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E’ morto Giuseppe Bono, per 20 anni alla guida di Fincantieri

ROMA (ITALPRESS) – E’ morto all’età di 78 anni Giuseppe Bono, per 20 anni alla guida di Fincantieri, la principale società cantieristica a controllo pubblico. Nato a Pizzoni (VV) il 23 marzo 1944, coniugato con due figli, ha conseguito la laurea nel 1970 in Economia e Commercio presso l’Università di Messina con una tesi su “Budget e Piani Pluriennali in una grande Azienda”. Dal 1971 al 1993 è in Efim dove ricopre incarichi di sempre maggior responsabilità. Dall’ottobre del 2000 all’aprile 2002 è stato amministratore delegato di Finmeccanica, e dal 1997 direttore generale, nonchè responsabile ad interim di alcune aziende del Gruppo, quali Alenia Difesa e Ansaldo. La sua carriera si identifica soprattutto con Fincantieri, della quale era stato nominato amministratore delegato il 29 aprile 2002, restando in carica fino al 15 maggio di quest’anno, quando al suo posto era subentrato Pierroberto Folgiero. Proprio il presidente di Fincantieri, Claudio Graziano, e l’Ad Pierroberto Folgiero, in una nota congiunta hanno voluto ricordare la sua figura: “A nome di tutti i nostri colleghi, vogliamo ricordare colui che ha rappresentato una figura di riferimento per l’industria nazionale. Giuseppe Bono ha sviluppato e portato avanti una visione coraggiosa e lungimirante, con un’attenzione costante alle persone, raccogliendo sempre le sfide più difficili e perseguendo sempre l’interesse del Paese. Il fermo rispetto del lavoro come valore primario è stata la cifra distintiva e il faro della sua azione. La sua morte addolora profondamente tutta la comunità di Fincantieri che, in un momento così triste, vuol far sentire la sua vicinanza alla famiglia”. A dare la notizia della scomparsa era stato con un tweet il ministro della Difesa, Guido Crosetto. “E’ mancato Giuseppe Bono, Peppino. Un amico fraterno, grande uomo, straordinario capitano d’industria. Ha dedicato tutta la sua vita a costruire ricchezza per l’Italia. Lo conobbi appena arrivato a Fincantieri, che era in grave difficoltà. Ora ha i migliori prodotti al mondo”. Tra i tanti messaggi di cordoglio e di ricordo del manager, anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “Con grande dispiacere ho appreso la notizia della morte di Giuseppe Bono. ‘Maiora premunt’ mi aveva scritto appena qualche giorno fa, in un veloce scambio di messaggi. Le sue ultime parole, per quanto mi riguarda: anche in quel motto ho letto ancora una volta tutta la sua passione e amore per l’industria italiana. Una passione che ha coltivato negli anni in maniera concreta fino all’ultima lunghissima esperienza come amministratore delegato in Fincantieri. Un percorso, un modo di agire disinteressato e competente che è di esempio per tutti noi”. Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato ai familiari un messaggio nel quale esprime il cordoglio della Repubblica e la sua solidarietà e personale vicinanza.
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-foto agenziafotogramma.it-

Mattarella “L’Italia valorizzi le capacità e le competenze dei giovani”

ROMA (ITALPRESS) – “Rivolgo un cordiale saluto agli organizzatori e ai partecipanti alla presentazione del “Rapporto Italiani nel mondo”. Il Rapporto fornisce anche quest’anno una fotografia di grande interesse dei flussi migratori che interessano i nostri connazionali. Nonostante il periodo della pandemia la tendenza a lasciare il nostro Paese è cresciuta negli ultimi anni”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente della Fondazione Migrantes, monsignor Gian Carlo Perego.
“A partire sono principalmente i giovani – e tra essi giovani con alto livello di formazione – per motivi di studio e di lavoro. Spesso non fanno ritorno, con conseguenze rilevanti sulla composizione sociale e culturale della nostra popolazione. Partono anche pensionati e intere famiglie – aggiunge il capo dello Stato -. Il fenomeno di questa nuova fase dell’emigrazione italiana non può essere compreso interamente all’interno della dinamica virtuosa dei processi di interconnessione mondiale, che richiedono una sempre maggiore circolazione di persone, idee e competenze”.
“Anzitutto perchè il saldo tra chi entra e chi esce rimane negativo, con conseguenze evidenti sul calo demografico e con ricadute sulla nostra vita sociale. Ma anche perchè in molti casi chi lascia il nostro Paese lo fa per necessità e non per libera scelta, non trovando in Italia una occupazione adeguata al proprio percorso di formazione e di studio – sottolinea Mattarella -. Il nostro Paese, che ha una lunga storia di emigrazione, deve aprire una adeguata riflessione sulle cause di questo fenomeno e sulle possibili opportunità che la Repubblica ha il compito di offrire ai cittadini che intendono rimanere a vivere o desiderano tornare in Italia. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e le varie politiche adottate a livello europeo rappresentano un punto di riferimento per provvedere a disegnare e programmare un futuro diverso, che risponda alle esigenze dei giovani e ne valorizzi capacità e competenze corrispondendo alle loro attese. L’Italia è un Paese accogliente che deve coltivare le ragioni e le modalità delle sue tradizioni. Tutelando e promuovendo gli italiani fuori dai confini nazionali e sostenendo quelli che desiderano tornare nel nostro Paese, per contribuire alla sua crescita recando la propria esperienza, e le proprie capacità”.

– foto ufficio stampa Quirinale –

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Ponte sullo Stretto. Governo e Regioni accelerano: “Opera prioritaria”

ROMA (ITALPRESS) – Il Ponte sullo Stretto è un’opera prioritaria sia per il governo nazionale che per le Regioni coinvolte, la sua realizzazione avrà ricadute positive per tutta Europa e servirà per incentivare il miglioramento generale delle infrastrutture come già successo, in passato, con l’Autostrada del Sole. E’ quanto emerso dall’incontro tra il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e i presidenti di Calabria e Sicilia, Roberto Occhiuto e Renato Schifani.
E’ stato fatto il punto della situazione, per riannodare i fili della questione-Ponte, anche in relazione a tutte le opere commissariate in Calabria e in Sicilia su cui c’è stato un approfondimento tecnico: Salvini si dice determinato a sbloccarle. Sul tavolo ci sono progetti significativi, come la Statale Jonica in Calabria, l’Alta Velocità o la ferrovia Palermo-Catania. Per una maggiore concretezza e operatività, è stato deciso di creare una regia permanente tra Regioni e Ministero.
Per quanto riguarda il Ponte, ci sarà al più presto un incontro istituzionale con Rfi, che ha avuto l’incarico dal precedente esecutivo di organizzare un ulteriore studio di fattibilità.
“Il Ponte sullo Stretto si farà, lavoreremo con grande serietà, approfondiremo gli aspetti tecnici, si è creato un tavolo permanente tra le due regioni e il ministero, questo è sintomo della volontà concreta di andare avanti”, ha detto Schifani al termine della riunione. “E’ stato un incontro molto produttivo, si è verificata una forte convergenza, come era prevedibile, tra le due regioni, Sicilia e Calabria nei confronti del governo per la realizzazione di questa opera strategica, il Ponte sullo Stretto – ha proseguito -. Si faranno dei passi ulteriori, di carattere tecnico, ma dal tavolo è emersa la certezza che questa opera si possa realizzare, ci saranno soluzioni tecniche che verranno approfondite e poi valutare l’adozione o meno del modello Genova per velocizzare quei lavori che per quel modello hanno dato ottimi risultati”. Il presidente Schifani ha poi ribadito: “Il clima è perfetto e ottimo, credo ci siano tutti i presupposti e abbiamo parlato anche delle infrastrutture del Mezzogiorno”.
“Sarebbe bello se i lavori per il Ponte sullo stretto di Messina potessero iniziare già nel 2023”, ha sottolineato Occhiuto.
“Il ponte sullo Stretto è una infrastruttura strategica – ha aggiunto – ma c’è il tema più complessivo delle infrastrutture del Mezzogiorno. Faremo un gruppo di lavoro per ragionare insieme su come dotare il Mezzogiorno delle infrastrutture strategiche di cui ha necessità, come l’Alta Velocità”.
Parlando della realizzazione del Ponte sullo Stretto il presidente Occhiuto ha anticipato: “C’è l’idea di chiedere all’Europa, che per la verità considera il Ponte più strategico dell’Italia perchè l’ha inserito nei Corridoi, di cofinanziare l’opera con gli strumenti che si concorderanno tra il governo nazionale e Bruxelles”. “Va dato atto al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, di aver messo al centro il tema del Ponte sullo Stretto – ha sottolineato il governatore calabrese -. C’è un governo che vuole farlo, due presidenti di Regione che vogliono farlo, quindi credo che questa sia la volta buona”.

– foto ufficio stampa ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti –

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La ricetta green di Cobat Tessile a Ecomondo 2022

RIMINI (ITALPRESS) – Raccolta selettiva, tracciamento del rifiuto e formazione continua. E’ la ricetta per vincere la sfida green secondo Cobat, anche nel settore tessile. “Abbiamo accolto con entusiasmo e responsabilità la sfida che il mondo dell’industria del tessile ci pone – racconta a Ecomondo 2022 Michele Zilla, General Manager di Cobat Tessile -. In attesa che la normativa nazionale, in accordo con le Direttive Europee, regoli le attività del comparto, Cobat Tessile è al fianco dei produttori/importatori di tessuto e di prodotti tessili, dei produttori/importatori di accessori, delle associazioni di categoria”.
Nato a marzo 2022, Cobat Tessile è il consorzio che aiuta le aziende aderenti a perseguire uno sviluppo sostenibile che apporti benefici non solo all’ambiente, ma anche all’intero sistema economico nazionale, riducendo gli sprechi e generando nuove materie prime, guidato dai valori della trasparenza, dell’efficienza, e della sostenibilità.
“Cobat – continua Zilla – si occupa di prodotti giunti a fine vita da oltre trent’anni, per questo sappiamo bene come ogni comparto e ogni tipologia di prodotto, per diventare parte e protagonista di un sistema virtuoso secondo i principi dell’economia circolare, ha bisogno di analisi, di investimenti e di ricerca. La nostra soluzione prevede: raccolta selettiva, un sistema informatico che tracci il rifiuto e una piattaforma dedicata alla formazione e alla consulenza”.
Oggi al consorzio aderiscono produttori che operano nel settore dei tessuti, dello sportswear, dell’alta moda e degli accessori. Le parole d’ordine, come sempre, restano i principi dell’economia circolare applicati alla filiera specifica: allungare il ciclo di vita del bene, trasformandolo in nuova materia e/o energia, a partire da una raccolta selettiva, in grado di incrementare quantità e qualità dei materiali recuperati.
Come Cobat Ripa, Cobat Raee, Cobat Tyre e Cobat Compositi, Cobat Tessile si avvale dei servizi integrati della piattaforma. Un sistema informatico continuamente aggiornato è in grado di tracciare il rifiuto dalla raccolta al trattamento volto al recupero, assicurando la piena trasparenza del dato. La piattaforma, inoltre, utilizza un network capillare di impianti di trattamento distribuiti sull’intero territorio nazionale, con ottime possibilità di ottimizzazione in termini logistici. Infine, attraverso Cobat Academy, la piattaforma dedicata alla consulenza, il Consorzio eroga una formazione mirata e personalizzata a proposito di economia circolare, sostenibilità ambientale, salute e sicurezza.
Nato come Consorzio, Cobat si è evoluto diventando una SPA Società Benefit e oggi fa parte del Gruppo Innovatec, leader in Italia nel settore della Clean Technology. In particolare Cobat è controllata da Haiki+, subholding del Gruppo dedicata all’economia circolare.
Cobat offre alle imprese servizi integrati e personalizzati di raccolta, trattamento e avvio al riciclo di pile e accumulatori esausti, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), inclusi i moduli fotovoltaici, e pneumatici fuori uso (PFU), ed è in grado di gestire qualsiasi altra tipologia di rifiuto pericoloso e non.
Sono cinque i consorzi che si avvalgono della piattaforma Cobat: Cobat Ripa è il più importante consorzio italiano per la raccolta e il riciclo di pile e accumulatori esausti; Cobat RAEE è il consorzio per la raccolta e il riciclo dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), inclusi i moduli fotovoltaici; Cobat Tyre è una società consortile, regolamentata dal Decreto Ministeriale 11 aprile 2011, n. 82, per la raccolta e il riciclo di pneumatici fuori uso; Cobat Tessile è il consorzio volontario italiano per la raccolta, il trattamento e l’avvio a recupero di prodotti tessili giunti a fine vita; Cobat Compositi è il consorzio italiano per la raccolta, il trattamento e l’avvio a recupero di prodotti a fine vita realizzati in materiale composito, principalmente costituiti da fibra di vetro e di carbonio.

– foto ufficio stampa Cobat –

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Zes e Zls, da Intesa Sanpaolo 5 miliardi per l’economia marittima

NAPOLI (ITALPRESS) – Un plafond di 5 miliardi di euro dedicato agli insediamenti produttivi e alle opere di adeguamento infrastrutturale, un roadshow internazionale per attrarre capitali dall’estero e un programma di attività di reshoring. Sono le iniziative annunciate da Intesa Sanpaolo, che ha presentato a Napoli il nuovo piano di valorizzazione delle Zone Economiche Speciali (ZES) istituite nel Mezzogiorno e delle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) in fase di realizzazione nel Centro Nord.
Inoltre, per le imprese che investiranno all’interno di ZES e ZLS è prevista una linea di finanziamento ad hoc che riconosce un’agevolazione sul tasso d’interesse.
Queste aree sono potenzialmente strategiche per la crescita dell’economia marittima e hanno l’obiettivo di creare una sinergia tra il sistema logistico-portuale e l’industria manifatturiera per favorire, attraverso incentivi fiscali e amministrativi, nuovi investimenti. Le misure messe in campo dal Gruppo sono state illustrate nella sede napoletana delle Gallerie d’Italia nel corso di un convegno in cui, oltre a rappresentanti istituzionali e player globali del settore marittimo, è intervenuto anche Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo.
Dopo l’apertura dei lavori di Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo, il contributo di Massimo Deandreis, Direttore Generale di Srm, ha evidenziato il ruolo cruciale dei porti all’interno del sistema produttivo.
Nella prima tavola rotonda sono state approfondite le peculiarità delle ZES e delle ZLS grazie agli interventi di Fulvio Lino Di Blasio, Presidente Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Settentrionale (Venezia e Chioggia), Angela Scianatico, Project Manager ZES Ionica Interregionale Puglia-Basilicata, e Giuseppe Romano, Commissario Straordinario ZES Campania e Calabria.
Mentre Anna Roscio, Responsabile Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo, ha spiegato nel dettaglio le iniziative della Banca dedicate allo sviluppo delle Free Zone.
Un secondo momento di confronto tra Riccardo Dutto, Head of Infrastructure & Real Estate Partners di Intesa Sanpaolo, Vito Grassi, Vice Presidente di Confindustria, Umberto Masucci, Presidente International Propeller Clubs, e Mario Mattioli, Presidente Confitarma, ha fatto emergere la necessità di dialogo tra il mondo delle imprese e quello della finanza per sostenere la crescita dell’economia marittima.
La Banca partecipa attivamente alla promozione delle ZES meridionali dal 2017: dopo aver predisposto un primo plafond di 1,5 miliardi di euro, a cui oggi si aggiungono altri 5 miliardi, sono state organizzate specifiche missioni all’estero, come quelle di Pechino e Dubai, per coinvolgere investitori internazionali. E’ stato anche creato un desk specializzato per gli imprenditori che offre supporto ottimizzando i business plan presentati. Inoltre, Intesa Sanpaolo ha siglato accordi di collaborazione con le Autorità di Sistema Portuale (Puglia, Trieste e Venezia) e con i Commissari Straordinari delle ZES (Campania, Sicilia, Abruzzo).
“Il ruolo che Intesa Sanpaolo sta svolgendo, a proposito delle Zone Economiche Speciali e delle Zone Logistiche Semplificate, è quello di motore dello sviluppo economico, un ruolo che svolgiamo rispetto a tutte le attività nelle quali si esplicano il saper fare e la capacità innovativa delle imprese italiane – spiega Gian Maria Gros-Pietro, Presidente di Intesa Sanpaolo -. Siamo particolarmente orgogliosi di essere l’unico gruppo bancario ad aver creato un centro di studi specificamente dedicato all’economia del mare, e del Mezzogiorno in particolare. SRM è diventato il punto di riferimento per queste analisi, che collocano l’Italia, e segnatamente il Mezzogiorno, al centro della riorganizzazione internazionale della logistica. Il Mediterraneo rappresenta l’1% dei mari della terra, ma vi transitano il 20% del traffico marittimo mondiale e il 27% dei servizi di linea container. E’ una situazione in evoluzione, in sintonia con l’evoluzione della globalizzazione, tesa a mitigare i rischi messi in evidenza dalla crisi pandemica e dalle irregolarità lungo le catene di fornitura, non soltanto dovute alla pandemia. Nell’ambito di una globalizzazione in evoluzione, ma non in declino, tendono a consolidarsi sistemi regionali ampi, e tra questi il Mediterraneo è già particolarmente sviluppato, e con spiccate prospettive di ulteriore crescita”.
“Alla sponda settentrionale, composta da economie tecnologicamente avanzate e sofisticate, si contrappone una sponda meridionale caratterizzata da una forte crescita demografica ed economica – aggiunge Gros-Pietro -. Alle spalle della costa mediterranea, l’intera Africa, che oggi conta circa 1,4 miliardi di abitanti, mostra il più alto tasso di crescita demografica al mondo, e si stima che nel 2050 conterà 2,5 miliardi di persone. Europa e Africa hanno molte complementarietà, e condividono le capacità per la soluzione dei rispettivi problemi. Il traffico marittimo sarà il supporto della loro collaborazione e gli armatori italiani, dominatori non soltanto dello Short Shipping, hanno già adesso un ruolo da protagonisti. Intesa Sanpaolo è in questa occasione presente in forze a Napoli, con le sue persone più qualificate, per discutere di orizzonti, progetti, programmi”.
Secondo un’analisi di Srm – Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo, nelle Free Zone si registra una crescita dell’export fino al 4% e un aumento del traffico di container capace di raggiungere l’8,4%.
Il PNRR punta sulle ZES assegnando 630 milioni di euro a progetti logistico-portuali e di connessione ferroviaria per consolidare i collegamenti tra i porti e le aree produttive, con l’obiettivo di assicurare un adeguato sviluppo dei collegamenti con la rete nazionale dei trasporti e in particolare con le reti Trans Europee (TEN-T). La ZES Campania è l’area che ha ricevuto il maggior numero di fondi con 136 milioni di euro.
A queste risorse si aggiungono ulteriori 3,4 miliardi di euro che il Piano riserva a interventi sui porti del Mezzogiorno. Ad oggi ci sono 8 ZES nel Sud Italia e 7 ZLS nel Centro Nord in fase di evoluzione.
In questo scenario un ulteriore elemento strategico è rappresentato dal Mediterraneo, un mare che intercetta il 20% del traffico marittimo globale e gestisce il 27% delle rotte commerciali di container. Questa area continuerà a crescere nel periodo 2021-2026 e diventerà la seconda nel mondo (dopo la Cina) a registrare i maggiori tassi di incremento del traffico portuale: 3,7% il Mediterraneo Orientale; 2,9% il Mediterraneo Occidentale.
La congiuntura internazionale sta inoltre accelerando il processo di “regionalizzazione della globalizzazione” nel Mediterraneo, determinando un aumento dei traffici marittimi circoscritto in specifiche zone con rotte di breve-medio raggio. Questa dinamica rappresenta un’importante opportunità per l’Italia che in questa area è leader per movimentazione in Short Sea Shipping con 244 milioni di tonnellate gestite e una quota di mercato del 38%. Le ZES e le ZLS possono favorire questa transizione e rappresentare
uno strumento innovativo per creare ulteriore valore aggiunto.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –

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Speranza “Saremo nella Costituente della nuova sinistra”

ROMA (ITALPRESS) – La sinistra si salva “solo mettendo al centro la questione sociale. Le vite degli italiani: quelli che non ce la fanno da sempre e quelli che nella crisi si sono impoveriti”. Lo dice in un’intervista al quotidiano La Repubblica l’ex ministro della Salute e leader di Articolo 1 Roberto Speranza.
“La Costituente immaginata da Enrico Letta deve avviare una grande discussione sull’identità. Chi siamo? Chi vogliamo rappresentare?”, sottolinea Speranza. Articolo 1 sarà nella Costituente. “Entriamo e valuteremo passo dopo passo il percorso. Lo ha deciso domenica la direzione. Ma servirà un’operazione di sincerità, un processo straordinario – spiega l’ex ministro -. La sconfitta del 25 settembre è stata troppo dura per pensare di risolverla con una gazebata”.
“Quando passi nel volgere di un mattino da Giuseppe Conte capo dei progressisti alla celebrazione dell’agenda Draghi c’è un problema enorme che ha a che fare con l’incertezza della tua identità”, prosegue.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Doppio colpo per Webuild in Australia

MILANO (ITALPRESS) – Doppio colpo per Webuild in Australia.
La società, parte del consorzio Parklife Metro, è stato selezionata come miglior offerente per la realizzazione del lotto Stations, Systems, Trains, Operations and Maintenance (SSTOM) del Sydney Metro-Western Sydney Airport Project (https://www.sydneymetro.info/westernsydneyairportline).
Webuild detiene una quota di circa il 78% del consorzio relativo alla parte di progettazione e realizzazione delle opere civili.
Inoltre Webuild ha raggiunto un’intesa, soggetta a condizioni, per l’acquisto dell’intero capitale sociale della società australiana Clough Limited.
Clough è tra le principali aziende del paese nel settore ed impiega circa 2.500 dipendenti. Fondata a Perth nel 1919, interamente controllata Murray & Roberts, fornisce soluzioni innovative e sostenibili nella progettazione, realizzazione e manutenzione di impianti e infrastrutture a servizio dei settori energy, materie prime ed infrastrutture. I suoi progetti storici principali includono il primo grattacielo a Perth e il primo grande tunnel autostradale sotterraneo in Western Australia.
Al 30 giugno 2022, Clough riporta un backlog ordini di circa 2,1 miliardi di euro, a cui si aggiungono circa 2,7 miliardi di euro di progetti per i quali la società è risultata migliore offerente. Sia il backlog sia i preferred bids sono principalmente concentrati in Australia e Nord America. Il volume dei ricavi annui per l’esercizio 2022 è pari a circa 1 miliardo di euro. Inoltre, la società ha chiuso l’esercizio 2022 priva di debiti finanziari.
Webuild supporterà il riassetto finanziario di Clough, con l’obiettivo di trasformarla nella piattaforma del Gruppo in Australia, mercato strategico per la crescita con investimenti in infrastrutture stimati per oltre 300 miliardi di euro, nel periodo 2022-2025.
In Australia, Webuild registra ordini in portafoglio e progetti per cui il Gruppo è risultato miglior offerente per circa 9 miliardi di euro.
“L’operazione – si legge in una nota – permetterebbe a Webuild di: rafforzare la struttura organizzativa, ingegneristica e la forza lavoro in Australia, funzionali all’esecuzione dei grandi lavori in portafoglio e del piano commerciale; rafforzare la presenza locale in alcuni principali stati australiani quali Western Australia e Queensland, in aggiunta all’ormai consolidata presenza di Webuild negli stati di New South Wales e Victoria; beneficiare di economie di scala e di significative sinergie attraverso la valorizzazione delle risorse centrali di Clough specializzate in pianificazione commerciale, preparazione di offerte, gestione delle risorse umane, gestione degli approvvigionamenti, amministrazione, finanza e controllo; espandere e diversificare le attività del Gruppo Webuild, in termini di segmenti operativi, grazie al buon posizionamento e ad una forte expertise tecnica di Clough nei settori quali Energia, Impianti e Difesa”.
“L’operazione – prosegue la nota – consentirebbe, infine, a Webuild di rilevare le quote di minoranza di alcuni progetti in Australia svolti in partnership con Clough, tra cui gli iconici Snowy 2.0 e Inland Rail”.
L’intesa è condizionata, tra l’altro, all’esito positivo delle attività di due diligence che saranno prontamente svolte sul gruppo Clough, all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni all’acquisizione da parte delle autorità competenti, alla conferma da parte dei principali clienti di Clough della continuità dei contratti post acquisizione e all’approvazione dell’operazione da parte dell’assemblea dei soci di Murray & Roberts Holding Limited. Nel contesto dell’operazione, Webuild si è impegnata ad erogare a Clough, tra signing e closing, un finanziamento sino a 30 milioni di dollari australiani (pari a circa 20 milioni di euro), a condizione che Clough presti adeguate garanzie reali per il rimborso in caso di mancato perfezionamento dell’operazione.
Le attività di due diligence sono già state avviate e avranno come oggetto sia la verifica delle previsioni economiche e finanziarie che sono state fornite a Webuild nel corso della trattativa sia i consueti aspetti legali, contabili fiscali ed operativi.
I nuovi ordini di Webuild in Australia nel primo semestre 2022 ammontano a oltre 2 miliardi di euro (inclusi i variation order; 2,2 miliardi di euro nel 2021 full year).
E’ il 2° più grande mercato di riferimento per Webuild dopo l’Italia per portafoglio ordini. Webuild impiega 1.800 persone (fra personale diretto e di terzi) in Australia negli ultimi 4 anni. Il fatturato in Australia è cresciuto dal 3% del fatturato totale del 2018 al 10% nel 2021, fino al 13,6% del primo semestre 2022. Al primo semestre 2022 il portafoglio ordini Australia è pari a 4,897 miliardi di euro – 12,8% del totale del backlog -, mentre nel 2018 era pari a 392 milioni – 1,5% del totale -, a cui si aggiungono 4 miliardi di progetti per i quali il Gruppo è risultato ad oggi miglior offerente, per un totale di 8,9 miliardi.
Il Gruppo è presente in Australia dal 1970 quando Webuild costruì il Melbourne Underground Rail Loop (MURL), meglio conosciuto oggi come City Loop. Per tutti gli anni ’80, le aziende che sarebbero poi entrate a far parte di Webuild hanno lavorato su vari progetti, come la diga di Wivenhoe, il ponte di Shoalhaven e gli impianti di trattamento delle acque di Traralgon e Pakenham.
Oggi lavora nel paese soprattutto sui settori dell’idroelettrico (“pumped hydro”) e della mobilità sostenibile, con 2 sedi, a Sydney e a Melbourne.
E’ attivo su 2 progetti in corso (Snowy 2.0 e North East Link), ed è stato nominato Preferred Bidder per il mega progetto Inland Rail in Queensland.
Il 10 ottobre 2022 Webuild ha consegnato la linea ferroviaria Forrestfield-Airport Link a Perth, un progetto che prevede 8,5km di linea ferroviaria e tre stazioni, incluso il collegamento all’aeroporto internazionale di Perth.
Il 22 marzo 2022, come parte del consorzio Regionerate Rail, Webuild è stata nominata preferred bidder per la realizzazione della tratta ferroviaria Gowrie-Kagaru, sezione rilevante del progetto Inland Rail, che attraverserà lo Stato del Queensland, in Australia.
Nel 2021, ha vinto la gara per l’aggiudicazione del North East Link – Primary Package, il più grande progetto infrastrutturale realizzato con la tecnica PPP (Public-Private Partnership) in Australia.
Nel 2019, ha vinto la gara per la costruzione dell’Impianto idroelettrico Snowy 2.0, il più grande progetto mai realizzato in Australia nel settore idroelettrico. Nel 2018, ha completato la costruzione del ponte ferroviario skytrain bridge, la struttura più complessa prevista dal progetto Sydney Metro Northwest.

– foto ufficio stampa Webuild –

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Immigrazione, Tajani “L’Italia deve avere il sostegno dell’Europa”

ROMA (ITALPRESS) – Sul tema dell’immigrazione, “l’Italia deve avere il sostegno dell’Europa: la questione deve essere risolta a livello comunitario. L’Europa deve sedersi intorno a un tavolo e decidere insieme cosa fare”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Tg2 Post. “Ha ragione Papa Francesco: innanzitutto l’Italia da sola non può risolvere il problema, ma bisogna anche guardare a quello che si può fare in Africa. Serve una strategia più ampia”, spiega.
Secondo Tajani “le ong si comportano in maniera un pò stravagante, perchè giustamente salvano le persone che rischiano la vita in mare, però le portano tutte verso i porti italiani. Dobbiamo essere molto fermi con le organizzazioni non governative perchè c’è una strategia dietro il loro agire”. “L’Italia accetta e accoglie tutti coloro che hanno problemi – bambini, donne, malati, persone in difficoltà – ma c’è una questione che riguarda le altre persone. L’immigrazione illegale è una violazione della legge”, sottolinea. “Bisogna salvare le vite umane, ma nello stesso tempo bloccare i flussi migratori all’origine”. Per questo “stamattina ho parlato anche con il ministro degli Esteri libico per firmare un memorandum più forte di quello che c’è, per cercare di risolvere il problema a monte, per fermare i mercanti di esseri umani”.

– foto agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).

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