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Ok alle linee guida per l’uso del linguaggio di genere

ROMA (ITALPRESS) – L’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Lazio, su impulso della consigliera segretaria Michela Di Biase, ha approvato le “Linee guida per l’uso del linguaggio di genere nell’ambito del Consiglio regionale del Lazio”. Si tratta di un provvedimento importante e innovativo, adottato in seguito a una deliberazione del 15 dicembre del 2020, data in cui il Consiglio stesso si era posto un obiettivo molto ambizioso: utilizzare in tutte le forme di espressione una terminologia improntata al corretto rispetto delle declinazioni di genere. Le linee sono indirizzate all’intero Consiglio, per favorire un uso consapevole del linguaggio.
Tra i punti cardine della disposizione troviamo:
– La sostituzione dei nomi di professionisti e di ruoli declinati al maschile e ricoperti da donne con i corrispondenti femminili (qualche esempio: avvocata, Segretaria, consigliera, assessora, funzionaria)
– L’abolizione del maschile inclusivo e la sua sostituzione con la due forme, maschile e femminile (il Prefetto; la Prefetta).
“Un provvedimento del quale siamo particolarmente orgogliosi. Una prima base per evitare discriminazioni legate al genere parte proprio dalla corretta declinazione dei sostantivi al femminile e al maschile. Con questa delibera si va nella giusta direzione, affinchè l’assemblea consiliare e il personale possano vedersi riconosciuto il genere che gli appartiene. Tassello dopo tassello costruiamo insieme la vera parità di genere” dichiara Marco Vincenzi, Presidente del Consiglio regionale del Lazio.
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Tutela della Blue Economy, via libera a legge dal Consiglio del Lazio

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Marco Vincenzi, ha approvato una legge per la tutela della Blue Economy. Cosa si intende con questo termine? Parliamo di un modello economico circolare, sostenibile e innovativo di produzione e consumo che, in sinergia con l’ecosistema acquatico, valorizza attività e risorse collegate al mare, ai fiumi, ai laghi e alle coste. “L’economia dei nostri territori marittimi è uno dei settori più importanti per lo sviluppo della nostra Regione. E’ fondamentale la formazione di nuove figure professionali, al fine di diventare sempre più competitivi, anche con gli altri territori regionali. Ringrazio le consigliere e I consiglieri di maggioranza e opposizione per il lavoro svolto”, commenta Vincenzi.
La Regione riconosce il ruolo strategico della Blue Economy e promuove politiche formative, di crescita occupazionale e di sviluppo economico dei diversi settori di attività. Con la legge si favorisce il processo di formazione del personale e l’inserimento nel mondo del lavoro di figure professionali innovative richieste dal particolare tipo di economia. Importante poi la cooperazione tra soggetti pubblici e privati, attuata soprattutto attraverso la creazione della Rete regionale sulla Blue Economy. Al centro del provvedimento c’è anche la tutela dell’ambiente, con incentivi ai pescherecci che recuperano plastica in mare.
La Regione Lazio interviene a sostegno delle università per finanziare la ricerca nel settore, con interventi finalizzati al potenziamento e allo sviluppo dei programmi di ricerca e innovazione. Per la realizzazione dei diversi interventi la Regione approva il Programma triennale della Blue Economy, nel quale si individuano le principali strategie per il periodo temporale di riferimento.
“Un provvedimento importante che tutela e valorizza le attività e le risorse collegate al mare, ai fiumi, ai laghi e alle coste del territorio laziale, promuovendo occupazione qualificata, ricerca, innovazione, investimenti e creazione di nuove imprese giovanili e femminili”, è il commento dell’assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start – Up e Innovazione della Regione Lazio, Paolo Orneli.
“Con una dotazione finanziaria di 1,8 milioni di euro rilanciamo un’ampia strategia per lo sviluppo di un’economia circolare e sostenibile che riguarda non soltanto il litorale ma l’intero ecosistema acquatico della Regione Lazio. Tra gli interventi più importanti – ha aggiunto – il sostegno agli investimenti innovativi delle imprese, la creazione di nuove imprese giovanili e femminili e la realizzazione di un coordinamento delle Università del Lazio per garantire la formazione di professionalità di altissimo livello nell’ambito della Blue Economy”.
“Voglio ringraziare – ha concluso Orneli – i consiglieri Ognibene, Forte e De Paolis, primi firmatari della legge, e tutto il Consiglio Regionale per il lavoro svolto che ci ha portati ad approvare un provvedimento importantissimo per il rilancio dell’economia della nostra regione”.
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Valle del Sacco, in Aula discussione sulla bonifica della zona inquinata

ROMA (ITALPRESS) – Entro 60 giorni saranno bandite tutte le procedure di gara per gli interventi di caratterizzazione delle aree interessate. E’ la notizia più importante data oggi dall’assessore al Ciclo dei rifiuti e impianti di trattamento, smaltimento e recupero, Massimiliano Valeriani, durante la seduta del Consiglio regionale del Lazio sullo stato di lavori per la bonifica della Valle del Sacco.
In apertura, il presidente Marco Vincenzi ha dato la parola a Antonio Aurigemma (FdI), primo firmatario della richiesta che ha portato alla seduta straordinaria. Aurigemma ha parlato di “gravi inadempienze da parte dell’amministrazione regionale. Sono passati tra anni dalla sottoscrizione dell’accordo di programma fra Regione e ministero dell’Ambiente e tutto è ancora fermo. Rischiamo di perdere buona parte dei finanziamenti previsti”.
Due, in particolare le richieste di Aurigemma: un tavolo permanente con i sindaci interessati e l’apertura di un portale internet per informare costantemente i cittadini. Il consigliere, infine, ha ricordato la recente nomina di un commissario straordinario: “Speriamo che abbia il tempo necessario, visto che è la stessa persona scelta come commissario per i rifiuti di Latina. In realtà doveva essere sufficiente l’ordinaria amministrazione per dare risposte concrete a un territorio abbandonato per anni”.
E’ iniziata, poi, la relazione di Valeriani, che ha prima fatto una sintesi della storia di questa emergenza ambientale “dovuta ai rifiuti industriali, soprattutto chimici che ha avuto il suo apice nel 2005, con la morte di bovini avvelenati da sostanze tossiche”. ‘Nel 2006 – ha proseguito – l’amministrazione Marrazzo ha dichiarato lo stato di emergenza. Negli ultimi anni siamo riusciti a ottenere l’intervento del governo nazionale con la dichiarazione della zona come Sito di interesse nazionale (Sin), la sottoscrizione nel 2019 di un accordo di programma con il ministero dell’Ambiente e lo stanziamento di più di 53 milioni di euro, 22 i comuni interessati, si tratta di un’area immensa”.
Valeriani è poi entrato più nel merito, elencando le opere già avviate e quelle in itinere. “Per quanto riguarda il piano di caratterizzazione delle aree agricole siamo all’affidamento della gara, stiamo valutando le offerte – ha spiegato l’assessore – Per il piano di monitoraggio delle acque è stato sottoscritto un accordo con Arpa, Ispra, Istituto superiore di sanità e Asl. Stessa cosa per quanto riguarda la definizione dei valori di fondo di acqua e suolo. La valutazione epidemiologica, in convenzione con il servizio sanitario regionale e l’Arpa, è già in corso da un anno. Sono in corso le gare per la classificazione e messa in sicurezza per una prima parte delle aree industriali contaminate. Per gli altri siti, al fine di ridurre i tempi, si userà la procedura dell’accordo quadro, suddiviso in lotti per affidamento in blocco. Siamo in fase di ultimazione” .
“Allo stesso modo – ha proseguito l’assessore – è in fase di ultimazione l’accordo integrativo per la messa in sicurezza dell’ex discarica Le Lame e di due 2 comprensori industriali di Colleferro. Entro 60 giorni, in conclusione, saranno bandite tutte le procedure di gara per gli interventi di caratterizzazione. Infine, la nomina del commissario straordinario, Lino Bonsignore, responsabile dell’attuazione degli interventi: servirà a dare più forza alle operazione di bonifica, rispettando tempi. E favorirà maggiore interlocuzione e informazione rispetto alle amministrazioni locali e ai cittadini”.
La prima a intervenire nel dibattito che è seguito alla relazione è stata Francesca De Vito (gruppo misto): “A distanza di tre anni dalla firma dell’accordo – ha dichiarato – dobbiamo ancora dare risposte, certezze e sicurezze ai cittadini della zona. Serve un cronoprogramma serio, da qui a uno, due anni. Altrimenti c’è il rischio della revoca dei finanziamenti. Questa la risposta politica che chiediamo: tempi certi, azioni concrete e risultati”.
Secondo Giancarlo Righini (FdI) ‘siamo ancora ai proclami, ma basta leggere il cronoprogramma previsto dall’accordo con il ministero per capire che nulla è stato fatto. Se fosse stato rispettato ci troveremmo in nella fase degli interventi di bonifica e della messa in sicurezza permanente. Questa è la certificazione del vostro fallimento. Un fallimento che rappresenta l’ennesima penalità per un territorio già duramente provato”. Dello stesso avviso Pasquale Ciacciarelli (Lega): “Mi sarei aspettato un discorso che mettesse a nudo le cose non fatte dall’amministrazione – ha spiegato – Invece ci troviamo di fronte all’ennesima nomina di un commissario che certifica il fallimento della Giunta Zingaretti. Mi sento stufo e amareggiato, non come consigliere regionale ma come cittadino di quella provincia. A oggi non è stata realizzata neanche la minima parte dell’accordo di programma”.
“Si tratta di una zona oggetto di un violentissimo attacco da un punto di vista ambientale – ha dichiarato Fabrizio Ghera (FdI) – Una situazione di cui i cittadini oggi fanno le spese. Al di là degli annunci e della prosopopea dell’assessore, la verità è che non sono stati realizzati gli interventi previsti. I commissari spesso sono fonte di ulteriore spesa e non accelerano le procedure. Intanto vanno bloccate tutte le autorizzazioni di nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti su cui c’è la contrarietà netta delle amministrazioni locali”.
Secondo Chiara Colosimo (FdI) “siamo chiamati a ragionare per le generazioni future e invece, ancora una volta, siamo davanti a semplici proclami. Il Pd si è proclamato partito ecologista ma solo a parole, noi siamo per l’ambientalismo conservatore che sa che la responsabilità di quello di si fa oggi conserva il futuro delle nuove generazioni. Mi fa molta tristezza pensare che ancora una volta si voglia fuggire dalle responsabilità”.
“Eviterò di commentare la relazione dell’assessore – ha dichiarato Antonello Aurigemma – sul lavoro fatto in questi anni, perchè posso parlare solo dell’ultimo mese, oggi dovremmo dire quello che non avete fatto, ha elencato gli interventi previsti nel cronoprogramma, che ad oggi dovevano essere già fatti. Oggi penso sia il giorno che oltre a parlare di programma, dovremmo parlare di date certe e costi. Chiediamo che venga istituito un tavolo dove poter relazionare sugli interventi, non sono d’accordo sulla nomina di un commissario. Oggi non siamo venuti qui a strumentalizzare un problema e evidenziare le vostre inadempienze, siamo qui a difendere la salute dei cittadini di quel territorio”
Per Sergio Pirozzi (FdI) “la capacità di una pubblica amministrazione si misura sulle tempistiche di risposta alle esigenze dei cittadini, più una amministrazione è veloce, più chi governa ha dei meriti, parimenti più è lenta e meno risponde ai cittadini, più il giudizio sarà negativo. Siamo di fronte a una pubblica amministrazione che nel corso di tutti questi anni non è stata in grado di dare risposte, non è una valutazione per appartenenza politica, ma data sui fatti. Mi ricorda quello che succede per la ricostruzione dei terremoti del 2016, il comune denominatori è la tempistica alle istanze dei cittadini”.
‘Quello che si consumato in questi anni sulla Valle del Sacco è una grande ferita per tutta la Regione Lazio – ha dichiarato Loreto Marcelli (M5S)- sono decenni che se ne parla”. Il consigliere ha poi ricostruito l’insieme di atti che negli si sono succeduti dal 2016 ad oggi, partendo dalle risorse programmate nel Piano Operativo Ambiente, con delibera Cipe venivano stanziati 16.300.000, fino al recente decreto che ha approvato l’atto integrativo dell’all’Accordo di programma.
“Assessore lei è davvero sfortunato – così invece Marco Cacciatore (Gruppo Misto)- perchè è abbinato a un assessorato sfortunato, perchè vede io ho un’ ambizione, vedere attuati tutti gli strumenti approvati, invece si fermano ai problemi tecnici. Lo abbiamo visto che con il PTPR che ha sollevato diverse criticità, però abbiamo recepito le osservazioni e dotato questo territorio di un piano territoriale. Ad oggi ci si rimprovera di non essere tempestivi, credo sia anche a causa di una eccessiva burocrazia. I problemi che questo assessorato ha affrontato hanno una coda, ma quella coda è quasi sempre dipendente da scelte politiche e si deve assumere la responsabilità”.
Mauro Buschini (PD) ha invece parlato di “lavoro straordinario che si sta portando avanti. La relazione dell’assessore ha dato precise informazioni, rispetto ad un lavoro che si sta facendo, specificando giorni entro cui partiranno le gare, per la rimozione dei rifiuti e la caraterizzazione del suolo, per la messa in sicurezza, e per il recupero ambientale delle aree. Apprezzo molto – ha continuato Buschini – l’idea di arrivare a un odg condiviso e spero votato all’unanimità, sarebbe un impegno che questa assise prende con il territorio. Questo territorio presenta problemi ambientali importanti, ma non vedo la mia terra come è stata descritta in alcuni interventi che mi hanno preceduto, la nostra è sicuramente una terra con problemi, ma è anche una terra ricca di elementi di pregio. Mi permetto di ricordare che la questione della Valle del Sacco, la troviamo in una interrogazione parlamentare del 1955 e ad oggi questa è l amministrazione regionale che si è adoperata per la Valle del Sacco. Sulla nomina del commissario, sono stato tra coloro che lo ha sollecitato, e ne sono convinto che sia una delle azioni che possa fare la differenza, che possa seguire passo passo il lavoro che si sta portando avanti”.
Sara Battisti (PD) ha chiarito che “parliamo di un evento avvenuto anni fa, ma c’è la tendenza di qualcuno a far intendere che ci sia una responsabilità di chi amministra oggi, è giusto ricordare che della Valle del Sacco si comincia a parlare con la giunta Marrazzo, ed è con la Giunta Zimgaretti che si cominciano gli atti necessari per l’utilizzo delle risorse a disposizione. La scelta del commissario deve essere letto come segnale importante, c’è bisogno di una persona che porti avanti il cronoprogramma, un organismo che si occupi di seguire attentamente tutte le fasi, che abbia una interlocuzione diretta con tutti gli attori”.
Ha concluso la seduta l’assessore Massimiliano Valeriani, per fare alcune puntualizzazioni: ‘La nostra relazione semestrale sul cronoprogramma viene inviata al ministero, farò predisporre una relazione e la invierò a tutti i consiglieri, perchè non ho nulla da nascondere, rispondo a chi ha chiesto della rendicontazione. Sui tempi, invece, ribadisco che abbiamo il 31 dicembre come data ultima, pena non poter utilizzare i fondì.
‘A chi ha detto che dalla firma dell’accordo di programma ad oggi c’è stato un collasso, rispondo che non è così, perchè il cronoprogramma è stato rivisto a maggio 2021 a seguito di difficoltà oggettive date dalla situazione pandemica. Vogliamo portare a casa gli obiettivi, noi siamo convinti – ha sottolineato – che se c’è questo spirito di collaborazione potremmo fare questo ultimo pezzo di legislatura insieme, avendo completato tutti gli interventi previsti nel cronoprogramma. Abbiamo già fatto l’accordo quadro, entro 60 giorni saranno chiuse le procedure, siamo consapevoli che non abbiamo tempo, abbiamo bisogno di una struttura skillata destinata a questo progetto, per questo procederemo verso la nomina del commissario. Senza lo scontro politico – ha chiosato Valeriani – si fa più in frettà.

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Approvati dal Consiglio 72 ordini del giorno

ROMA (ITALPRESS) – Approvati oggi, dal Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Marco Vincenzi, 72 ordini del giorno collegati alla proposta di legge numeo 320.
Il gruppo più folto di ordini del giorno approvati, 16, era stato presentato da Laura Cartaginese della Lega. Si va dagli impegni per la Giunta alla tutela della valorizzazione ambientale (monti Lucretili) a quelli per il ripristino della viabilità e della sicurezza in varie località della regione, dall’agricoltura sostenibile al turismo, dalle tematiche sanitarie (autismo, educazione alimentare) fino agli interventi a sostegno delle vittime di violenza.
Undici invece gli atti di indirizzo che portano come prima firma quella del consigliere Giuseppe Simeone di Forza Italia: dagli impegni in tema di sanità (malati oncologici, carenza di medici, donazione, sostegno alla natalità e altro) fino agli interventi a proposito del demanio marittimo e del ripascimento del litorale; su un ordine del giorno afferente ai sostegni all’editoria, Marta Leonori del Partito democratico ha ricordato come questo tema sia stato affrontato in commissione trasparenza di recente, ma Simeone ha detto che l’atto vuole solo chiedere che la regione faccia di più.
Otto ciascuno gli atti approvati su iniziativa dei consiglieri di Fratelli d’Italia Fabrizio Ghera (impegni in tema di sostegno alle vittime della grandinata di Borgo Faiti, interventi negli edifici Ater, interventi per la sostenibilità ecologica e di ripristino viabilistico) e Giancarlo Righini (in particolare, impegni per stanziamenti a sostegno di agricoltura e turismo, interventi a tutela di beni culturali, come l’abbazia di Subiaco, interventi sulla fiscalità regionale). Sei gli ordini del giorno approvati aventi come primo firmatario Pasquale Ciacciarelli della Lega (contributi alle università del Lazio e ai comuni per la gestione di eventi religiosi, interventi a sostegno del mondo produttivo del sud del Lazio e dei tirocinanti della giustizia) e cinque quelli che portavano come prima firma quella di Angelo Tripodi sempre della Lega (dalla bonifica dei terreni interessati dall’inquinamento della Sep di Pontinia a interventi in tema di turismo e di economia regionale).
Tre atti approvati portano la firma di Emiliano Minnucci del Partito democratico (interventi per viabilità rurale e a sostegno del consorzio di navigazione del lago di Bracciano) e due ciascuno quella dei consiglieri Valerio Novelli del Movimento 5 stelle, Michela Califano del Pd, Marco Cacciatore del misto, Devid Porrello del M5s, Marta Leonori e Mauro Buschini, entrambi del Pd. In particolare, uno dei due di Novelli, in seguito a una riformulazione dell’assessore Corrado, ne veniva a ricomprendere vari originariamente formulati, aventi come argomenti il compost e altre tematiche agricole.
Anche uno dei due atti approvati a firma di Porrello era stato oggetto di riformulazione da parte della stessa assessore Corrado e ne ricomprendeva alcuni aventi vari temi, tra cui il sostegno per acquisto di defibrillatori e la valorizzazione dei laghi di Bracciano e Martignano, la promozione e inclusione delle persone con disabilità. I due atti a firma Buschini consistevano in una riformulazione di precedenti cinque ordini del giorno e vertevano su temi tra i quali il personale della scuola e i danni causati dagli orsi.
Un ordine del giorno a testa infine porta la firma dei consiglieri Silvia Blasi, Gaia Pernarella e Loreto Marcelli, tutti del M5s. Quello di Blasi, come riformulato, ne sintetizza vari altri, riguardanti la legge regionale che concerne le aree protette, gli interventi sul soccorso animale, il sostegno allo spettacolo dal vivo e la promozione del libro.
Anche quello a firma Pernarella era stato riformulato per assorbirne varii altri e congloba, nella nuova formulazione, impegni per la Giunta in materia ambientale, per una tubatura sotto la SS Pontina, per l’istituzione del monumento naturale di Monte Moneta nel comune di Gaeta.
L’atto avente come primo firmatario Loreto Marcelli riguarda tematiche ambientali nella provincia di Frosinone: si tratta della riformulazione di un ordine del giorno presentato dallo stesso consigliere che ne assorbiva altri tre sempre a sua firma, per esigenze di snellezza dei lavori, associando nella richiesta di tutela al monumento naturale di Rocca sorella, Castello di San Casto, nel comune di Sora, gli oggetti degli altri tre ordini del giorno, e cioè rispettivamente un tratto del fiume Liri, il monumento naturale Prato di Campoli nel comune di Veroli e il ponte Cristini, ubicato invece a Sora.
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Vincenzi “Nuovo passo avanti verso realizzazione Ospedale Tiburtina”

ROMA (ITALPRESS) – “Un altro passo avanti verso la realizzazione del Nuovo Ospedale della Tiburtina! Si è insediata la Commissione per la valutazione delle offerte per l’affidamento della progettazione dell’Ospedale. Sono stati assicurati tempi brevi. Con il lavoro della ASL Roma 5 e di tutti gli attori coinvolti la nuova struttura vedrà presto luce! Grazie a tutti coloro che stanno lavorando per portare a termine questo progetto così importante non solo per il territorio tiburtino, ma per tutta la nostra Regione!”. Così Marco Vincenzi, presidente del Consiglio regionale del Lazio.
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Vincenzi “Bene la seconda edizione del Bonus Lazio Km0”

ROMA (ITALPRESS) – “Un’ottima notizia la seconda edizione del Bonus Lazio KM0. Il bando, con uno stanziamento di 10 milioni, sarà online da lunedì 7 febbraio e prevede un contributo a fondo perduto a titolo di rimborso pari al 50% della spesa effettuata per l’acquisto di prodotti laziali, latte fresco bovino del Lazio, acque minerali e birre artigianali prodotte e imbottigliate nel Lazio. Una misura importante per sostenere le attività dei nostri territori!”. Così Marco Vincenzi, presidente del Consiglio regionale del Lazio.
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Approvata la legge sulla tutela delle botteghe storiche

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Marco Vincenzi, ha approvato con 29 voti favorevoli e 9 astenuti, la proposta di legge denominata “Disciplina per la tutela e la valorizzazione delle botteghe storiche”. Con questa legge la Regione Lazio intende promuovere e tutelare il valore di attività storiche che rappresentano il tessuto culturale del nostro Paese e del nostro territorio.
“Approviamo oggi una legge che va incontro alle esigenze di tutta la popolazione. Le botteghe storiche sono un patrimonio non solo di chi tutti i giorni da decenni esercita determinate attività, ma anche della popolazione del territorio regionale. Una via ricca di negozi storici contribuisce a tenere viva la memoria di mondi che rischiano di sparire, che rendono il nostro panorama culturale di valore inestimabile. Grazie alle consigliere e ai consiglieri di maggioranza e opposizione per il lavoro svolto” afferma Marco Vincenzi, presidente del Consiglio regionale del Lazio.
“Questa legge interessa i locali storici, i locali e le botteghe connotati da valore storico-artistico e architettonico; le botteghe d’arte e di antichi mestieri, le botteghe nelle quali sono svolte, in modo documentabile da almeno 50 anni, attività artistiche consistenti anche in creazioni, produzioni e opere di elevato valore artistico e attività artigiane e commerciali che hanno conservato antiche lavorazioni e tecniche di produzione che rischiano di scomparire; attività tradizionali, le attività di commercio e somministrazione in sede fissa svolte in modo documentabile da almeno 50 anni nello stesso locale con la stessa tipologia di vendita, somministrazione o lavorazione.
Nella disposizione di legge un ruolo centrale è esercitato anche dai Comuni, che dovranno redigere, secondo tempistiche indicate nell’articolato, un apposito piano comunale delle botteghe storiche presenti sul proprio territorio, e lo trasmetteranno alla Regione, che istituirà un elenco. L’inserimento nell’Elenco regionale comporterà l’acquisizione della qualifica di bottega storica, con il rilascio di un’attestazione e di un logo di riconoscimento. Potranno essere iscritti anche i mercati e le fiere” continua.
“La legge istituisce un Fondo regionale per la tutela e la valorizzazione di queste botteghe e dei locali storici. La Regione ha il compito di ripartire i finanziamenti derivanti dal Fondo tra i comuni che ne fanno richiesta secondo i criteri relativi al numero di botteghe storiche e di antichi mestieri riconosciuti e inseriti nei piani comunali. I beneficiari dei finanziamenti devono sottoporsi ai vincoli indicati all’interno della legge” conclude Vincenzi.
“Un provvedimento importante che tutela le attività più antiche e preziose del nostro panorama commerciale, ma che non si limita a tutelare l’attuale, lavorando anche per garantire il loro futuro” ha commentato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start-Up e Innovazione, Paolo Orneli.
“Il provvedimento – ha sottolineato Orneli – vuole promuovere e valorizzare le produzioni, le conoscenze e le pratiche di eccellenza, tutelando i mestieri a rischio di estinzione. Con una dotazione finanziaria complessiva di 2,4 milioni di euro, vengono destinati sostegni agli esercizi delle antiche botteghe e delle attività storiche. Previste inoltre attività di formazione rivolte ai giovani aspiranti artigiani che intendono investire il proprio futuro su questo settore.
“Voglio ringraziare – ha concluso Orneli – la consigliera Marta Leonori, prima firmataria della legge, e tutto il Consiglio Regionale per il lavoro svolto che ci ha portati ad approvare un provvedimento importantissimo per il rilancio dell’economia della nostra regione”.
“Con l’approvazione della proposta di legge per la salvaguardia e la valorizzazione delle botteghe storiche la Regione Lazio avvia una nuova stagione per gli esercizi commerciali e artigianali della Capitale e dei moltissimi borghi di cui è ricco il nostro territorio. Accanto al principale obiettivo di non far spegnere le luci di alcune delle attività tradizionali – specialmente a Roma – si affianca l’ambizione di fare degli antichi mestieri il perno di un nuovo sviluppo delle imprese artigiane basato su innovazione, digitale ed economia circolare, con uno sguardo attento al loro ruolo come punto di riferimento delle comunità e nei servizi di prossimità. Fondamentale sarà, in questo senso, il contributo dei Comuni, incaricati dalla norma di redigere dei piani da trasmettere alla Regione, che provvederà al censimento e all’istituzione di un apposito elenco regionale per l’attribuzione della qualifica di bottega storica” afferma la capogruppo della Lista Civica Zingaretti al Consiglio regionale del Lazio Marta Bonafoni.
“La legge prevede anche la possibilità di erogare contributi finanziari regionali a sostegno di proprietari e gestori, che tra mille difficoltà sono riusciti a resistere alla pesantissima crisi del settore innescata dalla pandemia da Covid-19. Proprio a loro il Consiglio regionale vuole lanciare con questa legge un messaggio di riconoscimento come prezioso patrimonio sociale e culturale da tutelare e trasmettere alle nuove generazioni e come veicolo del futuro che immaginiamo per le nostre città e i nostri borghi” conclude.
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Regione Lazio e Procura di Tivoli insieme contro la violenza sulle donne

ROMA (ITALPRESS) – Continua l’impegno della Regione Lazio nel contrasto alla violenza contro le donne. La Giunta regionale ha deliberato la ratifica del “Protocollo di Intesa per la realizzazione di procedure condivise di comunicazione di informazioni desumibili da flussi informativi sanitari relative a vittime vulnerabili e di violenza di genere” tra la Regione Lazio e la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli. L’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Lazio è andato nella stessa direzione, prevedendo la concessione di un contributo economico alla ASL Roma 5 per la realizzazione dell’iniziativa denominata “L’evoluzione dello spazio ascoltato e accoglienza vittime di Tivoli: percorsi di formazione integrata”.
“Si tratta di provvedimenti importanti, che continuano il lavoro e la collaborazione che ormai da anni va avanti tra la Regione Lazio, la Procura di Tivoli e la ASL Roma 5 per contrastare la violenza di genere e per tutelare le vittime nel più breve tempo possibile, garantendo la possibilità di vedersi davvero aiutate e ascoltate”, dice Marco Vincenzi, presidente del Consiglio regionale del Lazio.
Nello specifico, il Protocollo siglato dalla Giunta ha come finalità lo sviluppo di un’ulteriore collaborazione tra la Procura di Tivoli e la Regione Lazio, già in atto nel territorio tramite il Protocollo di intesa “Vittime vulnerabili” di giugno 2021 e nel quadro dell’intesa generale approvata nel 2018 tra la Regione, l’Ordine degli Psicologi del Lazio e la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Roma.
Con la firma l’obiettivo delle parti è quello di potenziare il sistema di protezione delle vittime che si rivolgono alla giustizia, alle forze dell’ordine o ai servizi territoriali. Sono previste diverse azioni coordinate, come l’impegno al rafforzamento dei servizi sanitari, fondamentali per contrastare il fenomeno della violenza sulla donna. Tra le attività in corso nella nostra Regione è prevista la sperimentazione, in alcuni Pronto soccorso, di un indicatore diagnostico (carta del rischio), una procedura di screening per identificare tra le donne che accedono alla struttura le potenziali vittime di violenza.
Per quanto riguarda l’iniziativa denominata “L’evoluzione dello spazio ascoltato e accoglienza vittime di Tivoli: percorsi di formazione integrata” ha preso avvio il 7 gennaio del 2022 nei Comuni di competenza territoriale della Procura di Tivoli e nei distretti sanitari della ASL Roma 5.
Il progetto finanziato dall’Ufficio di Presidenza è organizzato in tre fasi e si svilupperà nell’arco di 18 mesi (da gennaio 2022 al luglio 2023). Fondamentale sarà il ruolo del supporto psicologico e il lavoro di rete tra le diverse istituzioni coinvolte, entrambi punti fondamentali nella lotta al fenomeno. (ITALPRESS).

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