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Leclerc in pole a Barcellona davanti a Verstappen

BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Charles Leclerc ottiene la pole position del Gran Premio di Spagna di Formula 1. Il pilota monegasco della Ferrari fa segnare il miglior tempo sul Circuit de Catalunya in 1’18″750, davanti al rivale della Red Bull Max Verstappen (+0″323) e il compagno di box Carlos Sainz (+0″416). “E’ stata una sessione difficile, ho commesso un errore in Q3 – racconta Leclerc – Avevo solo un giro ma è andata bene, sono contento della pole e la macchina è fantastica. Sono in una posizione molto buona per la gara, ma abbiamo faticato con le gomme rispetto alla Red Bull negli ultimi due Gp. Se non riusciremo a gestirle, il weekend non si chiuderà con una vittoria”. “Nelle ultime gare noi abbiamo gestito bene le gomme, ma domani farà caldo e sarà difficile superare. E’ difficile fare previsioni ora”, ribatte Verstappen, che aveva “provato a fare un tentativo alla fine, ma non riuscivo più a spingere. Partire dalla prima fila è un successo anche se avrei voluto fare quell’ultimo tentativo”. “E’ stato un weekend difficile per ora, fa molto caldo, ma siamo riusciti a fare un discreto giro – è invece il bilancio di Sainz – La chiave sarà la partenza e la gestione delle gomme in gara. Credo sia possibile rimontare domani, ci proveremo dando il nostro meglio per fare una buona partenza. Purtroppo non sono riuscito a fare un giro buono con le gomme usate, ma tutto potrà accadere”.
In seconda fila, al fianco dello spagnolo della Rossa, ci sarà George Russell (Mercedes), in terza invece Sergio Perez (Red Bull) e Lewis Hamilton (Mercedes). Settima posizione in qualifica per l’Alfa Romeo di Valtteri Bottas, quinta fila col decimo tempo per Mick Schumacher (Haas). Brutta eliminazione per Sebastian Vettel (Aston Martin) e Fernando Alonso (Alpine) in Q1: partiranno sedicesimo e diciassettesimo.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Linkontro, tra manager e politica confronto su consumi e crescita

CAGLIARI (ITALPRESS) – “Il tessuto produttivo di questo paese deve aiutare la politica a fare programmazione. Se si riesce ad avere una visione di paese che possa essere per i prossimi 20, 30 o 50 anni, abbiamo il dovere di programmare per le generazioni future. Non è solo un discorso di sostenibilità, ma anche di mentalità e di testa. Dobbiamo ritrovare la passione dei nostri nonni che sono ripartiti dopo un conflitto mondiale. Ho fiducia”. Così la vice ministra dello Sviluppo Economico, Alessandra Todde, chiudendo al Forte Village di Santa Margherita di Pula la tre giorni di Linkontro, manifestazione organizzata da NielsenIQ Italia e dedicata alla comunità del largo consumo, in cui si è analizzato lo stato dell’arte dell’imprenditoria italiana in tempi di crisi e pandemia. Presenti al convegno di chiusura numerosi rappresentanti e manager di importanti aziende impegnate ad affrontare una fase di grosse mutazioni. “Dobbiamo comprendere quanto stiamo cambiando e come cambieranno gli scenari nei prossimi dieci anni”, ha sottolineato Francesco Pugliese, presidente di GS1 Italy e amministratore delegato di Conad, intervenuto alla tavola rotonda moderata dal giornalista Beppe Severgnini.
“Bisogna avere un pensiero lungo – ha ricordato Marco Pedroni presidente ADM – e fare qualcosa per sostenere la parte più debole della società”.
Tanto lavoro al centro degli interventi, ma anche le questioni legate alla fiscalità e alla sostenibilità: “Dobbiamo ridare potere d’acquisto alle famiglie, per esempio iniziando a tagliare il cuneo fiscale per i redditi sotto i 50mila euro”, è la proposta lanciata da Alessandro D’Este, presidente IBC, mentre per il presidente di Centromarca, Francesco Mutti, “pandemia e guerra stanno distogliendo l’attenzione dal tema della sostenibilità, facendoci fare anche qualche passo indietro come per la riattivazione delle centrali a carbone”.
E poi ancora un focus sulla leadership nel mondo del lavoro con il contributo di Beatrice Bauer, esperta dell’Università Bocconi che ha posto l’accento sulla necessità di avere “aziende che sappiano ascoltare i propri dipendenti, soprattutto i più giovani”.
Importante inoltre il ruolo della distribuzione e del retail nei consumi, affrontato nel corso di una tavola rotonda con Carlo Montalbetti di Comieco, Giovanni D’Alessandro di Basko e Renzo Sartori di Number 1 e Assologistica. Un programma ricco, aperto da un meticoloso studio di NielsenIQ presentato da Debora Costi e Marco Pellicci relativo ai dati aggiornati sui nuovi comportamenti d’acquisto e sulle modalità delle famiglie italiane come risposta alla crisi e all’inflazione in atto.
Dai dati emerge come fra 10 anni in Italia ci saranno 2 milioni in meno di individui e la fascia di età prevalente sarà quella fra i 55-70 anni.
Si amplia la forbice della disuguaglianza tra le famiglie italiane: nel febbraio 2022 la categoria di chi vive nell’insicurezza finanziaria pesava per il 10%, mentre a maggio quasi raddoppia e sale a quota 17%.

– foto xd4/Italpress –

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Cristiano Fini nuovo presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani

ROMA (ITALPRESS) – Cristiano Fini è il nuovo presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani. Imprenditore modenese, di Castelfranco Emilia, 50 anni, è stato nominato dall’ottava Assemblea elettiva, riunita a Roma presso il Teatro Eliseo e composta da 399 delegati, in rappresentanza dei quasi 900 mila iscritti in tutt’Italia. Fini, agrotecnico, è il titolare di un’azienda agricola e vitivinicola con 13 ettari investiti a vigneto biologico, già presidente di Cia Emilia-Romagna dal 2018 e, precedentemente, di Cia Modena. Succede a Dino Scanavino, al vertice di Cia negli ultimi 8 anni.
“Stiamo attraversando una fase davvero complicata: la pandemia, la guerra, i rincari eccezionali delle materie prime, il rischio di una crisi energetica e alimentare, i cambiamenti climatici. Eppure – ha spiegato Fini – il nostro settore, con tutte le difficoltà resta uno dei cardini dell’economia nazionale. Il valore aggiunto dell’agricoltura italiana, pari a 33 miliardi circa, resta il più elevato dell’Ue. Il sistema agroalimentare, nel suo insieme fa il 15% del Pil. Ecco perchè possiamo e dobbiamo lottare, rimettendo al centro le nostre priorità, le nostre battaglie”.
“Servono azioni precise e puntuali su larga scala, come una politica energetica nazionale ed europea che cerchi di calmierare i costi e le speculazioni, oltre a misure a sostegno delle filiere produttive, messe in ginocchio dagli incredibili rincari produttivi e dall’instabilità dei mercati. Ma soprattutto – ha continuato il presidente di Cia – c’è bisogno finalmente di una redistribuzione del valore lungo la filiera. Dobbiamo gridare la necessità di un reddito equo per gli agricoltori, facendo squadra su questo obiettivo comune, come su investimenti importanti nella ricerca per dotare il settore primario di strumenti innovativi contro il climate change. E poi: spinta alle nuove tecnologie digitali e apertura chiara alle tecniche di miglioramento genetico in ottica sostenibile; invasi per l’accumulo di acqua utile nei periodi più siccitosi, ma anche assicurazioni e fondo mutualistico nazionale per affrontare le calamità”.
“Alla vigilia delle grandi campagne – ha sottolineato Fini – resta urgente anche il problema della manodopera nei campi, dal punto di vista sia dei costi che della reperibilità. Così non siamo più competitivi. Occorre più flessibilità, come sperimentato con i voucher. Cambiamo la parola se non ci piace, ma è lo strumento che serve. E ancora: accesso alla terra e al credito per il ricambio generazionale; valorizzazione delle donne del settore che sono ormai il 30%; pensioni giuste per chi ha passato tutta la vita nei campi e ora prende poco più di 500 euro”.
“Queste sono le nostre priorità – ha evidenziato il nuovo presidente di Cia – insieme al rilancio delle aree interne. Zone svantaggiate che hanno un’importanza strategica per tutto il sistema Paese, ma vengono lasciate sempre sole. Per le zone rurali servono politiche e strategie: defiscalizzazione, connessione, sbloccare lo spopolamento e riportare persone e ricchezza. Sono le nostre rivendicazioni, come quella sulla fauna selvatica, con la riforma della legge 157 per tutelare l’agricoltura, mettere al sicuro strade e cittadini, salvare gli allevamenti suinicoli dal rischio PSA. Tutte sfide che dobbiamo portare avanti tenendo sempre insieme proteste e proposte”.
“Ci attende una nuova stagione, più inclusiva e innovativa – ha aggiunto Fini – dentro l’organizzazione e nei rapporti con la società civile e con le istituzioni, con tutte le altre rappresentanze agricole, agroalimentari ed economiche del Paese”.
“C’è bisogno di un patto con tutte le componenti del sistema, a cominciare dai consumatori – ha ribadito il presidente di Cia – e il miglior veicolo per spiegare quello che facciamo sono gli agriturismi, la vendita diretta, l’agricoltura sociale, le fattorie didattiche. Dobbiamo far capire a tutti che l’agricoltura non è quella che inquina, che tratta male gli animali e sfrutta i lavoratori, ma il settore che custodisce il territorio, che difende l’ambiente e le persone, che fa crescere l’economia e la società. Anche in Europa dobbiamo contare di più, avendo in mente che dove andiamo uniti come sistema Paese, portiamo a casa il risultato”.
Appena proclamato, Fini ha voluto ringraziare per il lavoro fatto il presidente uscente Dino Scanavino e il suo antagonista in campagna elettore Luca Brunelli.

– foto ufficio stampa Cia-Agricoltori Italiani –

(ITALPRESS).

Pioli “Milan finora il migliore, ora scriviamo la storia”

CARNAGO (ITALPRESS) – “Fino ad oggi siamo stati i migliori e dobbiamo esserlo anche domani. E’ stata una settimana di lavoro, serenità e concentrazione. E’ una grande occasione che ci siamo costruiti e meritati”. Così Stefano Pioli, allenatore del Milan, alla vigilia della sfida contro il Sassuolo, ultima di campionato con i rossoneri che in caso di vittoria o pareggio conquisterebbero lo scudetto. “Siamo arrivati fin qui senza che nessuno ci abbia regalato nulla e accadrà anche col Sassuolo. Siamo arrivati qui con delle basi solide. Ogni partita ha la sua storia, loro sono una squadra che palleggia molto bene e hanno grande qualità offensive. Dovremo cercare di creare situazioni vantaggiose alle nostre caratteristiche”, ha spiegato il tecnico del Milan. “Ai nostri tifosi dico che sarà una sfida difficile e che insieme a loro siamo sicuramente più forti, abbiamo bisogno di tutti. Ci sono 95 minuti per finire bene il nostro lavoro. Ibra? Ci tiene tantissimo a essere protagonista. Tutti i miei giocatori devono pensare che domani possono essere decisivi. Zlatan ha portato qui mentalità, qualità e personalità. E’ stato determinante per la crescita della squadra. Questa settimana non ho avuto bisogno di fare interventi particolari, ma ho avuto a disposizione un gruppo che ha sempre lavorato mettendo il ‘noì prima di ogni cosa”. Inutile parlare di formazione. “Ognuno dei miei giocatori potrebbe mettere il punto esclamativo in una situazione che domani può diventare storia, certamente chi comincerà la partita lo farà con la giusta tensione, ma chi sarà a disposizione sarà pronto a entrare in qualsiasi momento e su questo non ho alcun dubbio”, ha aggiunto il tecnico rossonero che ha sempre creduto di poter ottenere qualcosa di importante. “Sono due le situazioni che mi hanno sempre fatto pensare in positivo: la sinergia che ho sempre avuto con Maldini e Massara e la qualità dei giocatori. Quando hai calciatori di talento che ti danno la massima disponibilità puoi ottenere risultati importanti”. Alla fine mister Pioli, commosso, ha risposto alle domande dei tifosi ammettendo: “Non mi sono mai sentito così amato come al Milan”.
– foto LivePhotoSport –
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Martelli “Contro Falcone azioni parallele”

ROMA (ITALPRESS) – “Si è parlato moltissimo di ciò che ha fatto Falcone e della strage di Capaci ma di quello che c’è in mezzo, che secondo me è decisivo, no. Si tratta di una cosa che io chiamo ‘l’azione parallelà che è stata scandita da episodi concomitanti di aggressione da parte della mafia e, parallelamente, la persecuzione da parte dei suoi colleghi, non tutta la magistratura, ma di alcuni particolarmente colpevoli e non l’ho detto io ma Paolo Borsellino”. Così Claudio Martelli, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, a 30 anni dalla strage di Capaci ricorda le vicende che nel 1992 stravolsero la Sicilia e l’Italia intera.
L’ex ministro della Giustizia del governo Andreotti, in un libro edito da La Nave di Teseo, “Vita e persecuzione di Giovanni Falcone”, racconta come la vita e la storia del magistrato fosse in qualche modo “segnata” soprattutto dopo il maxi-processo.
“Falcone ci ha insegnato che se vuoi sapere dove va la mafia devi seguire i ‘picciolì, il denaro. Io gli chiesi di venire a Roma per far diventare legge la sua esperienza”, l’idea era quella di “far diventare il pool una regola, creando delle direzioni distrettuali antimafia in ogni capoluogo distrettuale d’Italia”.
Per Martelli all’interno della magistratura c’erano rivalità personali e conflitti tra gruppi interni, “ma queste non erano ragioni sufficienti sopratutto rispetto alla realtà siciliana, lì c’è qualcosa di diverso che nel libro chiamo il ‘partito sicilianò, un conglomerato di una parte importante di Democrazia Cristiana, un movimento indipendentista siciliano che vuole la separazione dall’Italia e l’aggregarsi agli Stati Uniti a cui era andata dietro anche la mafia. Ma nel frattempo si trasforma anche la mafia che si urbanizza e si internazionalizza diventando così più potente, questa preme perchè vuole appalti e influisce sulla lotta interna della DC ma, probabilmente, anche all’interno di altri partiti”.
Martelli fa poi un parallelismo tra Aldo Moro, sequestrato e ucciso dalla Brigate Rosse, e Giovanni Falcone: “Entrambi sono anche due vittime dello Stato, o di chi in quel momento lo rappresenta. In entrambi i casi lo Stato ha ignorato il pericolo che correvano, pur sapendolo. Per Moro – prosegue – era evidente che se non si faceva nulla sarebbe stato ucciso dalle BR, Falcone invece era sovraesposto perchè era l’uomo che aveva sconfitto Cosa Nostra, doveva essere tutelato invece i magistrati gli hanno fatto uno sciopero contro. Lui in realtà non era isolato perchè aveva un sostegno importante a Palermo, da Borsellino a Chinnici, aveva diversi amici anche a Roma, non era un uomo solo ma certo è che i vertici della magistratura sono quelli che forse hanno più colpe di tutti e hanno tentato in tutti i modi di isolarlo”.

– foto Italpress –

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Inzaghi “Ultimi 90′ alla grande per non avere rimpianti”

MILANO (ITALPRESS) – “Stagione a colori e non in bianco e nero. Abbiamo vinto coppe, espresso ottimo gioco, siamo arrivati agli ottavi di Champions League e ci stiamo giocando lo scudetto fino all’ultima giornata”. Simone Inzaghi, allenatore dell’Inter, è soddisfatto del percorso fatto dalla sua squadra in questa stagione. Gli obiettivi prefissati la scorsa estate sono stati raggiunti e adesso, il tecnico nerazzurro, vuol dare il massimo anche nell’ultimo impegno che attende la sua squadra, la gara con la Sampdoria: “Se crediamo nello scudetto? Abbiamo fatto una settimana come le altre. Ci sono ultimi 90 minuti da giocare alla grande per non avere rimpianti. Sappiamo che non dipende solo da noi”. La Sampdoria, già salva, non ha più obiettivi da raggiungere, ma Inzaghi non vuole alcun calo di concentrazione: “Loro hanno la mente libera e sappiamo che il nostro destino non dipende da noi ma passa anche attraverso la Sampdoria, abbiamo preparato la gara in modo serio come abbiamo sempre fatto. Sto vivendo questa vigilia con serenità, io posso solo dire qual è il mio pensiero, ovvero che la squadra ha fatto una grandissima annata. Lo scudetto sarebbe un qualcosa di straordinario. Il pubblico si è meritato questi due trofei. Vedremo cosa accadrà domani, i tifosi non ci hanno mai abbandonati anche nei momenti difficili. Pensando alla Supercoppa e alla Coppa Italia ancora mi viene la pelle d’oca”. Ultimi 90 minuti da vivere col fiato in gola sperando nella sconfitta del Milan sul campo del Sassuolo, poi testa al futuro, con Inzaghi che spera di riuscire a convincere la società a proseguire con Handanovic e Perisic: “Il mio desiderio è che Handanovic rimanga. E’ stato un valore aggiunto in campo e fuori, ha fatto bene. Stesso discorso vale per Perisic che ha fatto una stagione straordinaria. Ho un appuntamento con la società e faremo un meeting per la prossima stagione dove faremo il punto su tutto. Ivan ha fatto una stagione straordinaria, si è superato. Avrà un incontro con la società e spero possa esserci la fumata bianca. E’ un giocatore su cui faccio affidamento anche per l’Inter che verrà”.
– foto LivePhotoSport –
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Tacconi lascia la terapia intensiva, medici ottimisti

ALESSANDRIA (ITALPRESS) – Stefano Tacconi continua a migliorare e gli ultimi progressi sono considerevoli. Arrivano buone notizie dall’ospedale di Alessandria dove l’ex portiere della Juventus e della Nazionale è ricoverato in seguito al malore dello scorso 23 aprile. Andrea Barbanera, direttore della struttura di Neurochirurgia, fa sapere che: “Il paziente è stato trasferito dalla Terapia Intensiva al reparto di Neurochirurgia. Ha acquisito l’autonomia respiratoria e un buon stato di vigilanza. Questo ci permette di essere più ottimisti: sarà necessario gestire alcune problematiche nel reparto di Neurochirurgia, ma possiamo ipotizzare il trasferimento presso una struttura di riabilitazione tra un paio di settimane”.
– foto Image –
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Ucraina, acciaieria Azovstal in mano ai russi, arresi i combattenti

La difesa dell’acciaieria Azovstal di Mariupol è terminata e lo stabilimento ora è in mano ai russi. A darne notizia il ministero della Difesa russo. L’area dello stabilimento Azovstal di Mariupol, dove era asserragliato un gruppo di combattenti ucraini, è stata “completamente liberata”, ha affermato la Difesa di Mosca. “Le strutture sotterranee dell’azienda, dove si erano nascosti i militanti – ha spiegato -, sono passate sotto il pieno controllo delle Forze armate russe”. Secondo i numeri diffusi dai russi (ma non confermati da Kiev), dal 16 maggio, “hanno deposto le armi e si sono arresi” 2.439 combattenti che si trovavano all’interno dell’impianto. Ieri è uscito dallo stabilimento anche l’ultimo gruppo, che conterebbe 531 militanti. Tra questi anche il comandante del battaglione d’Azov, che è stato allontanato a bordo di uno speciale veicolo blindato per “l’odio dei residenti di Mariupol e il desiderio dei cittadini di massacrarlo per le sue numerose atrocità”, ha aggiunto la Difesa di Mosca. Il ministro della Difesa Sergei Shoigu, infine, ha informato il presidente russo Vladimir Putin del “completamento dell’operazione e della completa liberazione della centrale e della città di Mariupol dai militanti ucraini”. Nel suo ultimo video diffuso dallo stabilimento, il comandante del battaglione d’Azov, Denis Prokopenko, ha spiegato che l’ordine di smettere di combattere è arrivato da Kiev. “Il comando militare superiore ha dato l’ordine – ha detto Prokopenko – di salvare la vita dei soldati della nostra guarnigione e di smettere di difendere la città di Mariupol”. Adesso per Kiev occorrerà trattare per giungere a un accordo di scambio dei prigionieri. L’operazione, infatti, appena partita, era stata presentata dalle autorità ucraine come una missione di evacuazione che avrebbe portato a una procedura di scambio. “L’Ucraina ha bisogno di eroi vivi, questo è il nostro principio”, aveva detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky quando a inizio settimana era stata annunciata l’operazione. Intanto, nell’ottantasettesimo giorno di guerra, i combattimenti nel paese continuano. I russi “non smettono di condurre operazioni offensive” nell’area orientale dell’Ucraina per “stabilire – afferma lo Stato maggiore delle forze armate ucraine nell’ultimo aggiornamento – il pieno controllo del territorio delle regioni di Donetsk e Lugansk e mantenere il corridoio di terra con la Crimea temporaneamente occupata”. Novità anche nei rapporti internazionali. Mentre si discute sull’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato, da Helsinki arriva una notizia: la fornitura di gas naturale dalla Russia alla Finlandia è stata interrotta a partire da questa mattina. Lo ha riferito la compagnia finlandese Gasum, spiegando di essere stata informata dal fornitore Gazprom nel pomeriggio di ieri. “A partire da oggi – spiega la compagnia energetica -, durante la prossima stagione estiva, Gasum fornirà ai propri clienti gas naturale da altre fonti attraverso il gasdotto Balticconnector”, che collega la Finlandia all’Estonia. (ITALPRESS).

 

photo credits www.agenziafotogramma.it

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