MARANELLO (MODENA) (ITALPRESS) – La notizia era nell’aria ormai da qualche settimana e oggi arriva finalmente l’annuncio: le strade della Ferrari e di Mattia Binotto si separano. E’ la stessa casa di Maranello ad annunciare di aver accettato le dimissioni di Binotto che “il 31 dicembre lascerà il suo ruolo di Team Principal della Scuderia Ferrari”. “Desidero ringraziare Mattia per i suoi numerosi e fondamentali contributi nei 28 anni passati in Ferrari, e in particolare per la sua guida che ha portato il team ad essere di nuovo competitivo nella scorsa stagione – il saluto dell’amministratore delegato Benedetto Vigna – Grazie a questo, siamo in una posizione di forza per rinnovare il nostro impegno, in primo luogo per i nostri incredibili fan in tutto il mondo, per vincere il più importante trofeo nel motorsport. Tutti noi della Scuderia e nella più vasta comunità Ferrari auguriamo a Mattia tutto il meglio per il futuro”. Il Cavallino fa sapere che “inizia ora il processo per identificare il nuovo Team Principal della Scuderia Ferrari, che dovrebbe concludersi nel nuovo anno”. “Con il dispiacere che ciò comporta, ho deciso di concludere la mia collaborazione con Ferrari – sono invece le parole di Mattia Binotto – Lascio un’azienda che amo, della quale faccio parte da 28 anni, con la serenità che viene dalla convinzione di aver compiuto ogni sforzo per raggiungere gli obiettivi prefissati. Lascio una squadra unita e in crescita. Una squadra forte, pronta, ne sono certo, per ottenere i massimi traguardi, alla quale auguro ogni bene per il futuro. Credo sia giusto compiere questo passo, per quanto sia stata per me una decisione difficile”.
Binotto aveva varcato i cancelli di Maranello nel 1995, come “motorista” nella squadra test. A ruota aveva ricoperto altri ruoli, fino a diventare direttore tecnico nel 2016, raccogliendo l’eredità di Allison, e poi team principal al posto di Maurizio Arrivabene il 7 gennaio 2019, per guidare la Rossa nella rincorsa a quel titolo iridato che continua a mancare ormai dal 2007, dal successo firmato Kimi Raikkonen.
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Binotto lascia la Ferrari, nuovo team principal nel 2023
Enasarco, per il biennio 2022-23 45 mln per prestazioni assistenziali
ROMA (ITALPRESS) – E’ stata presentata presso Palazzo Wedekind a Roma la prima Relazione annuale della Fondazione Enasarco (Ente nazionale di assistenza per gli agenti e rappresentanti di commercio): “Il futuro della Fondazione tra efficienza e trasparenza”.
Nel 2021 gli iscritti sono stati 351 mila, di cui circa 218 mila contribuenti e 133 mila pensionati Enasarco. A fronte di 1.250 milioni di euro di contributi nel 2021 (per il biennio 2022-2023 è atteso un incremento annuo del 3%), sono 1.043 milioni di euro le prestazioni erogate nello stesso anno (per il 2022 si prevede un incremento del 4% e per il 2023 del 7%). Sempre nel 2021 il risultato economico di esercizio è stato pari a 187,8 milioni di euro, mentre l’ammontare del patrimonio netto è stato di 5.434 milioni di euro.
“In un contesto socioeconomico caratterizzato da una incertezza crescente e da un accesso al credito sempre più difficoltoso, le attività di welfare svolte dalla Fondazione si estendono a tutto lo spettro assistenziale e giungono fino all’integrazione delle prestazioni sanitarie e agli aiuti relativi alla stipula di mutui per l’acquisto della casa – si legge in una nota -. L’offerta di welfare della Fondazione appare così tra le più evolute e complete nell’intero settore degli Enti di previdenza privata.
Negli ultimi mesi Enasarco ha messo a disposizione degli iscritti nuovi strumenti assistenziali, tra i quali la polizza sanitaria stipulata con EMAPI (Ente di Mutua Assistenza per i Professionisti Italiani), attiva dal 1° novembre 2022 e il “Progetto Salute Donna”, con il quale sono state stanziate risorse per rimborsare esami diagnostici (Pap Test, Ecografie transvaginali, Ecografie mammarie, Mammografie, Test HPV o DNA HPV Test). A budget per il biennio 2022-2023 sono stati stanziati 22,5 milioni di euro per ciascun anno”.
Nel 2021 sono state garantite le risorse dedicate al ristoro in favore degli agenti in difficoltà a causa della pandemia da Covid-19. Tali contributi hanno rappresentato il 20% della spesa assistenziale sostenuta dalla Fondazione. Inoltre, le risorse dedicate alla tutela del nucleo familiare hanno costituito il 35% della spesa destinata al welfare, mentre le prestazioni erogate a titolo di tutela della salute e del benessere psicofisico sono state pari al 45% della spesa complessiva.
Oggi la Fondazione è impegnata ad efficientare la gestione del patrimonio, attraverso la riconversione, la ristrutturazione e la riqualificazione del portafoglio immobiliare diretto e indiretto. La finalità del progetto “è volta ad una più proficua valorizzazione degli asset immobiliari, per scendere di peso al 20-25% sul patrimonio immobiliare che vale complessivamente 2,8 miliardi di euro”, spiega Enasarco.
Al contempo, è in corso l’efficientamento della gestione degli asset mobiliari e tra le priorità dell’Ente vi è l’attuazione dei principi della sostenibilità, attraverso un modello di “Inclusione/Integrazione dei fattori ESG nella gestione finanziaria”. Quest’estate, è stato approvato il documento di Asset Allocation Strategica che avvia un primo investimento di circa 500 milioni di euro in BTP. In tal modo, Enasarco si impegna “ad attuare una politica di risparmio e di tutela degli agenti, investendo allo stesso tempo in economia reale”.
Per il presidente della Fondazione Enasarco, Alfonsino Mei (nella foto), “l’obiettivo della Prima Relazione Enasarco è quello di posizionare la Fondazione nel cuore del sistema previdenziale italiano e della vita del Paese, in una costante e proficua interlocuzione con le Istituzioni. Si tratta di un nuovo corso, volto a mutare la sua reputazione, anche attraverso il coinvolgimento di tutte le forze rappresentative. Tra i primi atti della mia gestione vi è l’affidamento di una due diligence riguardante il patrimonio immobiliare, per una profonda valorizzazione di questo asset. La finalità è quella di ridurre il peso del patrimonio immobiliare. Per quanto riguarda il portafoglio degli investimenti mobiliari, soprattutto verso imprese italiane, stiamo privilegiando le aziende impegnate nella transizione ecologica. La Fondazione, infine, è orientata a fornire agli iscritti servizi di welfare innovativi ed efficaci, nella consapevolezza che essi sono al centro delle attenzioni e delle scelte operative di Enasarco”.
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Meloni “Entro l’anno un piano nazionale per la sicurezza del territorio”
ROMA (ITALPRESS) – “In Cdm abbiamo preso un impegno: approvare entro l’anno il Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico. Inoltre, i ministri competenti effettueranno una ricognizione sia delle risorse già esistenti sia del personale da mettere a disposizione dei Comuni, a partire da quelli più piccoli. Abbiamo poi dato mandato al ministro Musumeci di creare un gruppo di lavoro interministeriale per gli interventi di medio e lungo periodo”. Così il premier Giorgia Meloni in un’intervista al Corriere della Sera, in merito alla tragedia di Ischia.
“C’è tantissimo lavoro da fare ma serve anche un approccio culturale diverso. Perchè ogni euro investito sulla cura del territorio è un euro investito per dare ai nostri figli un’Italia più sicura e protetta”, aggiunge.
Il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha proposto di arrestare i sindaci che consentono l’abusivismo. “Quella del ministro Pichetto è stata un’espressione infelice, ma che voleva probabilmente sottolineare la necessità che le istituzioni siano chiamate a rispondere delle loro responsabilità – sottolinea Meloni -. Se lei andasse a riprendere la dichiarazione di voto di FdI scoprirebbe che noi fummo molto critici nei confronti del condono su Ischia inserito nel decreto sul ponte Morandi. E’ agli atti. Così come sono agli atti le critiche a tutte quelle norme che con Genova non c’entravano assolutamente. Votammo in ogni caso il provvedimento perchè la priorità era dare risposte a una città che affrontava un’emergenza senza precedenti”.
“Sapevo che sarebbe stato un compito arduo guidare una Nazione come l’Italia in uno dei momenti più complessi della sua storia – spiega il presidente del Consiglio -. Non mi sono mai illusa, anche se rispetto a Draghi posso contare su una maggioranza chiara, un programma comune e un mandato popolare. Perchè nel nostro ordinamento una persona sola non può fare la differenza: serve la squadra”.
“Per questo so che questo governo durerà a lungo, anche perchè l’Italia ha pagato per troppo tempo l’assenza di stabilità. La manovra lo dimostra – aggiunge -: avevamo poche risorse e abbiamo deciso dove concentrarle. Emergono priorità e una visione: crescita economica e attenzione al lavoro, a partire dalla messa in sicurezza del sistema produttivo a fronte del caro energia. Abbiamo dato segnali chiari con la tassazione sui premi di produttività, il fisco per gli autonomi, i provvedimenti che eliminano gabelle inutili, il pacchetto famiglia da un miliardo e mezzo di euro”.
“E poi l’attenzione ai redditi più bassi. Alcuni sono rimasti spiazzati dalle scelte di un governo che, si diceva, avrebbe favorito i ricchi: noi abbiamo scelto invece di sostenere i più fragili e rafforzare la classe media. Anche la tassa piatta incrementale si applica su massimo 40 mila euro, riguarda dunque il ceto medio. Il messaggio di fondo che vogliamo dare è questo: la ricchezza non la crea lo Stato ma le imprese con i loro lavoratori. Allo Stato compete dare una mano. Saremo al fianco di chi, in un momento difficile, si rimbocca le maniche”, sottolinea Meloni, che sul rapporto con gli alleati spiega: “Berlusconi lo sento spesso, su tutte le questioni fondamentali. Anche con Salvini c’è un rapporto costante e continuo. Alcune posizioni che possono sembrare distoniche non mi preoccupano, sono sicura e posso rivendicare di aver condiviso tutte le scelte principali di questo governo. E intendo continuare a fare così”.
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Gianluca Ferrero sarà il nuovo presidente della Juve
TORINO (ITALPRESS) – A poche ore dalle dimissioni di Andrea Agnelli e di tutto il CdA della Juventus, ecco il nuovo presidente: Gianluca Ferrero. Lo comunica in una nota Exor. “In riferimento alle delibere assunte ieri dal Consiglio di Amministrazione di Juventus e in vista all’assemblea degli azionisti convocata per il giorno 18 gennaio 2023 – si legge – Exor comunica l’intenzione di indicare Gianluca Ferrero alla carica di presidente della società”. La holding di casa Agnelli fa anche sapere che “comunicherà la lista completa dei candidati per il rinnovo del CDA entro i termini di legge”.
Nato a Torino nel 1963 e laureato in Economia e Commercio nel 1988, Ferrero “possiede una solida esperienza e le competenze tecniche necessarie, oltre a una genuina passione per il club bianconero, che lo rendono la persona più adeguata a ricoprire l’incarico”.
L’erede di Andrea Agnelli è anche presidente del collegio sindacale di Fincantieri, Luigi Lavazza, Biotronik Italia, Praxi Intellectual Property, P. Fiduciaria, Emilio Lavazza, Gedi Gruppo Editoriale, Nuo e Lifenet, ricopre la carica di sindaco effettivo in Fenera Holding oltre a essere vicepresidente del Consiglio di amministrazione della Banca del Piemonte e componente del Cda di Italia Independent Group, LOL e Pygar.
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Terremoto Juve dopo inchiesta Torino, si dimettono Agnelli e CdA
TORINO (ITALPRESS) – Terremoto in casa Juventus: via tutto il Consiglio di amministrazione e anche Andrea Agnelli lascia la presidenza. La notizia arriva in serata, dopo una riunione del Cda che, “acquisiti nuovi pareri legali e contabili degli esperti indipendenti incaricati ai fini della valutazione delle criticità evidenziate da Consob sui bilanci della società al 30 giugno 2021, ha nuovamente esaminato le contestazioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, le carenze e criticità rilevate dalla Consob e i rilievi sollevati da Deloitte & Touche, società di revisione di Juventus”. Il riferimento è all’inchiesta scattata un anno fa, con una serie di perquisizioni relativi ai bilanci societari approvati negli anni dal 2019 al 2021, “con riferimento sia alle compravendite di diritti alle prestazioni sportive dei giocatori, sia alla regolare formazione dei bilanci”, facevano sapere all’epoca gli inquirenti, con la Juve nel mirino per le ipotesi di reato di false comunicazioni delle società quotate ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Sotto la lente d’ingrandimento della Procura anche la cosiddetta “manovra stipendi” relativa alla prima ondata del Covid nel 2020, con le quattro mensilità a cui i calciatori avevano rinunciato generando un risparmio da 90 milioni di euro. A questo proposito, il Cda – si legge nella nota odierna – “ha rilevato che si tratta di profili complessi relativi ad elementi di valutazione suscettibili di differenti interpretazioni circa il trattamento contabile applicabile e ha attentamente considerato i possibili trattamenti alternativi”. “All’esito di tali complessive analisi e valutazioni, sebbene il trattamento contabile adottato rientri tra quelli consentiti dagli applicabili principi contabili, la società, per un approccio maggiormente prudenziale, ha anzitutto ritenuto di rivedere al rialzo la stima di probabilità di avveramento delle condizioni di permanenza in rosa per quei calciatori che nel biennio 2019/20-2020/21 hanno rinunciato a parte dei compensi e con cui sono state successivamente concluse integrazioni salariali o ‘loyalty bonus’ (rispettivamente, a luglio/agosto 2020 per la prima c.d. ‘manovra stipendì e a settembre 2021 per la seconda c.d. ‘manovra stipendì”. “Tali revisioni di stime e di assunzioni comportano pertanto rettifiche delle stime di oneri di competenza a fine giugno 2020, fine giugno 2021 e fine giugno 2022” anche se, precisa la società, “gli effetti di tali rettifiche sono sostanzialmente nulli sui flussi di cassa e sull’indebitamento finanziario netto, sia degli esercizi pregressi che di quello appena concluso e futuri, e non sono material sul patrimonio netto al 30 giugno 2022”. “Gli effetti contabili di quanto sopra illustrato, saranno riflessi in un nuovo progetto di bilancio di esercizio e in un nuovo bilancio consolidato al 30 giugno 2022 che saranno esaminati e approvati in una prossima riunione consiliare, resi noti al mercato ai sensi di legge e sottoposti all’Assemblea degli Azionisti già convocata per il 27 dicembre 2022”. Alla luce di tutto questo, “al fine di rafforzare il management della società, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di conferire l’incarico di direttore generale a Maurizio Scanavino”. Inoltre, i membri del Cda, “considerata la centralità e rilevanza delle questioni legali e tecnico-contabili pendenti, hanno ritenuto conforme al miglior interesse sociale raccomandare che Juventus si doti di un nuovo Consiglio di Amministrazione che affronti questi temi”. Da qui, su proposta dello stesso Agnelli, “tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione presenti alla riunione hanno dichiarato di rinunciare all’incarico”. Ciascuno dei tre amministratori titolari di deleghe (Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved e l’ad Maurizio Arrivabene) “ha ritenuto opportuno rimettere al Consiglio le deleghe agli stessi conferite. Il Consiglio ha, tuttavia, richiesto a Maurizio Arrivabene di mantenere la carica di amministratore delegato”. Il Consiglio proseguirà la propria attività in regime di prorogatio sino all’assemblea dei soci che è stata convocata per il 18 gennaio 2023 per la nomina del nuovo Cda. La Juventus, infine, fa sapere che “continuerà a collaborare e cooperare con le autorità di vigilanza e di settore, impregiudicata la tutela dei propri diritti in relazione alle contestazioni mosse contro i bilanci e i comunicati della Società dalla Consob e dalla Procura”. La società bianconera ha poi in tarda serata diffuso un altro comunicato dove di fatto ripercorre le tappe seguite alle “carenze e criticità rilevate dalla Consob in ordine alla correttezza contabile del bilancio d’esercizio al 30 giugno 2021”. Fra queste “talune c.d. operazioni ‘incrociatè di cessione dei diritti alle prestazioni sportive di un calciatore a una controparte e contestuale acquisizione, dalla medesima controparte, dei diritti alle prestazioni sportive di uno o più calciatori, realizzate dalla società nel corso degli esercizi chiusi al 30 giugno 2020 e 2021 e, nello specifico, 6 operazioni poste in essere nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2020 e 4 operazioni poste in essere nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2021, per le quali la società non avrebbe fornito alla Consob una adeguata evidenza della ragionevolezza dei fair value concordati tra le parti”.
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Portogallo agli ottavi del Mondiale, Uruguay battuto 2-0
AL DAAYEN (QATAR) (ITALPRESS) – Bruno Fernandes regala la qualificazione al Portogallo agli ottavi di finale del Mondiale in Qatar. Lusitani più tecnici e con grandi abilità nel palleggio ma l’Uruguay ha sbagliato tanto in fase conclusiva ed è stato affossato da un rigore inesistente. Pronti e via, assist di spalla di Ronaldo per il tiro alto di Carvalho. Uruguay stranamente nervoso, i lusitani prendono campo pian piano ed anche senza fare tiri in porta dà l’impressione di palleggiare molto di più degli avversari. Betancur sfonda centralmente, poco dopo la mezz’ora, fa tutto bene fin davanti a Diogo Costa che esce benissimo ed evita il vantaggio uruguaiano. Cresce Betancur, immarcabile per il centrocampo portoghese ma è Cristiano Ronaldo, al 37′, a far sussultare i tifosi rossoverdi. Nella ripresa l’arbitro iraniano continua a sorvolare sui falli uruguaiani senza sventolare cartellini. Bernardo Silva apre il campo per Joao Felix (7′) tiro sull’esterno della rete. Serve un guizzo ed arriva puntualmente da parte del fuoriclasse. Il cross di Bruno Fernandes, la palla non viene sfiorata dalla testa di Cristiano Ronaldo, ma s’infila lo stesso in rete senza che Rochet possa intervenire. La risposta di Cavani su cross di Varela (12′) è molto flebile. Un tiro di Nunez sporca i guanti a Diogo Costa. Il portiere portoghese per poco non combina una frittata quando Valverde va a pressarlo (18′). Diego Alonso cambia, entra Gomez che timbra subito un palo (28′) con Pellitri che continua a fare ciò che vuole sull’out di destra. Al 32′ ci prova il “pistolero” Suarez che da due metri, in mischia, non riesce a metterla dentro. L’Uruguay meriterebbe il pareggio per il tocco di De Arrascaeta, lanciato da Betancur ma Diogo Costa è essenziale. Al 42′ Bruno Fernandes chiede un rigore per un fallo di mano di Gimenez, dopo 1′ e relativo var è lo stesso centrocampista portoghese che s’incarica di trasformare il penalty e lo fa con freddezza. La partita è finita anche se Rochet chiude ancora su Bruno Fernandez al 52′ che prende il palo un minuto dopo.
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Ischia, Conte “Sciacalli contro di me, nel 2018 nessun condono”
ROMA (ITALPRESS) – “Di fronte alla tragedia di Ischia, mentre i soccorritori ancora scavano nel fango per cercare dispersi, certi politici gettano fango su di me. E’ la sempiterna categoria degli sciacalli. Vengo accusato di aver introdotto un condono per le abitazioni di Ischia. Si vuole collegare la tragedia a una presunta mia responsabilità per aver sanato edifici abusivi. Niente di più falso. Il decreto Emergenza del 2018 non contiene nessun condono”. Lo ha detto in una diretta Facebook il presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte.
“Gli unici condoni nel corso del tempo sono quelli imputabili al governo Craxi nel 1985 e ai governo Berlusconi del 1994 e del 2003”, spiega l’ex premier, per il quale la norma del 2018 era legata al fatto che “a Ischia la ricostruzione post-terremoto era rimasta completamente paralizzata: bisognava capire a chi poter dare il contributo pubblico per la ricostruzione e a chi no, perchè proprietario di un immobile abusivo. Questa norma ha stabilito che occorreva dare una risposta entro sei mesi, dicendo quali immobili erano conformi alle norme e quali invece andavano demoliti, perchè lo Stato non può erogare fondi a chi ha un immobile abusivo”.
“Sapete quante pratiche sono state accolte e hanno avuto una valutazione postiiva dopo questa norma introdotta dal Conte I nel 2018? Solo sei, su un totale di 1400 abitazioni danneggiate o distrutte”, spiega Conte, per il quale “qualcuno gioca sull’equivoco: nel titolo dell’articolo 25 c’è scritto ‘Definizione delle pratiche di condonò. Per forza: la norma riguarda l’accertamento dell’abusività o meno degli immobili danneggiati ricompresi nel cratere, ma se l’immobile era abusivo prima è rimasto abusivo anche dopo”.
“Questa per noi non è politica ma sciacallaggio. Siamo vicini alle famiglie delle vittime, a tutte le famiglie danneggiate e all’intera comunità ischitana”, conclude il leader del M5S.
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Fs, Tundo “Con il digitale treni sempre più fornitori di servizi”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Gruppo è già da un punto di vista intrinseco sostenibile. Ci siamo dati l’obiettivo di poter raggiungere al 2040” la carbon neutrality “attraverso un ruolo attivo nell’ambito della generazione di energia elettrica da fonte rinnovabile che il Gruppo ha fatto propria. Per la prima volta a livello mondiale un’impresa ferroviaria avrà un ruolo attivo di consumatore e produttore di energia elettrica per la trazione ferroviaria”. Così Roberto Tundo, Chief Technology, Innovation & Digital Officer del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e presidente di Fs Technology, in una intervista all’agenzia Italpress.
“Oggi il Gruppo è il maggior energivoro del Paese, consumiamo 6,2 TWh l’anno, alla fine del nostro Piano il 40% sarà prodotto da fonti rinnovabili che istalleremo e utilizzeremo per produrre in proprio energia”, ha aggiunto.
Sulla digitalizzazione Tundo ha spiegato come il “momento di discontinuità è dato dal passaggio da un ruolo del trasporto ad un servizio di mobilità, occorre fare in modo che l’insieme dei servizi di mobilità sia semplice da utilizzare e che tenga conto di eventuali disruption su cui intervenire rapidamente. Per fare questo occorre un grande investimento sulla componente digitale e sull’interoperabilità dei dati”.
Poi uno sguardo al futuro: “Il Gruppo ha sottoscritto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un memorandum d’intesa, che vede anche la Regione Puglia e l’Autorità portuale di Taranto, affinchè si sperimentino due tecnologie differenti che rappresentano entrambe il futuro della mobilità. Una di queste è il Magrail, ossia sulla infrastruttura attuale riusciamo a mettere dei nuovi apparati che consentono a treni di nuova generazione di poter utilizzare l’infrastruttura – ha spiegato Tundo -, grazie al supporto di una levitazione magnetica in aggiunta. Questo consente di poter fruire dell’infrastruttura attuale da parte dei treni che già oggi la percorrono, e di poter aggiungere anche quelli dotati di induzione magnetica”.
Sulla fibra ottica il manager ha evidenziato che il Piano Gigabit Rail&road “è un programma già attivo per poter avere lungo tutta la dorsale dell’infrastruttura ferroviaria e stradale, di cui il Gruppo è dotato, una connettività in fibra ottica ad alta qualità e alta capacità. Questo perchè riteniamo che i servizi che vogliamo offrire sul tema mobilità merci e passeggeri hanno bisogno di un supporto di connettività adeguato”.
Per quanto riguarda i treni supersonici “il memorandum con il ministero prevede che si possa testare da parte nostra questa nuova tecnologia Hyperloop. All’interno di spazi chiusi ad atmosfera controllata passano treni ad altissima velocità, ma chiaramente hanno un grado di complessità molto più elevato e dei tempi di realizzazione che sono più lunghi. L’atmosfera è controllata, viene fatto in modo che all’interno di questo ‘tubò ci sia la possibilità di aver un minor attrito possibile con l’aria, anche questo sicuramente non aiuta nel rapido sviluppo”.
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