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A Ecomondo premiate le comunità forestali sostenibili

RIMINI (ITALPRESS) – Dai tavoli-panca realizzati con il legno schiantato di Vaia per creare nuovi spazi di accoglienza in Valle Camonica alla riqualificazione energetica di un’antica struttura in Val Varaita dello chef stellato Juri Chiotti, passando per il podcast che fa conoscere le foreste e per le filiere chiuse e certificate, esempio di economia circolare. Sono i progetti vincitori dei premi “Comunità Forestali Sostenibili” assegnati da Pefc Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l’ente promotore della corretta e sostenibile gestione del patrimonio forestale, e Legambiente, nell’ambito di Ecomondo, a Rimini.
Il premio, giunto alla quarta edizione, intende valorizzare progetti e percorsi che perseguono il miglioramento della qualità delle foreste e del territorio montano, e dei servizi ecosistemici che forniscono al territorio e all’uomo.
Con il riconoscimento, ha detto a margine dell’evento il segretario generale di Pefc Italia Antonio Brunori, “cerchiamo di dare un riconoscimento a quelle realtà che si sono fatte riconoscere nella loro capacità di rigenerare le risorse e di dare una sostenibilità al sistema socio economico e ambientale. I premiati sono di quattro categorie: gestione forestale, filiera, prodotto e comunicazione. Sono tutte quattro tra loro integrate”.
“Gli ecosistemi forestali – ha spiegato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – oltre ad essere un patrimonio per la salvaguardia della biodiversità e dei territori, sono strategici alleati contro la crisi climatica, per il raggiungimento della neutralità climatica al 2050”.
Ad aggiudicarsi il premio Gestione Forestale Sostenibile è la Comunità montana di Valle Camonica, costituita da sei consorzi forestali certificati Pefc. Il premio Filiera Forestale è stato assegnato a Braga SpA, dal 1974 leader nella produzione di prodotti in legno, tra cui porte interne, semilavorati, casseri e pellet. Il premio per il Prodotto è stato assegnato a Cobola Falegnameria che ha presentato il progetto di riqualificazione energetica di un’antica struttura situata in Val Varaita (Cuneo) appartenuta ai nonni dello Chef Stellato Juri Chiotti. Ad aggiudicarsi il premio dedicato alla Comunicazione è Compagnia delle Foreste, società specializzata in comunicazione e innovazione nel settore forestale, con il podcast “Ecotoni”, lanciato nel marzo 2021 e arrivato oggi a oltre 20 puntate e oltre 20.000 download.

– foto Italpress –

(ITALPRESS).

Previndai, 30 anni di previdenza complementare con uno sguardo al futuro

ROMA (ITALPRESS) – Un dialogo sul domani della previdenza, del lavoro e dell’Italia che verrà. Sono stati i temi al centro di “30+ una finestra sul futuro”, l’evento organizzato a Roma da Previndai, il fondo pensione dei dirigenti industriali, in occasione dei 30 anni della previdenza complementare.
“Questo appuntamento ci serve non solo a celebrare il passato di cui siamo tanto orgogliosi, vogliamo celebrare il futuro che ci aspetta, un futuro ricco di complessità crescenti – ha detto il presidente di Previndai, Francesco Di Ciommo -. Viviamo in un mondo più complesso per molte ragioni, sono cambiati i rapporti sociali, internazionali, questo incide molto sulla previdenza. Gestire la previdenza complementare è complesso, è come gestire una banca, abbiamo le stesse funzioni di controllo, gli stessi rischi, le stesse procedure e per fare questo serve professionalità e senso di responsabilità, con questa consapevolezza guardiamo al futuro della previdenza italiana”.
Per Di Ciommo bisogna “guardare alla previdenza guardando anche all’economia del Paese perchè non si può pensare al buon funzionamento di un fondo pensione senza guardarsi attorno, se anche il fondo andasse benissimo ma il mondo crollasse nessun fondo resisterebbe. Abbiamo anche la responsabilità di partecipare al dibattito pubblico, di osservarlo e provare a dare il nostro piccolo contributo”.
“Noi – ha spiegato – siamo dei grandi investitori e oggi guardiamo all’andamento delle borse mondiali con una certa preoccupazione, nel 2022 non si registra un andamento negativo solo dei mercati azionari ma anche di quelli obbligazionari e, per chi come noi deve investire, questo rappresenta un problema. Guardiamo con preoccupazione anche all’economia italiana, il Pil zoppica, l’occupazione è al di sotto della media europea, i dati dell’istruzione sono al di sotto della media Ue, c’è il problema della natalità che diventa un problema anche per chi si occupa di previdenza e pensioni”, ha aggiunto.
Presenti all’evento, tra gli altri, il vicepresidente di Confindustria, Alberto Marenghi; il presidente di Federmanager, Stefano Cuzzilla; il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico; la presidente di Ania, Maria Bianca Farina; l’ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero; l’ad di Webuild, Pietro Salini.
“La previdenza si sostiene con il lavoro, questo è il problema principale al quale si aggiungono guerra, inflazione e denatalità – ha detto Tridico -. Il calo demografico è un problema nella transizione perchè oggi vediamo una uscita molto forte di lavoratori ma che non sono adeguatamente sostituiti dalle nuove nascite. Se non siamo capaci di creare nuove nascite e dare loro occasioni di lavoro saremo sempre in una situazione di insostenibilità”.
Secondo il presidente dell’Inps l’unica cosa da fare per i giovani è dar loro “un salario”, “dobbiamo fare in modo che i nostri giovani siano occupati e che abbiano occasioni di lavoro. Abbiamo una disoccupazione molto forte e un alto tasso di giovani laureati che vanno all’estero, questo non è solo un problema di incrocio tra domanda e offerta di lavoro, c’è anche un problema di capacità produttiva”.
Non solo previdenza e lavoro, tra i temi trattati anche la crisi energetica e il Pnrr.
“Ci troviamo in una tempesta perfetta: crisi energetica, crisi pandemica, crisi internazionale e a questo si sta aggiungendo la crisi delle materie prime. Oggi siamo già al quarto decreto aiuti, questo significa che non c’è stata nel Paese una programmazione energetica – ha spiegato il presidente di Federmanager Cuzzilla -. Noi abbiamo circa 6 milioni di persone tendenti alla povertà, nello stesso tempo abbiamo 3 milioni di giovani neet, è quindi un momento delicato e noi saremo a disposizione de governo”. Parlando di Pnrr, Cuzzilla ha sottolineato come questo sia il momento “delle competenze e con il Pnrr si vedrà se il Paese ce la farà o resterà indietro. Questa è l’opportunità per fare un salto di qualità sul digitale, sulla telemedicina, ma anche sulla transizione energetica perchè da qui si possono sviluppare nuovi lavori e nuove competenze. I manager possono giocare un ruolo importante nel Pnrr, soprattutto nella missione 1 e 2, e sulle competenze stiamo già lavorando. Anche per il vicepresidente di Confindustria, Marenghi, “l’emergenza è dare capacità di spesa alle famiglie che oggi si trovano ad avere un reddito compresso dall’aumento dei costi energetici. La priorità è incidere sul cuneo e su determinate fasce di reddito”.
“Tutti dobbiamo dare il nostro contributo, l’Ue ci ha dato parecchi finanziamenti ma è importante che al loro fianco ci siano anche delle risorse private. Come investitori istituzionali dobbiamo indirizzare i risparmi che ci vengono affidati verso l’economia reale”, ha evidenziato Maria Bianca Farina, presidente Ania e di Poste Italiane, sottolineando come c’è “il dovere di creare il futuro adeguato ai nostri giovani che significa assicurare un futuro al nostro Paese”.
Per l’ad di Webuild Salini, per creare il futuro “dobbiamo investire adesso, i cantieri che iniziamo oggi sono il mondo del futuro e lì si comincia a capire a cosa servono le infrastrutture, che non servono solo a dare lavoro ma soprattutto a cambiare la vita delle persone. Dobbiamo tirare fuori la capacità di realizzare” i progetti, e “il Pnrr è fondamentale, sono 210 miliardi e dobbiamo essere capaci di spenderli”.
Per l’ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, “è importante ricominciare dai mestieri, perchè per il settore del manifatturiero la mancanza dei mestieri è un problema. Aziende come Fincantieri si sono salvate dalla delocalizzazione perchè sono state abituate ad avere competenze distintive, Fincantieri è una specie di laboratorio del Paese per capire come fare manifattura in Italia e come fare a rilanciarla”, ha concluso.

– foto Italpress –
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Acea, l’intelligenza artificiale al servizio della mobilità elettrica

RIMINI (ITALPRESS) – Rilevare in tempo reale, attraverso la video-elaborazione di immagini la corretta occupazione dei parcheggi per la ricarica elettrica dei veicoli. E’ quanto riesce a fare il sistema tecnologico Ipads ideato da Acea Innovation, società del Gruppo ACEA che opera nel settore della mobilità e dell’energy & waste transition. In occasione di Ecomondo, alla Fiera di Rimini, è stato presentato il sistema che consente una gestione più efficiente degli stalli di sosta dedicati alla ricarica di veicoli elettrici.
“A Ecomondo abbiamo presentato per la prima volta il progetto Ipads – ha detto a margine dell’evento Federico Testa, responsabile business operation & sales Acea Innovations -. E’ un progetto sviluppato in casa Acea Innovation che permette, tramite una telecamera dotata di intelligenza artificiale collegata al nostro sistema tecnologico di gestione delle colonnine di ricarica, di gestire in maniera ottimizzata il flusso dei veicoli che transitano verso la colonnina”.
La tecnologia è supportata da un’innovativa soluzione che sfrutta reti neurali ad alta capacità di trasmissione dati. Grazie ad essa, Ipads consentirà l’implementazione di ulteriori servizi specifici, eventualmente richiesti da Comuni o altri Enti, come ad esempio servizi legati alla sicurezza e alla Smart City.
“Questa telecamera – ha aggiunto Testa -, oltre ad analizzare i veicoli in sosta, sarà in grado in futuro anche di analizzare in termini di sicurezza il traffico di persone che circolano nei pressi della colonnina”.
Ipads è stata ideato da Acea Innovation con un approccio modulare e scalabile, che consente dunque l’immissione sul mercato e l’acquisizione dei suoi servizi anche da parte di altri operatori europei di infrastrutture di ricarica interessati. “Una prima applicazione in via di sperimentazione – ha anticipato il manager – verrà effettuata nei prossimi mesi in accordo con il Comune di Castiglione della Pescaia”.

– foto Italpress –

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Biowaste, un potenziale da 2,5 miliardi di euro di indotto

ROMA (ITALPRESS) – Promuovere e strutturare su tutto il territorio italiano il sistema di raccolta e riciclo del rifiuto organico e allineare i principi del PNGR (Programma Nazionale di Gestione dei Rifiuti) con le azioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Sono queste le richieste che il CIC – Consorzio Italiano Compostatori ha rivolto al nuovo Governo nel corso della XXIV Conferenza Nazionale sul Compostaggio e Digestione Anaerobica che si è svolta nell’ambito della 25esima edizione di Ecomondo, la Fiera Internazionale sulla Green e Circular Economy.
Il CIC, che quest’anno celebra i suoi 30 anni di attività con il motto “Dalla terra alla Terra”, durante la sessione plenaria – realizzata in collaborazione con il Comitato Tecnico Scientifico di Ecomondo, ISPRA ed ECN – ha fatto il punto su raccolta e riciclo del rifiuto organico in Europa e in Italia e rilanciato alcuni temi, considerando il momento chiave del sistema del riciclo organico in Italia e la sua importanza: la filiera del biowaste è in grado di produrre dal rifiuto organico fertilizzante rinnovabile come il compost e combustibile sostenibile come il biometano.
In particolare, la neo presidente del CIC Lella Miccolis, in occasione della costituzione del nuovo Governo, ha ribadito le richieste che il Consorzio rivolge alle istituzioni affinchè quella del biowaste resti una filiera fondamentale per l’economia circolare dell’Italia.
1) Sostenere il recupero di materia da ogni rifiuto organico compostabile, promuovendo la centralità dei fertilizzanti organici e del carbonio nel suolo. Dalla trasformazione dei rifiuti a matrice organica, nel 2020 sono state ricavate circa 2,2 milioni di tonnellate di compost, fertilizzante naturale che può tornare alla terra e rivitalizzare il suolo. Considerando che il suolo è una risorsa non rinnovabile, è quanto mai urgente prevedere interventi normativi che supportino enti, imprenditori e associazioni per mettere in campo pratiche rigenerative atte ad arrestarne degrado e perdita di fertilità, riportando la materia organica nel suolo, per renderlo più resiliente e fertile e per contribuire alla decarbonizzazione dell’atmosfera attraverso l’assorbimento di carbonio.
2) Dare maggiore impulso alla quantità di rifiuti organici raccolti separatamente: in alcune aree geografiche non si è ancora dato seguito all’obbligo del 1 gennaio 2022. Con una raccolta differenziata a regime in tutta Italia e considerando l’andamento complessivo della popolazione residente, secondo le stime del CIC il Paese nel 2025 potrebbe arrivare a produrre più di 9 milioni di tonnellate all’anno di frazione organica, portando il settore del biowaste a 13.000 addetti generando circa 2,5 miliardi di euro di indotto.
3) Il CIC chiede inoltre supporto nel monitoraggio della qualità dei rifiuti organici raccolti e conferiti agli impianti di trattamento: solo in questo modo sarà possibile migliorare la qualità del compost prodotto a partire dai rifiuti organici, nonchè ridurre significativamente la produzione di scarti che gli impianti sono obbligati ad avviare a smaltimento presso siti di terzi. Questo implica anche investire in termini di sensibilizzazione e informazione, per rendere i consumatori più consapevoli e attenti alla raccolta differenziata.
4) Relativamente al soddisfacimento del fabbisogno impiantistico e al miglioramento della capacità di gestione efficiente e sostenibile dei rifiuti organici, secondo il CIC è fondamentale allineare i principi del PNGR, che intende fornire uno strumento di indirizzo per le Regioni e le Province autonome nella pianificazione e gestione dei rifiuti, con le azioni previste dal PNRR per il finanziamento di progetti relativi all’impiantistica e quelle già in corso dell’Arera, con l’applicazione della regolazione degli impianti di trattamento.
“E’ necessario allineare gli interventi di PNGR, PNRR e Arera per evitare che, in assenza di un coordinamento coerente, si generi overcapacity impiantistica nonchè sovrapposizione territoriale”, sottolinea la presidente del CIC, Lella Miccolis.
Intanto un passo importante è rappresentato dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo Decreto biometano, per la realizzazione di nuovi impianti e la riconversione degli impianti di biogas agricolo. Dal 2017, anno in cui il primo impianto associato al CIC ha immesso i primi metri cubi di biometano in rete, la situazione si è rapidamente evoluta: dalla trasformazione dei rifiuti a matrice organica, nel 2020 sono state ricavati 370 milioni di metri cubi di biogas.

– foto Italpress –

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Ue, Mattarella “Affrontare insieme sfide per l’equilibrio mondiale”

ROMA (ITALPRESS) – “Valori e sfide comuni richiedono un impegno comune, nessun paese da solo può affrontarle, solo l’Unione può farlo, contribuendo così come un grande soggetto politico sovranazionale all’equilibrio mondiale, secondo i valori che ci ispirano di pace e di collaborazione, di benessere e del multilateralismo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso dell’incontro a L’Aja con il Primo ministro olandese Mark Rutte.
-foto ufficio stampa Quirinale –
(ITALPRESS).

Sicurezza alimentare e transizione ecologica, un binomio possibile

ROMA (ITALPRESS) – Sicurezza alimentare e transizione ecologica sono un binomio possibile grazie al ruolo delle tecnologie, che hanno fatto ingresso nel settore primario e della trasformazione con una visione innovativa e sostenibile. E’ quanto è emerso nella tavola rotonda a Ecomondo “Farm to Fork 2.0: filiere agroalimentari rigenerative, food security, competitività economica” con i presidenti di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti; di Federalimentare, Ivano Vacondio, di Federchimica Assofertilizzanti, Giovanni Toffoli; di Federchimica Agrofarma, Riccardo Vanelli, e la vicepresidente di Federchimica Assobiotec, Elena Sgaravatti.
L’Italia, rispetto agli obiettivi della Farm to Fork, ha fatto molto, tuttavia – come è emerso nella relazione di Denis Pantini di Nomisma, che ha introdotto i temi della tavola rotonda – le recenti proposte normative, quali il regolamento sull’uso sostenibile dei fitofarmaci e la direttiva emissioni, potrebbero penalizzare pesantemente il nostro sistema agroalimentare e di conseguenza mettere a rischio la nostra “food security”.
“Nel dibattito relativo alla transizione ecologica – ha detto Massimiliano Giansanti – il settore primario è spesso sul banco degli accusati, tuttavia gli agricoltori stanno pagando duramente gli effetti della crisi climatica. L’interesse a intraprendere il percorso della sostenibilità è, quindi, vivo e reale, guidato dalla necessità di coniugare la salvaguardia dell’ambiente e della competitività aziendale. Purtroppo, nel dibattito in corso si tende ancora a contrapporre la sostenibilità ambientale con quella economica. La sicurezza alimentare, per il momento, è garantita ma non è scontata per sempre, ha bisogno di attenzione, di cure e di rinnovate strategie che la preservino. La strada prefigurata dalla commissione, fatta di divieti, tagli e burocrazia, mette a rischio il potenziale produttivo delle aziende e la sicurezza dei rifornimenti”.
“In merito al Farm to fork – ha affermato Ivano Vacondio – da subito ci siamo ripromessi di lottare per affermare il principio per il quale la sostenibilità va sempre vista in tutte le sue componenti (sociale, ambientale ed economica) ed evitare che si trasformi esclusivamente in uno strumento di politica commerciale tendente a compromettere interi settori e mettendo fuori mercato molti prodotti del Made in Italy alimentare, che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro Paese. Fortunatamente qualche segnale positivo lo stiamo registrando. E’ il caso dell’etichettatura fronte pacco (FOP) – una proposta fortunatamente ancora in gioco. La Commissione sembra essersi resa conto della complessità del tema e delle ricadute di una eventuale scelta inadeguata sulla stabilità del mercato unico”.
“La sfida della sostenibilità – ha detto Elena Sgaravatti – corre parallela a quella della produttività e il sistema agroalimentare italiano deve affrontarle entrambe. Come conciliarle? Certamente una gestione oculata di tutte le risorse e le prospettive della digitalizzazione vanno in questo senso. Ma le scienze della vita, le biotecnologie avanzate, continueranno ad avere un ruolo determinante. La possibilità di intervenire con i metodi precisi del genome editing, per noi Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), capaci di valorizzare la straordinaria biodiversità del patrimonio varietale italiano, apre strade che dobbiamo percorrere con determinazione. Produrre cibo abbondante e sicuro per tutti e difendere la competitività del “made in Italy” su tutti i mercati è quello che dobbiamo porci come obiettivo, disponendo di nuove varietà resistenti alle avversità e adeguate alle nuove condizioni climatiche. Questo può avvenire solo se disporremo di un quadro normativo adeguato e di investimenti sull’innovazione orientati a sostenere le eccellenze della nostra ricerca, che consentano di trasferire rapidamente al campo coltivato i successi ottenuti in laboratorio”.
“La nostra industria – ha affermato Riccardo Vanelli – condivide l’obiettivo di un sistema agroalimentare più sostenibile e ha assunto degli impegni volontari nelle aree dell’innovazione, della formazione e dell’economia circolare che vanno proprio in questa direzione. Ma abbiamo bisogno di un contesto normativo che valorizzi l’introduzione di nuove soluzioni e che, al contempo, tuteli la competitività del Made in Italy, e non di limiti quantitativi fissati senza un’adeguata valutazione d’impatto complessiva”.
“Grazie anche al nuovo Regolamento fertilizzanti – ha commentato Giovanni Toffoli – le imprese del settore stanno portando avanti attività di ricerca per prodotti sempre più sostenibili ed efficaci. Non possiamo, però, non considerare le criticità che stiamo vivendo in questo periodo storico, tra crisi energetica e conflitto in Ucraina. Per questo motivo – ha concluso – auspichiamo un sostegno concreto da parte delle istituzioni per garantire la capacità produttiva europea, ribadendo l’importanza della fertilizzazione per la sicurezza alimentare”.

– foto ufficio stampa Confagricoltura –

(ITALPRESS).

Assindatcolf, costo per badanti può arrivare a 30mila euro l’anno

ROMA (ITALPRESS) – In Italia una persona non autosufficiente che vuole essere assistita in casa da una badante può arrivare a spendere 2.641,61 euro al mese, che diventano 29.783,14 euro all’anno: il costo comprende la regolare assunzione di una lavoratrice a tempo pieno in regime di convivenza ma anche quello di una sostituta, necessaria per coprire i giorni e le ore di riposo previsti obbligatoriamente dal CCNL. Sono questi i risultati di uno studio elaborato da Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, presentato in occasione dell’evento “Nuove prospettive per la non autosufficienza: tra raccomandazioni dell’EU Care Strategy e la riforma del Disegno di Legge Delega italiano”, organizzato a Roma, presso la sala Einaudi di Confedilizia.
Nel dettaglio, il costo di una badante convivente assunta a tempo pieno (54 ore settimanali) inquadrata a livello Cs (per persona non autosufficiente) ammonta mensilmente a 1.516,98 euro (17.117,46 l’anno). In questa cifra non rientra solo la retribuzione della lavoratrice ma anche il rateo della tredicesima, del Tfr e delle ferie e i contributi trimestrali Inps e Cassacolf. Ancora più alto il costo per l’assunzione di una lavoratrice non convivente che copra un lungo orario: per averne una 8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana (40 ore settimanali) si spendono al mese 1.695,71 euro (19.112,65 l’anno).
Se, tuttavia, come avviene in molti casi, l’esigenza è quella di avere un’assistenza continua (7 giorni su 7), oltre alla lavoratrice convivente dovrà essere assunta una badante in sostituzione: le formule più richieste sono quelle per ore 15 settimanali (necessarie a coprire la mezza giornata di riposo e la domenica cui ha diritto la lavoratrice titolare), o per 25 ore settimanali (che oltre alla mezza giornata e alla domenica coprano anche le due ore giornaliere di riposo). Nel primo caso il costo netto mensile della sostituta è pari a 704,03 euro (7.950,41 l’anno); nel secondo si arriva a 1.124,63 euro mensili (12.665,68 annui). Sommando, quindi, i costi della badante titolare a tempo pieno e quelli della sostituta, nella migliore delle ipotesi la famiglia può arrivare a spendere mensilmente 2.221,01 euro, che all’anno diventano 25.067,87 euro (sostituto per 15 ore) o, nella peggiore (sostituto 25 ore) di ben 2.641,61 euro al mese, che diventano 29.783,14 euro all’anno.
“La cosa incredibile – dice Andrea Zini, presidente di Assindatcolf – è che le famiglie sostengono questi costi in modo totalmente autonomo, senza un reale intervento da parte dello Stato. Infatti, l’attuale sistema fiscale consente ai datori di lavoro domestico di portare in deduzione solo una quota dei contributi versati all’Inps (per un massimo di 1.549,37 euro l’anno) e di detrarre una minima parte di quello che si spende per lo stipendio della badante, ma solo in presenza di redditi sotto i 40mila euro: nello specifico il 19% di 2.100 euro, ovvero 399 euro l’anno e questo a fronte di costi che, come abbiamo visto, non è raro che annualmente possano arrivare anche alla soglia dei 30mila euro”.
“Ecco perchè – prosegue – un eventuale ritocco al ribasso delle tax expenditures sarebbe assolutamente in contrasto con le reali esigenze delle famiglie che, al contrario, chiedono la totale deduzione del costo domestico, un’arma formidabile anche per la lotta al lavoro nero. D’altro canto confidiamo nel cammino istituzionale del Disegno di Legge Delega che, nel testo recentemente approvato, prevede una Prestazione Universale per la Non Autosufficienza. Un’indennità alternativa a quella di accompagnamento, con un ammontare graduato in base al fabbisogno assistenziale dell’anziano, senza vincoli d’uso, quindi utilizzabile anche per i servizi alla persona e maggiorabile nel caso di una fruizione tracciata: un modo questo per disincentivare l’utilizzo dei sostegni statali per pagare il ‘nerò”.
“L’appello che rivolgiamo al Governo – conclude il presidente di Assindatcolf – è quello di valorizzare sempre più, all’interno del processo di riforma, il ruolo delle famiglie e la professionalità delle assistenti familiari, le ‘badantì, figure ormai fondamentali nell’organizzazione della domiciliarità e quindi nel sistema di welfare di questo Paese”.

– foto xc3/Italpress –
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Pulze, un tour digitale per l’ingresso nel mercato del tabacco scaldato

ROMA (ITALPRESS) – Imperial Tobacco Italia, filiale italiana della multinazionale britannica Imperial Brands, ha scelto un format d’eccezione per presentare al mondo delle tabaccherie il nuovo dispositivo Pulze, che scalda il tabacco senza bruciarlo, e gli appositi stick iD. Dopo il lancio con il Not Your Usual Fashion Show milanese firmato Giorgio Mallone e la partecipazione alla diciassettesima edizione della Festa del Cinema di Roma, ancora una volta Pulze si racconta in maniera inedita e non convenzionale con Not Your Usual Night: il tour digitale in 11 tappe dedicato ai propri partner commerciali sul territorio italiano.
Roma, Milano, Firenze, Napoli, Bologna, Catania, Bari, Pescara, Torino e Padova sono le città che hanno partecipato attivamente a Not Your Usual Night, il tour di lancio trade di Pulze che ha utilizzato le più recenti novità tecnologiche per entrare nel segmento di mercato. Il progetto, realizzato in sinergia con l’agenzia di comunicazione Mai Tai, conferma il ruolo chiave dell’Italia come mercato tra i più importanti in Europa per la proposta Heated Tobacco di Imperial Brands.
“L’ingresso nel mercato dell’heated tobacco, con Pulze e iD, rappresenta per noi una grande e importante sfida che, per avere successo, necessita di essere compresa e condivisa dai nostri partner storici: le tabaccherie – afferma Armando Frassinetti, Market Manager Italy di Imperial Brands -. Per questo viaggio nel futuro che abbiamo intrapreso, abbiamo scelto di presentare i nostri nuovi prodotti in modo inusuale, coinvolgendo circa 1.500 tabaccai e portandoli a vivere un’esperienza da ricordare e da vivere non solo nella propria realtà cittadina, ma anche nel mondo virtuale del metaverso. Un’esperienza nuova e innovativa, che ha coinvolto tutti, a 360 gradi”.
I partner commerciali di Imperial, partecipando alle Not Your Usual Night, hanno potuto conoscere e approfondire tutti gli aspetti e le caratteristiche del prodotto attraverso un’esperienza di Escape Room digitale a tema Pulze e iD sviluppata nel metaverse – giocata attraverso l’utilizzo di visori 3D – e interagire con EVA, il primo photobooth robot disponibile in Italia. Per ciascuna tappa, ha completato l’atmosfera un banco bar d’eccezione che, attraverso schermi interattivi, ha permesso agli invitati di giocare con i colori ed il logo del brand, e una proposta di beverage glitterata e fluo per un tocco di avvenirismo.
La tecnologia di Pulze offre un dispositivo che scalda il tabacco senza bruciarlo, dall’avvio rapido, con performance prolungata (fino a 20 utilizzi consecutivi a fronte di una sola ricarica) e all-in-one (non necessita di una custodia separata per la ricarica). Grazie alla modalità di riscaldamento Inside-Out, lo stick viene scaldato dall’interno attraverso un elemento in ceramica che garantisce un veloce tempo di avvio e che permette di avere un dispositivo insolitamente maneggevole. Inoltre, per rispondere a tutte le esigenze, è possibile scegliere tra due modalità di riscaldamento: Standard ed Eco.
(ITALPRESS).

– foto ufficio stampa Ogilvy –
(ITALPRESS).

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