TERNI (ITALPRESS) – Si riaccendono i riflettori sul Lago di Piediluco grazie a tre importanti eventi di canottaggio in programma tra marzo e maggio. Il programma è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla Federazione Italiana Canottaggio presso la Fondazione Carit a Terni alla quale hanno partecipato, tra gli altri, i due presidenti Giuseppe Abbagnale e Luigi Carlini. La partenza è di quelle importanti. Domani e domenica il centro federale ospiterà il Primo Meeting Nazionale che vedrà impegnati oltre mille tra atleti e atlete tra cui i membri del gruppo olimpico che, agli ordini del direttore tecnico Francesco Cattaneo, gareggeranno sotto il nome di Team Italia. Tre eventi contro i quattro dello scorso anno ma a spiegare il motivo del calo è stato lo stesso Abbagnale: “Purtroppo non abbiamo fatto in tempo ad avviare anche i lavori per il campo gara che partiranno a fine estate. Per il resto il progetto di efficientamento energetico e ristrutturazione è proseguito ed ha portato ad importanti risultati”. La conferma sono anche i numeri, in crescita, della 37esima regata internazionale “Memorial Paolo D’Aloja” che quest’anno vedrà al via 34 nazioni tra cui Iran e Israele, oltre ovviamente alle più forti del panorama mondiale. L’appuntamento è dal 31 marzo al 2 aprile. Mentre il 13 e il 14 maggio torneranno i migliori del panorama italiano per il 2° Meeting Nazionale. Oltre ai numeri dei tre eventi e alla crescita del centro federale, la conferenza stampa è stata anche l’occasione per ribadire il rapporto stretto costruito nel tempo tra la Federazione Italiana Canottaggio e la Fondazione Carit. “Mi fa piacere che ci siano quasi tutti gli attori della rinascita del centro federale del canottaggio e li ringrazio – ha detto il presidente Carlini -. Abbiamo deciso di rilanciare il centro tutti insieme. Un centro per il quale il presidente Abbagnale si è speso molto a livello nazionale e internazionale. Noi intendiamo promuovere lo sviluppo locale anche attraverso lo sport”.
– foto ala/Italpress –
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Il lago di Piediluco ospiterà tre eventi di canottaggio
Ucraina, Consiglio europeo “Consegnare con urgenza munizioni a Kiev”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Ucraina soprattutto, ma anche mercato unico ed economia, energia. Sono i principali temi su cui il Consiglio europeo, riunito a Bruxelles, ha adottato delle conclusioni al termine della prima giornata di incontri.
Il Consiglio europeo ha ribadito “la sua ferma condanna” della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, che costituisce “una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite”, e ricorda “il risoluto sostegno dell’Unione europea all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale nonchè al suo diritto naturale di autotutela contro l’aggressione russà. Nelle conclusioni, si legge che “la Russia deve porre fine all’aggressione e ritirare immediatamente, completamente e senza condizioni tutte le sue forze militari e forze ausiliarie dall’intero territorio dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale. Il diritto internazionale umanitario, anche in relazione al trattamento dei prigionieri di guerra, deve essere rispettato”. Il Consiglio europeo “condanna con la massima fermezza la violenza sessuale e di genere. La Russia deve garantire immediatamente il rimpatrio in condizioni di sicurezza degli ucraini, in particolare dei bambini, deportati o trasferiti con la forza in Russia”. In tale contesto, il Consiglio europeo “prende atto dei mandati d’arresto recentemente emessi dalla Corte penale internazionale nei confronti del presidente russo e della sua commissaria per i diritti dei minori per il crimine di guerra di deportazione e trasferimento illegali di bambini ucraini dalle zone occupate dell’Ucraina alla Russia”.
L’Unione europea e gli Stati membri “stanno intensificando gli sforzi intesi a contribuire a soddisfare le pressanti esigenze militari e di difesa dell’Ucraina. Tenuto conto degli interessi di tutti gli Stati membri in materia di sicurezza e di difesa, il Consiglio europeo accoglie con favore l’accordo raggiunto in sede di Consiglio per consegnare con urgenza munizioni terraterra e munizioni di artiglieria all’Ucraina e, se richiesti, missili, anche attraverso l’acquisizione congiunta e la mobilitazione di finanziamenti adeguati, tra l’altro mediante lo strumento europeo per la pace, puntando a fornire, entro i prossimi dodici mesi, un milione di munizioni di artiglieria nell’ambito di uno sforzo congiunto, fatto salvo il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri”.
Per quanto riguarda i temi economici, l’Unione europea “sta costruendo un’economia solida e adeguata alle esigenze future che garantisca prosperità a lungo termine. Ciò richiede un approccio integrato in tutti i settori politici per incrementare la produttività e la crescita in tutta la base economica del nostro continente, combinando un mercato unico approfondito e politiche industriali, agricole e commerciali rafforzate”.
Per il Consiglio europeo “un mercato unico ben funzionante rimane fondamentale per il successo delle transizioni verde e digitale, per la nostra crescita futura e per la coesione economica, sociale e territoriale”.
“Sebbene la situazione energetica nell’Unione europea sia migliorata”, il Consiglio europeo “invita la Commissione e gli Stati membri a garantire la preparazione e la pianificazione di emergenza in vista della prossima stagione di riempimento dei siti di stoccaggio del gas e della prossima stagione di riscaldamento. In tale contesto – si legge – esorta tutti i portatori di interessi a sfruttare appieno il meccanismo di acquisto in comune AggregateEU attraverso la piattaforma dell’UE per l’energia al fine di migliorare ulteriormente la sicurezza dell’approvvigionamento di gas a prezzi accessibili”.
– foto agenziafotogramma.it –
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Pmi e opportunità Esg, le micro aziende le più attive
VENEZIA (ITALPRESS) – Il progetto TranspArEEnS, finanziato dalla Commissione Europea e coordinato dal Dipartimento di Economia dell’Università Cà Foscari Venezia per offrire alle piccole e medie imprese un modello standard per valutare con trasparenza e rigore metodologico i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG), ha comunicato, nel corso di un evento a Venezia, i primi dati delle 2000 PMI più proattive sul territorio italiano. I dati raccolti dalla piattaforma SynESGy, sviluppata con il partner di progetto CRIF, si basano sugli standard internazionali di sostenibilità, tra cui la Global Reporting Initiative, il Global Compact delle Nazioni Unite, il Carbon Disclosure Project e le linee guida della Tassonomia europea. Le prime 2000 aziende dimostratesi molto proattive sulla sostenibilità e sulla disclosure hanno fornito una prima mappa della sensibilità, attenzione e capacità di attivarsi sui vari aspetti della sostenibilità in vista di una crescente domanda di informazioni da parte del sistema finanziario e del mercato.
Le micro aziende (meno di 10 dipendenti) si sono rivelate inaspettatamente più partecipi delle piccole (meno di 50 dipendenti) e delle medie (meno di 250 dipendenti).
La partecipazione delle micro aziende è stata di oltre il 40%, sorprendendo per la capacità nel fare disclosure e dimostrando l’attenzione imprenditoriale ai temi della sostenibilità.
Il primo campione analizzato accende un faro positivo sul Mezzogiorno, considerando che a livello di PMI con maggior fatturato, dopo le aziende presenti in Trentino e Friuli-Venezia Giulia, si posizionano quelle in Puglia. Questo dato è importante perchè conferma come alcune aree del Sud Italia abbiano alta capacità imprenditoriale. La Puglia è un esempio concreto della capacità di fare sistema anche con distretti specifici dall’elevato valore. Le prime 2000 aziende che hanno partecipato, evidenziano in Trentino un fatturato medio di 11.265.000 euro con un numero di dipendenti in media di 85; in Friuli-Venezia Giulia di 10.750.000 euro con un numero di dipendenti in media di 55; in Puglia di 9.838.000 euro con un numero di dipendenti in media pari a 49. Osservando le tre regioni italiane ad alta densità imprenditoriale, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, la prima è poco sopra gli 8 milioni di fatturato medio con 37 dipendenti; il Veneto i 7,5 milioni con 31 dipendenti; l’Emilia-Romagna con 7,5 milioni ma con 46 dipendenti in media.
Analizzando l’impatto ambientale e il tema energetico, l’11% delle aziende intervistate dichiara di utilizzare contratti di fornitura elettrica da fonti rinnovabili. Il 19% ha impianti di produzione elettrica, di cui il 40% sono fotovoltaici.
A livello italiano la differenza stipendiale tra generi è in media il 4.2% ma se la si scompone tra settore pubblico e privato la percentuale passa dal 4,0% del pubblico al 16,5% del privato. A livello europeo il gap è del 13%, quindi per ogni 100 euro guadagnati da un uomo, le donne ne hanno guadagnati 87. Il campione delle prime 2000 aziende mostra che il gap varia tra il 12,4% per le micro e il 16,8% per le medie. Quindi al crescere delle dimensioni dell’azienda aumenta il divario, questo si spiega anche per la diversità dei ruoli presenti nelle diverse strutture. Per quanto riguarda la presenza femminile per livello professionale, (operaio, impiegato, quadro e dirigente) nelle micro risulta simile a livello di quadro mentre è penalizzata sia a livello quadro che dirigenziale al crescere delle dimensioni dell’azienda. Nei consigli di amministrazione la presenza femminile è inferiore al 33% nel 62% del campione.
Ampliando l’attenzione a tutti i lavoratori dipendenti si evidenzia che solo il 3% delle aziende ha dipendenti di età media al di sotto dei 30 anni, mentre un 7% delle aziende dichiara un’età media over 50. “Il progetto – afferma la coordinatrice di TranspArEEnS, Monica Billio dell’Università Cà Foscari Venezia – sta accelerando e i primi dati raccolti sulle tre dimensioni della sostenibilità sono stimolanti per le aziende, la società e il mondo finanziario. Crescere senza compromettere il futuro delle nuove generazioni è la sfida dello sviluppo sostenibile ed è sempre più sentita nelle aziende, che devono però anche tenere in estrema considerazione l’importanza nel fare disclosure direttamente e attivamente. Oggi diverse aziende si trovano con score ESG di cui non sono a conoscenza e questo è un problema per loro ma anche perchè costituiscono asset importanti per il Paese. Ciò succede per le pressanti necessità informative del sistema finanziario che deve rendicontare i livelli di sostenibilità dei propri portafogli e quindi della propria clientela. Oltre al fatto di avere degli score non rappresentativi, c’è anche il tema della perdita valore sia per l’azienda sia per il sistema Italia. Per questo anche la Commissione Europea ha acceso un faro sulla necessità di disclosure delle piccole e medie aziende appoggiando appieno un sistema come TranspArEEnS che vede le aziende attrici protagoniste. TranspArEEnS opera a livello nazionale ma con mirata attenzione ai distretti industriali, supportati molto spesso per le PMI da realtà finanziarie locali che giocano un ruolo chiave”. TranspArEEnS ha una importanza strategica, considerando che il 99% di tutte le imprese italiane sono PMI e che oltre il 44% delle aziende dei settori manifatturiero e costruzioni potrà accedere ai fondi PNRR NextGenerationEU nei prossimi 3 anni. “Con TranspArEEnS – racconta Marco Preti AD di CRIBIS Gruppo CRIF – abbiamo messo a punto una piattaforma con relativo questionario di raccolta informazioni molto fruibile e i risultati ottenuti con la partecipazione di questo primo campione ne sono concreta dimostrazione. La piattaforma SynESGy, che ha richiesto 5000 giornate di lavoro a un team di 20 persone, si sta rivelando un punto di riferimento non solo per la completezza dei dati e l’assoluta affidabilità ma anche proprio per la fruibilità ed essendo tutta italiana da un ulteriore forte valore aggiunto a chi la usa e al sistema Paese. Il format di domande progressivo che poi viene elaborato per arrivare al rating, tutto senza costi e con massima sicurezza, va a reale vantaggio di tutti, PMI e sistema economico e finanziario”.
Il supporto delle realtà locali e settoriali, come associazioni e banche, è tenuto in grandissima considerazione dal progetto per l’elevata professionalità e il sostegno garantito alle PMI, e oggi TranspArEEnS annuncia l’ingresso di CentroMarca Banca a conferma sempre dell’attenzione ai distretti economici e alle importanti realtà locali. L’impegno a favore della crescita economica e del mercato, con l’attenzione alla sostenibilità sociale e ambientale, è al centro della mission delle Banche di Credito Cooperativo aderenti al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea. Come BCC del Gruppo, CentroMarca Banca si distingue per la scelta di costruire insieme il bene comune e dare forte supporto alle comunità locali.
“Uno dei nostri impegni più sentiti – commenta Tiziano Cenedese, Presidente CentroMarca Banca – è assicurare valore e misurarne l’efficacia. Il progetto TranspArEEns finanziato dalla Commissione Europea si integra perfettamente nel nostro percorso e permette al territorio di crescere ma anche di vedere riconosciuto l’impegno. CentroMarca Banca opera in un territorio ad alta densità imprenditoriale, dalle strordinarie capacità, sempre rapido a cogliere i cambiamenti come le opportunità. Crescere senza compromettere il futuro delle nuove generazioni, questa è la sfida dello sviluppo sostenibile. In questo periodo storico, le imprese hanno bisogno di progettualità concrete e strumenti pratici, con TranspArEEns soddisfiamo queste esigenze ma anche permettiamo senza spesa alcuna di accrescere il loro e il nostro valore, dando tra l’altro seguito concretamente ai passaggi imprescindibili sulla sostenibilità a cui tutti siamo chiamati. Mi preme anche ricordare che con la partecipazione a TranspArEEns possiamo giocare d’anticipo e rimanere sempre un passo avanti e di questo dobbiamo ringraziare il Dipartimento di economia dell’Universita Cà Foscari di Venezia che è un faro importante non solo per i giovani ma anche per l’imprenditorialità del nostro territorio”.
“Concretezza e operatività – commenta Claudio Alessandrini, Direttore Generale CentroMarca Banca – sono fondamenta importanti che hanno permesso al nostro territorio di ottenere grandi risultati. Oggi la sostenibilità è un valore a cui nessuno si può esimere dal considerare. La sostenibilità in tutte le sue declinazioni diventa sempre più rilevante e indispensabile. Come ha sottolineato recentemente il Governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco, c’è bisogno di fare sistema e società finanziarie e imprese devono comunicare più velocemente ed essere il più trasparenti possibili. Con il progetto TranspArEEns offriamo ai nostri clienti un sistema di assoluto riferimento con cui poter esprimere il loro valore che ricadrà anche sul sistema finanzario permettendo condizioni nettamente più favorevoli per la crescita. La valutazione sulle tematiche ESG è uno degli asset strategi più importanti per le aziende quotate e lo sta divenendo anche per le PMI. Le aziende che partecipano a TranspArEEns hanno l’opportunità di un migliore accesso al credito ma anche di poter dare valore alla qualità e conseguentemente alla loro marginalità. Inoltre, si favorisce un sistema di regole chiare e ben definite a favore della transparenza e quindi di un mercato che premia la meritocrazia”.
-foto ufficio stampa TranspArEEnS-
(ITALPRESS).
Essity e Legambiente, una guida per promuovere comportamenti sostenibili
MILANO (ITALPRESS) – E’ stato presentato ufficialmente a Milano “(In)sostenibili Terrestri: la guida supermoderna per umani che vogliono salvare il pianeta…o quasi!”. Promosso da Essity, in collaborazione con Legambiente, ha visto la partecipazione di aBetterPlace (realtà che si occupa in Italia dello studio dei comportamenti umani) e del giornalista ambientale e geografo Emanuele Bompan. Il progetto, nato con l’obiettivo di indagare sul gap tra intenzioni sostenibili e comportamenti reali degli italiani, promuove pratiche quotidiane di consumo maggiormente improntate alla sostenibilità. All’evento di presentazione, che si è tenuto presso l’arena dei Social Cohesion Days (“Fà La Cosa Giusta” Fiera Milano City) hanno partecipato: Massimo Minaudo, Ad di Essity Italia; Serena Carpentieri, vicedirettrice generale Legambiente; Claudia Baroni, Co-fondatrice aBetterPlace e Laura Deni, Communication Manager di Essity Italia.
Ospiti d’eccezione: Elena Eva Maria Grandi, assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano che è intervenuta in chiusura della presentazione e Paola Frassinetti, sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e del Merito che ha inviato un suo video messaggio a sostegno dell’iniziativa.
La guida, frutto di un anno di lavoro del Green Board che ha coinvolto i rappresentanti Essity e Legambiente insieme ad una commissione di esperti di sostenibilità in Italia, integra un approccio inedito alla sostenibilità, concretizzandosi in una narrazione fresca e coinvolgente con solide basi scientifiche, dati e best practice per provare a colmare il gap “tra il dire e il fare”.
Quando si parla di sostenibilità, infatti, nonostante la diffusa sensibilità sull’argomento, non tutti sono davvero consapevoli dei comportamenti corretti da adottare nel quotidiano per essere più sostenibili. Nel 2021 Essity ha realizzato The Green Response Report 2021, uno studio nato per indagare le abitudini dei consumatori e, in particolare, gli effetti della pandemia sui loro comportamenti in tema di sostenibilità.
Dalle risposte degli italiani è emerso come la pandemia abbia modificato gli stili di vita e aumentato la consapevolezza delle persone di far parte di un ecosistema da salvaguardare: il 70% degli intervistati si è dichiarato cosciente di poter influenzare la situazione ambientale con i propri comportamenti.
Tuttavia, si è delineata una discrepanza – frutto di confusione e poca chiarezza – tra quanto gli italiani dichiarano e come di fatto agiscono.
Dalla necessità di contribuire a ridurre questo divario, Essity in collaborazione con Legambiente, ha creato il Green Board Essity & Legambiente: una tavola rotonda che ha ospitato i maggiori esperti di sostenibilità in Italia.
“Abbiamo esplorato l’universo dei comportamenti e delle ambizioni sostenibili degli italiani con l’obiettivo di parlare a cittadini, consumatori e alle generazioni future, mobilitandone la sensibilità verso un cambiamento concreto – racconta Massimo Minaudo, amministratore delegato di Essity Italia – In Essity ci impegniamo ogni giorno per rompere le barriere al benessere delle persone, creando al contempo valore sostenibile negli ambiti di igiene e salute. Il nostro obiettivo per il 2050 è di arrivare a zero emissioni nette: la strada è ancora lunga, e oltre all’impegno che rinnoviamo attraverso le nostre azioni quotidiane crediamo sia necessario farci promotori di un dibattito sul tema, creando sinergie con interlocutori esperti e attivi in questo campo. Insieme, siamo determinati nel trovare le migliori soluzioni per contribuire a una società più sostenibile e circolare”, conclude Minaudo.
“Siamo nel pieno di una crisi ambientale senza precedenti nella storia. Abbiamo davanti una sfida molto ambiziosa e pochissimo tempo a disposizione per salvare il Pianeta – commenta Serena Carpentieri, vicedirettrice generale di Legambiente -. Come possiamo dare il nostro contributo alla tutela dell’ambiente a partire dalle nostre vite quotidiane? Questo progetto insieme a Essity e tante professionalità, tra cui aBetterPlace, vuole offrire un nuovo strumento e un nuovo punto di vista sulla sfida ambientale che mette al centro i nostri comportamenti quotidiani, una divertente riflessione sulle nostre imperfezioni e, al contempo, sul grande potere che noi tutti possiamo avere per migliorare l’ambiente e la nostra qualità della vita, a partire dai piccoli gesti”.
Da oggi, “(In)sostenibili Terrestri: la guida supermoderna per umani che vogliono salvare il pianeta…o quasi!” sarà disponibile online e scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale del progetto (disponibile anche in audiolibro per una maggiore inclusività).
Per maggiori informazioni visitare: www.insostenibiliterrestri.it
– foto ufficio stampa Omnicom PR Group –
(ITALPRESS).
Fs, parlamentari visitano impianto manutenzione Napoli e museo Pietrarsa
ROMA (ITALPRESS) – Un viaggio tra innovazione e memoria. Partita da Roma Termini a bordo di un Frecciarossa1000, una delegazione di parlamentari ha svolto una visita istituzionale prima all’impianto di manutenzione di Napoli dei treni Alta Velocità Frecciarossa, in particolare ETR1000 e ETR500, e poi al Museo di Pietrarsa, custode di locomotive e treni che hanno unito il Paese in 184 anni di storia delle Ferrovie italiane.
All’incontro, organizzato dalla società capofila del Polo Passeggeri del Gruppo FS, hanno partecipato la vicepresidente del Senato Maria Domenica Castellone, il presidente dell’VIII Commissione del Senato “Ambiente, Transizione Ecologica, Energia, Lavori Pubblici, Comunicazioni e Innovazione tecnologica” Claudio Fazzone, i senatori e membri della Commissione “Ambiente, Transizione Ecologica, Energia, Lavori Pubblici, Comunicazioni e Innovazione tecnologica” Gabriella Di Girolamo, Nicola Irto e Manfredi Potenti; il presidente della IX Commissione “Trasporti, Poste e Telecomunicazioni” Salvatore Deidda, i deputati e membri della Commissione “Trasporti, Poste e Telecomunicazioni” Gerolamo Cangiano e Gaetana Russo.
I parlamentari, accompagnati dal loro staff e da alcuni funzionari di Camera e Senato, sono stati accolti dall’amministratore delegato di Trenitalia Luigi Corradi, dall’amministratore delegato di Busitalia Stefano Bonora, dall’Amministratore delegato di Ferrovie del Sud Est Giorgio Botti, dal Direttore della Fondazione FS Luigi Cantamessa e da una delegazione del management di Trenitalia e del Gruppo FS.
La visita istituzionale è stata l’occasione per presentare i risultati raggiunti negli ultimi tre anni da Trenitalia in termini di aumento dei passeggeri, di miglioramenti organizzativi e di investimenti a beneficio dei territori. Focus sui risultati economici positivi raggiunti lo scorso anno, chiuso con risultato netto positivo che ha messo a segno quasi un raddoppio, in termini assoluti, rispetto al 2021, in tutte le direzioni di business: Alta Velocità, Intercity e Regionale.
“Abbiamo aperto alla delegazione dei parlamentari le porte di due eccellenze di Trenitalia e del Gruppo FS: l’impianto di manutenzione di Napoli, uno dei più moderni e più grandi d’Italia, e il museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, custode della nostra storia e base del nostro futuro. Un futuro che inizia dagli obiettivi raggiunti lo scorso anno, caratterizzato da risultati economici molto positivi su tutte le nostre linee di business, seppur i primi mesi del 2022 sono stati caratterizzati dalla pandemia. In scia con lo scorso anno, i primi dati del 2023 evidenziano la crescente richiesta di viaggi in treno, con il conseguente aumento dei volumi di traffico e una sempre maggiore attenzione verso l’intermodalità che si concretizza nell’attività del Polo Passeggeri del Gruppo FS”, ha dichiarato Luigi Corradi, amministratore delegato di Trenitalia.
Partita da Roma Termini a bordo di un Frecciarossa1000, la delegazione dei parlamentari ha raggiunto l’impianto di manutenzione di Napoli, dedicato alla manutenzione e pulizia dei treni Alta Velocità Frecciarossa, in particolare ETR1000 e ETR500. Situato in prossimità della stazione di Napoli Centrale, l’impianto di manutenzione visitato dai parlamentari occupa una superficie di 440.000 mq e, tra Trenitalia e ditte appaltatrici, impiega circa 900 persone. L’impianto è stato recentemente dotato di un impianto fotovoltaico, attivato a fine 2022, con pannelli posti sul tetto dei capannoni, che consente una produzione pari a circa 900 kW, che contribuisce a coprire buona parte del fabbisogno di energia dell’officina.
Seconda tappa della giornata è stata il Museo di Pietrarsa, custode di locomotive e treni che hanno unito l’Italia dal 1839 ai nostri giorni, in 184 anni di storia delle Ferrovie italiane. Guidati da Luigi Cantamessa, direttore della Fondazione FS Italiane, i parlamentari hanno visitato gli edifici che oggi ospitano il museo. Sviluppandosi su un’area di 36.000 metri quadrati, di cui 14.000 coperti, il sito si articola in padiglioni e settori in cui è esposto materiale di assoluto valore, tra cui: la riproduzione fedele della locomotiva Bayard e delle carrozze del viaggio inaugurale della prima tratta ferroviaria Napoli – Portici del 1839; la carrozza 10 del Treno reale, costruita dalla Fiat nel 1929 per le nozze di Umberto II di Savoia con Maria Josè del Belgio; diverse locomotive a vapore, diesel e elettriche, vari oggetti ferroviari, modellini di treni in scala, numerosi diorami tra i quali spicca il cosiddetto plastico “Trecentotreni”. Lungo 18 metri e largo oltre due, fu realizzato da un ferroviere appassionato di modellismo in oltre 15 anni di paziente lavoro.
– foto ufficio stampa Ferrovie dello Stato Italiane –
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Salutequità, rispetto al pre-Covid mancano all’appello 9 mln di visite
ROMA (ITALPRESS) – La buona notizia è che il SSN nel 2022 mostra che sta progressivamente recuperando i livelli di prestazioni erogate del 2019; quella meno buona è che restano sempre più indietro le persone che hanno bisogno di visite per giungere a una diagnosi o per controllare patologie o condizioni pregresse. E l’Istat certifica che si ricorre di più al portafoglio per colmare il divario tra necessità e capacità tempestiva di offerta: aumenta chi ha pagato interamente a proprie spese sia visite specialistiche (dal 37% del 2019 al 41,8% nel 2022) sia accertamenti diagnostici (dal 23% al 27,6% nel 2022).
Rispetto all’anno pre-Covid mancano all’appello ancora quasi 3,4 milioni di prime visite (il 15,5% in meno quindi) per raggiungere i circa 22 milioni del 2019 e oltre 5,5 milioni di visite di controllo (cioè ne sono state erogate quasi il 17% in meno) per eguagliare gli oltre 32,5 milioni sempre del 2019.
A mostrarlo sono i dati pubblicati da Agenas, elaborati dall’Osservatorio di Salutequità, che evidenzia come manchino ancora all’appello nel 2022 rispetto al 2019 circa una prestazione specialistica ambulatoriale su 10, escludendo gli esami di laboratorio, a livello nazionale.
“E’ grave e preoccupante che nel 2022 la capacità di presa in carico del SSN dei bisogni di salute dei cittadini sia ancora inferiore a quella pre-pandemia. Infatti, tutto questo accade a fronte di circa 1 miliardo stanziato tra il 2020 e il 2022 dallo Stato proprio per il recupero delle liste di attesa ma per una buona parte ancora non speso dalle Regioni, mentre al contrario i cittadini sono costretti a mettere mano sempre più al portafoglio per curarsi – così Tonino Aceti, presidente di Salutequità – Il recupero delle liste di attesa attraverso l’utilizzo delle risorse pubbliche stanziate, anche con l’ultima Legge di bilancio, deve diventare elemento centrale di misurazione e valutazione ai fini LEA dell’operato delle Regioni. Ad oggi però questo praticamente ancora non accade”.
“Va garantito il pieno utilizzo da parte di tutte le Regioni dei 350 milioni di euro stanziati nel 2018 per l’implementazione e l’ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche legate ai sistemi di prenotazione elettronica per l’accesso alle strutture sanitarie. Inoltre – continua Aceti – andrebbe concretamente rilanciato l’impegno per l’attuazione del Piano nazionale di governo delle liste di attesa 2019-2021, che tra l’altro necessiterebbe anche di un importante tagliando, nonchè garantire un maggior controllo sull’attività intramoenia. Infine, va subito finanziato un piano straordinario di investimento nel capitale umano del SSN, superando le attuali carenze di organico e contrastando la cosiddetta “desertificazione” sanitaria”.
Solo la Toscana ha recuperato completamente i volumi di specialistica ambulatoriale, registrando anche volumi superiori.
Analizzando i dati in termini percentuali per rendere meglio l’idea della differenza tra 2022 e 2019, meglio rispetto alla media nazionale Campania (-1,19%), Lazio (-4,77%), Lombardia (-4,79%), Basilicata (-5,98%). Mancano invece all’appello oltre una prestazione su 5 in Calabria (-20,51%), Sardegna (-21,27%), Valle d’Aosta (-32,55%), P.A. Bolzano (-45,34%).
Nel 2022 sono saltate in media a livello nazionale circa una prima visita specialistica su 6 rispetto al 2019 (-15,49%), con punte di oltre una prima visita su due nella PA di Bolzano (-57,8%); circa una su tre in Valle d’Aosta, Sardegna, Calabria; circa una su 4 in Abruzzo, Marche, Umbria e oltre una su 5 in Veneto e Sicilia.
Complessivamente 12 regioni fanno peggio della media nazionale.
Secondo la valutazione di Salutequità, a rimetterci sono anche le cure per i malati cronici, che hanno visto saltare a livello nazionale circa una visita di controllo su sei e fino a oltre una su tre rispetto al 2019 in Sardegna (-36,16%), PA Bolzano (-35,66%), Valle d’Aosta (-38,11%).
Sono 12 le Regioni che hanno recuperato meno prime visite rispetto alla media nazionale. La Lombardia ha quasi recuperato tutte le prime visite (-3,95%), seguita da Basilicata (-7,99%) e Emilia-Romagna (-7,83%). Tutte le altre Regioni devono recuperare almeno una prima visita su 10.
E sono 11 le Regioni che fanno peggio rispetto alla media nazionale rispetto alle le visite di controllo. Solo la Toscana deve recuperare meno di una visita di controllo su dieci.
Le regioni nelle quali resta da recuperare circa una visita su tre (sia per prime visite che per quelle di controllo) sono: Calabria, Sardegna, Valle d’Aosta e P.A. di Bolzano.
Hanno fatto peggio rispetto alla media nazionale, erogando meno prime visite e visite di controllo rispetto al 2019, anche Piemonte (18,59% prime visite e 19,53% visite controllo), Veneto (22,85% prime visite e 19,54% controllo) e Sicilia (22,46% prime visite e 26,17% controllo).
– foto ufficio stampa Salutequità –
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Innovazione, Leonardo accelera su sostenibilità e digitalizzazione
ROMA (ITALPRESS) – “Per Leonardo l’innovazione è fondamentale essendo un’azienda ad alto contenuto tecnologico. I focus sono quelli di sostenibilità e digitalizzazione, abbiamo diversi strumenti per la nostra strategia di innovazione che vanno dal mondo dell’open innovation, interamente all’esterno dell’azienda, all’accelerazione e incubazione di start up, e ci sono tematiche interne relative alla capacità di premiare lo spirito innovativo dei nostri dipendenti. In più, tutto il tema del challenge esterno con due filoni, il ‘Call for ideà, con cui accettiamo proposte dal mondo esterno, che siano individui o universitari, e le vere e proprie challenge in cui mettiamo tematiche sul tavolo e andiamo a cogliere i frutti delle proposte”. In un’intervista all’Italpress, Alessandro Massa, Head of Research Laboratories di Leonardo, l’azienda italiana attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza con partecipazione di quote intorno al 30% da parte dello Ministero dell’Economia, fa il punto sulle iniziative messe in atto sul fronte dell’innovazione.
“I nostri laboratori di ricerca sono a bassa maturità tecnologica, vicini pertanto al mondo accademico. Siamo focalizzati sulla tecnologia digitale, sull’Intelligenza Artificiale, i big data, l’autonomia robotica, l’elettrificazione. Abbiamo inoltre ricerche di lungo periodo come il calcolo quantistico – ha spiegato – Il green è uno dei focus princiali. Ci siamo presi degli impegni come azienda sul fronte della sostenibilità, abbiamo la necessità di sostituire i materiali pericolosi nelle linee produttive, il riciclo è importante per noi”.
E tra le principali aree di ricerca, spiccano quelle legate all’elettrificazione e alla cybersicurezza: “E’ fondamentale fare sistema nell’ambito di ricerca e informazione. Siamo all’interno di partenariati esteri, dunque del PNRR, abbiamo un ecosistema di collaborazioni con le Università, stiamo collaborando anche con istituti di ricerca e stiamo attivando altri joint lab – ha aggiunto Massa – Abbiamo l’area di ricerca per l’elettrificazione, che per noi riguarda le piattaforme volanti. L’obiettivo è provare a renderle ibride e poi full electric, dai taxi volanti fino alle piattaforme più grandi”.
“L’area di ricerca cyber è l’ultima attivata – ha raccontato – Il focus è l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nell’individuazione di minacce cibernetiche, per classificare e rispondere agli attacchi. Un’altra linea di ricerca è quella sui nuovi metodi di cifratura basati su tecnologie quantistiche – ha concluso – Sono algoritmi in grado di resistere agli attacchi, come si dice in gergo, a forza bruta”.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).
L’inflazione erode il risparmio, diversificare aiuta a difenderlo
MILANO (ITALPRESS) – L’aumento dell’inflazione “ha almeno due implicazioni: innanzitutto i cittadini spendono di più rispetto a prima per comprare gli stessi servizi e prodotti”, ma questo “ha un riflesso anche sul risparmio”, perché “c’è anche il dilemma di capire cosa fare per evitare che la liquidità esposta all’inflazione perda valore”. Lo ha detto Valerio Fallucca, Head of Retail Banking di ING Italia, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Stiamo notando una progressiva contrazione della propensione al risparmio: non è detto che questo sia strettamente legato all’andamento del carovita, perché abbiamo accumulato parecchio risparmio negli anni precedenti e adesso probabilmente stiamo ritornando a livelli più fisiologici”, ma “quello che colpisce è che nei primi mesi dell’anno stiamo registrando un andamento di crescita negativa dei depositi bancari delle famiglie italiane: significa che i cittadini italiani stanno consumando i propri risparmi”, ha spiegato.
“Sicuramente spendono di più” per effetto dell’aumento dell’inflazione, “ma probabilmente stanno anche prendendo delle decisioni sui propri risparmi e su come proteggerli, magari investendo in buoni del Tesoro o decidendo di disindebitarsi, estinguendo il proprio mutuo”, ha continuato.
“Per il cliente che ha necessità di decidere dove allocare la propria liquidità sicuramente una buona proposta è quella di un vero e proprio salvadanaio digitale con rendimenti trasparenti e soprattutto con la possibilità di poter prendere i soldi quando si vuole, senza nessun tipo di vincolo”, ha spiegato Fallucca.
Le scelte sul risparmio secondo il manager vanno sempre viste “in un’ottica di differenziazione. Il consiglio ideale è quello di allocare i propri risparmi in una molteplicità di strumenti, come i conti deposito, ma anche valutare prodotti di investimento che implicano una certa componente di rischio ma danno ritorni molto più rilevanti”.
Il rovescio della medaglia che deriva dell’aumento dei tassi di interesse è il costo dei finanziamenti. “Chi ha già un mutuo si trova davanti a una rata che diventata molto più alta rispetto al passato”, ma può rinegoziare il proprio tasso: ovviamente parliamo di tasso variabile, perchè chi ha già un tasso fisso è protetto da queste oscillazioni”. Ci sono anche delle alternative previste dalla legge di bilancio “per il passaggio dal tasso variabile a tasso fisso, senza nessuna spesa e anche senza passaggio dal notaio, ma bisogna rientrare in alcune categorie specifiche. Stiamo valutando anche noi dei meccanismi simili che però non abbiano paletti”, pensando a “formule, per i clienti che ne hanno necessità, per passare da un tasso variabile a un tasso fisso in maniera semplice”, ha spiegato Fallucca. Guardando alla rinegoziazione “bisogna anche pensare che un mutuo è comunque un investimento a lungo termine. Stiamo osservando un innalzamento repentino dei tassi e abbiamo la consapevolezza che è un percorso che non è ancora arrivato a termine: si parla di aspettative di Euribor che cresce fino a oltre il 3,4% fino a fine anno, di una stabilizzazione nel 2024 e un progressivo calo nel 2025”. Per chi compra casa oggi, “bisogna capire la propensione del cliente in termini di aspettativa e rischio, in un momento in cui i tassi non si sono ancora stabilizzati” e “valutare la sostenibilità della rata per il bilancio familiare”, ha concluso Falluca.
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