MILANO (ITALPRESS) – Un neonato è stato lasciato nel giorno di Pasqua nella culla per la vita del Policlinico di Milano. Accanto al piccolo una lettera scritta dalla madre: un doloroso e affettuoso addio nella consapevolezze che pur volendogli bene era un gesto per potergli garantire un futuro migliore.
La mamma racconta che il bimbo “è super sano, tutti gli esami fatti in ospedale sono ok”, insieme a parole di grande affetto.
Si tratta di un neonato di circa 2,6 kg di etnia caucasica, in buona salute. E’ il terzo bimbo che viene affidato alla Culla per la Vita da quando è stata attivata nel 2007. Il piccolo è ora accudito dagli specialisti della Neonatologia alla Clinica Mangiagalli del Policlinico, dove sta seguendo i controlli di routine. “E’ una cosa che pochi sanno – commenta Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico di Milano – ma in Ospedale si può partorire in anonimato, per la sicurezza di mamma e bambino. Inoltre esistono le Culle per la Vita: la nostra si trova all’ingresso della Clinica Mangiagalli e permette di accogliere in totale sicurezza un bimbo che i suoi genitori non possono purtroppo tenere con sè. E’ una decisione drammatica, ma la Culla consente di affidare il piccolo ad una struttura dove gli sono garantite cure immediate e che preserva l’assoluto anonimato per i genitori”. La Culla per la Vita del Policlinico di Milano è attiva da 16 anni e quello di oggi è il terzo caso registrato.
Una volta che il bimbo viene accolto al suo interno, un allarme discreto avvisa medici e infermieri della Neonatologia che possono prendersi cura del piccolo entro pochissimi minuti.
“Occasioni simili sottolineano come il sistema della Culla per la Vita sia fondamentale – conclude Fabio Mosca, direttore della Neonatologia e della Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico di Milano – perchè ci permette di accogliere il bimbo e di aiutare la mamma nella sua drammatica scelta, in tutta sicurezza. Vivo però questo evento anche come una sconfitta a livello sociale, perchè in qualche modo non siamo stati in grado di intercettare una madre in grande difficoltà. Madre che, qualora ci ripensasse, siamo pronti ad accogliere e ad assistere”.
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-foto ufficio stampa Policlinico Milano-
Milano, neonato lasciato con una lettera in ospedale dalla madre
Mattarella “Polizia di Stato interpreta principi della Costituzione”
ROMA (ITALPRESS) – “Celebriamo, quest’anno, il 75° anniversario dall’entrata in vigore della nostra Costituzione. Mi è grato esprimere, a centosettantuno anni dalla fondazione del Corpo, la gratitudine e l’apprezzamento della Repubblica alle donne e agli uomini della Polizia di Stato impegnati, ogni giorno, a inverarne e a incarnarne i principi”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al prefetto Lamberto Giannini, capo della Polizia – direttore generale della Pubblica Sicurezza. “Ogni giorno – sottolinea il capo dello Stato – la Polizia di Stato è chiamata a presidiare la cornice di legalità e di sicurezza necessaria al compiuto esercizio delle libertà personali e collettive. La medaglia d’oro al Valor Civile, attribuita alla bandiera della Polizia di Stato, ne è conferma e testimonianza. Ogni giorno le azioni di contrasto alle mafie colpiscono le pretese di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico, rafforzando le condizioni per lo sviluppo e la libertà di impresa. Ogni giorno prosegue l’impegno nella prevenzione dei rischi eversivo-terroristici, anche in ambiti sempre più strategici come la sicurezza delle infrastrutture informatiche, nonchè nella cooperazione internazionale di polizia, di cui desidero sottolineare l’importanza nell’anno del centenario dell’istituzione dell’Interpol. Coniugando rigore ed equilibrio – aggiunge -, ogni giorno gli appartenenti alla Polizia di Stato sono interpreti dei valori costituzionali di solidarietà e di coesione sociale, come il contributo offerto in occasione di recenti eventi emergenziali e la complessa attività nel campo dell’immigrazione e dei servizi per l’integrazione degli stranieri. La dedizione al bene comune che caratterizza l’azione del Corpo, a rischio della vita nell’adempimento del proprio dovere, rappresenta un patrimonio e un esempio prezioso. Ai caduti e ai feriti, alle loro famiglie, rinnovo la vicinanza dell’intero Paese. A tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato e alle loro famiglie rivolgo, in questa ricorrenza, i più sentiti auguri”, conclude Mattarella.
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La Lazio non si ferma: battuta 2-1 la Juventus
ROMA (ITALPRESS) – La Lazio conquista una pesantissima vittoria per 2-1 contro la Juventus nella 29^ giornata di Serie A e consolida il secondo posto a +5 sulla Roma. Nel primo tempo al vantaggio di Milinkovic-Savic aveva risposto Rabiot, ma nella ripresa la magia di Zaccagni mette il punto esclamativo sul successo. Sarri ha potuto contare sulla formazione titolare, con il rientro dal 1′ di Immobile a guidare l’attacco dopo l’infortunio. Allegri (influenzato, al suo posto Landucci) deve dosare le forze in vista della Sporting Lisbona in Europa League ma stasera i suoi sono stati davvero poco pericolosi. La prima parte di gara è piuttosto tattica, anche se cominciano meglio i biancocelesti, che possono vantare un paio di acuti di Milinkovic-Savic. I ritmi sono spezzati, i bianconeri alzano il baricentro ma la prima vera occasione arriva alla mezzora e porta la firma di Immobile. L’attaccante con il destro al volo tira dritto in porta e chiama Szczesny alla parata. Il napoletano appare in grande spolvero e si trova sui piedi diverse occasioni che non concretizza. Al 38′ invece Milinkovic-Savic riesce a sbloccare il risultato. Il serbo raccoglie una palla al centro e di prepotenza spedisce in rete l’1-0 laziale, non senza le proteste della Juve per un presunto fallo su Alex Sandro: la revisione del Var conferma il gol. La gioia dura pochissimo: al 42′, sugli sviluppi di calcio d’angolo e dopo un batti e ribatti con Provedel, Rabiot sigla il pareggio. La Lazio incassa ma torna carica nel secondo tempo. Al 53′ l’assist di tacco di Luis Alberto regala il pallone perfetto per il 2-1 firmato Zaccagni. I biancocelesti mantengono il pallino del gioco, la Juve spinge soprattutto nel finale quando è finalmente pericolosa ma senza trovare il pareggio. Vittoria pesantissima per la squadra di Sarri che è sempre più sola al secondo posto con 58 punti, mentre i bianconeri restano fermi a quota 44.
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Il Verona ribalta il Sassuolo e resta in corsa per la salvezza
VERONA (ITALPRESS) – Il Sassuolo spreca di tutto e viene punito da un Verona che non si arrende mai e, nel giorno della festa per i suoi 120 anni, trova tre punti di speranza in chiave salvezza.
Le due squadre si studiano in partenza. Il Sassuolo fa la partita, il Verona va in contropiede con Duda che serve Lasagna e non vede Verdi (16′) salvando la difesa neroverde. Non inquadrano la porta Laurientè (23′) e Frattesi (29′). Un tiro alto di Veloso anticipa di trenta secondi il gol del vantaggio degli ospiti: Berardi salta il suo avversario, poi crossa per Harroui che, di testa, all’interno dell’area di rigore, batte Montipò. Cala il gelo sul Bentegodi mentre Laurientè impegna ancora l’estremo difensore degli scaligeri (38′). A 3′ dalla fine del primo tempo Rogerio ci prova con il mancino, palla deviata che sta per beffare Montipò. Nell’intervallo Zaffaroni, evidentemente insoddisfatto, cambia mezzo centrocampo. Si ricomincia e gli ospiti vanno vicini al raddoppio prima con un colpo di testa di Tressoldi poi con un velo di Pinamonti che fa inserire Frattesi, pronto il tiro e palla alta (9′). Lasagna sfiora il gol (10′) poi lo stesso Pinamonti si mette in proprio (14′) e sferra un tiro deviato in angolo da Montipò. Al 18′ Berardi manda alto da buona posizione, tre minuti e Rogerio sbaglia l’intervento, Faraoni trova solo l’esterno della rete. Il Sassuolo va ancora a un passo dal raddoppio al 27′ quando Henrique inventa per Laurientè, tiro a botta sicura e Magnani salva a portiere battuto. Montipò tiene ancora a galla i suoi respingendo un mancino di Rogerio. Il Verona crede nel pareggio. Angolo da destra, testa di Terracciano, Lopez salva sulla linea (33′), poi al 39′ l’eroe dell’andata si ripete: Ceccherini va di testa sul primo palo su azione d’angolo e pareggia i conti. Montipò salva ancora su Pinamonti ed Alvarez. Al 5′ di recupero Consigli sbaglia il rinvio e regala la palla a Gaich che con un delizioso lob fa esplodere il Bentegodi.
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Torino-Roma 0-1, decide Dybala su rigore
TORINO (ITALPRESS) – La Roma batte 1-0 il Torino in trasferta e supera Milan e Inter al terzo posto in classifica. Un rigore di Dybala in avvio regala tre punti preziosi ai giallorossi che possono ora prepararsi con lo stato d’animo ideale per l’andata dei quarti di Europa League contro il Feyenoord. All’Olimpico Grande Torino Mourinho ritrova Cristante, Mancini, Ibanez e Kumbulla dopo la squalifica, ma solo i primi due giocano dal 1′. Parte dalla panchina anche Pellegrini per i postumi di un attacco febbrile, mentre l’ex Belotti ed Abraham restano fuori per far posto ad un inedito tridente composto da Solbakken, El Shaarawy e Dybala. Lo 0-0 dura solo otto minuti. Zalewski penetra centralmente e calcia, Schuurs devia col braccio in area e l’arbitro Colombo indica subito il rigore. Dagli undici metri Dybala calcia centralmente, ma Milinkovic-Savic si tuffa e può solo scheggiare la palla con il piede. Con questa rete l’argentino diventa così il secondo giocatore della Roma a collezionare più di 10 gol e più di 5 assist nel suo campionato d’esordio in giallorosso, dopo Salah, da quando la Serie A è tornata a 20 squadre.
La reazione del Toro è affidata a Rodriguez che al 16′ si coordina da fuori area con un tiro al volo (deviato da Wijnaldum) che sfila a lato per una questione di centimetri. Al 50′ i granata si affacciano dalle parti di Rui Patricio: Rodriguez crossa dalla sinistra, Miranchuk di testa chiama al primo vero intervento il portiere portoghese. Al 70′ scocca l’ora di Lorenzo Pellegrini che taglia il traguardo della 228esima presenza in giallorosso, superando Carlo Ancelotti. Poco dopo Solbakken si ferma per un infortunio alla spalla e lascia il posto a Matic. La partita di Dybala invece finisce all’83 e al suo posto c’è Abraham, mentre il ritorno di Belotti all’Olimpico Grande Torino si consuma solo dalla panchina. Ma l’ex di turno e tutta la Roma possono godersi la vittoria che proietta i giallorossi in zona Champions.
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Beto pareggia su rigore al 92°, Udinese-Monza 2-2
UDINE (ITALPRESS) – Quattro reti, l’ultima dagli 11 metri in pieno recupero e alla fine si chiude in parità Udinese-Monza: alla Dacia Arena finisce 2-2 con un tempo per parte a favore delle due squadre. Apre le marcature Lovric, poi il Monza segna con Colpani e Rovella; nel finale Beto pareggia dal dischetto. Sfida di metà classifica tra due squadre decisamente tranquille in ottica salvezza. Dal punto di vista delle formazioni, Palladino sorprende schierando Valoti falso nove e dando un’importante chance in difesa al giovane Antov. Nell’Udinese torna Becao rispetto alla gara col Bologna; assenti per squalifica i fantasisti delle due formazioni, Caprari e Pereyra. Il Monza protesta energicamente al 10′ per una trattenuta in area di Becao su Valoti, ma per Massimi non ci sono gli estremi per il rigore. Dopo un inizio equilibrato, l’Udinese inizia a carburare e a prendere le misure degli avversari. Al 18′ i friulani la sbloccano con una bellissima azione conclusa da Lovric: Beto fa la sponda tagliando fuori Mari e serve Walace che imbuca per lo sloveno, freddo davanti alla porta. Oltre a Lovric sale in cattedra anche Samardzic e la qualità del gioco dei bianconeri ne beneficia.
Al 23′ e al 27′ Lovric arriva nuovamente a concludere dalla distanza, ma, in entrambi i casi, Di Gregorio chiude la porta del Monza. Primo tempo di grande difficoltà per i brianzoli, con tanto giro palla, ma poca sostanza in fase offensiva. L’intervallo permette a Palladino di sistemare alcuni dettagli e motivare la squadra per la ripresa. Dagli spogliatoi riesce tutt’altro Monza che pareggia subito dopo tre minuti con Colpani, servito splendidamente da Carlos Augusto. Ancora una volta l’Udinese subisce una rete a inizio tempo e la squadra di Sottil appare improvvisamente spenta rispetto ai primi 45′. Il Monza allora ne approfitta e va in vantaggio al 56′ grazie al primo gol in Serie A di Rovella, autore di un puntuale inserimento sul primo palo. Brutto secondo tempo dell’Udinese che fatica ad orchestrare una reazione, nonostante gli ingressi di Pafundi, Thauvin e Nestorovski. Solo un episodio può salvare i friulani e la manna dal cielo arriva nel recupero quando Petagna, per eccesso di vigoria, abbatte Nestorovski in area. Beto dal dischetto sigla il 2-2.
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Lo Spezia ferma la Fiorentina, 1-1 al Franchi
FIRENZE (ITALPRESS) – Si ferma a nove la striscia di vittorie consecutive della Fiorentina di Vincenzo Italiano, bloccata in casa da uno Spezia combattivo che trova di fronte a sè una squadra sicuramente stanca per l’impegno di Coppa Italia di mercoledì scorso a Cremona, ma anche poco lucida e imprecisa. Per gli ospiti un punto d’oro, per Biraghi e compagni un’occasione persa.
Fin dal primo tempo si capisce che sarà un pomeriggio impegnativo per i viola. I liguri, guidati da Leonardo Semplici, si chiudono bene e provano a ripartire, lasciando poco spazio alle iniziative dei gigliati che non ricevono nulla dagli esterni offensivi, con Italiano che sceglie Sottil ma non ne viene ripagato. Il vantaggio dei padroni di casa è casuale e arriva al 25′ grazie a una discesa sulla sinistra di Biraghi che mette in mezzo e trova una deviazione nella propria porta di Wisnieski. Dura poco l’1-0 visto che già 7 minuti dopo, su un rinvio di Dragowski, la difesa di casa si fa trovare scoperta con Nzola che sfrutta l’indecisione sia di Igor in marcatura che di Terracciano in uscita e pareggia.
La Fiorentina è anche sfortunata se è vero che prima Cabral centra una traversa al 33′, poi Brekalo al 60′ e appena entrato, centra il palo. Nei 25′ finali lo Spezia si rinchiude ancora di più nella propria metà campo mentre Italiano oltre all’ex Toro mette dentro Nico Gonzalez, con Biraghi che si vede negare la gioia del gol da Dragowski. La Fiorentina fa un gran volume di gioco ma tira poco in porta e quando lo fa è con la mira sbagliata, come con Jovic a 2′ dalla fine che mette a lato di fronte al portiere spezzino. E’ clamoroso però, ciò che sbaglia in contropiede Shomurodov che, al 90° solo davanti a Terracciano e ignorando un compagno, prova un cucchiaio che il portiere viola blocca senza problemi. I sei di recupero non servono ai viola per costruire altro, finisce 1-1.
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Colpo Bologna, Sansone e Orsolini stendono l’Atalanta
BERGAMO (ITALPRESS) – L’Atalanta spreca una buona occasione per agganciare l’Inter al quarto posto: a Bergamo vince il Bologna 2-0 grazie alle reti di Sansone e Orsolini, entrambe arrivate nel secondo tempo. Nona sconfitta in campionato per la compagine orobica, la quinta maturata tra le mura amiche: sognano invece i felsinei, a -5 proprio dall’Atalanta e dalla zona europea.
Per un match bloccato e con pochi spazi Gasperini si è affidato al 3-4-1-2: sostituito all’ultimo minuto Ruggeri – out a causa di un risentimento muscolare al flessore sinistro nella rifinitura -, al posto dell’esterno azzurro spazio a Maehle con Lookman e Hojlund in attacco. Falso nueve per i rossoblù con Sansone supportato da Soriano, Ferguson e Barrow. Il primo tempo è scivolato via tra qualche sbavatura di troppo e poche occasioni: se da parte rossoblù ci ha provato più volte l’ex Barrow – due le conclusioni imprecise -, i padroni di casa hanno masticato amaro sulla doppia occasione non sfruttata da Hojlund, stoppato in entrambe le giocate da Skorupski. Nel primo tempo Gasperini ha dovuto fare a meno anche di Pasalic, uscito a causa di un trauma distorsivo alla caviglia destra. L’azione che ha cambiato l’inerzia della partita si è concretizzata al 4′ della ripresa: su una lettura sbagliata da parte della difesa orobica Sansone, imbucato da Barrow, ha trovato la rete del vantaggio con un gran tiro sul secondo palo (il numero 10 è stato tenuto in gioco da Scalvini, ndr). La rete dei bolognesi ha offuscato la manovra atalantina, gli uomini di Gasperini ci hanno provato più d’inerzia con che le idee: Hojlund ha impensierito Skorupski con un colpo di testa su cross di Boga, Zapata e Muriel hanno inciso pochissimo sulla manovra nerazzurra. La rete che ha chiuso i discorsi è stata siglata da Orsolini – che poco prima si era visto annullare un gol per fuorigioco – in contropiede, lasciato libero da Palomino. Nel finale ci ha provato anche Muriel, ma Skorupski si è opposto con un ottimo intervento. Nel prossimo turno i bergamaschi affronteranno la Fiorentina in trasferta mentre il Bologna ospiterà il Milan.
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