AL WAKRAH (QATAR) (ITALPRESS) – La Francia non fallisce l’esame Australia. All’esordio ai Mondiali in Qatar, la nazionale di Deschamps vince in rimonta 4-1 e si prende il primo posto del gruppo D dopo il pareggio tra Tunisia e Danimarca. La rete di Goodwin (9′) spaventa i bleus, ma gli ‘italianì Rabiot (27′) e Giroud (32′, 71′), prima di Mbappè (68′), firmano i gol vittoria. La scena però è tutta del bomber milanista che non fa rimpiangere Benzema e aggancia Henry al primo posto dei marcatori di tutti i tempi della nazionale. Un lieto fine che cancella il brutto inizio di gara. I francesi non pressano e lasciano l’iniziativa all’Australia che ne approfitta al 9’. Lancio dalla difesa per Leckie che sfonda sulla destra e serve il cross d’oro per la conclusione vincente di Goodwin. Nella stessa azione si fa male al ginocchio Lucas Hernandez, che lascia il posto al fratello Theo. Due brutte notizie per Deschamps. Ma a differenza dell’Argentina – sconfitta dall’Arabia Saudita -, la Francia non perde la pazienza e non si fa sopraffare dal nervosismo. E prima dello scoccare del 35′ trova la rimonta con due gol tutti targati Serie A: al 27′ Theo Hernandez crossa dalla sinistra, Rabiot svetta di testa e batte Ryan. Al 32′ Mbappè e Rabiot scippano la sfera ad Atkinson, lo juventino entra in area e serve a Giroud una palla comoda da appoggiare in rete. La chance più nitida per il tris ce l’ha Mbappè che a tre metri, con tutto lo specchio a disposizione, spara alto dopo l’assist di Griezmann. Un errore che poteva pesare, perchè al 47′ l’Australia si riaffaccia dalle parti di Lloris: Behich crossa per Irvine che di testa scheggia il palo a portiere battuto. La Francia spinge per il 3-1. Al 68′ Dembelè crossa, Mbappè svetta di testa e stavolta non sbaglia. Al 71′ il fuoriclasse del Psg veste i panni dell’uomo assist. A beneficiarne è Giroud che firma la rete numero 51, come Henry. Ennesima nota positiva di un esordio perfetto per la Francia.
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Rabiot, doppietta Giroud e Mbappè, Francia-Australia 4-1
Rescissione consensuale tra il Manchester United e Ronaldo
MANCHESTER (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Il divorzio tra il Manchester United e Cristiano Ronaldo adesso è ufficiale. La società ha comunicato che il giocatore lascia il club “di comune accordo e con effetto immediato”. Lo United ringrazia CR7 “per il suo immenso contributo in due periodi diversi all’Old Trafford, con 145 gol in 346 presenze, e augura a lui e alla sua famiglia ogni bene per il futuro. Tutti al Manchester United rimangono concentrati sui progressi della squadra sotto la guida di Erik Ten Hag, con l’obiettivo di lavorare uniti per raggiungere i successi in campo”. Un divorzio annunciato e doloroso che arriva nel bel mezzo del Mondiale e a due giorni dal debutto dei lusitani contro il Ghana. Del resto l’intervista rilasciata nei giorni scorsi non lasciava altre soluzioni, troppo forti le dichiarazioni di Ronaldo che ha accusato il club di “tradimento”, aggiungendo che Ten Hag non “ha rispetto” per lui e che, di conseguenza, la cosa è reciproca. Ronaldo era tornato allo United il 27 agosto del 2021 dopo il divorzio con la Juventus.
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Lewandowski sbaglia un rigore, Messico-Polonia 0-0
DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – Dopo lo 0-0 tra Danimarca e Tunisia si conclude con il medesimo punteggio la sfida tra Messico e Polonia. Nel complesso meglio gli Aztecas, ma la migliore occasione è per Lewandowski che nella ripresa si fa parare un rigore da Ochoa. Nel Girone C, a sorpresa, dopo la prima giornata è in testa l’Arabia Saudita con 3 punti. Messico e Polonia a 1, Argentina ultima a 0.
Vega, Martin e il napoletano Lozano nel tridente di Gerardo Martino che lascia in panchina la punta del Wolverhampton Jimenez. Ben 6 gli “italiani” mandati in campo dal Ct Michniewicz. Tra i pali Szczesny, in difesa Bereszynski, Glik e Kiwior, mentre gioca largo sulla sinistra il romanista Zalewski. Avanti, vicino alla stella Lewandowski, agisce il secondo partenopeo della serata: Piotr Zielinski. Tanta la qualità della Polonia che però non emerge in un primo tempo in cui fa meglio il Messico. Uno scorribanda di Lozano sulla destra si conclude con un tiro-cross che attraversa pericolosamente tutta l’area di rigore senza trovare però una deviazione vincente da parte degli attaccanti aztecas. Sugli sviluppi di corner un tentativo di Moreno non inquadra lo specchio mentre su traversone di Herrera svetta Vega che incrocia il colpo di testa e manda di poco a lato alla sinistra della porta avversaria. Prima dell’intervallo Sanchez si avventa su un pallone vagante e prova a sorprendere il portiere sul suo palo: attento Szczesny si rifugia in calcio d’angolo.
Si va a riposo con la Polonia mai pericolosa dalle parti di Ochoa. In avanti Lewandowski è troppo isolato e i compagni fanno fatica a fornirgli palloni giocabili. L’occasione giusta per il centravanti del Barcellona si presenta dopo 10′ dall’inizio della ripresa: Zielinski ruba palla e lancia in profondità, Lewandowski duella in area con Moreno e finisce a terra al momento della conclusione. Il capitano polacco protesta invocando un fallo. L’arbitro, l’australiano Beath, inizialmente fa giocare ma poi viene richiamato dal Var e al termine della review al monitor indica il dischetto del rigore. Dagli undici metri naturalmente va Lewandowski che apre l’interno destro ma trova solo i guantoni respingenti di Ochoa: per Lewa questo palcoscenico sembra maledetto, resta ancora fermo a 0 il bottino personale dei gol segnati al Mondiale. L’episodio ha comunque il merito di ravvivare per alcuni minuti la contesa che procede con continui capovolgimenti di fronte. Nel finale è reattivo Szczesny su un colpo di testa in torsione di Martin e il Messico ci prova anche con l’innesto di Jimenez. Dall’altro lato Michniewicz opta per l’attacco a due inserendo Milik, ma la migliore chance e su un corner prolungato da Glik per Krychowiak che però trova in opposizione il corpo di Sanchez. Allo Stadium 974 finisce a porte inviolate.
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Mattarella “Coesione del Paese passa dai Comuni”
BERGAMO (ITALPRESS) – “Occorre ridurre le distanze tra centro e periferie metropolitane e i divari tra chi gode di determinati servizi e chi invece li raggiunge a fatica e solo in parte.
Ridurre le distanze nella possibilità di esercizio dei diritti: perchè oggi, tra realtà urbane e aree interne, tra centri di grande collegamento, comunità montane e realtà insulari, non sempre i diritti e i servizi riescono ad essere assicurati in modo eguale. La coesione del Paese passa anche e, vorrei dire, soprattutto, dai Comuni”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’assemblea dell’Anci a Bergamo.
“Sono compiti di straordinario rilievo che richiedono un impegno condiviso e solidale. Sussidiarietà, infatti, non significa scaricare le difficoltà sull’anello istituzionale più a diretto contatto con i cittadini ma piuttosto sostenerlo. Significa partecipazione. Condivisione e dialogo tra i vari livelli di governo. Così si affrontano e risolvono i problemi e non possiamo permetterci ritardi”, ha aggiunto. “I Comuni, e lo testimonia la nostra tradizione millenaria, sono l’Italia. Sono la Repubblica, come recita l’art.114 della Costituzione. I quasi 9.000 Comuni italiani adempiono, con identica dignità e impegno, alla responsabilità di sostenere le nostre comunità, offrendo servizi di carattere universale. La Costituzione sancisce il principio di uguaglianza per i cittadini e, naturalmente, vale per i Comuni, che devono essere messi tutti in condizione di adempiere ai compiti loro affidati, per poter concorrere a realizzare il principio costituzionale della pari dignità dei cittadini”, ha concluso il capo dello Stato.
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Giorgetti “Manovra coraggiosa e giusta, anche con scelte impopolari”
ROMA (ITALPRESS) – La manovra è stata fatta “in modo coraggioso e giusto, quando si ha il coraggio di prendere scelte impopolari per una giustizia sociale è qualcosa di importante, lo facciamo e lo presentiamo in modo orgoglioso a tutti gli italiani e ai risparmiatori che hanno fiducia nell’Italia”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa sulla legge di bilancio.
“Abbiamo fatto una scelta politica, abbiamo mantenuto quanto detto sul mantenimento di una linea di prudenza e responsabilità – ha aggiunto -. La prudenza talvolta implica coraggio, si aspettavano forse che facessimo un pò di follie e mi dispiace di aver deluso le aspettative”.
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Virus respiratorio sinciziale, una campagna per informare i neogenitori
ROMA (ITALPRESS) – La stagione del virus respiratorio sinciziale (RSV) va di pari passo con la stagione influenzale e si presenta puntuale con l’arrivo dell’autunno. Ecco che in aiuto ai neogenitori arriva Together Against RSV, una campagna di sensibilizzazione e di informazione di Sanofi con al suo fianco ben tre società scientifiche – SIP (Società Italiana di Pediatria), SIN (Società Italiana di Neonatologia) e SItI (Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) – che si propone di fornire informazioni autorevoli ai neogenitori per affrontare in modo corretto il virus respiratorio sinciziale nei più piccoli.
Together Against RSV nasce proprio dalla necessità di accrescere la consapevolezza dei neogenitori su questo virus a circolazione stagionale. Secondo una recente indagine svolta da Doxapharma in collaborazione con Fattore Mamma, infatti, l’RSV è conosciuto solo dalla metà dei genitori (45%), nonostante sia molto alta la sua diffusione tra i bambini: oltre il 90% viene infettato almeno una volta entro i due anni di età.
“Purtroppo, vi è ancora poca informazione su questa infezione comune, per questo è importante che i genitori dei bambini più piccoli sappiano come riconoscere questa malattia e agire tempestivamente – dice Luigi Orfeo, presidente SIN, Società Italiana di Neonatologia -. Alla comparsa dei primi sintomi, è infatti necessario fare subito una visita pediatrica. Ad oggi, non è ancora disponibile una forma di immunizzazione per prevenire la malattia da RSV, sebbene tutti i neonati e bambini alla prima stagione abbiano bisogno di protezione da questo virus. E, poichè non esiste nemmeno una terapia specifica, è importante imparare a riconoscere per tempo i segnali della possibile infezione respiratoria da RSV nel bambino poichè, con le visite pediatriche si può evitare il ricovero in ospedale, che invece è necessario in caso di peggioramento della respirazione”.
La campagna Together Against RSV è piuttosto articolata e si sviluppa su più fronti: online, sui social network, ma anche sul territorio, grazie a una capillare distribuzione di materiali informativi negli ambulatori pediatrici e nei centri vaccinali. Online www.togetheragainstrsv.it raccoglie tutte le informazioni necessarie sull’RSV: cos’è, quali sono i primi segnali di allarme, a quali sintomi prestare attenzione e quali misure adottare per prevenire il virus, oltre a una checklist dei fattori di rischio per meglio interagire con il pediatra. Il sito include anche delle video-pillole della dottoressa Valentina Paolucci (sui social molto seguita come @ladottoressadeibambini) e la testimonianza di alcune mamme che hanno avuto un’esperienza diretta con i propri figli. Per aumentare ulteriormente la conoscenza sul virus, la campagna sarà veicolata anche sui canali social, strumenti sempre più utilizzati dai genitori per cercare informazioni in merito alla salute dei propri figli.
“Lo scorso anno, l’allentamento delle misure anti-Covid ha notevolmente favorito la diffusione del virus respiratorio sinciziale tra tutti i neonati e bambini nel primo anno di vita, tra i quali abbiamo registrato casi purtroppo molto numerosi e seri di bronchioliti – spiega Annamaria Staiano, Presidente SIP, Società Italiana di Pediatria -. Non dobbiamo abbassare la guardia, ma puntare sulla prevenzione. Per questo, è necessario aumentare la consapevolezza sull’RSV tra tutti i genitori, per far sì che tengano presenti le precauzioni standard che possono favorire la protezione di tutti i neonati e bambini dall’RSV: il lavaggio delle mani, l’utilizzo di fazzoletti monouso, l’uso di mascherine se si è raffreddati e si deve accudire un bambino piccolo, e soprattutto il distanziamento se c’è un fratellino più grande con sintomi di infezione respiratoria”.
L’RSV costituisce la causa più comune di bronchiolite – infezione virale che colpisce i bronchi e bronchioli – e polmonite, malattie che possono evolvere in forme gravi richiedendo il ricovero ospedaliero. Tra i bambini colpiti dal virus, più di 1 su 5 ha bisogno di assistenza medica ambulatoriale mentre più di 2 su 100 necessitano di ospedalizzazione, determinando così un importante peso sia sulle strutture sanitarie sia sulle famiglie.
“L’RSV è un agente patogeno che colpisce praticamente tutti i bambini entro i primi due anni di vita e che, se trascurato, può impattare in modo pesante sulla loro salute – evidenzia Giovanni Gabutti, Coordinatore Gruppo di Lavoro Vaccini e Politiche Vaccinali SItI, Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica -. La ricerca sta facendo importanti passi avanti ma ad oggi è fondamentale fare informazione e diffondere consapevolezza nei neogenitori. Coinvolgere i centri vaccinali e le strutture di sanità pubblica dove i neogenitori si recano per le prime vaccinazioni, necessarie ai loro piccoli, soprattutto nei primi mesi di vita è un tassello importante”. “Dobbiamo lavorare tutti insieme – operatori sanitari sul territorio e nelle strutture sanitarie, aziende private e la collettività in senso più ampio – per una comunicazione efficace che permetta di proteggere tutti i neonati e bambini dall’RSV”, aggiunge.
“Abbiamo intercettato una forte esigenza di informazione dei neogenitori su questo virus così insidioso, tuttavia ancora così poco conosciuto e sottostimato – dice Mario Merlo, General Manager Divisione Vaccini di Sanofi in Italia -. Siamo felici di poter supportare anche attraverso questa nuova campagna di sensibilizzazione un nuovo fronte di comunicazione e consapevolezza in più che può contare su collaborazioni e contributi importanti sul fronte scientifico e di salute pubblica. Sono queste che guidano e validano l’autorevolezza di un’informazione basata sull’evidenza scientifica che per noi è da sempre un elemento fondamentale”.
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La Tunisia ferma sullo 0-0 la Danimarca di Eriksen
DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – Una deludente Danimarca è stata fermata, sullo 0-0, dalla Tunisia. Ci si aspettava di più dalla formazione di Hjulmand che, alla vigilia, aveva parlato di ambizioni importanti per la sua squadra. Invece, è bastata una Tunisia concentrata e determinata su ogni pallone per bloccare i danesi, sorpresi dal fervore con cui le “Aquile di Cartagine” hanno chiuso ogni varco e cercato di ripartire.
In avvio un destro di Drager, deviato, finisce in angolo. Schmeichel lo battezza fuori troppo presto mentre la sfera sibila ad un metro dal palo. I danesi prendono il comando delle operazioni, la Tunisia è pericolosa in contropiede come dimostra una volata di Jebali che parte con un metro di vantaggio sulla linea di centrocampo e, perciò, il suo gol è annullato per fuorigioco. Al 33′ Hojbjerg ci prova ma il suo tiro è centrale. La Danimarca cerca le fasce e comincia a lavorare gli avversari sugli esterni, ma Laidouni prima spara fuori dopo un angolo (38′), quindi è sempre Jebali che (42′) si presenta a tu per tu con Schmeichel che salva in uscita.
Nella ripresa Tunisia coraggiosa, Laidouni vola in contropiede, 50 metri con la palla al piede, poi la difesa danese, in ripiegamento, salva. Un gol annullato per fuorigioco a Skov Olsen (10′) poi Dahmen respinge il colpo di testa di Dolberg (12′). La Danimarca mantiene ritmi bassi e, con tre sostituzioni, cambia modulo subito dopo l’ora di gioco. Eriksen si mette in proprio (25′), Dahmen vola a deviare in angolo. Sul corner il colpo di testa di Christensen viene solo toccato da Cornelius che, da zero metri, prende solo il palo. Sull’altro fronte un mani di Andersen in area viene giudicato involontario. Nel convulso finale (47′) Lindstrom impegna il portiere tunisino ma il risultato non cambia.
– foto LivePhotoSport –
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Manovra, Conte “No a massacro sociale, troveranno un muro”
ROMA (ITALPRESS) – “Ci avevano raccontato di essere ‘prontì, eppure la legge di bilancio si conferma una manovra davvero misera che, incapace di rispondere al disagio del Paese, apre una guerra agli ultimi. Nella conferenza stampa di oggi il Presidente Meloni ha parlato di una manovra coraggiosa, nel segno della crescita e della giustizia sociale: parole impudenti che suonano come una presa in giro degli italiani. La realtà è che dopo la “prudenza draghiana” oggi conosciamo “l’austerity meloniana””. Lo scrive su facebook Giuseppe Conte, leader M5s che aggiunge: “A detta dello stesso Governo 21 miliardi sui 35 previsti serviranno solo a coprire i primi mesi del caroprezzi. Nessuna forma di investimento è stata prevista il che spiega una crescita che nelle più rosee previsioni non supererà, a detta del Governo stesso, il + 0,6% di Pil”. “Famiglie e imprese – prosegue – sono costrette ancora a tirare la cinghia. Roboanti annunci su decontribuzioni sulle assunzioni già portati avanti dai miei Governi, un taglio del cuneo fiscale che di fatto si rivela irrisorio e riguarda solo una ristretta platea di lavoratori: una pistola ad acqua rispetto ai provvedimenti del Conte II che avevano portato oltre 100 euro in busta paga, in un periodo in cui peraltro non c’erano il caroprezzi e l’inflazione gravissima di oggi. Anzi, a questa grave emergenza si risponde tagliando gli aiuti contro il carobenzina con conseguenti aggravi per tutte le famiglie. In compenso festeggiano, però, evasori e corrotti.
Questo Governo ha voluto mostrare i muscoli solo contro una fascia ristretta di popolazione: spaccia vigliaccheria per coraggio, confonde la prudenza con l’ignavia.
Vuole togliere al Paese l’unico sostegno che non ha mandato per strada milioni di persone in estrema difficoltà e lavoratori che pagano lo scotto di stipendi da fame che non consentono nemmeno di fare la spesa.
Se vogliono mandare fuori strada gli ultimi, troveranno un muro. Non possiamo permettere un massacro sociale”.
-foto agenziafotogramma.it-
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