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Covid, 44.878 i nuovi positivi. 64 le vittime

MILANO (ITALPRESS) – Sono 44.878 i nuovi positivi al Coronavirus in Italia, su un totale di 243.421 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino sull’emergenza Covid diffuso dal Ministero della Salute. Il tasso di positività è al 18,4%, mentre il numero delle vittime è di 64, che portano il totale delle vittime a quota 176.976. A livello di ospedalizzazioni, sono 3.653 (192 in più di ieri) i ricoverati con sintomi, dei quali 128 in terapia intensiva, due in meno di ieri. (ITALPRESS).

Photo credits: www.agenziafotogramma.it

“I favolosi anni ’60 e ’70 a Milano” in mostra a Roma

ROMA (ITALPRESS) – Una grande mostra dedicata alla straordinaria stagione dell’arte a Milano tra gli anni Sessanta e Settanta del Ventesimo secolo, un momento di splendido fervore che ha dato vita a una vera e propria rivoluzione delle visioni e delle forme espressive in cui l’opera d’arte si è trasformata radicalmente nel suo assetto teorico e nella sua natura fisica. “I favolosi anni ’60 e ’70 a Milano” sarà aperta al pubblico dal 28 settembre al 20 novembre 2022 all’Auditorium della Conciliazione a Roma. La mostra, a cura di Lorenzo e Enrico Lombardi, è promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta da Emmanuele F. M. Emanuele, e realizzata da Poema in collaborazione con l’Auditorium Conciliazione, vedrà l’esposizione di più di trenta opere dei maggiori protagonisti dell’arte a Milano di quegli anni, riletta con attenzione nella sua complessità e nelle sue diverse tendenze e declinazioni. La mostra sarà divisa in quattro sezioni, in una panoramica accurata e rigorosa che metterà bene in evidenza le compresenze, le divergenze, le commistioni e le comunanze di sguardi di un periodo di grande e felice creatività. La volontà, infatti, è quella di dare vita a un dialogo tra Roma e Milano, in un omaggio e uno scambio di sollecitazioni tra i due grandi poli dell’arte in Italia negli anni del boom economico e della rinascita dell’Italia.
“Sono molto lieto di tornare a proporre una mostra sull’arte italiana degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, dopo quella realizzata lo scorso anno a Roma presso la Galleria Monogramma a via Margutta e dedicata alla ‘Scuola di Piazza del Popolò. Milano in quegli anni era il fulcro dell’Avanguardia internazionale in cui prendevano forma movimenti e tendenze, dallo Spazialismo all’Arte Nucleare”, afferma Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro. “Non a caso essa era caratterizzata da una forte animazione per così dire più ‘scientistà, in cui gli artisti, che ne proclamavano la primazia attraverso un serrato confronto con le Avanguardie europee – spiega – si connotavano per una visione molto soggettiva della loro creatività: penso a Enrico Baj, Roberto Crippa, Gianni Dova, Ugo Nespolo. Inoltre, mentre gli artisti dell’area romana – Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa, Renato Mambor e altri – apparivano maggiormente in dialogo con la Pop Art americana (forse anche per lo speciale rapporto della Capitale con gli Stati Uniti, alimentato dal boom del cinema che fece di Cinecittà ‘Hollywood sul Teverè), Milano era più in sintonia con il contesto artistico europeo, in particolare con Francia, Belgio e Inghilterra. Le sperimentazioni e l’innovazione di cui gli artisti attivi in quel periodo sulla piazza milanese si fecero portatori hanno rappresentato una svolta culturale non soltanto italiana e segnato indelebilmente un’epoca, rispetto alla quale ancora oggi non me ne sovviene un’altra che possa reggere il confronto”.
La prima sezione “Arte, materia e spazio verso lo zero” presenterà le opere di Vincenzo Agnetti, Getulio Alviani, Rodolfo Aricò, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Paolo Scheggi, Michele Zaza. La seconda sezione “Nouveau realisme tra Italia e Francia” comprenderà invece Arman, Piero Manzoni, Mimmo Rotella, Daniel Spoerri. Nella terza sezione “Nuclearismo e astrazioni” troviamo poi Roberto Crippa, Sergio Dangelo, Gianni Dova, Emilio Scanavino. La quarta sezione “Nei mondi della nuova comunicazione” raccoglie infine Valerio Adami, Enrico Baj, Lucio del Pezzo, Bruno Di Bello, Ugo Nespolo, Fabrizio Plessi, Sergio Sarri, Emilio Tadini. La mostra ripercorrerà così le fasi più innovative delle avanguardie a Milano tra anni Sessanta e Settanta, a partire dalle esperienze di apertura verso un nuovo spazio e nuovi territori, di un’astrazione che si apre all’ambiente e allo spazio della vita, per andare frequentemente al di là della pittura e della scultura intese in senso tradizionale, in una visione che si serve spesso dei nuovi materiali della realtà contemporanea o del loro annullamento in una dimensione mentale che culmina nei nuovi esiti concettuali. Le esperienze aniconiche, il dialogo con la scienza, l’architettura e il design, il prelievo oggettuale dal nuovo mondo industriale, il dialogo e le dialettiche con i mass media e con le nuove sollecitazioni paradigmatiche dell’universo collettivo delle culture “popolari” daranno così vita a un mosaico affascinante e ricco di spunti e di nuove possibilità di riflessione. In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo Gangemi editore, con testi di Emmanuele Emanuele, Enrico Lombardi, Lorenzo Canova, Alberto Dambruoso e Guglielmo Gigliotti.

– foto ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale –

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Marmomac, la 56esima edizione al via con 1.168 aziende da 47 Paesi

VERONA (ITALPRESS) – Con 1.168 espositori, dei quali il 60% esteri provenienti da 47 paesi, distribuiti su dieci padiglioni e quattro aree esterne, si è inaugurata la 56esima edizione di Marmomac, manifestazione leader del settore litico, a Veronafiere fino a venerdì 30 settembre. In fiera, macchinari, tecnologie per l’estrazione e la lavorazione della pietra, accessori e prodotti finiti. Alla rassegna, leader per l’industry internazionale del marmo, sono attesi 50mila operatori da 130 paesi. Superati gli ostacoli dovuti all’emergenza sanitaria, tornano alla rassegna buyer dall’Asia con l’India; dai paesi del Far East con Indonesia, Vietnam e Singapore; dall’Australia; dall’Africa con più di 10 nazioni; dall’America Latina e aumentano significativamente gli operatori professionali provenienti dal Nord America.
Marmomac rappresenta un settore che in Italia conta oltre 3.200 aziende e 34mila addetti, con un fatturato complessivo nel 2021 che ha superato i 4,1 miliardi di euro e un saldo commerciale in attivo di 2,6 miliardi di euro.
Dopo aver chiuso il 2021 con un export in forte crescita sull’anno precedente (+19,9%), il primo semestre del 2022 ha fatto segnare una ulteriore incremento del 9,4% rispetto allo stesso periodo del 2021, raggiungendo 1,5 miliardi di euro di controvalore (fonte Centro Studi di Confindustria Marmomacchine).
“Marmomac accompagna e sostiene l’evoluzione della filiera litica, una delle eccellenze della manifattura italiana che da quasi 60 anni ha nella rassegna il suo punto di riferimento mondiale – spiega il presidente di Veronafiere Federico Bricolo -. La rassegna è il punto di riferimento per gli operatori professionali internazionali. Tra questi anche 300 top buyer, tra professionisti architetti e designer, selezionati e ospitati a Verona grazie alle attività di incoming della rete di delegati di Veronafiere, di ICE-Agenzia del ministero degli Affari esteri e di Confindustria Marmomacchine”.
“Per il nostro comparto Marmomac rappresenta un appuntamento fieristico imprescindibile – dice il presidente di Confindustria Marmomacchine, Federico Fraccaroli -, dove confrontarsi con tutti i protagonisti della business community internazionale e fare il punto della situazione dopo la ripresa dello scorso anno che, nonostante le ben note difficoltà, si è confermata anche nella prima parte del 2022. La nostra Associazione collabora attivamente con Marmomac per la buona riuscita della manifestazione e il nostro contributo è testimoniato dalla presenza a Verona di 205 aziende associate”.
“Parlare di marmo in Veneto vuol dire riferirsi a una vera e propria eccellenza – commenta la vicepresidente della Regione Veneto, Elisa De Berti -. Sono 1200 le imprese del marmo nella nostra regione e ben 500 sono concentrate nel distretto lapideo di Verona. Il settore lapideo ha resistito all’emergenza pandemica, ma ora si trova di fronte a un’altra difficile prova legata alla crisi energetica e geopolitica. Per questo Marmomac è un asset strategico per la filiera della pietra naturale, traino per tutto il settore”.
“Sono particolarmente legato a Marmomac da tanti ricordi giovanili, si può dire che sono cresciuto in cava, a contatto con la pietra – commenta Damiano Tommasi, sindaco di Verona -. E’ un orgoglio che proprio Verona, con questo evento, rappresenti a livello internazionale il comparto del marmo, che, però, si trova a confrontarsi con le difficoltà legate alla situazione contingente di crisi energetica. Speriamo in un veloce ritorno alla normalità per il settore che deve guardare con ambizione verso il futuro”.
“Il marmo ha un impatto profondo nello sviluppo del tessuto economico e sociale del nostro territorio – dichiara il presidente della provincia Manuel Scalzotto -. Marmomac è elemento di economia rilevante e si configura come salone dalle possibilità uniche per il comparto per collegare aziende a professionisti e sviluppare modelli di business. Ora occorre fare fronte comune per supportare le aziende in questi tempi di “pandemia energetica”, poichè il settore lapideo è tassello fondamentale della nostra economia locale”.
Al taglio del nastro erano presenti anche l’amministratore delegato di Veronafiere, Maurizio Danese, e la direttrice dell’Ufficio Beni di consumo di ICE-Italian Trade & Investment Agency, Milena Del Grosso.
A Marmomac, tra le presenze, in termini di espositori, più significative si contano, per l’Europa, oltre all’Italia, la Turchia, la Spagna e il Portogallo; per l’Asia, l’India e l’Iran; per il Sud America, il Brasile; per l’Africa, l’Egitto; per l’Estremo Oriente, la Corea del Sud. Anche l’Ucraina partecipa con un’iniziativa culturale dal titolo “Vitalità”, opera di giovani designer che raccontano, attraverso la pietra, il coraggio del proprio popolo.
Oltre a costituire un irrinunciabile appuntamento b2b, Marmomac coniuga business e cultura del prodotto dedicando il padiglione 10, The Plus Theatre, a percorsi culturali e sperimentazioni di designer e archistar e proponendo un omaggio immersivo ad Antonio Canova, il celebre scultore a cui è dedicata la campagna pubblicitaria della manifestazione.
La manifestazione si tiene a Veronafiere fino al 30 settembre con orario 9.30 – 18.

– foto ufficio stampa Veronafiere –

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Simest per gli esportatori italiani penalizzati dal conflitto in Ucraina

ROMA (ITALPRESS) – Oggi, in considerazione dell’incertezza e dell’instabilità che dominano i mercati internazionali in seguito al conflitto tra Russia e Ucraina, SIMEST è in prima linea nel dare una risposta concreta a supporto delle imprese maggiormente esposte nei confronti dei Paesi coinvolti.
Due sono le linee di finanziamento agevolato messe a disposizione delle imprese esportatrici italiane e operative fino al 31 ottobre. E’ già attivo dal 12 luglio il primo strumento rivolto alle imprese italiane con esportazioni nell’area del conflitto, teso a sostenere quelle realtà con un fatturato legato per più del 20% ai Paesi interessati dal conflitto.
A questo si aggiunge un ulteriore finanziamento, attivo a partire dal 20 settembre, pensato per le imprese italiane esportatrici con approvvigionamenti – diretti o indiretti – provenienti dalle aree del conflitto che sono state, pertanto, costrette a diversificare le geografie di approvvigionamento affrontando così forti rincari dei costi e importanti flessioni dei ricavi.
In entrambi i casi si tratta di strumenti di finanza agevolata a condizioni promozionali: rimborso a tasso zero e una quota a fondo perduto fino al 40%, nel limite di 500 mila euro di agevolazione. Per queste operatività, sono stati messi a disposizione 1,8 miliardi di euro del Fondo 394, gestito da SIMEST per conto della Farnesina.
Un’azione di fondamentale importanza per il nostro sistema industriale, che conferma l’importanza del ruolo riconosciuto a SIMEST durante gli ultimi due anni di difficile e incerta congiuntura globale. La società del Gruppo CDP, grazie ad una continua innovazione dei propri strumenti, è riuscita a salvaguardare molte realtà economiche nazionali dagli impatti nefasti della pandemia e a permettere loro di continuare ad investire in crescita internazionale e transizione digitale ed ecologica.

– foto ufficio stampa Simest –

(ITALPRESS).

Patologie cardiovascolari, da Bayer Italia l’app TeraPiù

MILANO (ITALPRESS) – Il 29 settembre si celebra la Giornata Mondiale per il Cuore, promossa dalla World Heart Federation, con l’obiettivo di informare sul ruolo della prevenzione delle patologie cardiovascolari. Il tema della campagna 2022 è “Use heart to every heart” e vuole richiamare l’attenzione sull’importanza di sfruttare i vantaggi della tecnologia per migliorare l’aderenza terapeutica a livello globale delle malattie che riguardano l’apparato cardiovascolare.
Seguire correttamente la propria terapia e adottare stili di vita sani può aiutare il paziente ad avere una prospettiva di salute più favorevole. Spesso però, ritmi frenetici, dimenticanze, paura di effetti collaterali, possono far perdere la motivazione e ridurre l’aderenza al trattamento. Succede quindi di non seguire correttamente la terapia: ciò accade per il 50% dei pazienti in prevenzione cardiovascolare primaria e il 30% dei pazienti in prevenzione secondaria, dunque nei soggetti già colpiti da patologie cardiovascolari. Un comportamento che rappresenta un fattore di rischio per il paziente, riduce i benefici di prevenzione e di cura e alimenta spreco di risorse pubbliche.
La motivazione più gettonata? “Mi sono dimenticato”, che accomuna il 55% dei pazienti, mentre il 14% “non ritiene sia necessaria la terapia sempre”. Seguono “odio prendere i farmaci” e “non mi piace essere dipendente dai farmaci” a pari merito (7%). Anche la necessità di instaurare una buona relazione medico-paziente, con una chiara condivisione delle informazioni sullo stile di vita e sulla patologia, è un fattore fondamentale che incide sui livelli di adesione alla terapia.
Per contrastare queste problematiche e facilitare la gestione della terapia nella quotidianità di pazienti e caregiver, interviene la tecnologia al servizio della persona. Tra le soluzioni pensate su misura per chi soffre di una patologia cardiovascolare, Bayer Italia presenta TeraPiù, l’App semplice, personalizzata e scaricabile gratuitamente su App Store e Google Play che assiste il paziente e i suoi familiari nel percorso terapeutico.
Un progetto nato dal confronto con medici, farmacisti e pazienti, in collaborazione con un Board Medico Scientifico di primo livello e con le competenze di Personalive e Cherry Data, realtà innovative inserite nel Polihub del Politecnico di Milano.
Le App possono migliorare l’aderenza, e studi pubblicati su importanti riviste scientifiche lo hanno dimostrato: secondo una recente meta analisi pubblicata sul BMJ, i pazienti che hanno utilizzato dispositivi mobili hanno il 106% di probabilità in più di essere aderenti rispetto a chi non li usa.
“Una non adeguata aderenza terapeutica rappresenta un problema complesso ed una delle grandi sfide in ambito salute, soprattutto per pazienti affetti da patologie croniche e relativi trattamenti. Con l’approssimarsi della Giornata Mondiale del Cuore, siamo orgogliosi di presentare il progetto TeraPiù: grazie alle molteplici potenzialità dell’Intelligenza Artificiale, servizi, contenuti e messaggi vengono elaborati in accordo ad un’accurata personalizzazione, per contribuire a migliorare significativamente la vita delle persone affette da patologie cardiovascolari. In pochi mesi, gli oltre 25 mila download e le ottime recensioni ottenute testimoniano l’elevato indice di gradimento e l’indubbia utilità dell’applicazione” – conclude la dottoressa Francesca Russo – Country Medical Director Bayer Italia.
TeraPiù offre servizi e contenuti a pazienti e caregiver, disegnati sulla base delle proprie esigenze, facilitando l’assunzione dei farmaci e migliorando l’aderenza alla terapia. Ad esempio, sarà possibile controllare quali farmaci sono stati prescritti, consultarne il foglietto illustrativo e le indicazioni sull’assunzione. Un servizio di notifiche e alert avvisa quando assumere i farmaci prescritti – anche se si è fuori casa – e ricorda quando stanno per finire o scadere. Inoltre, l’applicazione rende possibile la raccolta dei parametri come pressione e colesterolo e l’utilizzo del contapassi e del calcolatore di calorie per rimanere in forma.
Con TeraPiù i propri punti di riferimento sono sempre a portata di mano, perchè all’interno dell’applicazione è possibile memorizzare i recapiti di medici, farmacisti e segnare le visite mediche programmate in un calendario per gli appuntamenti.
Terapiù è inoltre utilizzabile da familiari e badanti per controllare la corretta assunzione della terapia del proprio caro.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Bayer-

In Italia oltre un terzo dei decessi è legato a malattie cardiovascolari

MILANO (ITALPRESS) – Alla vigilia della Giornata Mondiale del Cuore 2022, sono ancora allarmanti i numeri legati all’impatto delle patologie cardiovascolari in termini di mortalità. Silenzioso, invisibile e sottovalutato, il colesterolo è oggi tra i principali responsabili delle oltre 18,6 milioni di vittime per patologie cardiovascolari nel mondo e che nel nostro Paese fanno registrare il 34,8% dei decessi. Ma oggi, dopo quasi tre anni di pandemia, qual è la percezione degli italiani? A scattare l’allarmante fotografia è l’indagine SWG per Sanofi presentata oggi a Milano in occasione dell’incontro ‘La prevenzione che sta a cuore. Malattie cardiovascolari e colesterolo nei pazienti ad alto rischio: agire prima, in modo intensivo e efficace, per ridurre la mortalità’. Oltre il 40% degli intervistati sottovaluta i rischi legati ad alti livelli di colesterolo, mentre circa 1 su 3 ritiene che il rischio di mortalità legato all’ipercolesterolemia debba preoccupare solo chi ha problemi cardiaci pregressi. E ancora, meno di 1 su 2 (il 43% del campione) sa che è il colesterolo LDL ad essere dannoso per la nostra salute. Obiettivo della ricerca, condotta su un campione di oltre 1.200 soggetti di età compresa tra i 45 e i 74 anni, quello di analizzare la conoscenza delle malattie cardiovascolari, la percezione circa le conseguenze dell’ipercolesterolemia per offrire spunti di riflessione e stimoli concreti a pochi giorni dalla Giornata Mondiale del Cuore (29 settembre).
E’ in occasione dell’annuale appuntamento dedicato proprio a rilanciare l’attenzione del dibattito pubblico sulle patologie cardiovascolari e il loro impatto sulla nostra società che Fondazione Italiana per il Cuore, Società Italiana di Cardiologia (SIC), Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e Conacuore intendono, ancora una volta, richiamare l’attenzione su patologie la cui prevalenza è in aumento in diversi Paesi, tra cui l’Italia.
‘Nel nostro Paese, oltre 1 decesso su 3 è imputabile alle patologie cardiovascolari, prima causa di morte sia per gli uomini (31,7%) che per le donne (37,7%). Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico – spiega Emanuela Folco, presidente della Fondazione Italiana per il Cuore (FIPC) -. La malattia modifica la qualità della vita e comporta notevoli costi economici per la società. In Italia, la prevalenza di cittadini che vivono con invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille. Questo è in parte attribuibile all’aumento dell’aspettativa di vita, con una popolazione sempre più anziana e quindi ‘fragilè, nonchè alla prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolare, tra cui ipercolesterolemia. Dopo quasi tre anni di pandemia, vediamo ancora oggi come la percezione generale sia che le patologie cardiovascolari non occupino i primi posti tra le malattie da temere, dato in contrapposizione con quello che vediamo nella vita di tutti i giorni dove la mortalità per cause cardiovascolari occupa i primissimi posti. Oggi è l’occasione per ribadire, ancora una volta, l’importanza di sensibilizzare il cittadino e il paziente a prendere a cuore la propria salute cardiovascolare a partire dalla prevenzione primaria, sottolineando come sempre la necessità di adottare corretti stili di vita e una sana alimentazione, ma anche e soprattutto secondaria laddove sia presente una condizione patologica che necessita di una presa in carico da parte dello specialistà.
Ed è proprio attraverso la prevenzione che per il 92% degli intervistati i problemi cardiocircolatori possono essere evitati. A questa consolidata convinzione, però, non corrispondono azioni concrete di prevenzione e controllo: solo per il 17% del campione, infatti, è opportuno eseguire periodicamente visite di controllo, mentre solamente il 31% si è sottoposto ad una valutazione del rischio cardiovascolare negli ultimi 12 mesi.
A non poter però sottrarsi a controlli regolari sono, più degli altri, i pazienti ad alto rischio cardiovascolare che rappresentano, in base alle linee guida internazionali, la vera e urgente priorità nell’ambito degli interventi preventivi.
‘Il tema della prevenzione è di grande importanza per tutti noi, ma diventa cruciale quando si parla di paziente ad alto rischio cardiovascolare – sottolinea Ciro Indolfi, presidente della Società Italiana di Cardiologia (SIC) -: chi è stato colpito da un evento cardiovascolare, infatti, corre un rischio elevato di andare incontro ad un nuovo infarto o Ictus negli anni successivi. Eventi che potrebbero essere sensibilmente ridotti – come ricordano le recenti linee guida della Società Europea di Cardiologia – se venissero sempre più implementate le strategie di prevenzione secondaria. Proprio nella direzione di un trattamento precoce e rapido va l’abbassamento delle soglie di colesterolo LDL per l’accesso ai nuovi farmaci anti-colesterolo PCSK9, recentemente pubblicate in GU da AIFA. Evidenze scientifiche dimostrano come il colesterolo LDL sia causa delle patologie cardiovascolari, non un fattore di rischio, e come la sua riduzione – pertanto – rappresenti uno degli obiettivi principali per limitare eventi cardiovascolari quali l’infarto miocardico e contrastare la mortalità. Infatti, le linee guida della Società Europea di Cardiologia suggeriscono in prevenzione secondaria livelli di colesterolo LDL inferiori a 55 mg/dl e, in alcuni pazienti particolarmente a rischio, livelli di LDL-C ancora più bassi e inferiori a 40 mg/dl. Questi obiettivi così ambiziosi possono essere oggi raggiunti grazie agli inibitori della proteina PCSK9, capaci di ridurre del 60% il livello di colesterolo LDL, dimostrando un chiaro beneficio clinico nei pazienti con elevato rischio cardiovascolare. Un cambio di rotta, quello avviato per la prima volta in Italia rispetto ad altri Paesi europei, per la prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolarì.
Il paziente ad alto rischio cardiovascolare ha subìto uno o più eventi cardiovascolari ed è un paziente cronico che come tale va trattato. Sebbene sia spesso in terapia con farmaci orali come le statine e ezetimibe, continua a registrare alti livelli di colesterolo LDL. Per questo la sua gestione rappresenta oggi una delle principali complessità per i Sistemi Sanitari Nazionali.
Secondo Giuseppe Di Tano, Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) – Fondazione per il Tuo cuore ‘per una corretta e appropriata presa in carico e gestione dei pazienti con malattia cardiovascolare nota ad elevato rischio di eventi occorre mettere in campo diverse azioni, anche attraverso una più efficace sinergia tra cure primarie, ospedale e territorio. Il controllo dei fattori di rischio attraverso un intervento farmacologico incisivo e precoce, il monitoraggio costante delle condizioni cliniche, la sensibilizzazione del paziente, del suo ambito familiare-sociale e del caregiver sull’importanza dell’aderenza alla terapia e alle norme di stile di vita consigliate, sono elementi fondamentali in grado di contrastare il rischio di andare incontro a un nuovo episodio cardiovascolare. Come nella prevenzione primaria, anche in quella secondaria è fondamentale promuovere l’engagement del paziente nel percorso di cura, così da favorire una maggiore proattività nella gestione della propria salute, in relazione con il Sistema Sanitario. La mancata o inappropriata gestione dell’ipercolesterolemia porta, infatti, ad un peggioramento dello stato di salute e all’esposizione per il paziente ad un rischio di eventi elevato, con ripercussioni negative non solo sulla salute ma anche sul SSN. Una condizione tanto silente quanto insidiosa come l’ipercolesterolemia va trattata in maniera incisiva e precoce. E’ per questo che va ‘aggredità con un approccio ancora più energico rispetto a quanto fatto fino a ieri, così da garantire un efficace contenimento del rischiò.
‘Infine, la possibilità, come indicato dalle Linee Guida, di utilizzare un parametro oggettivo e facilmente ottenibile come la misurazione delle LDL ematiche su cui modulare la terapia, mirando a raggiungere i livelli target richiesti, rappresenta una raccomandazione ineludibile a cui adeguarsì, aggiunge.
Ma è proprio sulla percezione dell’ipercolesterolemia che c’è ancora tanto da fare: il 20% non conosce neppure i rischi derivanti da alti livelli di colesterolo, mentre per il 42% il controllo del livello del colesterolo dipende solamente dalla dieta alimentare e dall’attività fisica, trascurando quindi l’efficacia terapeutica.
Una condizione cronica, quella dell’ipercolesterolemia, con un impatto anche sulla vita del paziente: sale fino all’80%, infatti, la percentuale di persone con colesterolo alto che dichiara di aver cambiato le proprie abitudini, con maggior riguardo alla vita familiare (24%) e perfino lavorativa (11%).
‘Occorre superare il preconcetto che il colesterolo si combatta solo con la dieta – dice Giuseppe Ciancamerla, Conacuore -. E’ chiaro che questo possa aiutare, ma l’ipercolesterolemia è una patologia, si chiama aterosclerosi, e va trattata con l’aiuto di uno specialista. Per questo occorre che i pazienti siano sempre più sensibilizzati sulla necessità di conoscere i vari tipi di colesterolo e i loro valori ottimali con l’aiuto delle carte del rischio, facili da leggere, e che correggano uno stile di vita non adeguato. Ancora di più se si parla di paziente ad alto rischio cardiovascolare, al fine di mantenere l’aderenza alla terapia e quindi contrastare la mortalità. Un evento traumatico sulla salute come un infarto può infatti avere effetti fisici, ma anche emotivi, devastanti. In alcuni casi, lo specialista ricopre un ruolo cardine perchè chiamato a valutare il coinvolgimento di altre figure, attraverso un approccio multidisciplinare, per una presa in carico globale del paziente ad alto rischiò.
‘In Sanofi siamo quotidianamente impegnati nello studio di soluzioni terapeutiche innovative e programmi per il miglioramento della qualità di vita e della sopravvivenza dei pazienti con malattie cardiovascolari – spiega Andrea Rizzi,
Medical Head General Medicines di Sanofi Italia -. E’ un impegno concreto che si esplicita anche in un contributo in termini di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, pazienti e caregiver, su come vada alzato il livello di attenzione relativo all’impatto che questo tipo di malattie hanno sulla nostra società e sul sistema sanitario nazionale. In Sanofi siamo al fianco delle associazioni che rappresentano i pazienti e della classe medica, per contribuire a ridurre drasticamente l’impatto in termini di mortalità e qualità della vita che le malattie cardiovascolari hanno ancora oggi, offrendo risposte concrete in termini di cure e terapie e di gestione in ambito di prevenzione secondaria con particolare attenzione ai pazienti ad alto rischiò.

– foto ufficio stampa Sanofi –

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Lega, Maroni “Serve congresso straordinario per eleggere nuovo leader”

ROMA (ITALPRESS) – “Ora si parla di un congresso straordinario della Lega. Ci vuole. Io saprei chi eleggere come nuovo segretario. Ma per adesso non faccio nomi”. Così l’ex leader della Lega Roberto Maroni, nella sua rubrica Barbari Foglianti, sul Foglio, commentando i risultati delle elezioni.
“La vittoria è netta – sottolinea Maroni -. Svanisce quella che per il centrodestra era l’unica paura e per il centrosinistra l’unica speranza: non ci saranno incertezze in Parlamento. Meloni potrà contare su una maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato”.

– Foto agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Lega, Salvini “Proporrò Bossi senatore a vita”

ROMA (ITALPRESS) – Secondo il segretario della Lega Matteo Salvini, Umberto Bossi, che non è stato rieletto in Parlamento, dovrebbe essere nominato senatore a vita. “Bossi senatore a vita? Sarebbe il giusto riconoscimento – afferma Salvini – dopo trentacinque anni al servizio della Lega e del Paese. Porterò avanti personalmente, sicuramente con l’appoggio non solo della Lega ma di tantissimi italiani, questa proposta”.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

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