ROMA (ITALPRESS) – A gennaio, secondo i dati del rapporto mensile dell’Abi, i prestiti a imprese e famiglie sono aumentati del +1,3% rispetto a un anno fa. Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a imprese e famiglie. A dicembre 2022, i prestiti alle imprese restano stabili su base annua. I prestiti alle famiglie crescono del 3,3%. A gennaio, a seguito dei rialzi dei tassi BCE, i tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento registrano le seguenti dinamiche: il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 3,51% (3,20% nel mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007); il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è pari al 3,70% (3,55% il mese precedente; 5,48% a fine 2007); il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è il 3,53% (3,01% il mese precedente, 5,72% a fine 2007). A dicembre le sofferenze nette sono 14,2 miliardi, in calo di circa 2 miliardi rispetto al mese precedente (-12,4%) e inferiori di circa 1 miliardo rispetto a dicembre 2021. I depositi sono scesi, nello stesso mese, di 18,7 miliardi rispetto a un anno prima (variazione pari a -1,0% su base annuale), mentre la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è leggermente cresciuta rispetto ad un anno prima (+0,6%).
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-
A gennaio prestiti a imprese e famiglie in crescita
Svelata la nuova Ferrari, Leclerc e Sainz “Pronti a vincere”
MARANELLO (ITALPRESS) – Sfreccia la nuova Ferrari. Maranello tiene a battesimo la SF-23 per la nuova stagione del Mondiale di Formula 1, dove la Rossa ha intenzione di ribaltare le gerarchie dell’ultima stagione.
“L’obiettivo è ovviamente vincere, abbiamo lavorato sui difetti della macchina del 2022 per migliorare la nuova monoposto – ha detto Charles Leclerc, vice-iridato in carica – Vincere è l’obiettivo primario, dopo il secondo posto dello scorso anno voglio fare un altro passo avanti. E’ veramente bello avere questi tifosi qui, godere di così tanta passione. Fiorano e i suoi tifosi rendono speciale anche questa stessa presentazione. Ho trascorso tanto tempo al simulatore, allenandomi in modi diversi anche fuori da Maranello. Per riprendere un pò la mano abbiamo anche passato un’intera giornata sulla macchina dello scorso anno”. “Non vedo l’ora di partire con questa nuova stagione. Il secondo posto del 2022 è un punto di partenza dopo annate poco positive come quelle del 2020 e del 2021. L’obiettivo è vincere, questa è la motivazione che spinge me e il team ogni giorno. Abbiamo lavorato sui difetti dell’ultima macchina – ha evidenziato il pilota monegasco – per migliorare al massimo questa nuova”.
“Ho un legame speciale con Charles, sono sicuro che ci spingerà verso la vittoria – le parole del pilota spagnolo Carlos Sainz – E’ davvero fantastico poter presentare la macchina qui a Maranello con questi tifosi, la Ferrari è l’unico team che può godere di questa atmosfera. E’ stato un inverno lungo, non avevamo mai avuto così tanto tempo per riposare. Abbiamo analizzato bene la stagione passata, preparando bene la nuova annata che ci aspetta. Il mio rapporto con l’Italia? Essendo spagnolo il mio rapporto culturale con questo Paese è già speciale, da quando sono in Ferrari questo legame si è rinforzato sempre di più. Io e Charles abbiamo una bella alchimia, lavoriamo insieme da un pò e, con l’obiettivo di vincere, ci spingeremo insieme più possibile”.
“Leclerc e Sainz lavorano insieme per far vincere la Ferrari, partiranno entrambi sullo stesso piano – ha fatto sapere Frederic Vasseur, team principal della Ferrari – La cosa più importante quest’anno è avere la Ferrari al primo posto. Vedremo cosa accadrà nella prima gara in Bahrein, ma mettiamo entrambi i piloti sullo stesso piano. In Ferrari c’è un grande entusiasmo, ma voglio concentrarmi sul futuro e sui risultati che necessariamente dovranno arrivare. La presentazione della vettura è sempre molto emozionante”. “Il mio contributo è piccolo per via del mio arrivo che è stato piuttosto tardo. Nonostante questo sento che tutti sono fieri del lavoro svolto, vedremo se le prestazioni saranno all’altezza di ciò che abbiamo sviluppato. E’ incredibile avere qui tutti questi tifosi, si tratta di un evento unico e del modo migliore per iniziare la stagione. La lingua italiana? Il prima possibile cercherò di parlare in italiano per realizzare un’intervista”, ha concluso Vasseur.
– Foto ufficio stampa Ferrari –
(ITALPRESS).
Ue, dal Parlamento stop ai motori benzina e diesel dal 2035
STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Con 340 voti favorevoli, 279 contrari e 21 astensioni il Parlamento Europeo ha approvato l’accordo raggiunto con il Consiglio sugli obblighi di riduzione delle emissioni di CO2 per nuove auto e nuovi furgoni, in linea con gli obiettivi climatici dell’UE, nell’ambito del pacchetto “Fit for 55”.
La legislazione approvata prevede l’obbligo per nuove autovetture e nuovi veicoli commerciali leggeri di non produrre alcuna emissione di CO2 dal 2035. L’obiettivo è quello di ridurre del 100% le emissioni di questi tipi di veicoli rispetto al 2021. Gli obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni per il 2030 sono stati fissati al 55% per le autovetture e al 50% per i furgoni.
Entro il 2025, la Commissione presenterà una metodologia per valutare e comunicare i dati sulle emissioni di CO2 durante tutto il ciclo di vita delle auto e dei furgoni venduti sul mercato dell’UE. La metodologia sarà accompagnata da proposte legislative, se necessario.
Entro dicembre 2026, la Commissione monitorerà il divario tra i valori limite di emissione e i dati reali sul consumo di carburante ed energia. Inoltre, presenterà una metodologia per l’adeguamento delle emissioni di CO2 specifiche per i costruttori.
E’ prevista un’esenzione totale per chi produce meno di 1.000 nuovi veicoli l’anno.
I costruttori con un volume annuo di produzione limitato (da 1.000 a 10.000 nuove autovetture o da 1.000 a 22.000 nuovi furgoni) possono avvalersi di una deroga fino alla fine del 2035.
L’attuale meccanismo di incentivazione di veicoli a zero e a basse emissioni (ZLEV) sarà adattato per rispondere all’andamento previsto delle vendite: ci saranno obiettivi più bassi di riduzione per quei costruttori che vendono un maggior numero di veicoli con emissioni da zero a 50g CO2/km, quali i veicoli elettrici e veicoli elettrici ibridi efficienti. Dal 2025 al 2029, il fattore di riferimento ZLEV è stato fissato al 25% per le vendite di nuove autovetture e al 17% per i nuovi furgoni. A partire dal 2030, questo incentivo sarà rimosso.
Con cadenza biennale, a partire dalla fine del 2025, la Commissione pubblicherà una relazione per valutare i progressi compiuti nell’ambito della mobilità a zero emissioni nel trasporto su strada.
“La normativa incentiva la produzione di veicoli a basse e a zero emissioni – sottolinea il relatore Jan Huitema (Renew) -. Inoltre, contiene un’ambiziosa revisione degli obiettivi per il 2030 e l’obiettivo emissioni zero per il 2035, cruciale per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. Questi obiettivi offriranno chiarezza per l’industria automobilistica e stimoleranno l’innovazione e gli investimenti dei costruttori. Acquistare e guidare autovetture a emissioni zero diventerà meno oneroso per i consumatori e porterà a un rapido sviluppo del mercato di seconda mano. Guidare in modo sostenibile diventerà accessibile a tutti”.
– foto Agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).
Tumore del polmone, si ammalano sempre più donne e giovani
MILANO (ITALPRESS) – Il tumore del polmone è una delle prime cause di morte nei paesi industrializzati, con oltre 2,2 milioni di casi all’anno nel mondo. La mortalità è la più elevata tra tutti i tumori, con quasi 1,8 milioni di decessi pari al 18% di tutte le morti per cancro. Tradotti, questi numeri dicono che le persone che nel mondo muoiono per cancro al polmone sono quasi lo stesso numero di quelle che muoiono per tumore al seno, alla prostata e al colon-retto sommate insieme. In Italia, secondo il ministero della Salute, questa neoplasia è la prima causa di morte per tumore negli uomini e la seconda nelle donne con quasi 34 mila decessi nel 2020 e un tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi del 16% negli uomini e 23% nelle donne. Se però negli uomini l’incidenza è in diminuzione, nelle donne è in aumento: +3,4% in media l’anno. Grazie alla ricerca, però, oggi è possibile avere una diagnosi accurata e personalizzata, con importanti innovazioni come l’immunoterapia e le terapie mirate, in grado di aumentare sia la sopravvivenza sia la qualità di vita dei pazienti. Il tumore del polmone è uno dei temi affrontati da Marco Alloisio, responsabile chirurgia toracica e generale dell’Istituto clinico Humanitas di Rozzano, intervistato da Marco Klinger, per Medicina Top, il nuovo format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
“Nel mondo occidentale – ha spiegato Alloisio – è sicuramente il tumore a più alta mortalità, sia nel sesso maschile che in quello femminile. Riconosce una causa fondamentale che è il fumo di sigaretta”, ha detto, aggiungendo che ci sono anche “agenti chimici e inquinanti”. “Sono concause – ha affermato – che messe assieme creano questa patologia neoplastica ad altissima incidenza e mortalità”.
“I numeri sono in crescita – ha spiegato – e lo sono di più nella popolazione femminile ma soprattutto nei giovani”. Quale può essere il motivo? “I giovani – ha sottolineato – cominciano a fumare a tredici anni. Anche se andiamo nelle scuole e diamo informazioni a tappeto, queste informazioni comunque non penetrano. Sappiamo qual è la prima causa di insorgenza di tumore del polmone: è il fumo di sigaretta”.
Quali sono i sintomi? “Purtroppo sono sintomi molto sfumati. La carenza di sintomi – ha affermato – fa sì che, quando si scopre, il tumore è già avanzato”.
Come si cura? “Mentre trent’anni fa il tumore del polmone si curava con la chirurgia – ha detto -, negli ultimi anni la terapia è diventata di grandissimo interesse. Oltre a tecniche chirurgiche molto raffinate, mini invasive e robotiche, soprattutto nei primi stadi, abbiamo una conoscenza della biologia del tumore”.
Nella situazione in cui un paziente non può più essere definito chirurgico, “abbiamo altre terapie: la chemioterapia, la terapia biologica e la radioterapia”. Per Alloisio, però, “la migliore arma è non fumare oppure affidarsi agli screening”.
“Assieme agli screening salvavita – ha spiegato -, aggiungiamo nei fumatori e negli ex fumatori la Tac spirale senza mezzo di contrasto. Con questo sistema abbiamo avuto una riduzione della mortalità per tumore del polmone del 20%”. Per Alloisio “prendendo un tumore del polmone al primo stadio la percentuale di sopravvivenza è superiore all’80%. Il problema è trovarlo al primo stadio”.
Il Covid ha avuto una sua influenza? “Il coronavirus – ha spiegato – crea un’interstiziopatia polmonare. Non dovrebbe creare tumore del polmone. In verità – ha continuato – facendo Tac per Covid abbiamo scoperto tumori all’interno del torace. Il Covid purtroppo negli ultimi due anni non ci ha permesso di fare gli screening, per cui ci sono stati molti esami in meno e un aumento dell’incidenza e della mortalità di certi tumori”.
Il consiglio, quindi, è non fumare. “Se fumi, smetti. Se non riesci a smettere – ha aggiunto -, non fumare in ambienti pubblici o in presenza di altri”.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).
Turismo, alla BIT gli anniversari dell’Umbria, dal Perugino al jazz
MILANO (ITALPRESS) – Il 2023 è un anno di grandi anniversari per l’Umbria, dai 500 anni dalla morte del Perugino ai 50 anni di Umbria Jazz, che contribuiranno a valorizzare un territorio ricco di cultura e opere d’arte, ma famoso anche per le produzioni enogastronomiche, per i piccoli borghi e l’attenzione a un turismo lento e sostenibile che sta sempre di più caratterizzando l’offerta. Così la Regione Umbria si presenta alla BIT di Milano, forte anche del riconoscimento della Lonely Planet come unica destinazione in Italia “Best in Travel 2023”.
La Regione in occasione della manifestazione internazionale dedicata al turismo ha scelto di presentare in anteprima la Guida di Repubblica “Maestri dell’arte italiana: Perugino e Signorelli”, dedicata ai due grandi artisti del Rinascimento Italiano. Il volume rappresenta un tour alla scoperta delle loro opere d’arte e dei luoghi di culto a loro associati.
All’evento sono intervenuti: Paola Agabiti, assessore al Turismo della Regione Umbria, Ilaria Borletti Buitoni, presidente comitato ministeriale per i 500 anni del Perugino, Peppone Calabrese, conduttore di Linea Verde Rai, Paolo Boccacci, vice direttore delle Guide di Repubblica e Gianluca Laurenzi, presidente Fondazione Umbria Jazz.
“Abbiamo chiuso il 2022 con un risultato importante sul fronte del turismo, superando 6milioni e 330 mila presenze, un dato superiore al 2019. Il 2023 rappresenta un anno importantissimo per l’Umbria, ricorrono infatti 500 anni dalla morte del Perugino e del Signorelli che sono per la nostra Regione un motivo di grande orgoglio – ha detto Paola Agabiti, assessore al Turismo della Regione Umbria -. La Regione insieme alle altre istituzioni umbre vuole valorizzare l’opera e la personalità di queste due grandissime figure diffondendone la conoscenza dell’opera ed esaltandone il loro portato artistico. Le celebrazioni vedranno tante iniziative, declinate in modo e forme differenti in tutto il territorio. La guida di Repubblica in questo contesto è un omaggio non solo ai due grandi artisti, ma anche alla nostra terra ricca di storia, arte e cultura. Mi preme citare la mostra che si terrà alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, curata dal direttore Marco Pierini e dalla storica d’arte Veruska Picchiarelli. Oltre alle manifestazioni legate al Perugino – ha aggiunto – vogliamo ricordare che questo è un anno importante anche per l’Umbria Jazz, un festival unico nel panorama italiano e mondiale che ha saputo rinnovarsi e che oggi continua ad attirare un pubblico variegato ed esperto”.
Nel corso dell’incontro Paolo Boccacci, vice direttore delle Guide di Repubblica ha ricordato che “la Guida, disponibile dal 27 febbraio in edicola e online, racconta la vita dei due artisti e ciò che li ha resi grandi, attraversa ogni città e ogni borgo che ospita le loro opere, proponendone la storia dei luoghi, le produzioni tipiche e le specialità enogastronomiche. Circa 500 i consigli imperdibili su dove dormire per prolungare la sosta e dove trovare golosi souvenir. Sono proposti i preziosi racconti di artigiani che ancora oggi conservano saperi antichi legati a materie prime come il legno, il cuoio, la ceramica, le pietre preziose, e non solo”.
La presentazione è stata anche l’occasione per rilanciare il programma di eventi. Su tutti i 50 anni di Umbria Jazz, festival di fama mondiale che miscela la sua anima jazz con altre sonorità pop, blues, rock e che alla BIT ha presentato tutte le novità di quest’anno.
“Quella che inizierà il 7 luglio è un’edizione particolarmente importante per Umbria Jazz, che festeggerà il cinquantesimo anniversario – ha affermato Gian Luca Laurenzi, presidente della Fondazione di partecipazione Umbria Jazz – La sua prima edizione fu una scommessa, una sfida. Sicuramente in pochi, in quella lontana estate del 1973 avrebbero scommesso su una 50esima edizione del festival; forse neanche quelli animati dal grande amore per la musica potevano intravedere un futuro così roseo per la manifestazione. Per festeggiare degnamente questo traguardo UJ sta lavorando ad una edizione molto speciale, che oltre ai grandi nomi, tra i quali i già annunciati Mika, Mika, Brad Mahldau, Branford Marsalis, Rhiannon Giddens, Snarky Puppy, Ben Harper, Stewart Copeland, Paolo Conte e Joe Bonamassa, proporrà una serie di eventi ed iniziative che renderanno Perugia un palcoscenico unico, vivo e coinvolgente”.
Nel 2023 ritorna lo Sposalizio della Vergine, il capolavoro che il Perugino, perso più di due secoli fa dopo il passaggio delle truppe di Napoleone. L’olio su tavola sarà parte della mostra “Il meglio maestro d’Italia. Perugino e il suo tempo”, aperta dal 4 marzo all’11 giugno 2023, alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia.
“Una mostra che rappresenta il fulcro delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Perugino quella della Galleria Nazionale”, ha dichiarato Ilaria Borletti Buitoni, presidente comitato ministeriale per i 500 anni del Perugino. “Fondamentale, grazie anche al contributo di grandi musei internazionali, per capire il ruolo dell’artista nel suo tempo, la fama che lo ha accompagnato in vita e il suo riconosciuto valore di Maestro”, ha aggiunto.
La guida turistica internazionale Lonely Planet ha segnalato la regione Umbria come unica destinazione in Italia nella sua “Best in Travel 2023”. Oltre alle celebrazioni per i 500 anni della morte del Perugino, ai 50 anni di Umbria Jazz, tra le motivazioni che hanno spinto la casa editrice a selezionare l’Umbria è presente anche l’aspetto enogastronomico, che vede la regione come unica meta segnalata nella categoria “Sapori”, grazie al suo “territorio capace di attrarre per la sua variegata offerta enogastronomica”.
– foto ufficio stampa Regione Umbria –
(ITALPRESS).
San Valentino, un italiano su tre si è innamorato sul posto di lavoro
ROMA (ITALPRESS) – Innamorarsi sul posto di lavoro è qualcosa di molto più frequente di quel che si possa pensare. Questo è il risultato che emerge dal sondaggio realizzato da SWG e commissionato da Amazon in occasione di San Valentino per indagare i rapporti affettivi degli italiani nati all’interno del contesto lavorativo. Un italiano su tre ha infatti dichiarato di essersi innamorato almeno una volta sul posto di lavoro, con un’incidenza che sale a due su cinque nelle regioni del Nord Ovest.
Non sempre però le passioni che nascono sul lavoro si trasformano in storie d’amore, anzi, spesso manca il coraggio per il primo passo, soprattutto tra gli uomini, dove quasi il 40% di chi si è innamorato non ha avuto il coraggio di dichiararsi e solo il 37% degli innamoramenti ha un lieto fine. E’ infatti diffusa la consapevolezza che per una coppia sia difficile continuare a lavorare nello stesso posto, anche se il 56% degli intervistati ha dichiarato che nella propria azienda ci sono coppie formate da colleghi.
In generale chi ha vissuto in prima persona una relazione sul posto di lavoro, anche se non ha avuto un lieto fine, le considera come un’esperienza positiva soprattutto per la possibilità di condividere con il partner anche questa parte della giornata aumentando quindi la complicità all’interno del rapporto. Tra i principali aspetti negativi segnalati spiccano il portarsi i problemi del lavoro a casa (per il 66% di chi ha avuto una storia in ufficio) e la mancanza di uno spazio personale, fuori dalla coppia (36%).
Dallo studio emerge che la metà di chi si è innamorato sul posto di lavoro ha visto poi nascere una relazione come nel caso di Martina e Andrea che sono insieme dal 2016 quando si sono incontrati per la prima volta nel centro di distribuzione Amazon di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza. La loro storia è scandita da traguardi personali, come il matrimonio celebrato nel 2019 e la nascita del figlio Liam nel 2020, ma anche da quelli professionali. “Quando Andrea ha iniziato a lavorare a Novara, anche io ho fatto richiesto di essere trasferita in un altro sito dell’azienda in Piemonte. Amazon ha supportato fin da subito la mia scelta e così da fine 2021 lavoro nel centro di distribuzione di Vercelli dove ho anche ricevuto una promozione”, ha raccontato Martina.
Secondo gli intervistati ciò che favorisce lo scoccare della scintilla tra colleghi sono il passare molto tempo della propria giornata insieme (46%), l’affrontare insieme con successo sfide e problemi (34%), la condivisione di interessi e passioni (27%). Questi elementi, oltre alla chimica dell’amore in sè, favoriscono la nascita di un’attrazione e di un interesse tra colleghi.
Dimostrazione di come l’amore possa scoccare sul posto di lavoro è la storia di Veronica e Paolo che attualmente lavorano presso il centro di distribuzione di Castelguglielmo-San Bellino, in provincia di Rovigo. Il loro amore è sbocciato 9 anni fa nel centro di distribuzione di Castel San Giovanni, dove Veronica era stata assunta come operatrice di magazzino mentre Paolo si occupava di coordinare il lavoro del team in cui lei lavorava. “Ormai siamo insieme da nove anni e abbiamo una figlia nata lo scorso giugno!”, da neogenitori Veronica e Paolo riescono a lavorare su due turni che consentono loro di conciliare al meglio lavoro e vita privata.
Tuttavia, se da un lato lavorare insieme favorisce la creazione di una forte sintonia, dall’altro per la maggioranza degli intervistati non ci sono differenze considerevoli tra le coppie che lavorano insieme o in posti diversi per quanto riguarda complicità e felicità. Le coppie che condividono il luogo di lavoro sono però generalmente considerate più litigiose.
Dalla ricerca è emerso inoltre che il 70% degli intervistati non esclude di poter avviare una relazione affettiva con un collega. Tra chi è più convinto, però, quasi nella metà dei casi, si vorrebbe mantenere la relazione riservata per paura della reazione dei colleghi impiccioni e delle conseguenze di una eventuale rottura del legame. Se in alcuni casi i colleghi possono essere un deterrente, in altri, come per la storia di Federica e Simone, sono i Cupido che scoccano la freccia al momento giusto. Entrambi lavoravano come manager nel deposito di smistamento Amazon di Milano dove però non avevano molte occasioni di incontro per via dei turni differenti. Per loro è stata galeotta una cena organizzata dai colleghi e, a partire da quel momento, non si sono più separati. Oggi Federica e Simone ricoprono altri ruoli e lavorano in siti differenti e ciò che apprezzano di più sono “le possibilità di crescita e le numerose opportunità di carriera che vengono proposte in Amazon anche tenendo conto delle attitudini e degli interessi di ciascuno”.
– foto agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).
Responsabilità e trasparenza, nuovi orizzonti per l’industria del gioco
ROMA (ITALPRESS) – Presentati a Roma, a Villa Blanc, i risultati intermedi del secondo Rapporto di ricerca sul settore del gioco in Italia, nato dalla collaborazione tra Luiss Business School e Ipsos, nell’ambito dell’Osservatorio sui mercati regolati della scuola, e realizzato con il supporto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
L’incontro, introdotto da Raffaele Oriani, Dean della Luiss Business School, ha visto la partecipazione di Alberto Pozzolo, dell’Osservatorio Mercati regolati Luiss Business School, e Ilaria Ugenti, Corporate Reputation Leader presso Ipsos. Sono intervenuti, inoltre, Livia Pomodoro, membro della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e Presidente dell’Advisory Board del Progetto, Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos, Italo Volpe, Vice Capo di Gabinetto del Ministero dell’Economia e delle Finanze e Alberto Petrucci, Ordinario di Economia Politica, Luiss Guido Carli.
“Lo studio conferma lo scenario emerso nel primo rapporto sul gioco in denaro dell’Osservatorio sui mercati regolati, evidenziando caratteristiche e particolarità di un settore che sta configurandosi sempre più come industry – ha dichiarato Raffaele Oriani, Dean Luiss Business School -. Gli operatori svolgono un ruolo fondamentale per il presidio della legalità e per diffondere, attraverso azioni di informazione, una “cultura” del gioco sempre più responsabile e ludico”.
Dopo aver delineato nelle precedenti analisi la dinamica del gioco in Italia dal 2019 ad oggi – che, come in altri settori, ha evidenziato una progressiva e ormai consolidata digitalizzazione dei comportamenti dei giocatori – il lavoro di ricerca si è focalizzato sul profilo dei giocatori, nei circuiti legali e illegali, e sui loro comportamenti, delineandone un vero e proprio identikit.
Rispetto agli ultimi dati di rilevazione relativi al 2022 si registra un incremento del 2,5% dei giocatori maggiorenni nei circuiti illegali rispetto all’anno precedente. Dallo studio emerge che il giocatore che opera in circuiti illegali tipo è uomo (67%), mediamente giovane (l’età media è di 41 anni), occupato (73%), con figli minorenni (49%), ha competenze finanziarie ed è istruito (con titolo di studio pari o superiore alla laurea per il 26%). Inoltre, ha un tenore di vita dichiarato sopra la media e gioca prevalentemente per svago e per divertimento.
Dalla ricerca rileva, poi, una nuova figura di giocatore: il giocatore dei circuiti illegali inconsapevole. Questo cluster che rappresenta un terzo dei giocatori che operano in circuiti illegali (pari al 4% della popolazione totale) considera del tutto inaccettabili le scommesse clandestine o i giochi illegali: se ne desume, quindi, che per loro vi sia un utilizzo dei canali illegali non del tutto consapevole.
Essi non sono in grado, quindi, di distinguere i luoghi legali dagli illegali per mancanza di sufficienti informazioni che consentano loro una migliore valutazione delle due offerte di gioco ma riconoscono nel settore del gioco legale una garanzia a propria tutela.
“Queste evidenze ribadiscono l’importanza di una comunicazione trasparente ed informativa sui rischi legati al gioco illegale – ha affermato Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos -. Il giocatore informato sa riconoscere la differenza tra gioco legale e illegale, sia nell’offerta di gioco fisica che digitale, e può assumere, con maggiore probabilità, anche comportamenti responsabili”.
L’incontro è stato anche l’occasione per ipotizzare alcune soluzioni per mettere il giocatore nelle condizioni di fare scelte consapevoli e responsabili. Tra queste è apparso fondamentale il ruolo delle aziende: i giocatori che percepiscono un forte impegno da parte delle imprese nello sviluppo di attività di legalità e protezione dei consumatori affermano, infatti, che il fenomeno dell’illegalità sia meno diffuso rispetto al resto della popolazione e, al contempo, ritengono più probabile scoprire e sanzionare i comportamenti illegali (46%).
– foto ufficio stampa Luiss Business School –
(ITALPRESS).
Vodafone e Università di Palermo, nasce il primo campus in 5G in Italia
PALERMO (ITALPRESS) – Vodafone Italia e Università degli Studi di Palermo annunciano l’avvio di “5G 4 A Smart Sicilian Academic Campus”, il progetto che porterà per la prima volta in Italia alla realizzazione di una rete privata 5G ibrida (Mobile Private Network, MPN) su un polo universitario.
Il progetto è aggiudicatario del Connecting Europe Facility dell’Unione Europea, lo strumento di finanziamento per promuovere la crescita, l’occupazione e la competitività dei Paesi a livello europeo attraverso investimenti infrastrutturali mirati; l’importo totale del finanziamento è pari a 4 milioni di euro.
Sostenuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dalla Regione Siciliana, il progetto “5G 4 A Smart Sicilian Academic Campus” prevede la realizzazione entro i prossimi tre anni di una copertura 5G dedicata sull’area dell’Università degli Studi di Palermo inclusa la sua sede distaccata a Trapani, e sul Policlinico Universitario Paolo Giaccone, ospedale universitario e sede della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Palermo.
L’obiettivo del progetto è sostenere la diffusione del 5G, permettendo al personale universitario delle sedi di Palermo e Trapani e del Policlinico Universitario di sfruttare appieno il potenziale della tecnologia applicata agli ambiti sanitario e della formazione, con vantaggi come una velocità di trasmissione dati fino a 100 volte più veloce di quella attuale, un consumo energetico limitato e una latenza da 30 a 50 volte inferiore rispetto a quella disponibile oggi per i servizi.
L’iniziativa prevede lo sviluppo di progetti in cui la tecnologia 5G abiliti nuove funzionalità e approcci all’istruzione e alla formazione nelle università e negli ospedali, nonchè la creazione di un sistema di assistenza continua. La realizzazione di una piattaforma di apprendimento di Extended Reality (XR) – tecnologia che include gli ambienti reali e virtuali e le interazioni uomo-macchina generate dalla tecnologia informatica e dai dispositivi indossabili (i cosiddetti wearable) – abiliterà nuove esperienze di apprendimento immersive, collaborative e fluide sia in presenza sia da remoto, grazie alla banda larga e alla bassa latenza della tecnologia 5G.
L’infrastruttura di rete privata di cui saranno dotati il Polo Universitario e le sue sedi sarà completamente integrata nella rete mobile pubblica di Vodafone (per questo si tratta di una MPN ibrida), che fornirà copertura veloce 5G sia alla popolazione locale attraverso la rete pubblica sia all’interno dell’Università degli Studi di Palermo con la garanzia dei più elevati standard di sicurezza nella trasmissione e segregazione dei dati, oltre che una ridotta latenza end-to-end grazie alla connessione diretta fra la piattaforma di rete (Local Core Edge) e quella applicativa (Multi Access Edge Computing – MEC) all’interno dell’Università. Il progetto è di importanza strategica sia per l’università che per il territorio: lo sviluppo di un’infrastruttura di questo tipo nella regione Siciliana consentirà di abilitare servizi di interesse generale nei settori della smart education e dell’assistenza sanitaria, accelerando la trasformazione digitale di questi settori.
“Il 5G è una tecnologia esponenziale che sta cambiando il modo di fare impresa, servizi, education in tutte le nostre società. – dice Aldo Bisio, CEO di Vodafone Italia -. Con la realizzazione della prima rete privata 5G ibrida su un polo universitario stiamo scrivendo un nuovo capitolo della formazione universitaria. Il digitale e l’innovazione consentono di creare nuovi modelli di apprendimento in cui è centrale l’esperienza concreta del singolo, abilitata dalla connettività e dalla tecnologia”.
“Questo progetto si inserisce nel solco di molteplici attività volte non solo ad innovare la nostra università, dotandola delle tecnologie più avanzate con le quali potere svolgere attività didattiche e di ricerca, ma anche a stabilire solidi rapporti con il territorio e con imprese del calibro di Vodafone – sottolinea il Rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri – Con questa iniziativa UniPa intende, in particolare, dare nuovo impulso alla innovazione degli strumenti e delle metodologie didattiche, con il preciso obiettivo di potere anticipare i tempi sperimentando soluzioni, approcci e strategie che possano rendere l’Ateneo ed il territorio sempre più competitivi ed attrattivi anche per investimenti pubblici e privati. Prevediamo inoltre che potranno essere molto rilevanti le ricadute dell’utilizzo delle tecnologie 5G anche in ambito sanitario, grazie ad una sperimentazione di soluzioni innovative che, partendo dal contesto del Policlinico universitario, possano estendersi alla sanità territoriale”.
“L’innovazione tecnologica rappresenta un asset strategico per il progresso della Sicilia – afferma il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani – sia sotto l’aspetto dello sviluppo industriale sia per le ricadute occupazionali e sociali. Come governo regionale siamo onorati di avere contribuito ad avviare un progetto fortemente innovativo, primo in Italia in un campus universitario, i cui vantaggi permetteranno alla città di Palermo di elevare i propri standard nel campo del digitale, al pari di altre realtà europee. La competitività dell’alta formazione e del sistema sanitario passa anche da servizi all’avanguardia, che siano in grado di velocizzare i tempi e accorciare le distanze”.
Saranno realizzati due use case grazie anche all’apporto dei partner di Vodafone FifthIngenium – azienda vincitrice della terza edizione di “Action for 5G”, il bando di Vodafone Italia dedicato a startup, piccole e medie imprese e imprese sociali che vogliano contribuire con le loro idee e progetti allo sviluppo del 5G in Italia – e Webgenesys S.p.A., system integrator attivo sul mercato nazionale nei settori ICT, digital innovation e cloud transformation: “XR Learning Solution” e “The eHealth LMS”.
Il primo prevede la creazione di dieci “classi aumentate” all’interno dell’università, ciascuna con dieci dispositivi XR e sistema di mirroring (per proiettare l’esperienza a schermo, facendola fruire a chi non indossa un visore o è connesso da remoto): saranno ambienti di apprendimento dinamico in cui il coinvolgimento e l’interesse degli studenti – sia in presenza che da remoto – risulteranno maggiori, con benefici sulla comprensione dei contenuti e sulla capacità di memorizzazione, grazie all’approccio learning by doing.
“The eHealth LMS” sarà dedicato invece alla formazione medica basata in prevalenza su sistemi di simulazione (Simulation-Based Medical Education, SBME), con l’obiettivo di creare scenari clinici interattivi per studenti e ricercatori per diagnosi e gestione terapeutica in tempi ridotti o addirittura in tempo reale. Il progetto si propone di creare un ambiente di apprendimento moderno, con l’opportunità di effettuare diagnosi da remoto facilitando la pratica medica senza esporre ad alcun rischio i pazienti.
– foto ufficio stampa Vodafone –
(ITALPRESS).

