletica ritenevano che il podio sarebbe stato un successo”.
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A Domobianca 365 si assegna il titolo italiano di “rimbalzello”

DOMODOSSOLA (ITALPRESS) – Un gioco che ha fatto divertire tutti, in riva al mare o sulle sponde di un fiume o di un laghetto di montagna, diventa una gara che assegnerà anche il primo titolo di campione italiano. Appuntamento per sabato a Domobianca365, località turistica a soli 15 minuti dal centro di Domodossola, per il primo campionato di “rimbalzello”, la popolare sfida del lancio di sassi sull’acqua.
La gara, aperta a tutti, si svolgerà al laghetto dell’Alpe Casalavera: dalle 11, via alla prima sezione di lanci. Cinque tentativi a disposizione per ogni partecipante. Non conta il numero di rimbalzi – che devono essere almeno 3 – ma la distanza che si riesce a far compiere al sasso prima che affondi nelle limpide acque del laghetto. I migliori 10 lanciatori della prima sessione si giocheranno il titolo con ulteriori 3 lanci a partire dalle ore 15.30. L’area di lancio sarà delimitata da boe con indicatori di distanza e si svolgerà da un’apposita piattaforma.
La giornata sarà anche dedicata a una dimostrazione di calcio camminato – altra disciplina da scoprire e da provare – che consiste nel giocare una partita senza mai poter correre e senza contatto.
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Lega Basket assegna diritti tv a Eleven, Gandini “Soddisfatti”

ROMA (ITALPRESS) – “Lega Basket Serie A comunica di avere assegnato a Eleven Sports Network LTD il Pacchetto Pay dei Diritti Audiovisivi domestici per le Stagioni Sportive 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025 a seguito della trattativa privata avvenuta lo scorso 12 luglio. La assegnazione verrà ratificata dalla Assemblea straordinaria convocata per giovedì 21 luglio nella quale Eleven presenterà ai club il proprio piano di valorizzazione dei diritti Pay per il triennio”. Lo rende noto la Lega Basket sul proprio sito. “Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto – afferma il presidente della LBA Umberto Gandini – Nonostante il difficile periodo di pandemia che ha pesantemente penalizzato le ultime due stagioni, grazie al grande impegno dei club e ai loro importanti investimenti abbiamo raddoppiato il valore della licenza raggiungendo un totale complessivo di oltre 10 milioni di euro per il prossimo triennio. Si tratta di una conferma dell’accresciuto valore della serie A a cui ha contribuito in queste ultime cinque stagioni anche il gruppo Eurosport Sas che ringrazio per la competenza e passione con cui ci hanno seguito”.
“Ora ci aspetta un importante lavoro – spiega ancora Gandini – a tutela degli appassionati utenti del prodotto basket nella migrazione dalla piattaforma che ha trasmesso il nostro campionato nelle ultime stagioni a quella di Eleven ed aumentare ulteriormente la popolarità della Serie A”. “Ringraziamo il presidente Gandini e i club per aver scelto Eleven come partner per il prossimo triennio – ha commentato Giovanni Zurleni, Managing Director di Eleven Sports Italia – Tale acquisizione va a completare l’offerta Eleven riservata agli appassionati di basket, che comprende le più importanti competizioni continentali per club, con tutte le partite di Eurolega, Eurocup, il grande basket internazionale con tutte le partite delle competizioni FIBA per squadre nazionali, incluse FIBA Eurobasket 2022 e FIBA World Cup 2023, e contenuti prodotti da Team Whistle come Dunk League. Con la grande aggiunta della LBA Serie A, Eleven diventa così a tutti gli effetti il principale punto di riferimento per gli amanti della pallacanestro in Italia”.
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Tamberi sfiora il podio “Mondiale comunque positivo”

EUGENE (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Una gara memorabile, con il bronzo sfiorato, accarezzato per qualche minuto, e poi scivolato tra le dita in un finale rocambolesco. Gianmarco Tamberi dimostra ancora una volta le sue straordinarie qualità di campione, e chiude al quarto posto, con lo stagionale portato a 2,33, la finale dell’alto al Mondiale di Eugene. L’infortunio che lo ha condizionato in queste ultime settimane è sembrato sparire, come ovvio solo in apparenza, lasciando il campione olimpico di Tokyo, in più di un passaggio, libero di volare oltre l’asticella, per poi planare ai piedi del podio. L’oro è finito al collo dell’amico Mutaz Essa Barshim (campione del mondo per la terza volta dopo i successi di Londra 2017 e Doha 2019), con una sequenza priva di errori fino a 2,37, mentre l’argento è andato al coreano Sanghyeok Woo, salito fino ai 2,35 del record nazionale. La medaglia di bronzo sfuggita a Tamberi va invece all’ucraino Andriy Protsenko, bravo ad emergere nelle fasi decisive dopo un avvio incerto e di fatto davanti all’azzurro per aver superato i 2,33 al primo tentativo (con Tamberi capace di farlo al secondo).
La gara del marchigiano ha un passaggio cruciale, quello a 2,30: dopo salti riusciti al primo tentativo a 2,19, 2,24 e 2,27, è a questa quota che emergono infatti le prime difficoltà. Ci vogliono tutti e tre i salti a disposizione per il sorriso, mentre Protsenko, fino a quel momento più volte falloso, supera la misura al primo tentativo, scavalcando l’italiano. Barshim è semplicemente perfetto, così come Woo (almeno fino a quel punto). A 2,33 si rimescolano le carte. Protsenko, a sorpresa, ce la fa subito e si installa al secondo posto, Tamberi vola al di là dell’asticella al secondo tentativo ed è bronzo, Woo sembra out: mette insieme due rossi, ma alla terza prova si rimette in corsa, per il quarto posto momentaneo. Si sale, ma sono troppi i 2,35 per il Tamberi di oggi, così come per Protsenko. Woo, invece, al secondo salto a disposizione, dimostra tutto il suo talento, risalendo in seconda posizione (e buttando Tamberi giù dal podio). Barshim valica (unico a farlo) i 2,37 e Woo, nel tentativo di vincere, affronta le due prove residue a 2,39, senza esito. L’oro va al qatarino, che a gara finita, prova anche i 2,42 (un solo salto) prima di abbandonare.
Una finale magnifica, con un sapore agrodolce per la squadra azzurra, che coglie il secondo quarto posto (dopo quello di Sara Fantini nel martello) in questo Mondiale. “C’ho messo il cuore, come avevo promesso – raconta Tamberi nel dopo gara – tornare con la medaglia di legno brucia, ma poteva andare molto peggio, viste le condizioni in cui mi sono presentato qui, è un Mondiale positivo per me. Mi sono trovato con le spalle al muro in due occasioni stasera, a 2,30 e a 2,33, ma riuscire nei momenti di difficoltà è la mia caratteristica migliore. Mi spiace perchè perdere una medaglia così brucia, ma se proprio dovevo farlo, allora sono contento che ci sia riuscito Protsenko, loro hanno bisogno più di noi di una speranza. Ora Monaco, anche se, ad essere sincero la testa l’avevo solo sul Mondiale”. Finale ultra tattica nei 3000 siepi uomini con un primo chilometro corso praticamente sur-place (2’57) e un finale esplosivo: l’azzurro Ahmed Abdelwahed si piazza al dodicesimo posto (8’33″43), due meglio di quanto riuscito a fare lo scorso anno nalle finale olimpica di Tokyo, e dimostrando una costanza di rendimento a livello planetario che è patrimonio di pochi atleti azzurri. L’oro va al marocchino Soufiane El Bakkali (8’25″13), il campione olimpico, favorito della vigilia e ancora più sul suo terreno preferito, ovvero quello della prova strategica (ultimo km da 2’32); battuto l’etiope Lamecha Girma, argento, con il bronzo che va al keniano Conseslus Kipruto.
Una promozione ed una bocciatura in casa Italia. Filippo Tortu ce la fa, approda in semifinale correndo il primo turno in un ottimo 20″18 (+1.0), mentre Fausto Desalu deve arrendersi con un 20″63 (+0.5) che non basta per tornare in pista domani. Tortu lascia davvero un’ottima impressione: in assenza di De Grasse e del giapponese Koike, che non si schierano al via, l’azzurro corre molto bene, al punto che arriva anche il successo parziale. Corretta la distribuzione dello sforzo, buona curva, rettilineo finale autoritario, ed un’azione complessivamente fluida. Nei metri finali, cambio in folle per tagliare il traguardo in 20″18, con netto margine sul secondo, Gorra (20″44). Desalu, al contrario, corre bene per i primi 120 metri, ma sul rettilineo finisce progressivamente per spegnersi, subendo prima la rimonta per il terzo posto dell’ugandese Orogot, e poi finendo anche per perdere contatto dai primi (il dominicano Ogando si impone in 20″01). Il 20″63 è crono che significa subito eliminazione. Spettacolo USA, come da copione. Noah Lyles guida la fila dei qualificati alla semifinale con 19″98 (-0.3), seguito dal baby Erriyon Knighton (20″01).
Ma gli occhi erano tutti per Fred Kerley, il campione del mondo dei 100, impegnatosi per una cinquantina di metri (scarsi) sul rettilineo fino al 20.17 conclusivo (+0.4). Tortu è appena dietro Kerley, al nono posto complessivo. Si torna in pista domani, ancora una volta nella notte italiana (le 3.50 del mattino) per il round intermedio a 24. Nei 200 metri donne avanza Dalia Kaddari. Sguardo basso al via, nessuna concessione ad ammiccamenti alla camera, la sarda scivola via bene in curva, e disegna poi il consueto rettilineo stilisticamente piacevole. Davanti, come ovvio, la gara di Shericka Jackson è un’altra storia (22″33 ventoso, +2.5, corso con relativo impegno) ma la Kaddari svolge bene il suo compito, chiudendo al terzo posto in un buon 22″75. Promozione garantita dalla Q maiuscola, e nuovo impegno nella semifinale di domani (alle 3.05 italiane di mercoledì). In testa al gruppo delle qualificate, a sorpresa, la nigerina Aminatou Seyni, il cui 21″98 è, oltre che record nazionale, anche l’unica performance sub-2 del turno. Le migliori sono tutte tra le qualificate, incluso il trio delle meraviglie giamaicano (Fraser-Price, Jackson, Thompson-Herah) capace dell’1-2-3 sui 100.
Nel disco, infine, giornata-no, come quelle che possono capitare a tutti, per Daisy Osakue che chiude mestamente la sua qualificazione, con un solo lancio valido, un 56,74 che non può significare altro che eliminazione. Brivido per la favoritissima Valarie Allman, che inanella due nulli prima di sparare il suo disco a 68,36. Nelle altre gare incontenibile Faith (Fede) Kipyegon, la mezzofondista più continua (e più convincente) sul miglio metrico degli ultimi anni. Due volte campionessa olimpica (come, su questa distanza, i soli Sebastian Coe e Tatiana Kazankina), centra sulla pista dell’Hayward Field il secondo titolo mondiale della carriera (3’52″96), rispondendo a tutti i tentativi (sul ritmo, di contrasto fisico, allo sprint) dell’etiope Gudaf Tsegay (3’54″52). Bronzo alla britannica Laura Muir (3’55″28), ultima ad arrendersi prima di lasciare il confronto alle due africane.
Sulla pedana del triplo, nuovo trionfo della venezuelana Yulimar Rojas. Campionessa olimpica, due volte (tre con questa) campionessa del mondo, primatista assoluta: il suo 15,47, miglior prestazione mondiale dell’anno, è la firma della dominatrice. Argento Ricketts (14,89), bronzo Franklin (14,72). Nafissatou Thiam non lascia sul tavolo il titolo mondiale dell’Eptathlon (il suo secondo, da aggiungersi ad altrettanti ori olimpici). Il confronto è avvincente: meno di 100 punti separano alla fine Thiam dall’olandese Anouk Vetter (6947 punti, miglior prestazione mondiale dell’anno, contro 6867, record nazionale). Bronzo alla statunitense Hall, 6755.
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Prima giornata senza sorprese al Palermo Ladies Open, Paolini ok

PALERMO (ITALPRESS) – Nessuna sorpresa dalla prima giornata di partite del tabellone principale dei 33^ Palermo Ladies Open. Le tre teste di serie scese in campo hanno superato il turno: Sara Sorribes Tormo (4 del seeding) ha battuto 2-6 6-4 6-2 Ana Bogdan; la rumena Irina Begu (6) ha sconfitto in 3 set la qualificata spagnola Marina Bassols Ribera e in serata (il match è stato spostato sul campo 6) la cinese Shuai Zhang (3) semifinalista lo scorso al Country, ha avuto la meglio per 7-6 7-6 sulla spagnola Rebeka Masarova (173 della WTA, proveniente dalle qualificazioni). Accede al secondo turno anche Jasmine Paolini (61 del ranking) che ha disputato un’ottima partita con la slovacca Anna Karolina Schmiedlovà (76 della classifica mondiale) soffrendo soltanto nella parte iniziale del match, poi la 26enne tennista di Castelnuovo di Garfagnana è salita in cattedra chiudendo il match in poco più di un’ora con il punteggio di 6-3 6-1. La Paolini affronterà al secondo turno la Zhang. “Inizialmente ero un pò tesa, forse giocare in Italia mi ha un pò condizionata – ha detto Jasmine Paolini – sono davvero contenta di come ho giocato. Il posto aiuta, mi piace tantissimo giocare qua. Le italiane? Speriamo che sia l’anno giusto per il successo di un’azzurra”.
Nel torneo di doppio ha vinto la coppia testa di serie numero 1 Guarachi-Muhammad contro Dzalamidze Tikhonova (7-5 6-4), mentre è finita al primo turno l’avventura di Lisa Pigato e Lucrezia Stefanini (entrate in tabellone grazie ad una wild card) superate in 2 set con il punteggio di 2-6 3-6 da Gamiz-Vedder. Oggi scenderanno in campo 5 azzurre: alle 16 sul campo 6 Lucia Bronzetti affronterà la cinese Xiyu Wang ed a seguire sarà la volta di Lucrezia Stefanini con l’ungherese Panna Udvardy, mentre sul centrale a partire dalle 20 ci sarà prima il derby Errani-Cocciaretto e poi il match tra la testa di serie numero 1 Martina Trevisan e la russa Elina Avanesyan (proveniente dalle qualificazioni).
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Usa vincono Coppa Concacaf donne, Morgan affossa il Canada

ROMA (ITALPRESS) – Un rigore trasformato dalla stella Alex Morgan al minuto 78 regala agli Stati Uniti la vittoria nella finale della Concacaf Cup contro il Canada. A Monterrey, in Messico, la nazionale di Vlatko Andonovski si è dunque presa la rivincita della semifinale olimpica persa un anno fa contro le canadesi a Tokyo. Il successo assicura inoltre agli Stati Uniti la qualificazione per i Giochi Olimpici di Parigi 2024, oltre alla partecipazione al Mondiale del prossimo anno, per il quale hanno staccato il biglietto anche lo stesso Canada, la Giamaica e la Costa Rica.
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L’Italia perde anche contro il Belgio e saluta gli Europei

MANCHESTER (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – L’Italia femminile saluta l’Europeo femminile. A Manchester serviva una vittoria per sperare nella qualificazione ai quarti di finale, ma a festeggiare è il Belgio che trova l’1-0 con De Caigny con l’unico vero tiro nello specchio della porta. Le azzurre lanciano un segnale in apertura con la conclusione di Girelli, capitana di serata con Gama in panchina, dopo pochi secondi di gara ma il Belgio trova le giuste misure in campo e costringe le ragazze di Milena Bertolini a forzare la giocata. Dalla mezz’ora del primo tempo l’Italia prova alzare il proprio baricentro e ad affacciarsi con più convinzione verso l’area avversaria ma, eccezion fatta per un tentativo di Bonansea, per Evrard ci sono ben pochi grattacapi sino al duplice fischio di Martincic. In avvio di ripresa dentro Bonfantini, ma è il Belgio a colpire: al 49′ De Caigny aggancia un pallone vagante al limite dell’area e spedisce all’angolino della porta difesa da Giuliani, di fatto nell’unica occasione dell’incontro.
Spalle al muro, l’Italia reagisce d’orgoglio ma il tiro a giro di Girelli si stampa sulla traversa. Il Belgio si schiaccia nella propria metà campo, le azzurre ci provano anche con la subentrata Giacinti ma i minuti scorrono e neppure l’ingresso di Cernoia, guarita dal Covid, può cambiare le sorti della partita. Anzi, è Wullaert a colpire un legno nel primo dei sette minuti di recupero. “Non meritavamo di perdere – l’amarezza della ct Bertolini – A parte l’inizio bloccato, le ragazze hanno dato tutto ciò che avevano e meritavamo qualcosa in più, ma il calcio è questo: dovevamo vincere per forza e l’aspetto emotivo ha preso il sopravvento. Per noi è comunque un’esperienza importante, ci farà crescere e diventare più forti per il futuro. Si volta pagina prendendo le cose positive e analizzando le cose negative, cercando di non ripetere errori”.
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