ROMA (ITALPRESS) – “Siamo in un momento in cui il prezzo del grano sta continuando a crescere per effetto dell’invasione russa in Ucraina e questo produce in alcuni continenti fragili, come l’Africa, instabilità. Il lavoro che stiamo facendo, come prima cosa, è costruire un corridoio sicuro per provare a portare attraverso i porti ucraini via il grano dall’Ucraina e permettere ai produttori di esportare il grano e riportarlo sul mercato”.
Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, parlando a New York nella sede della Rappresentanza italiana alle Nazioni Unite.
“Ucraina e Russia per alcuni Paesi africani rappresentano il 90-100% del fabbisogno, in altre aree coprono oltre il 30% che è sul mercato mondiale. Quello che è successo in questi novanta giorni sta avendo un effetto a livello globale che sta scatenando una vera guerra mondiale del pane, che dobbiamo fermare il prima possibile”, ha aggiunto.
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Ucraina, Di Maio “Fermare guerra mondiale del pane”
La sanificazione degli ospedali tra ostacoli e buone pratiche
FIRENZE (ITALPRESS) – Nella sanità pubblica ad allarmare sempre di più è il numero dei decessi per infezioni correlate all’assistenza (ICA), ovvero contratte all’interno delle strutture sanitarie. Basti pensare che le morti italiane rappresentano il 30% del totale in Europa. Numeri che fotografano la realtà di un sistema sanitario messo a dura prova dal Covid e che oggi, più che mai, ha il dovere di porre l’attenzione sul tema cruciale della sanificazione e dell’igiene pubblica. Temi contenuti in una legge, la cosiddetta Gelli-Bianco (24/2017), il cui ambizioso obiettivo è quello di incardinare il tema della sicurezza nel diritto alla salute e che oggi, a distanza di cinque anni dalla sua promulgazione, necessita di un tagliando di controllo.
Di questo si è discusso durante il convegno dal titolo “L’Applicazione della Legge 24/2017 a cinque anni dall’approvazione – Il ruolo delle Linee Guida ed esempi di Buone Pratiche nazionali nel campo della sanificazione nelle strutture ospedaliere”, svoltosi oggi a Firenze. Un incontro che ha posto l’attenzione sugli aspetti applicativi di una norma che ha l’ambizione di favorire le buone pratiche nelle strutture ospedaliere, che spesso si scontra contro il muro della burocrazia.
Come ha ricordato Federico Gelli (direttore Sanità, Welfare e Coesione sociale della Regione Toscana) nel suo intervento introduttivo, “si tratta di una norma certamente migliorabile, con problemi di applicazione dovuti ai vincoli eccessivi della burocrazia e anche a questioni legate al recepimento da parte delle singole Regioni”.
“Il lavoro che abbiamo fatto in questi anni per la fidelizzazione e il coinvolgimento dei vari stakeholder interessati, penso agli operatori sanitari, agli addetti del diritto e delle assicurazioni, alle strutture ospedaliere pubbliche e private – ha ricordato Gelli – è stato molto importante. Abbiamo trattato questo argomento come centrale per l’assetto della sanità”.
Un percorso non privo di ostacoli, ha sottolineato lo stesso Gelli, perchè “abbiamo i problemi legati alle diversità applicative regionali della norma e solo attraverso un percorso di cultura politica possiamo far capire agli amministratori che l’applicazione della legge offre maggiore sicurezza ai cittadini e anche un vantaggio sotto il profilo del contenimento dei contenziosi e quindi dei costi”.
Luci e ombre sull’applicazione della legge 24/2017 sono state evidenziate anche nell’intervento di Walter Ricciardi (professore di Igiene e Medicina Preventiva – Università Cattolica di Roma): “Con il Covid abbiamo pagato in termini di vite umane il prezzo di 37 miliardi di definanziamento alla sanità pubblica degli ultimi anni. La pandemia ha generato instabilità e incoerenza evidenziando una debolezza dei sistemi di governance, di subalternità alla politica che sceglie manager sanitari più per fedeltà che per merito, e la stanchezza dei professionisti sanitari che vivono elevatissime pressioni di lavoro, pensiamo alla situazione nei pronto soccorso”.
Cosa fare quindi? “Sulle infezioni ospedaliere sappiamo tutto, a partire da come trattarle, da oltre vent’anni. Eppure, in Europa mi sono sentito dire che siamo il terzo mondo, perchè ufficialmente i numeri parlano di decine di migliaia di morti ma io credo che siano perlomeno 50mila l’anno. Occorre ripristinare il concetto della clinical governance, mettere al centro delle gestioni sanitarie si i bilanci, si la tecnologia ma soprattutto il ruolo degli operatori”. Sulla legge Gelli, prosegue, “avere affidato all’Istituto Superiore di Sanità il ruolo di garante delle linee guida non ha finora portato a quell’accelerazione auspicata e che è dovuta nell”interesse della salute dei nostri cittadini”.
Per Maurizio Hazan, presidente Fondazione “Italia in Salute”, il merito della legge Gelli “è quello di aver affrontato in modo organico la questione della conta medica e di avere generato, a costo zero, strumenti di sicurezza che devono trovare urgentemente applicazione. Sono stati fatti enormi passi ma c’è ancora tanto lavoro da fare”.
Ad evidenziare i numeri delle ICA ci ha pensato Fidelia Cascini, ricercatrice dell’Università Cattolica, che ha riportato uno studio recente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui negli ultimi quattro anni in Europa 4,5 milioni di persone sono state ricoverate per ICA, con una mortalità per sepsi del 24,4%. “A questo si deve aggiungere la pandemia, che nella prima fase del 2020 ha portato fino al 41% dei pazienti ricoverati in ospedale con conferma di Covid ad infettarsi nelle strutture sanitarie, mentre tra gli 80mila e 180mila operatori sanitari (a livello globale) sono morti per aver contratto il Covid durante l’attività lavorativa fino a maggio 2021”. Numeri che rilanciano la necessità di investire su ricerca e sviluppo nel campo dell’igienizzazione sanitaria.
Sul problema delle infezioni nosocomiali “già negli anni Ottanta ci furono due circolari del ministero della Salute, ma eccetto l’Emilia-Romagna che ha sistematizzato il problema, nessuno ha fatto niente”, ha ricordato Gianfranco Finzi (presidente ANMDO). “Noi da oltre trent’anni studiamo elementi per dare sicurezza all’interno degli ospedali, troppo spesso inascoltati come drammaticamente ci ricordano i numeri. Recentemente abbiamo prodotto un gigantesco lavoro con il contributo di FARE, FIASO al quale ha aderito TIPS, tavolo interassociativo pulizie e servizi che rappresenta oltre 2mila aziende con 21 miliardi di fatturato. Tutti d’accordo su come fornire maggiore sicurezza negli ospedali, le nostre buone pratiche oggi fanno parte delle linee guida dell’ISS che però non vengono tradotte in pratica”.
Da questo punto di vista è fondamentale il contributo portato dall’applicazione della legge Gelli, che consiste anche nel promuovere la ricerca di sistemi e metodiche innovative di comprovata efficacia ed efficienza, pure in termini di costo-beneficio oltre che di basso impatto ambientale, consentendo di misurare il risultato finale di un servizio di pulizia e sanificazione con parametri “oggettivi” e “misurabili”.
Una sfida raccolta da Massimo Menichini, direttore generale di Copma, azienda che ha sviluppato un nuovo sistema brevettato, il Pchs, sistema certificato contro la contaminazione microbica. “Noi siamo pronti a fare la nostra parte anche attraverso i servizi innovativi ottenuti dopo anni di ricerca dalle nostre direzioni di innovazione e sviluppo. Una ricerca pluriennale testata in ospedali e validata da diverse università italiane, che utilizza prodotti biologici e i cui risultati sono misurabili e possono contrastare con risultati certificabili il fenomeno delle infezioni ospedaliere”.
A concludere il convegno l’intervento dell’ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “Viviamo in un Paese complicato, dove i processi di riforma si scontrano con la burocrazia e con la capacità di attuazione. Abbiamo un assoluto bisogno di spingere sulla fase esecutiva rendendo azioni misurabili ed efficaci e se non lo facciamo difficilmente riusciremo a raggiungere i Gol che ci siamo dati con il Pnrr”. Si tratta di problemi endemici al sistema italiano, ragiona la deputata Pd, “emersi con i conflitti fra enti durante la pandemia, che hanno lasciato delle lacerazioni. Penso alla non applicazione della legge sul registro dei vaccini che abbiamo fatto, ma la cui non attuazione ha reso impossibile la comunicazione fra Regioni”. Per Lorenzin occorre quindi “abbattere i muri della burocrazia, portare le Regioni italiane a parlare tutte lo stesso linguaggio informatico e ristrutturare e rafforzare i dipartimenti di prevenzione e igiene pubblica”.
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Covid, 30.408 nuovi positivi, 136 i deceduti nelle ultime 24 ore
Sono 30.408 i nuovi positivi al Coronavirus in Italia. A dirlo, sono i dati diffusi dal quotidiano bollettino del Ministero della Salute. Gli attualmente positivi passano quindi a 952.578, mentre i deceduti delle ultime 24 ore sono stati 136, per un totale da inizio pandemia di 165.630 persone. I ricoverati negli ospedali italiani sono 7.594 (208 in meno di ieri), dei quali 318 in terapia intensiva (19 in meno di ieri). Il totale dei tamponi effettuati nelle ultime 24 ore è di 264.273. (ITALPRESS).
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Dainese vince l’11^ tappa del Giro, Lopez resta in rosa
REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Alberto Dainese vince l’undicesima tappa del Giro d’Italia 2022, la Santarcangelo di Romagna-Reggio Emilia, di 203 chilometri. Il 24enne corridore veneto del Team DSM beffa in rimonta il colombiano Fernando Gaviria (Uae Team Emirates) nella volata finale. “Speravo di correre al Giro e non ci credo ancora di essere riuscito a vincere – spiega Dainese – Fino all’ultima curva ero in decima posizione, ero un pò bloccato nel gruppo, poi sono riuscito ad uscire bene negli ultimi 30 metri. Sono due anni che corro, ma questa è la mia prima vittoria di peso. Sono contento anche di essere il primo italiano a vincere. La dedico a tutti quelli che hanno creduto in me, anche più di me. E’ speciale”. Terzo posto per un altro azzurro, Simone Consonni (Cofidis). La maglia rosa rimane ancora sulle spalle dello spagnolo Juan Pedro Lopez Perez (Trek-Segafredo). Prossimo appuntamento domani, giovedì, con la dodicesima frazione, la Parma-Genova di 204 chilometri.
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Il Parmigiano Reggiano firma l’undicesima tappa del Giro d’Italia
REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Il Parmigiano Reggiano il 18 maggio è protagonista del Giro d’Italia, firmando l’undicesima tappa della corsa rosa che si svolge nella zona di origine del formaggio DOP, quella di Sant’Arcangelo di Romagna che termina a Reggio Emilia, una delle cinque province nelle quali si produce il Parmigiano Reggiano.
Una tappa dedicata al cibo (Food Stage) e al prodotto che più di qualsiasi altro rappresenta l’eccellenza del Made in Italy nel mondo. Il binomio Parmigiano Reggiano-sport si conferma vincente, grazie alle qualità intrinseche del formaggio. “Il Giro d’Italia – si legge in una nota – ha scelto Parmigiano Reggiano perchè è un alimento estremamente contemporaneo, in linea con uno stile di vita sano e dinamico, un prezioso alleato dei ciclisti e degli sportivi in generale”.
Ad attendere il passaggio di una delle corse più importanti del calendario ciclistico, il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano Nicola Bertinelli che, presso la sede del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano ha ricevuto la maglia rosa dai vertici di RCS, organizzatori del Giro d’Italia. La giornata si concluderà in centro a Reggio Emilia, dove il presidente del Parmigiano Reggiano consegnerà al vincitore della tappa una forma di Parmigiano Reggiano.
– foto ufficio stampa Consorzio Parmigiano Reggiano –
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M5S “Qualcuno ci vuole fuori dalla maggioranza”
ROMA (ITALPRESS) – “Il voto di oggi certifica che l’attuale maggioranza di governo esiste solo sulla carta, non nella realtà del confronto quotidiano. Registriamo come ormai sia venuto meno anche il più elementare principio di leale collaborazione”. Lo afferma in una nota il Consiglio Nazionale del M5S, in merito all’elezione di Stefania Craxi di Forza Italia a presidente della Commissione Esteri del Senato.
“Dopo avere avviato un percorso condiviso, che ha portato alla decadenza della originaria Commissione e alla formazione di una nuova Commissione Esteri, e nonostante la chiarezza di comportamento e il senso delle istituzioni dimostrato dal M5S, si è verificata una gravissima scorrettezza che ha innescato una evidente frattura tra le forze di maggioranza: nel segreto dell’urna se ne è formata una nuova, in modo surrettizio, violando regole e patti. Ne prendiamo atto”, prosegue il Movimento 5 Stelle.
“Leggeremo nei prossimi giorni molte e differenti ricostruzioni. Nessuna però potrà rimuovere una verità di fondo: non viene confermata al M5S la Presidenza della Commissione non perchè non avessimo presentato un candidato di altissimo profilo e di massima garanzia, ma per le nostre battaglie politiche volte a prevenire ulteriori e pericolose escalation militari e a pretendere che l’Italia assuma un ruolo più incisivo, in sede internazionale ed europea, nel rilancio di una prospettiva negoziale concreta per risolvere il terribile conflitto in Ucraina – conclude il Consiglio Nazionale -. Nei giorni scorsi avevamo ventilato il sospetto che qualcuno ci volesse fuori dalla maggioranza. Oggi ne abbiamo la conferma. Nel Palazzo vogliono emarginare le nostre posizioni, ma non si può silenziare la voce della maggioranza degli italiani”.
“Oggi registriamo che di fatto si è formata una nuova maggioranza che spazia da Fratelli d’Italia fino a Italia Viva. Si è formata patti e regole, avevamo avviato un percorso condiviso, il M5S con grande senso di responsabilità e lealtà si era predisposto per il cambio della presidenza della Commissione Esteri, e per lavorare con le altre forze di governo a sostegno di questa maggioranza per insediare una nuova commissione”, ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, al termine della riunione.
“Devo prendere atto che le cose sono andate diversamente, evidentemente le nostre posizioni non piacciono a tutti, ne prendiamo atto”, ha aggiunto.
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Mattarella “Gli anni di pandemia non sono stati di paralisi”
ROMA (ITALPRESS) – “Sono consapevole che la pandemia ha provocato una drastica riduzione del traffico aereo e che la ripresa e la sua espansione è non velocissima, anche per questo è importante sottolineare che questi due anni, pur con risvolti tragici che li hanno caratterizzati, non sono stati anni di paralisi ma sono stati anni operosi come dimostra l’avere progettato e realizzato questa importante infrastruttura”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Matarella, in occasione dell’inaugurazione della nuova area imbarco A dell’Aeroporto di Fiumicino.
“Si tratta di un elemento e una spinta per il tessuto di riassetto territoriale più moderno del nostro Paese, e anche per quanto riguarda Roma uno strumento essenziale per le sfide che la città ha avanti: il Giubileo e l’auspicata Expo 2030”, ha aggiunto.
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Mou “La Conference ci è costata punti, ora dobbiamo vincerla”
ROMA (ITALPRESS) – Dopo tanta fatica, la Roma non può fermarsi sul più bello. Fra una settimana i giallorossi andranno in campo a Tirana per affrontare il Feyenoord nella finale di Conference League. Di finali se ne intende Josè Mourinho, che ne ha vinte due in Champions e due in Coppa Uefa/Europa League. “Che significato ha per me questa finale? Sempre lo stesso, non cambia, anche se storia e prestigio della competizioni sono diversi – dice a Sky Sport – Questa per me è la più importante, perchè le altre sono state già giocate: questa ora bisogna giocarla e vincerla”. Anche perchè ripagherebbe la Roma di tanta fatica. “Abbiamo iniziato ad agosto, prima ancora del campionato, e abbiamo disputato 14 partite. Abbiamo viaggiato tanto, ci sono state delle partite difficili, col Vitesse ci siamo qualificati al 90′ e giocare 14 partite di giovedì e poi quelle di campionato quasi sempre contro squadre che si preparano da una settimana ha significato punti. Quando guardo la classifica, penso subito alle partite del giovedì e agli errori arbitrali. La Conference League è stata dura ma se arrivi in finale, la vinci, prendi la coppa e fai la storia allora bene. Ma prima bisogna vincere”. Mourinho non ha mai snobbato il torneo. “Abbiamo sempre pensato che la prossima partita era quella più importante, giocando ogni gara con serietà e ambizione per arrivare fino in fondo. Feyenoord più riposato? Hanno questo piccolo vantaggio ma in una finale devi dimenticarti di tutto questo ed essere consapevole che è una partita unica, che tutti vogliono giocare, e vincerla”.
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