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A Palermo la 2^ tappa di “Uniti e vicini ai pazienti con epatocarcinoma”

PALERMO (ITALPRESS) – Fare il punto sullo stato dell’arte della presa in carico del paziente con epatocarcinoma in Sicilia, evidenziare l’importanza del lavoro sinergico dei team multidisciplinari della rete regionale che possono migliorare l’appropriatezza delle procedure diagnostiche e terapeutiche, facilitare la gestione del paziente, migliorare l’efficacia delle cure e l’accesso delle stessa da parte dei pazienti, e migliorare il rapporto costo-beneficio delle terapie: sono questi alcuni gli obiettivi della tappa di Palermo di “Uniti e Vicini ai Pazienti con Epatocarcinoma: l’esperienza della rete siciliana”, il roadshow promosso da Roche con il patrocinio di EpaC Onlus.
L’epatocarcinoma (HCC) è uno dei tumori più aggressivi e una delle prime cause di morti oncologiche nel mondo. In Italia, nel 2020 i nuovi casi stimati di tumori epatici sono stati 13.000 e l’epatocarcinoma rappresenta il 75-85% del totale. Nel 2020, il numero di decessi per tumore in Sicilia è stato 12.700; la terza causa di queste morti è il tumore al fegato che conta quasi per l’8% del totale.
Oggi, grazie ai progressi scientifici e alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche, la prognosi della patologia è in miglioramento, ma questo si accompagna ad una maggiore complessità della sua gestione, che pone alcune sfide sia dal punto di vista clinico che organizzativo.
La presa in carico del paziente con epatocarcinoma, infatti, deve essere guidata da un team multidisciplinare, composto da epatologi, chirurghi, oncologi e radiologi interventisti e altri specialisti che, lavorando in sinergia fin dal momento della diagnosi, possa individuare il miglior trattamento possibile per il paziente e indirizzarlo verso strutture di eccellenza e ad alta specializzazione, con la garanzia di accesso ai migliori percorsi di diagnosi e cura. Il team definisce il trattamento personalizzato sul paziente, in base alle patologie esistenti o pregresse, alle condizioni e alla morfologia del fegato e del tumore, alle comorbidità, alle riserve funzionali epatiche, alla rapidità di crescita dalla diagnosi, con il supporto di Linee Guida e percorsi regionali dedicati per velocizzare la corretta presa in carico del paziente.
Un moderno progetto di rete assistenziale, come quello proposto dai ricercatori del gruppo della Gastroenterologia dell’Università di Palermo e dell’Azienda Policlinico di Palermo tra cui i professori Antonio Craxì, Calogero Cammà e Vito Di Marco, che ha come obiettivo quello di permettere a tutti gli attori coinvolti di applicare le migliori evidenze cliniche ed organizzative disponibili al processo decisionale, offrire un adeguato livello delle cure che sia aderente alla richiesta di salute della popolazione e alle correnti conoscenze professionali, e permettere al Sistema Sanitario Regionale di misurare la qualità degli esiti di salute e fare un’analisi di costo-efficacia del programma sanitario pianificato. La rete, inoltre, si pone l’obiettivo di consentire a tutti i cittadini siciliani di poter essere presi in carico dagli ospedali più vicini a loro, senza dover compiere lunghi tragitti per recarsi in grandi centri o addirittura fuori regione, e ricevere il supporto di una rete composta da centri di riferimento a livello nazionale nei quali sono anche presenti studi clinici con nuove molecole; la ricerca è difatti uno dei pilastri della rete siciliana.
‘La rete regionale per la gestione condivisa dei tumori primitivi del fegato è costituita da 5 centri HUB che al loro interno hanno 18 Unità multidisciplinari in grado di offrire tutte le opzioni terapeutiche (dalle terapie locoregionali e chirurgiche, alle terapie oncologiche, fino al trapianto di fegato) ai pazienti con tumori primitivi del fegato e 44 centri SPOKE che sono in grado di avviare un iter diagnostico adeguato e possono gestire il follow-up oncologico e clinico dei pazienti che sono stati già sottoposti a terapia nei centri HUB – ha detto il professor Vito Di Marco -. L’organizzazione del progetto si basa su: una piattaforma web-based già funzionante e che registra l’iter diagnostico praticato, le scelte terapeutiche attuate, l’esito clinico ottenuto, i dati del follow-up oncologico e epatologico; un sistema di analisi delle immagini radiologiche che permette una condivisione della diagnosi radiologica tra i vari centri della rete e che consente un veloce accesso agli esami di diagnostica radiologica; un sistema di tumor board in videoconferenza che permetta il collegamento di tutti i centri della rete per valutare la documentazione clinica dei pazienti, discutere e condividere le decisioni terapeutiche e pianificare la terapia appropriata nel centro più vicino alla residenza del pazientè.
L’epatocarcinoma si sviluppa prevalentemente in persone che soffrono di cirrosi a causa di epatite cronica (B o C) o di abuso di alcool, sindromi dismetaboliche, e tipicamente si manifesta in stadi ormai avanzati. La prognosi per le forme non resecabili di HCC è infausta, con poche opzioni di trattamento sistemico e il tasso di sopravvivenza ad un anno minore del 50% dal momento della diagnosi della forma avanzata.
‘La Rete Siciliana dei tumori del fegato rappresenta uno strumento già pienamente operativo che fornisce ai cittadini siciliani elevati standard qualitativi di cura, non solo azzerando la mobilità extra-regionale, ma anche consentendo l’immediato e rapido accesso, elemento non trascurabile sia nel periodo pandemico che post-pandemico, a cure altamente appropriate nel centro più vicino al proprio domicilio – ha detto il professor Calogero Cammà -. Il rapido accesso a consultazioni multidisciplinari che coinvolgono specialisti di discipline differenti con elevata esperienza nel campo risulta oggi particolarmente rilevante in considerazione dell’importantissima innovazione terapeutica rappresentata dall’ingresso di trattamenti immunoterapici di prima linea per i tumori primitivi del fegato. La Rete siciliana rappresenta inoltre un importante strumento per il miglioramento della formazione dei giovani medici in formazione delle diverse scuole di specializzazione siciliane coinvolte nel progetto. Ultimo ma non ultimo, la Rete permetterà ulteriormente di integrare l’attività assistenziale e l’attività di formazione con l’attività scientifica in cui la Sicilia, in questo contesto clinico, rappresenta una assoluta eccellenza nazionalè.
Il PDTA regionale si prefigge di fornire un percorso di riferimento unico per il paziente con epatocarcinoma, ottimizzare i tempi di diagnosi e di trattamento, implementare sistemi informatici comuni di raccolta dei dati, fruibili dai professionisti ospedalieri che operano lungo tutto il percorso e integrare le diverse competenze specialistiche che concorrono alla gestione del paziente con epatocarcinoma, assicurando la multidisciplinarietà e la disponibilità al dialogo tra operatori ospedalieri ed il medico di medicina generale.
‘L’assessorato della Salute ha incluso nel Piano Sanitario la costituzione delle reti assistenziali multidisciplinari per le malattie croniche, che caratterizzano per l’equità di accesso ai servizi specialistici, l’appropriatezza diagnostica e terapeutica e la gestione territoriale dei pazienti – ha detto Mario La Rocca, dirigente generale del Dipartimento di Pianificazione Strategica dell’assessorato della Salute della Regione siciliana -. Questo programma diventerà ancora più importante con la prossima riorganizzazione della rete assistenziale regionale che prevede i grandi Ospedali Specializzati a stretto contatto con gli Ospedali di Comunità. La possibilità di interconnessione in rete tra i vari servizi e il modello HUB e SPOKE permetterà di migliorare l’assistenza sanitaria per tutti i cittadini, di ridurre i costi e la mobilità passiva verso altre regioni. La rete per la gestione dei Tumori Primitivi del fegato è un modello virtuoso perchè è stato finanziato con un PSN dall’assessorato della Salute e prevede la costruzione di una rete assistenziale che permetterà anche di fare una buona ricerca e formazione continua. Il progetto è già in avanzata fase di realizzazione e ha raggiunto gli obbiettivi che si prefissava sulla gestione dei tumori del fegato coinvolgendo gli epatologi, radiologi, oncologi e chirurghi che si occupano della gestione clinica di questa malattia. L’Assessorato si impegna a formalizzare questo strumento di gestione sanitaria che potrà anche essere utilizzato come modello per la costruzione e la gestione di altre reti per le malattie croniche che hanno un alto impatto sociale, economico e sanitario nella nostra Regionè.
‘UniPa ha una lunga tradizione e una presenza attenta e attiva nell’ambito della salute per lo sviluppo di terapie e tecniche sempre più innovative che possano migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da tumore del fegato – ha commentato il Rettore, professor Massimo Midiri -. Riteniamo necessario ed utile che si rafforzi e si consolidi sempre di più la stretta e fruttuosa collaborazione tra i componenti della Rete siciliana e i diversi settori specialistici, per potere stare ancora maggiormente ‘uniti e vicini ai pazienti con epatocarcinomà, soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di un tumore molto aggressivo, tra le prime cause di morti oncologiche nel mondo, e per garantire nel territorio siciliano un’organizzazione ed un’assistenza di altissimo livellò.
Nell’attuazione e nell’implementazione delle reti assistenziali sul territorio come quella siciliana, le Associazioni Pazienti svolgono un ruolo cruciale perchè testimoniano i bisogni di chi è affetto dalla patologia, in termini di gestione, diagnosi e cura ed evidenziano le zone d’ombra in cui è prioritario intervenire per una corretta e sempre più funzionale presa in carico. L’epatocarcinoma ha un impatto significativo sui pazienti e sulle loro famiglie che hanno necessità di avere informazioni chiare e precise sui trattamenti e sulle strutture in grado di seguire al meglio il loro percorso diagnostico-terapeutico.
‘E’ necessario che il paziente affetto da un tumore primitivo del fegato sia assistito nel corso della propria quotidianità, guidato nel percorso terapeutico assistenziale e preso in carico da una struttura adeguata e da un team multidisciplinare – ha detto Massimiliano Conforti, vicepresidente EpaC Onlus, Associazione che ha dato il patrocinio al Roadshow -. Da una recente ricerca condotta da EpaC Associazione Onlus è emerso che spesso i pazienti si trovano a doversi rivolgere a più centri per una diagnosi definitiva, spesso viaggiando, anche in altre regioni, alla ricerca di risposte sia in termini di diagnosi, quanto ancor più di gestione e di terapia da seguire. Soltanto il 37% dei partecipanti alla ricerca ha affermato di non aver avuto necessità (o desiderio) di rivolgersi ad un centro differente da quello in cui era inizialmente seguito per ottenere la diagnosi di tumore epatico, mentre il 63% ha dovuto consultare almeno una seconda struttura, e in circa il 20% dei casi, addirittura una terza o una quarta. L’implementazione di queste reti assistenziali regionali multidisciplinari è, quindi, quanto mai primaria per la prevenzione e per la gestione dei pazientì.
Alla tavola rotonda che si è svolta a Palermo hanno partecipato Antonio Craxi, direttore dell’UOC di Gastroenterologia dell’Azienda Policlinico P. Giaccone di Palermo, Massimo Midiri, rettore dell’Università di Palermo, Mario La Rocca, dirigente generale del Dipartimento di Pianificazione Strategica dell’assessorato della Salute della Regione siciliana, Alessandro Caltagirone, Commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera Policlinico P. Giaccone, Calogero Cammà, professore ordinario di Gastroenterologia e Direttore Scuola di Specializzazione in Gastroenterologia dell’Università di Palermo, Vito Di Marco, dirigente sanitario presso Unità Complessa di Gastroenterologia ed Epatologia dell’Azienda Universitaria Policlinico “P. Giaccone”, Giovanni Raimondo, direttore Epatologia AOU Policlinico G. Martino di Messina, Maurizio Russello, responsabile U.O.D. Epatologia Ospedale Garibaldi-Nesima di Catania, Salvatore Gruttadauria, direttore del Dipartimento per la Cura e lo Studio delle Patologie Addominali IRCCS-ISMETT UPMC, Francesco Verderame, direttore UOC di Oncologia Medica Azienda Ospedaliera ‘Villa Sofia Cervellò di Palermo, Fabio Cartabellotta, direttore Unità Operativa di Medicina Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli di Palermo, Massimiliano Spada, medico oncologo presso Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù e coordinatore regionale AIOM Sicilia, Nino Cartabellotta, presidente comitato scientifico Fondazione Gimbe e Massimiliano Conforti, vicepresidente EpaC Onlus.

– foto xb7/Italpress –
(ITALPRESS).

Covid, 83.555 nuovi positivi, 69 vittime nelle ultime 24 ore

Sono 83.555 i nuovi positivi a Covid in Italia, su un totale di 717.400 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore. A rivelarlo è il quotidiano bollettino sull’emergenza pandemica, emesso dal Ministero della Salute. I morti sono 69, che portano il totale delle vittime da inizio pandemia a quota 168.234. Aumentano i pazienti in terapia intensiva, che sono 237 in totale, 3 in più di ieri. In aumento anche i ricoverati con sintomi che sono 6.035, 162 in più di ieri. (ITALPRESS).

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Ucraina, Draghi “Putin non verrà al G20”

ROMA (ITALPRESS) – “Questo G7 è stato veramente un successo, i paesi hanno riaffermato piena e grande coesione, grande unità di vedute in particolare per la guerra in Ucraina”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa conclusiva del Vertice G7 di Elmau.
“Il G7 ha detto che è pronto a sostenere l’Ucraina per tutto il tempo necessario, abbiamo anche riaffermato il nostro impegno sul fronte delle sanzioni che è essenziale per portare la Russia al tavolo dei negoziati”, ha spiegato Draghi.
“Tutti i leader concordano sulla necessità di limitare i nostri finanziamenti alla Russia e che occorre rimuovere la causa principale di questa inflazione – ha aggiunto -. Abbiamo dato mandato ai ministri di lavorare con urgenza a un tetto ai prezzi del gas, la Commissione ha detto poi che accelererà il suo lavoro su questo. E’ una decisione che accogliamo con favore”.
Il premier italiano ha poi chiarito che il presidente russo Vladimir Putin non sarà presente al G20: “E’ stato importante vedersi perchè siamo riusciti a concordare una linea comune, l’Italia sta già” aiutando l’Indonesia “ma occorre che tutti siano vicini al Presidente per renderlo un successo. Alla luce degli eventi questo non è scontato. Il presidente Widodo esclude” la presenza di Putin, “non verrà” e forse farà un intervento da remoto.
“Molti di noi pensavano che occorreva sminare i porti per riuscire a portar fuori il grano, ora ci sono dei corridoi sicuri attraverso cui far passare le navi. Questo significa guadagnare dalle due settimane a un mese di tempo per fare uno sminamento -. E’ una situazione un pò più incoraggiante di quella che conoscevamo una settimana fa”, ha aggiunto.

– foto agenziafotogramma.it –

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Ucraina, si aggrava il bilancio dell’attacco a Kremenchuk

ROMA (ITALPRESS) – Si aggrava il bilancio delle vittime dell’attacco al centro commerciale di Kremenchuk, città dell’oblast di Poltava, nel cuore dell’Ucraina. Secondo quanto comunicato dal Servizio statale ucraino per le emergenze, ci sarebbero 20 morti e 59 feriti.
Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si tratta di “uno degli attacchi terroristici più provocatori della storia europea”. “Una città tranquilla – ha continuato nel suo discorso serale -, un normale centro commerciale con dentro donne, bambini, comuni civili. Prima dell’allarme aereo c’erano circa mille persone. Fortunatamente, per quanto ne sappiamo in questo momento, molte persone sono riuscite a uscire in tempo”, ha aggiunto. Su quanto accaduto a Kremenchuk arriva anche la condanna da parte dei leader del G7, riuniti in Germania: “Condanniamo solennemente l’abominevole attacco a un centro commerciale a Kremenchuk. Siamo uniti all’Ucraina – si legge in una dichiarazione – nel piangere le vittime innocenti di questo brutale attacco. Gli attacchi indiscriminati a civili innocenti costituiscono un crimine di guerra”.
L’offensiva nel paese, intanto, continua: la guerra prosegue ormai da 125 giorni. Diventa più pesante anche il bilancio delle vittime tra i bambini: secondo i dati dell’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina, dall’inizio del conflitto, nel paese 341 bambini sono morti e almeno 622 sono rimasti feriti.

– foto agenziafotogramma.it –

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Nasce “Oceano verticale”, patto Bicocca-Maldive per la biodiversità

MILANO (ITALPRESS) – Dodici miglia di risorse marine, dalla costa alla scogliera corallina, e otto chilometri di biodiversità verticale, dalle profondità dell’oceano fino alla colonna d’aria popolata dai volatili. Con il progetto “Oceano verticale” l’Università di Milano-Bicocca e il governo delle Maldive rivoluzionano il concetto di parco marino e stringono un’alleanza per la protezione dell’ecosistema dell’arcipelago. Verrà firmato oggi pomeriggio, nel corso della Ocean conference di Lisbona organizzata dalle Nazioni Unite, l’accordo tra l’ateneo milanese e il ministero dell’Ambiente, dei cambiamenti climatici e delle tecnologie della Repubblica delle Maldive per la salvaguardia e lo sviluppo sostenibile dell’ambiente marino nel cuore dell’Oceano Indiano. La partnership, nei prossimi tre anni, vedrà impegnato un team di oltre 20 scienziati provenienti dall’Università Bicocca nello studio degli habitat delle 1192 isole coralline degli atolli.
L’obiettivo è quello di mettere a punto un metodo scientifico utile a preservare le aree marine e costiere maldiviane, identificando quelle che necessitano maggiormente di protezione. L’equipe della Bicocca potrà contare sul lavoro del governo delle Maldive che garantirà il supporto nella mappatura delle aree marine da salvaguardare e di quelle già esistenti e coordinerà i programmi e le iniziative di sensibilizzazione della popolazione relative alle aree protette. I monitoraggi saranno eseguiti da rappresentanti di entrambe le parti dell’accordo. Questo intenso sforzo di collaborazione tra l’Università Bicocca e il governo maldiviano aumenterà la capacità di quest’ultimo, così come quella degli stakeholder coinvolti, di gestire i dati raccolti ed implementare le decisioni che ne derivano. Inondazioni costiere, acidità degli oceani e innalzamento del livello del mare sono solo alcune delle condizioni che minacciano le isole.
“L’impatto di questi cambiamenti ha spinto scienziati e istituzioni a cambiare prospettiva verso un approccio verticale – spiega Paolo Galli, coordinatore scientifico dell’accordo e ecologo di Milano-Bicocca – le basse isole maldiviane e gli elementi naturali circostanti, ossia le acque marine e l’atmosfera, vanno considerati come una singola unità dello stesso ecosistema”. Proteggere l’ambiente come un ecosistema unico, dalle spiagge dove le tartarughe depongono le uova alle scogliere coralline fino ai mangroveti, questo è il focus dell’accordo tra le due istituzioni che si innesta nel solco di una collaborazione di lungo corso. “Con il patto siglato oggi l’Ateneo rafforza il suo impegno per la missione di difesa dei mari e della biodiversità – afferma la rettrice di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni -. Con questo obiettivo l’università schiera al fianco del governo delle Maldive tutte le sue competenze: non solo i biologi marini, ma anche psicologi, geologi, geografi e giuristi saranno coinvolti nella messa a punto di strategie in grado di garantire la resilienza di questo delicato e prezioso ecosistema”.

– foto ufficio stampa Milano-Bicocca –
(ITALPRESS).

Il grande skateboard sbarca a Roma “Noi come Wimbledon”

ROMA (ITALPRESS) – Oltre 250 atleti da tutto il mondo nella suggestiva cornice del parco del Colle Oppio, all’ombra del Colosseo. Tempo di grande skateboard a Roma con la tappa di ‘World Street Skateboarding’ in programma fino al 3 luglio con un occhio verso Parigi 2024. Si tratta infatti del primo grande evento internazionale della disciplina per la qualificazione alle Olimpiadi. “Per questo motivo è ancora più importante essere nel cuore di Roma”, ha sottolineato la sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento. “I giovani sono il nostro futuro – ha aggiunto Vezzali – Voglio ringraziare il presidente Aracu. La Federazione italiana sport rotellistici è vincente e lo street skateboard è il suo fiore all’occhiello”. La tappa romana del tour fa parte di un progetto congiunto tra la Federazione Internazionale World Skate, Sport e Salute e la Fisr, sotto l’egida del CIO, e proseguirà fino al 2025. “E’ una giornata storica, da qui partono le qualificazioni verso Parigi 2024, con lo sport più giovane e cool. Vogliamo far diventare Roma la Wimbledon dello skateboard”, ha sottolineato il presidente Fisr Sabatino Aracu. “Siamo orgogliosi che si parta da qui nel cammino verso la prossima Olimpiade, la qualificazione non sarà semplice”, ha dichiarato il presidente del Coni Giovanni Malagò. Soddisfatto Vito Cozzoli, presidente e ad di Sport e Salute. “Roma torna caput mundi dello sport, è una scommessa vinta, che nessuno si aspettava così. Questo sport parla ai giovanissimi e noi vogliamo portarlo nelle scuole”. “I Mondiali di skate, organizzati nel cuore di Roma, sono la metafora dell’impegno di Sport e Salute perchè rappresentano uno sport che è cresciuto nelle vie, nelle piazze e nei parchi delle grandi città, proprio lì dove lavoriamo per rinnovare l’affresco della pratica sportiva del Paese, fino a diventare sport olimpico”, ha concluso Diego Nepi Molineris, direttore generale di Sport e Salute.
– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Berrettini positivo al Covid, niente Wimbledon

LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Matteo Berrettini non disputerà il torneo di Wimbledon, terzo Slam stagionale in corso sull’erba londinese. Il 26enne tennista romano, n.11 del ranking ed ottavo favorito del seeding, ha annunciato su Instagram la sua positività al Covid-19. “Ho il cuore spezzato nell’annunciare che devo ritirarmi da Wimbledon a causa del risultato positivo del test Covid-19 – le parole del campione azzurro, che lo scorso anno fu sconfitto in finale da Djokovic – Ho avuto sintomi influenzali e sono stato in isolamento negli ultimi giorni. Nonostante i sintomi non siano gravi, ho deciso che era importante fare un altro test questa mattina per proteggere la salute e la sicurezza dei miei colleghi e di tutti gli altri coinvolti nel torneo. Non ho parole per descrivere l’estrema delusione che provo. Il sogno è finito per quest’anno, ma tornerò più forte”. Berrettini, che avrebbe dovuto esordire in tabellone oggi contro contro il cileno Cristian Garin, era reduce dal doppio successo sull’erba di Stoccarda e del Queen’s dopo il lungo periodo di stop per l’operazione al polso ed era dato tra i grandi favoriti per la vittoria finale dai bookmakers.
– foto LivePhotoSport –
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Terna, 120 mln per il riassetto della rete elettrica di Roma Nord-Ovest

ROMA (ITALPRESS) – Entra nel vivo il piano di Terna per il riassetto della rete elettrica ad Alta e Altissima Tensione della Capitale. In particolare, la società guidata da Stefano Donnarumma investirà nei prossimi anni oltre 120 milioni di euro per incrementare la sicurezza di esercizio e la continuità del servizio di trasmissione nel quadrante Nord-Ovest dell’area metropolitana di Roma, al fine di soddisfare il crescente aumento di carico della città. Nel dettaglio, gli interventi pianificati da Terna, condivisi con Regione Lazio, Comune di Roma ed Enti gestori delle aree protette, consentiranno di demolire oltre 120 km di linee aeree a fronte della realizzazione di circa 45 km di nuovi collegamenti, di cui oltre la metà in cavo completamente interrato. Significativi benefici ambientali e paesaggistici deriveranno dalle demolizioni previste all’interno di aree naturali protette come il Parco di Veio dove, a fronte di 9,5 km di cavi interrati prevalentemente lungo la viabilità esistente e di 9 km di linee aeree, saranno smantellati più di 35 km di vecchie linee. Anche la Riserva Naturale della Marcigliana vedrà un beneficio in termini di riduzione di linee aeree: a fronte di 3 km di nuovi elettrodotti, ne verranno demoliti 4.
Nel complesso, a beneficiare delle attività pianificate da Terna saranno le comunità dei Municipi XV, XIV, XIII, nelle zone di Prima Porta, Settebagni, Valle Muricana, Giustiniana, Primavalle e Casalotti. Gli interventi previsti dal riassetto della zona Nord-Ovest della Capitale sono stati suddivisi in due gruppi distinti. Per il primo, che prevede la realizzazione di una nuova Stazione Elettrica e di brevi collegamenti misti aereo/cavo e un investimento di circa 80 milioni di euro, la fase di concertazione si è chiusa il 27 giugno con un “Terna Incontra” organizzato presso il Centro Anziani di Valle Muricana. Tecnici e ingegneri dell’azienda hanno incontrato cittadini, istituzioni e associazioni interessate dagli interventi per presentare tutti i dettagli e le caratteristiche delle future opere e rispondere alle domande dei soggetti coinvolti. Per quanto riguarda invece il secondo gruppo di interventi – in cui figura, tra gli altri, un nuovo elettrodotto in cavo interrato di circa 30 km e la demolizione della linea aerea di 35 km “Roma Ovest-Primavalle-Flaminia-Fiano Romano” – Terna, che investirà 45 milioni di euro, avvierà l’istanza di autorizzazione al Ministero della Transizione Ecologica entro la fine di giugno.
“E’ un progetto molto importante, previsto nel piano di sviluppo di Terna per assicurare una rete più efficace ed efficiente e un servizio di trasmissione elettrica più adeguato alle esigenze, sempre crescenti, di consumo da parte della città di Roma”, ha spiegato Chiara Pietraggi, responsabile Centro Sud Area Tirrenica, Gestione Processi Amministrativi di Terna.
“Ristabilire un sistema di solidarietà e di consapevolezza all’interno della cittadinanza sicuramente dà fiducia a una comunità che vuole delle certezze. Gran parte del nostro territorio è verde, ed è importante che ci sia anche un investimento sostenibile”, ha concluso Daniele Torquati, presidente del XV Municipio di Roma.

– foto xc4/Italpress –

(ITALPRESS).

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