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Show Dybala all’Olimpico, la Roma affonda il Monza

ROMA (ITALPRESS) – La Roma batte il Monza 3-0 con la prima doppietta di Paulo Dybala e vola a dieci punti in classifica. Nella cornice di un Olimpico sold out per la nona volta consecutiva, però è la squadra di Stroppa a partire meglio con quasi il 70% del possesso palla nei primi venti minuti. Alla Roma invece basta la giocata del campione per passare in vantaggio. La prima rete di Paulo Dybala con la maglia giallorossa è una magia: sponda di testa di Abraham, la Joya si fa metà campo palla al piede e col mancino e trova l’angolo più lontano. Mourinho schiera dal 1′ Kumbulla che però si fa male dopo 27′. Straordinari e niente riposo per Chris Smalling. A tranquillizzare Mourinho ci pensa il solito Paulo Dybala che ha bisogno di mezz’ora per toccare quota 100 gol in Serie A. Al 32′ tutto nasce da un errore di Marrone: Abraham si invola e calcia, Di Gregorio respinge ma lo fa sui piedi di Dybala, che in spaccata deposita in rete. L’argentino si destreggia anche in zona assist: passaggio illuminante al 45′ per Pellegrini che col destro non trova la porta. Ad inizio ripresa si invertono i ruoli: Pellegrini scatta in profondità e serve Dybala che col mancino scalda i guantoni di Di Gregorio. Al 49′ il Monza spaventa la Roma per la prima volta: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Caldirola di testa va vicino all’incrocio dei pali. Lo stesso difensore al 54′ è decisivo sul tiro a botta sicura di Pellegrini su assist di Celik. Due minuti dopo si scatena Tammy Abraham: dribbling secco su Marlon, Di Gregorio gli nega il 3-0 in uscita. La rete del tris è rimandata al 61′ col piatto forte della casa: sugli sviluppi di un corner, Ibanez svetta di testa e firma il suo primo gol in campionato. Si tratta della terza rete della Roma sugli sviluppi di un calcio piazzato in questo campionato. Nel finale c’è spazio per la traversa di Machin e per l’esordio di Belotti. Il Gallo ha la palla del 4-0: Caldirola va a vuoto di testa, l’ex Toro va col piattone a botta sicura, Di Gregorio gli nega la prima gioia in giallorosso.
– foto LivePhotoSport –
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Maignan salva il Milan, è 0-0 col Sassuolo

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Milan torna sul campo che 3 mesi fa gli regalò lo scudetto ma non va oltre lo 0-0 con il Sassuolo. I campioni d’Italia, questa sera poco brillanti, devono inoltre ringraziare Maignan per un rigore parato su Berardi nel primo tempo, con l’esterno della nazionale azzurra costretto poi a uscire per un infortunio muscolare in avvio di ripresa. Da segnalare anche il rientro di Kjaer, di nuovo titolare a 272 giorni dal suo grave infortunio al ginocchio. La prima chance è per gli ospiti e arriva all’8′. Leao riceve da Diaz e serve in area Pobega che, da posizione defilata, si fa sbarrare la strada da Consigli in uscita prima che lo stesso Leao calci alle stelle sulla respinta del portiere. Quattro minuti dopo il portoghese ci prova dai 25 metri con un destro potente che esce di poco a lato. I rossoneri hanno in mano il pallino del gioco, ma al 21′ sono gli emiliani a procurarsi un rigore per atterramento in area di Kyriakopoulos. Dal dischetto si presenta Berardi, il quale si fa però ipnotizzare da Maignan che para in tuffo sulla sua destra. I padroni di casa interpretano meglio la seconda metà del primo tempo, ma senza riuscire a impensierire in modo serio la difesa avversaria. Si va all’intervallo sullo 0-0. Gli uomini di Pioli aumentano la pressione nella ripresa, ma mancano di inventiva ed efficacia negli ultimi 16 metri. I neroverdi si abbassano molto, ma senza rischiare. Il secondo tempo scorre così senza grosse emozioni e il punteggio non cambierà più fino al fischio finale. Per il Milan arriva dunque un pareggio che lo porta per il momento in vetta da solo a quota 8, in attesa delle altre gare e del derby di sabato prossimo. Per il Sassuolo arriva invece il quinto punto del suo campionato.
– foto LivePhotoSport –
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Meloni “Ostacoli su premier e ministri? Spero di no”

MILANO (ITALPRESS) – Alla domanda se possano esserci ostacoli nell’indicazione di Giorgia Meloni come premier o per i nomi dei ministri, la leader di Fratelli d’Italia ha risposto: “spero di no, non ho ragione di crederlo. Credo che ci si debba presentare con una squadra dei ministri di tutto rispetto. Non ho ragione di credere che la nostra democrazia sia diversa dalle altre”. Lo ha dichiarato nel corso di un’intervista per la trasmissione “Fuori dal coro” in onda questa sera su Rete 4. Unità nel centrodestra? “Noi governiamo già insieme diverse regioni e comuni – prosegue -. Mediamente dove governiamo insieme, mi pare che lo facciamo con ottimi risultati. Questo perchè le nostre differenze sono di ricetta, ma sul principio siamo tendenzialmente d’accordo: ad esempio, siamo tutti per abbassare le tasse, dopodichè le proposte all’interno della coalizione possono essere diverse”.
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Craxi “Da FI atlantismo della ragione ed europeismo pragmatico”

PALERMO (ITALPRESS) – In politica estera “la posizione di Forza Italia è sempre stata molto chiara: un atlantismo della ragione, senza tentennamenti ma anche senza subalternità, e un europeismo pragmatico. Vogliamo un’Europa migliore di quella che abbiamo vissuto in questi anni ma proprio Manfred Weber ha detto che non si può uscire dalla crisi energetica senza una rinnovata solidarietà europea”. Così Stefania Craxi, presidente della Commissione Esteri del Senato, in un’intervista all’Italpress risponde alla domanda se l’incontro di oggi tra Forza Italia e il leader del Ppe Manfred Weber sia un segnale a chi teme che la collocazione euro-atlantica dell’Italia sia a rischio in caso di vittoria del centrodestra alle elezioni.
“Nella sostanza la coalizione di centrodestra è molto più unita di quello che vogliono fare apparire i giornali: sui temi sociali, sul sostegno alla piccola e media impresa, sul fisco amico delle persone, sulla politica internazionale”, spiega la Craxi.
“Il centrodestra è una coalizione unita e Forza Italia ha un ruolo importante. Magari in questo momento sul piano dei voti è la forza più debole della coalizione, ma sul piano politico ha un ruolo molto importante – aggiunge -: è una forza di libertà, di moderazione, un collante per l’intera coalizione, e in grado di tracciare una strada riformista, europeista, atlantista. Credo che Forza Italia abbia un grande ruolo più dei voti che in questo momento è in grado di raccogliere”.
Stefania Craxi è la candidata del centrodestra nel collegio uninominale di Gela al Senato, e respinge con fermezza chi parla di candidatura “paracadutata”. “Paracadutata un corno. La mia famiglia è di origine siciliana. San Fratello è il Paese dei miei avi, e torno ogni anno per la festa dei patroni Cirino, Alfio e Filadelfo. Il mio rapporto con la Sicilia non si è mai interrotto, anche quando sono stata al ministero degli Affari Esteri”, spiega. “Sono anche cittadina onoraria di Mazara del Vallo, dove sono stata spesso a sostegno del comparto della pesca”, prosegue la Craxi, che evidenzia il ruolo che può giocare la Sicilia sull’energia. “E’ già un hub energetico. Pensiamo alle grandi pipeline che arrivano a Mazara del Vallo, a Gela, per poi salire lungo il Paese. La regione ha già un grandissimo ruolo di snodo dei commerci energetici e agroalimentari nel Mediterraneo – spiega -. Può essere implementato questo ruolo, e sicuramente con la crisi energetica che ci aspetta una delle cose da fare è proprio rafforzare le linee di trasmissione che già esistono”.
Dalla Craxi apprezzamento per la scelta del centrodestra di puntare su Renato Schifani in Sicilia: “Dopo tante sciocchezze sull’uno vale uno, finalmente in Sicilia il candidato è una figura di grande esperienza istituzionale, e ha avuto il grande merito di ricompattare il centrodestra. Farà bene”.

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Di Maio “La nostra proposta è un decreto d’emergenza taglia-bollette”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi ieri come Impegno Civico abbiamo presentato la nostra proposta. Serve un decreto taglia bollette che paghi alle imprese l’80% della bolletta, perchè ci sono imprenditori che a luglio di quest’anno hanno pagato una bolletta dieci volte più alta dello scorso anno. Se non paghiamo l’80% delle bollette alle imprese, l’unica cosa che otterremo è che chiuderanno, che perderemo posti di lavoro, dovremmo pagare la cassa integrazione e perderemo introiti di tasse e contributi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ospite di Non stop news su Rtl. “Fino alla fine dell’anno – ha aggiunto – perchè questa è una misura emergenziale, ma mentre noi diamo respiro alle imprese dobbiamo ottenere il tetto massimo al prezzo del gas. Non credo che riusciremo ad ottenerlo all’interno del governo Draghi con Salvini e il centrodestra che non sono d’accordo con il tetto massimo al prezzo del gas, un obiettivo che dobbiamo ottenere a livello europeo. Ma è anche una sanzione a Putin, perchè se diciamo che il prezzo del gas non deve andare oltre a una cifra in tutta Europa, noi diamo meno soldi a Putin. C’è un’ambiguità della coalizione di Destra su questo che sta bloccando l’azione del nostro governo che è in carica con gli affari correnti, quindi non può fare tutto su questo versante e l’hanno fatto cadere questo governo Salvini e Conte”.
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Energia, Salvini “Servono 30 miliardi, anche a deficit”

GELA (CALTANISSETTA) (ITALPRESS) – “Servono 30 miliardi, anche a deficit, perchè altrimenti sarà una strage di migliaia di posti di lavoro. Prendere il modello Macron, non ne propongo altri. La Francia sta investendo decine di miliardi da distribuire a chi produce, e distribuisce energia, per avere un tetto massimo all’aumento delle bollette”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a Gela, nel Nisseno, per il suo tour elettorale siciliano.
“Ci sono bollette che stanno triplicando, quadruplicando, e ottobre è lontano, bisogna intervenire adesso, a settembre – aggiunge -. Il Parlamento e il Governo sono in carica quindi possono e devono intervenire. Spero che Letta, faccio un esempio, accolga questo impegno. Perchè va bene aspettare l’intervento dell’Europa, e se verrà benissimo, va bene tassare gli extraprofitti, ma con meno di 30 miliardi il problema non lo risolvi”.
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Berlusconi “Siamo favorevoli all’esercito europeo”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi parliamo di noi in Europa”. Lo dice Silvio Berlusconi, nella sua video-pillola quotidiana del programma elettorale. “L’Italia – aggiunge – è un paese fondatore dell’Unione Europea. L’Europa è la nostra patria comune, qui sono nati i nostri princìpi cristiani e liberali. Noi non possiamo che essere europeisti, senza esitazione e fino in fondo. Del resto solo l’Europa tutta unita, con valori condivisi e di un autentico senso di appartenenza di tutti i popoli che ne fanno parte, può avere un ruolo nelle grandi sfide del mondo, può difendere i nostri interessi e il nostro stile di vita. Per fare questo però bisogna mettere davvero in comune tra tutti gli stati europei la politica estera e di difesa. Si deve arrivare ad una vera diplomazia europea, ad un unica voce nella politica estera e a una vera forza militare europea, cominciando con un corpo di intervento rapido, di 100.000 uomini, pronto ad intervenire nelle emergenze”.
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Furlan “Serve subito un intervento sociale contro il caro bollette”

PALERMO (ITALPRESS) – Intervenire contro il caro energia e l’inflazione “è assolutamente la priorità”. Lo dice in un’intervista all’Italpress Annamaria Furlan, ex segretaria generale della Cisl e capolista del Pd nel collegio plurinominale Sicilia occidentale del Senato, che comprende le province di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta.
“Dobbiamo tutelare l’economia del Paese, le nostre imprese e le famiglie. Bisogna agire immediatamente sia a livello europeo con un tetto al prezzo e anche a livello nazionale, scorporando il prezzo del gas da quello dell’elettricità, calmierando le bollette per imprese e famiglie. E’ assolutamente necessario un intervento sociale”, sottolinea Furlan, per la quale si potrebbe anche fare ricorso a uno scostamento di bilancio “se fosse necessario”, ma “sarebbe molto meglio aumentare la tassazione su chi specula su questi aumenti”.
Sul tema degli stipendi “con il ministro Orlando si stava facendo davvero un buon lavoro, per definire una volta per tutte che il salario minimo sono i contratti nazionali delle categorie, i contratti più diffusi. Purtroppo l’incoscienza e l’irresponsabilità di far cadere il Governo ha interrotto anche questo lavoro. Bisogna riprenderlo al più presto”.
“Abbiamo nel Paese e in particolare al Sud abbiamo una situazione terribile che va affrontata con determinazione. Non basta lavorare per non essere poveri. Abbiamo proprio in Sicilia il 50% delle famiglie monoreddito con contratto a tempo determinato, e un tasso di povertà assoluta oltre il 12% delle famiglie”, sottolinea.
“Ridare dignità al lavoro significa ripartire innanzitutto da un rafforzamento forte della contrattazione, i contratti vanno rinnovati nel nostro Paese. Poi vanno create davvero condizioni perchè non si muoia di lavoro – dice ancora Furlan -. Il lavoro povero si combatte attraverso una buona contrattazione e l’emersione del tanto nero che c’è nel Paese, togliendo il lavoro dalla precarietà disarmante che abbiamo davanti. Il lavoro precario troppo spesso è sfruttamento, non consente di guardare al futuro, ed è legato anche al tema della denatalità”.
Per fermare l’esodo dei giovani dalla Sicilia “bisogna creare lavoro. Per il Partito Democratico la priorità è la questione del lavoro, perchè dà dignità alla persona e soprattutto costruisce il futuro dei nostri giovani”, sottolinea l’ex leader della Cisl.
“Dalla Sicilia e da tutto il Sud ogni anno migliaia di giovani donne e uomini, dopo anni di sacrificio delle famiglie per farli studiare, devono portare la loro intelligenza all’estero. Questo non è ammissibile – aggiunge -, abbiamo bisogno che rimangano nel nostro Paese per farlo crescere. Per i giovani il diritto allo studio e al lavoro è una priorità”.

– foto Italpress –

(ITALPRESS).

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