ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia sostiene con forza l’integrità territoriale, la sovranità, la libertà dell’Ucraina”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso di una conferenza stampa congiunta con il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che ha incontrato oggi a Palazzo Chigi. “Il nostro impegno fermo a sostegno della causa ucraina – ha proseguito Meloni – è, dal nostro punto di vista, la risposta migliore che gli alleati della Nato possano dare in termini di determinazione a rimanere uniti, e a difendere la sicurezza euro-atlantica. Credo che l’Italia abbia ampiamente dimostrato la sua volontà di avere una posizione molto chiara da questo punto di vista”. “Noi siamo una nazione serie e leale – prosegue – lo abbiamo dimostrato finora e continueremo a dimostrarlo”. Da parte sua Stoltenberg ha sottolineato che “è importante lavorare insieme per garantire la nostra sicurezza, specialmente in questo momento. La sicurezza europea è messa a rischio a causa della campagna brutale di aggressione di Putin contro l’Ucraina. Abbiamo preso atto dell’annuncio russo del ritiro da Kherson, dobbiamo vedere come evolve la situazione sul terreno nei prossimi giorni. Quello che è chiaro, è che la Russia è sotto una forte pressione”.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).
Nato, Meloni vede Stoltenberg “Italia nazione seria e leale”
Tumori, Salutequità “Recuperare il terreno perso su prevenzione e cure”
ROMA (ITALPRESS) – A causa del Covid-19 sono 10 le Regioni che nel 2021 hanno visto peggiorare rispetto al 2019 la loro capacità di eseguire entro il termine di 30 giorni gli interventi chirurgici di classe A per tumori maligni: Liguria, Puglia, Marche, Molise, Veneto, Calabria, Umbria, Piemonte, Emilia-Romagna, P.A. Trento.
Secondo un’indagine Iqvia, nel 2021 le nuove diagnosi sono diminuite dell’8% rispetto al 2019; anche l’accesso ai nuovi trattamenti si è contratto (-9%) così come i ricoveri per la somministrazione delle terapie (-13%).
Importante contrazione anche per gli screening oncologici organizzati. Nel periodo gennaio 2020-maggio 2021 la riduzione di donne esaminate per cancro della cervice uterina è stato pari al -35,60% rispetto al 2019, -28,5% di donne esaminate per screening mammografico e -34,30% di soggetti esaminati per screening colorettale. E’ quanto emerge dal 9° Report di Salutequità “Equità di accesso in oncologia” nell’ambito dell’Osservatorio permanente sullo stato dell’assistenza ai pazienti non-covid e presentato nel corso del seminario realizzato con il contributo non condizionato di Merck Serono SPA.
“Per garantire qualità, sicurezza ed equità di accesso alle cure oncologiche con l’Intesa Stato-Regioni del 30-10-2014 è stata prevista l’istituzione delle Reti Oncologiche Regionali (ROR), ma nel 2020 sono ancora 4 le Regioni che non le hanno formalizzate con un proprio atto regionale: P.A. Trento, Abruzzo, Molise e Basilicata – spiega Salutequità -. Solo Piemonte, Toscana e Veneto nel 2020 hanno formalizzato un piano economico-finanziario che assicuri la sostenibilità della continuità operativa delle Reti oncologiche, così come solo Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna e Calabria dichiarano di redigere annualmente un report sui risultati del monitoraggio dei Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) sviluppati dalle reti e degli audit effettuati”.
“E’ necessario recuperare velocemente il terreno perso su prevenzione e cure oncologiche a causa del Covid-19 e abbattere quanto più possibile i tempi di accesso alle prestazioni. Per questo è fondamentale che nella prossima Legge di Bilancio siano rifinanziate le misure per il recupero delle liste di attesa. Si approvi velocemente il “Decreto tariffe sui nuovi Lea” al fine di ridurre le disuguaglianze e permettere un nuovo aggiornamento dei LEA, includendo ad esempio i Next Generation Sequencing (NGS) e le terapie di supporto nutrizionale per i pazienti oncologici – dichiara Tonino Aceti, Presidente di Salutequità -. L’accesso ai farmaci deve essere più tempestivo continuando a ridurre i tempi di approvazione dell’AIFA, quelli di trasmissione in Gazzetta Ufficiale ed eliminando i Prontuari Terapeutici Ospedalieri Regionali (PTOR) vincolanti. Infine, c’è bisogno che l’Italia si doti velocemente di una solida strategia sul cancro attraverso l’approvazione del Piano Oncologico Nazionale 2022-2027, il quale però dovrà poter contare su uno specifico finanziamento finalizzato alla sua attuazione”.
Per l’accesso ai farmaci i pazienti devono ancora confrontarsi con tempi di approvazione da parte dell’AIFA pari in media a 251 giorni nel 2020 (per quelli non generici), ai quali vanno aggiunti ulteriori 64,5 giorni per la trasmissione in Gazzetta Ufficiale e ulteriori mesi per la concreta messa a disposizione delle Regioni.
Per garantire sostenibilità ed equità di accesso i pazienti possono contare su due Fondi nazionali per i farmaci innovativi oncologici e non oncologici (dal 2022 i fondi sono unificati) dei quali però nel 2021, in piena fase di recupero delle cure mancate a causa della pandemia, non stati spesi rispettivamente circa 40 milioni di euro e oltre 307 milioni.
Inoltre, oggi possiamo contare fortunatamente anche su “terapie oncologiche mirate” attraverso l’esecuzione di Next Generation Sequencing (NGS), test che individuano la presenza di eventuali alterazioni genetiche che possono essere bersaglio proprio di queste terapie, garantendo allo stesso tempo un importante livello di appropriatezza terapeutica.
Dall’indagine nazionale svolta dalla Società Italiana di Patologia (SIAPeC) NGS Network emerge però che più della metà dei centri (57%) che eseguono NGS si trova a Nord mentre circa l’80% al Centro-Nord: 14 laboratori si trovano all’interno di Centri di Ricerca Universitari, 8 negli ospedali maggiori, 7 fanno parte di IRCCS e uno in un centro privato.
Inoltre, attualmente il SSN non ha ancora inserito i test NGS all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza, limitandosi invece a stanziare fondi inadeguati alla loro esecuzione (5 mln di euro nel 2022 e 5 mln nel 2023).
Circa 1 paziente su 3 al momento della diagnosi di tumore presenta una condizione di malnutrizione. Secondo la Società Italiana di Nutrizione clinica e Metabolismo (SINuC) 1 paziente
su 5 muore di malnutrizione prima che di tumore e il 9% dei pazienti è già malnutrito in prima visita oncologica, ovvero ancora prima di iniziare le terapie antitumorali.
Purtroppo, però, anche in questo caso, l’accesso da parte dei pazienti oncologici alle terapie di supporto nutrizionale è disomogeneo tra Regioni e all’interno delle Regioni, oltre al fatto che non sono ancora inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza.
Per quanto riguarda il cancro nell’infanzia e nell’adolescenza, tra il 2016 e il 2020 sono stati diagnosticati in Italia 7.000 neoplasie nei bambini e 4.000 negli adolescenti (15-19 anni).
Al di sotto dei 14 anni, circa 1 caso su 3, riguarda una nuova diagnosi di leucemia.
Riguardo al trapianto di midollo che rappresenta un importante trattamento per i tumori ematologici il reclutamento dei donatori interessa in misura maggiore la P.A. di Trento e
il Veneto; seguono con significativo margine Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Puglia. Fanalino di coda alcune regioni del Sud (Calabria, Basilicata e Sicilia) mentre al Centro è particolarmente negativo il dato dell’Umbria.
– foto Agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).
Rilasciata Alessia Piperno, l’italiana detenuta in Iran
ROMA (ITALPRESS) – “Dopo un intenso lavoro diplomatico oggi Alessia Piperno è stata rilasciata dalle autorità iraniane e si appresta a tornare in Italia”. Lo rende noto Palazzo Chigi.
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel ringraziare “tutti coloro che hanno contribuito a che Alessia riabbracci i familiari, ha informato i suoi genitori nel corso di una telefonata, pochi minuti fa”, prosegue la nota.
– foto Agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).
Cattani “Serve una nuova governance per il farmaco”
ROMA (ITALPRESS) – “Oggi le industrie pagano 1,2 miliardi di payback perchè il fabbisogno di salute e di farmaci non è più quello reale della popolazione che invecchia. Nel comparto ospedaliero si concentra la maggior parte della spesa farmaceutica, con farmaci che hanno anche un valore innovativo e un alto costo. Dobbiamo adeguare il finanziamento sulla parte ospedaliera e iniziare a utilizzare quegli avanzi che arrivano dalla parte convenzionata, che oggi escono dalla spesa farmaceutica”. Lo ha detto Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, nel corso di un’intervista all’Italpress.
“Quindi serve una nuova governance che renda il sistema attrattivo e in linea per sostenere le spese e i fabbisogni reali di salute dei cittadini”.
“Il settore farmaceutico italiano – ha aggiunto – ha una posizione di forza a livello europeo, è prima insieme con la Germania, con 34,5 miliardi di produzione nel 2021. Una forza basata sulle competenze e sulla tecnologia della filiera: dalla ricerca e sviluppo alla produzione e distribuzione”.
Sulle proposte che la categoria fa al Governo, a proposito del caro energia, il presidente di Farmindustria ha sottolineato che “è necessario calmierare il prezzo attraverso un price cap europeo, cosa che ci consentirebbe di ridurre gli impatti”. Altro tema rilevante è quello delle difficoltà nel reperimento delle materie prime. “Oggi il 70 per cento degli ingredienti attivi che compongono i farmaci provengono da Cina e India, dobbiamo avere una strategia di medio-lungo periodo per riportare la produzione degli ingredienti attivi, ma anche per potenziare la filiera degli imballaggi, carta, vetro, alluminio, che oggi concorrono a determinare le carenze dei farmaci”, ha spiegato Cattani.
“In Italia servono circa 14 mesi per introdurre nuovi farmaci, nella negoziazione con Aifa – ha sottolineato il presidente di Farmindustria -. E’ troppo tempo, rispetto agli altri Paesi europei, e crea un gap tra i cittadini europei per accedere all’innovazione. E in più abbiamo da 4 a 16 mesi a livello regionale. Non è più sostenibile. Inoltre dobbiamo favorire la valorizzazione del sistema salute attraverso il concetto che è un investimento e non un costo, e quindi andare a rendere ancora più flessibili e articolati i sostegni all’occupazione, ai contratti di sviluppo, a tutti quei programmi che possono concorrere all’innovazione di filiera. Abbiamo bisogno anche di nuove competenze, per rendere ancora il sistema più efficiente e attrattivo, dobbiamo lavorare sugli incentivi alla ricerca e alla produzione”, ha concluso Cattani.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).
Intesa Sanpaolo, un piano da 5 miliardi per le piccole imprese
MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo ancora al fianco delle piccole imprese. La banca guidata da Carlo Messina vara un piano da 5 miliardi per iniziative volte a sostenere le piccole e piccolissime imprese dei settori Commercio, Artigianato e piccoli Alberghi – circa 500mila, quelle clienti del Gruppo con fatturato fino a 2,5 milioni di euro – che rappresentano la fascia della nostra imprenditoria più numerosa e più esposta ai rincari dell’energia, delle materie prime e dagli effetti della crisi internazionale. Il rischio per questo segmento di aziende, costituito in prevalenza dalle attività di settore terziario, è la drastica riduzione di ricavi a fronte dell’impennata dei costi. L’intervento si aggiunge ai 30 miliardi già stanziati dalla Banca in favore di PMI e famiglie dall’inizio dell’anno per contrastare il caro energia, parte degli oltre 400 miliardi a supporto del PNRR.
Il piano prevede interventi per la liquidità e finanziamenti garantiti, azzeramento per un anno delle commissioni sui micropagamenti tramite POS in negozio fino a 15 euro, gratuità per un anno del canone dei POS e delle carte di credito commercial, agevolazioni sui prodotti di copertura assicurativa e noleggio di beni strumentali per contenere i costi operativi. Obiettivo: accompagnare le piccole imprese fuori dalla crisi e aiutarle nel rilancio attraverso progetti di digitalizzazione, sostenibilità e sviluppo dell’attività commerciale.
L’iniziativa, denominata “CresciBusiness”, è stata illustrata oggi a Milano da Intesa Sanpaolo e condivisa con le principali associazioni di categoria dei settori Artigianato, Commercio, Servizi e Turismo, con le quali è stato firmato un protocollo d’intesa.
Alla presentazione “Le piccole imprese nel nuovo scenario economico. Interventi e proposte di Intesa Sanpaolo per artigiani, commercianti e albergatori” hanno partecipato Gregorio De Felice, Chief Economist Intesa Sanpaolo, Anna Roscio, responsabile Direzione Sales and Marketing Imprese Intesa Sanpaolo, Patrizia De Luise, presidente nazionale Confesercenti, Paolo Ferrè, membro di Giunta Confcommercio, Marco Granelli, presidente Confartigianato e Maurizio Naro, membro di Giunta Federalberghi. Le conclusioni sono state affidate a Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo.
In Italia le imprese con meno di dieci addetti sono più di 4 milioni, il 95% del totale delle imprese industriali e dei servizi. Il loro peso è molto elevato anche in termini occupazionali: impiegano circa 7,3 milioni di addetti, il 43,8% del totale. E’ la classe dimensionale di maggiore rilevanza in Italia. Nel 2020 hanno registrato un fatturato pari a 658 miliardi di euro (23,5% del totale) e un valore aggiunto che ha sfiorato i 200 miliardi (26,8%). Si tratta di un fenomeno soprattutto italiano e un fattore competitivo cruciale per le filiere attive in Italia. Il ruolo di queste imprese è rilevante in tutti i settori economici italiani, con punte dell’80% nei servizi alla persona (sul totale degli addetti nel settore), del 62% nel turismo e del 55% nel commercio.
E’ buona la capacità delle micro imprese italiane di creare valore, grazie a un ottimo posizionamento in termini di qualità e flessibilità: per queste aziende la quota di valore aggiunto in percentuale del fatturato è pari al 30%; si scende al 23,9% tra le medie imprese italiane (50-249 addetti). La loro propensione a investire è però bassa e pari alla metà della percentuale osservata tra le imprese con almeno 250 addetti (2% del fatturato vs il 4,1%), con ricadute negative sull’attività di innovazione e di digitalizzazione. Da un’indagine interna al gruppo Intesa Sanpaolo emergono le risposte delle imprese più piccole alla crisi energetica: è alta l’attenzione all’efficienza produttiva, ma è ancora basso il ricorso alle rinnovabili. In prospettiva, resteranno prioritari gli interventi su digitale, innovazione e transizione green. Solo così, l’economia italiana e le micro imprese in particolare, superate le criticità attuali, potranno tornare a crescere.
Intesa Sanpaolo ha sviluppato un programma articolato di interventi con cui mette da subito a disposizione 5 miliardi di euro di nuovo credito per fronteggiare l’incremento delle spese e supportare la crescita.
“CresciBusiness” prevede infatti soluzioni di finanziamento a breve e medio-lungo termine a supporto della liquidità, della gestione dell’emergenza energetica e del pagamento delle bollette. Un articolato sistema di credito a condizioni particolarmente agevolate, per favorire gli investimenti soprattutto verso la trasformazione digitale e sostenibile, declinati in base alle esigenze specifiche dei singoli settori.
L’iniziativa interviene in maniera significativa anche sul fronte dei pagamenti, con un pacchetto di agevolazioni molto ampio. Azzerate fino a fine 2023 le commissioni per i micropagamenti tramite POS fino a 15 euro. A questo si aggiunge la gratuità per un anno del canone del POS mobile e virtuali e agevolazioni sulle condizioni economiche delle carte di credito aziendali. Importanti anche le soluzioni di finanziamento per coprire i costi energetici con crediti agevolati e a garanzia pubblica fino a 36 mesi, con 1 anno di preammortamento, oltre alla possibilità di richiedere la sospensione della quota capitale dei finanziamenti in essere.
Alle soluzioni per affrontare il periodo di crisi, il piano di Intesa Sanpaolo affianca azioni mirate a supportare la crescita del segmento, assieme alla collaborazione delle Associazioni di settore.
Prende avvio il nuovo programma “Digitalizziamo” che punta a sviluppare le realtà imprenditoriali capaci di crescere e investire in ambito digitale anche nei periodi più complessi di questo biennio. Grazie al supporto di partner di prestigio – Deloitte, Cerved, Alkemy e Nexi – le aziende che parteciperanno al programma verranno inserite in un percorso di visibilità e valorizzazione, che comprende l’offerta di servizi evoluti e formazione.
Attivate inoltre varie linee di finanziamento a condizioni agevolate per settori strategici (Crescita Commercio e Turismo, Crescita Artigianato) e per promuovere gli investimenti verso obiettivi digitali grazie ai D-Loan e ESG-Loan, al fine di incrementare lo sviluppo dei pagamenti elettronici, accelerare i processi di trasformazione digitale e rendere più efficiente il livello di business delle piccole imprese. Proposta poi alle piccole aziende una forma innovativa e sostenibile di acquisizione dei beni strumentali, attraverso il noleggio operativo.
Una attenzione specifica viene riservata alle imprese del settore turistico-alberghiero con linee di finanziamento a condizioni agevolate, i Suite Loan Turismo, ideati per incentivare la riqualificazione delle infrastrutture alberghiere. Le strutture turistiche e alberghiere potranno inoltre noleggiare anzichè acquistare beni strumentali, arredi e complementi.
“Il piano che presentiamo oggi aggiunge un nuovo pilastro agli interventi che Intesa Sanpaolo ha attivato a sostegno dell’economia e della popolazione italiana: 35 miliardi complessivi in favore di famiglie, imprese, commercianti, albergatori ed artigiani – afferma Stefano Barrese, responsabile divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo -. Le recenti conferme sulla tenuta del nostro sistema produttivo non nascondono le difficoltà di buona parte del tessuto socio-economico. Siamo consapevoli che, in questa situazione di incertezza, la fiducia e la coesione sociale siano essenziali per rispondere alla crisi e per garantire la crescita sostenibile che il paese sta perseguendo”. “Proprio per fornire il massimo supporto alle 500.000 piccole aziende nostre clienti abbiamo adottato misure immediate come l’azzeramento per un anno delle commissioni sui micropagamenti elettronici fino a 15 euro. Mettiamo a disposizione una linea a breve termine, fino a 10mila euro sul transato pos, a condizioni molto vantaggiose: parliamo dell’Euribor a un mese di 50 punti base. Il nostro Gruppo – conclude Barrese – non ha mai perso di vista l’importanza della tenuta sociale ed economica del paese, che dal 2020 ad oggi abbiamo sostenuto con oltre 11 miliardi di euro di erogazioni ai settori del turismo, del commercio e dell’artigianato”.
– foto xa1/Italpress –
(ITALPRESS).
UnitelmaSapienza e Banca del Fucino firmano un protocollo d’intesa
ROMA (ITALPRESS) – Siglato a Roma da Antonello Folco Biagini, Magnifico Rettore di UnitelmaSapienza e Francesco Maiolini, Amministratore delegato di Banca del Fucino un protocollo di intesa tra l’Università degli Studi di Roma, UnitelmaSapienza e la Banca del Fucino finalizzato alla promozione delle attività didattiche e scientifiche.
L’accordo prevede anche l’attivazione di nuove proposte formative in sinergia tra i due partner, nonchè lo svolgimento di stage, sia curricolari che extracurricolari, degli studenti del Master Antiriciclaggio e Sistemi di Compliance, prodotto formativo di alta specializzazione frequentato anche da Dipendenti di Banca del Fucino.
Alla cerimonia, che si è svolta presso la sede di Banca del Fucino in via Tomacelli 106, hanno partecipato il Direttore Generale di UnitelmaSapienza Donato Squara, il Responsabile Direzione Comunicazione, Studi e Innovazione Digitale di Banca del Fucino Vladimiro Giacchè, Giorgio Mieli, Direttore del Personale di Banca del Fucino, Vincenzo Mongillo, Professore ordinario di diritto penale, UnitelmaSapienza e Sergio Maria Battaglia, Docente di Regolamentazione antiriciclaggio, UnitelmaSapienza, e Raffaella Napoli, Responsabile Area Poli Didattici e Convenzioni.
“UnitelmaSapienza intende percorrere soprattutto la via della qualità, ritenendo che il digitale possa essere lo strumento ideale per trasmettere un sapere universale e condiviso che può creare valore aggiunto e raggiungere gli utenti più lontani. L’accordo di oggi, si inserisce quindi nell’ambito del principio che vede operare Unitelma come una “impresa culturale” coniugando qualità dell’offerta formativa e della ricerca con una gestione aziendale moderna delle sue risorse” ha dichiarato Il Magnifico Rettore di UnitelmaSapienza.
“Siamo onorati di siglare quest’accordo con un’università prestigiosa come UnitelmaSapienza”, ha dichiarato Francesco Maiolini, Amministratore delegato di Banca del Fucino, concludendo: “Del resto, è oggi centrale l’espansione delle competenze digitali, soprattutto per le giovani generazioni, ed è quindi naturale, anche per le imprese del nostro settore, il sempre maggiore interesse verso le università telematiche di qualità. Saremo lieti di valutare, nel prossimo futuro, possibili collaborazioni per sostenere nuovi prodotti formativi mirati, offrendo anche l’opportunità di svolgere stage e tirocini presso la nostra Banca”.
-foto ufficio stampa Banca del Fucino-
(ITALPRESS).
Polizia e Terna insieme per la sicurezza delle infrastrutture elettriche
ROMA (ITALPRESS) – Il Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza Lamberto Giannini e l’Amministratore Delegato di Terna Stefano Donnarumma hanno firmato, presso la sede del Ministero dell’Interno, un nuovo accordo finalizzato a sviluppare e rafforzare le sinergie in essere fra il gestore della rete di trasmissione nazionale e la Polizia di Stato, per garantire la massima sicurezza delle infrastrutture elettriche su tutto il territorio italiano. Presenti alla firma il Direttore centrale anticrimine della polizia di Stato Francesco Messina e il Direttore del Servizio controllo del territorio Vincenzo Nicolì. L’accordo si inserisce nell’ambito del Protocollo d’Intesa fra Terna e il Ministero dell’Interno che ha l’obiettivo della salvaguardia fisica di stazioni e linee elettriche, infrastrutture sempre più strategiche per le quali è fondamentale assicurare la continuità di esercizio.
Il Prefetto Lamberto Giannini, Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, ha sottolineato che “la Polizia di Stato da molti anni dedica un’attenzione particolare alla salvaguardia delle infrastrutture critiche e in tale contesto la protezione delle reti energetiche, grazie al nuovo accordo firmato oggi, riveste un’importanza ancora più strategica, anche in relazione all’attuale scenario internazionale”.
Secondo il Direttore Centrale Anticrimine, Prefetto Francesco Messina, “con la firma di oggi la pluridecennale esperienza maturata dalla Polizia di Stato nell’attività di controllo del territorio è messa a disposizione di Terna nell’ottica di garantire la sicurezza della rete elettrica nazionale”.
“La protezione di 75.000 chilometri di elettrodotti e 900 stazioni elettriche su tutto il territorio italiano è un’attività che per noi ha la massima priorità e che svolgiamo con grande impegno”, commenta l’Amministratore Delegato di Terna, Stefano Donnarumma. “L’accordo siglato oggi rappresenta una evoluzione della collaborazione con la Polizia di Stato. Grazie a questa intesa, infatti, mettiamo a disposizione della Polizia di Stato sistemi di protezione tecnologicamente avanzati e, cosa ancora più importante, condividiamo competenze e know how per rendere sempre più sicure e affidabili le infrastrutture gestite da Terna”, ha aggiunto Donnarumma.
In dettaglio, secondo l’accordo, Terna si impegna a sviluppare il collegamento telematico con la Polizia di Stato per il controllo, in diretta, dei siti sorvegliati, facilitando lo scambio di informazioni e immagini fra il Security Operations Center (SOC) del gestore della rete di trasmissione e le Questure territorialmente competenti. A ciò si aggiunge l’impegno a fornire alle strutture territoriali della Polizia, coinvolte nella vigilanza di siti sensibili dell’infrastruttura elettrica, oltre 300 dispositivi tecnologici per gestire in modo tempestivo l’invio di segnalazioni geolocalizzate di eventuali tentativi di intrusione, rendendo più rapido l’intervento da parte degli operatori di Polizia.
Con questa intesa, inoltre, Terna e Polizia di Stato si impegnano a svolgere un’attività congiunta di formazione, di condivisione di competenze e know how sulle procedure di intervento da porre in atto, nonchè di analisi sui sistemi e sulle tecnologie informatiche e telematiche adottate, per prevenire, gestire e contrastare ogni forma di illecito relativo all’infrastruttura gestita da Terna.
– foto ufficio stampa Terna –
(ITALPRESS).
Letta “M5S e Terzo Polo ancora in campagna elettorale contro il Pd”
ROMA (ITALPRESS) – “Come prima, peggio di prima. Per M5S e Terzo polo la nuova legislatura è iniziata come era finita la precedente. Tutti contro il Pd: Calenda, Conte e Renzi sono ancora in campagna elettorale”. Lo scrive il segretario del Partito Democratico Enrico Letta in una lettera al Corriere della Sera.
“Stessi i toni, simili le forzature dialettiche, a dimostrazione che, quando si tratta di piccoli interessi di parte, alla fine possono emergere paradossali affinità elettive anche tra chi ha passato anni a farsi reciprocamente la guerra e a porre a noi estenuanti veti incrociati – aggiunge -. Nel mentre la destra ha vinto le elezioni e Giorgia Meloni governa l’Italia. Eppure, tutti e tre ritengono che fare opposizione al Pd sia più redditizio che fare opposizione al governo più a destra della storia della Repubblica. E’ una scelta priva del benchè minimo senso di responsabilità istituzionale. E non lo dico per le potenziali conseguenze sul Pd”.
“Lo dico per le ripercussioni certe sull’Italia. Chi fosse Giorgia Meloni e che tipo di posizionamento avesse la sua coalizione era noto prima del voto. Noto a noi, quantomeno. L’esordio del governo ha surclassato ogni previsione. Un debutto a base di selezione anticostituzionale dei migranti, tentativi di compressione della libera espressione del dissenso, afonia sul lavoro e contro il caro vita, tentennamenti sulla politica economica. Dalle promesse elettorali a una navigazione subito incerta e con una visione di cortissimo respiro – sottolinea l’ex premier -. Di fronte a questo l’Italia avrebbe bisogno di un’opposizione doppiamente solida, in grado di convogliare tutte le energie per contrastare la destra anzitutto sulle misure contro recessione, inflazione, malessere sociale. Per conto nostro ci siamo mossi con spirito unitario chiedendo un coordinamento delle opposizioni. Un segnale di debolezza, per taluni. La conferma, a mio parere, della funzione di presidio delle istituzioni e dell’interesse generale che è parte dell’identità Pd. E’ un ruolo che rivendichiamo con orgoglio: prima, sempre, viene il Paese”.
– foto Agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).

