ROMA (ITALPRESS) – “Io già non sono particolarmente incline a fare programmi a lunga scadenza. Direi anzi che sono dedito all’esatto opposto, pericolosamente attratto dalle decisioni dell’ultimo istante… Allora perchè, proprio adesso che il mondo intero non riesce e non può fare programmi mi metto ad annunciare quello che farò tra un anno?? Forse è per reazione, o forse è solo che sto invecchiando… Non lo so. Ma mi piace”.
Daniele Silvestri anticipa sui social i suoi progetti per il 2022 e annuncia un nuovo tour nei teatri.
Svela anche di essere al lavoro sul suo nuovo progetto discografico che potrebbe vedere qualche anticipazione già a breve “Io nel frattempo continuo a lavorare in silenzio – per ora – al nuovo disco. Nuove storie e nuove canzoni, che in quei teatri di fine 2022 si vestiranno di nuove luci e tracceranno – nel loro piccolo – un’ennesima pagina delle nostre vite. Vite fortunate perchè ancora riusciamo a sognare e vedere orizzonti. Questo è il mio”.
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Daniele Silvestri, nuovo album e tour nei teatri nel 2022
Fico “Separare il Quirinale dalle elezioni, la legislatura vada avanti”
ROMA (ITALPRESS) – Il 4 gennaio il presidente della Camera, Roberto Fico, invierà la lettera di convocazione ai parlamentari, per l’elezione del presidente della Repubblica. Lo ha annunciato nel corso dello scambio di auguri con la stampa parlamentare, sottolineando la necessità di separare la questione “Quirinale” da quella delle elezioni. “Io non entrerò mai nel dibattito sui nomi, ripeto solo che svicolerei la questione elezioni da quella del presidente della Repubblica, penso che la legislatura debba finire a scadenza naturale” ha ribadito Fico “abbiamo ancora un’emergenza da affrontare a il Pnrr da portare avanti”. La legislatura deve proseguire, per il presidente della Camera: “avere una sospensione non mi sembra adeguato rispetto al periodo che stiamo vivendo, si deve lavorare sul Pnrr, le risorse e i progetti devono essere di grande livello, per fare questo dobbiamo dare risorse e professionalità ai comuni. Su questo governo e parlamento devono fare la loro parte visto che il Pnrr sarà operativo per molti anni. Un cambio di passo me lo aspetto anche dall’Europa, penso non possa tornare quella che era nel passato, credo che questo debba segnare un punto di non ritorno, dobbiamo evitare una nuova crisi europea, dobbiamo evitare i nuovi nazionalismi europei”.
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JTI nel 2022 acquisterà 8 mila tonnellate di tabacco da Umbria e Veneto
ROMA (ITALPRESS) – Si rinnova e si rafforza il legame tra Japan Tobacco International e la filiera tabacchicola italiana, con un nuovo accordo che prevede per il 2022 l’acquisto di 8 mila tonnellate di tabacco provenienti dall’Alta Valle del Tevere in Umbria e dal Veneto. Ad annunciarlo è stato il presidente e amministratore delegato di JTI Italia, Gian Luigi Cervesato, durante l’evento “Coltiviamo il futuro: l’impegno per la sostenibilità della filiera tabacchicola”. Presenti all’incontro, a Palazzo Colonna a Roma, anche il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, e il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.
“E’ per me motivo di grande orgoglio e soddisfazione annunciare oggi che JTI ha deciso di consolidare il proprio legame con l’Italia e la sua filiera tabacchicola, in particolare con il territorio umbro, attraverso l’acquisto di tabacco più importante degli ultimi anni: per il 2022, infatti, non abbiamo confermato l’acquisto di 7.000 tonnellate come lo scorso anno, ma abbiamo rilanciato, acquistandone 8.000 – ha affermato Cervesato -. La nostra volontà di investire nel Paese arriva in un momento di particolare incertezza per il comparto, chiamato oggi ad affrontare grandi sfide per il suo avvenire. In questi mesi, ci siamo impegnati per fornire risposte concrete alle preoccupazioni delle tante aziende storiche della filiera e delle persone che, con il loro lavoro quotidiano, contribuiscono alla costruzione di un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale”.
“Da sempre crediamo nel valore che la filiera agricola rappresenta in termini di tradizione, economia e occupazione per tutto il sistema Paese – ha aggiunto -. Ecco perchè abbiamo voluto assumere il nostro impegno con un investimento complessivo maggiore rispetto a quello degli ultimi anni, che speriamo possa essere incentivato dalla collaborazione delle Istituzioni attraverso una semplificazione del sistema fiscale del settore”.
Il rapporto di collaborazione fra JTI e la filiera tabacchicola italiana è iniziato nel 2012, da quando è stata avviata con il territorio umbro e veneto una relazione di mutuo scambio che ha visto investiti, da allora, oltre 300 milioni di euro. Ed è anche grazie all’azienda che la produzione di tabacco made in Italy ha raggiunto, col tempo, un altissimo livello di specializzazione, diventando un volano economico soprattutto per l’indotto dell’Alta Valle del Tevere, territorio che impiega più di 2 mila lavoratori. Oggi, l’impegno assunto dall’azienda oltre 10 anni fa nei confronti della filiera viene rinnovato, a beneficio dei territori e dei lavoratori. Per garantire la sostenibilità economica e occupazionale, JTI ha individuato un nuovo partner commerciale, Deltafina, in grado di assicurare all’azienda di mantenere il rapporto con il territorio e di poter prevedere un maggior investimento per il futuro. Un risultato, quello attuale, reso possibile anche grazie all’impegno di Confagricoltura, partner storico dell’azienda nell’obiettivo di rendere tutta la filiera più efficiente e solida. Per il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, “il tabacco non deve essere lasciato indietro, è una realtà importante dell’agricoltura. Ad oggi non ho visto ancora una misura che possa dare respiro in maniera equa agli interessi sia dei produttori di tabacco e soprattutto delle manifatture. E’ importante continuare un dialogo, che necessariamente dovrà vederci intorno a un tavolo nei prossimi giorni. Siamo convinti che nei prossimi giorni si potrà aprire un tavolo di confronto con Japan – ha aggiunto – per andare a individuare tutta questa nuova organizzazione della filiera del tabacco di Jti”.
“L’azione che stiamo portando avanti è quello di far sì che il tabacco italiano sia sempre considerato all’ordine del giorno dell’agenda di governo. Domani incontrerò gli assessori regionali delle Regioni direttamente interessate per quanto riguarda il tabacco. Quindi un tavolo istituzionale già si apre ed è positivo. Nei prossimi giorni incontreremo il sottosegretario Freni in modo da poterci confrontare anche con lui”, ha concluso il sottosegretario Centinaio.
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Mattarella “I giovani il migliore investimento per il Paese”
ROMA (ITALPRESS) – “Siete tanti, ma potreste essere molti di più, in realtà, perchè non siete dei casi isolati, non siete eroi isolati. Come voi, tante ragazze e ragazzi si impegnano con azioni pregevoli che meritano riconoscimento, che meritano lode, per solidarietà, per impegni altruistici”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale gli Alfieri della Repubblica, i giovani eroi civili premiati nel 2019, 2020 e 2021.
“Tante centinaia, alcune migliaia certamente potrebbero essere qui, e voi li rappresentate tutti – ha proseguito il capo dello Stato -. Ed è un bel messaggio che insieme state mandando e che ciascuno di voi ha singolarmente inviato. Tra di voi c’è chi si è impegnato per il buon uso dei sistemi informatici, per assistere persone anziane o poco esperte con questi strumenti, durante la pandemia, per prenotare i vaccini, per l’assistenza a casa. C’è, tra di voi, chi si è impegnato per sostenere persone che hanno bisogno di aiuto, familiari o conoscenti; c’è, tra di voi, chi si è impegnato per difendere l’ambiente, per tutelarlo; c’è chi si è impegnato per aiutare persone a superare l’emarginazione; c’è chi si è impegnato in proprio a superare difficoltà personali, per esprimersi e realizzarsi; c’è, tra di voi, chi si è impegnato nel volontariato, che ha dato prova di grande amicizia”.
“Insomma, avete dato un esempio in tanti profili – questi che ho ricordato e altri – del valore della solidarietà, dell’interesse per gli altri, del rispetto per gli altri, della cura per gli altri. Avete dimostrato che i giovani sono portatori di questi valori: solidarietà, sostegno reciproco, senso della vita comune e della convivenza. Questo è il migliore investimento per il futuro del nostro Paese”, ha concluso Mattarella.
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Covid, Ups ha consegnato oltre 1 miliardo di vaccini in tutto il mondo
MILANO (ITALPRESS) – Ups ha annunciato oggi di aver consegnato più di un miliardo di dosi di vaccino anti Covid-19 con grande puntualità. E’ passato solo un anno dal primo vaccino consegnato da Ups, e questo traguardo è stato reso possibile dagli approcci innovativi di Ups, dalle esclusive tecnologie di tracciamento Ups Premier, dalle soluzioni per la catena del freddo leader del settore e da una rete globale estesa e sofisticata che supporta i clienti Ups Healthcare e le comunità Ups Healthcare di tutto il mondo.
“I dipendenti Ups si sono rivelati essenziali nella lotta alla pandemia da Covid-19, consentendo un accesso equo ai servizi sanitari fondamentali”, ha detto Kate Gutmann, Direttore vendite e soluzioni ed Executive Vice President di Ups Global Healthcare.
Il network globale e i dipendenti Ups con il loro impegno si sono anche uniti in partnership pubblico-private per fornire vaccini e l’esperienza nella catena del freddo ai Paesi con popolazioni difficili da raggiungere, garantendo la consegna a più persone possibili. Ups Healthcare ha mappato circa 500 rotte commerciali e ha impiegato più di 1.300 tonnellate di ghiaccio secco per trasportare i vaccini in modo sicuro.
“Ups Healthcare ha dettato il ritmo di consegna del vaccino anti-Covid-19 in tutto il mondo, grazie al sostegno impareggiabile dei dipendenti Ups e all’esperienza e alle capacità logistiche globali dell’azienda”, ha confermato Wes Wheeler, presidente di Ups Healthcare.
Alcuni esempi esclusivi di queste iniziative a livello globale. Donazioni di ultracongelatori e consegne di vaccini per facilitare un’equa distribuzione alle aree remote e rurali in Africa, Sud America, Asia, Nord America ed Europa, rese possibili dalla Ups Foundation; tre centri di comando regionali Ups Healthcare attivi 24 ore su 24, dedicati alla previsione e alla gestione del trasporto mondiale di vaccini per garantire una consegna puntuale; collaborazione con Gavi e altre organizzazioni per offrire formazione e gestire il trasporto del vaccino a bassissime temperature nei Paesi COVAX; supporto degli esperti di logistica Ups in Paesi come Indonesia e Malawi, per gestire in maniera completa e sicura la logistica per la distribuzione dei vaccini; impegno di Ups nella consegna delle dosi di vaccino tramite velivolo autonomo alle cliniche africane tramite la partnership tra Zipline e Gavi; Visibilità in tempo reale della localizzazione dei vaccini tramite Ups Premier, che garantisce di localizzare con precisione ogni singola confezione di vaccini, fino a un raggio di 3 m dalla sua posizione in qualunque punto del network globale Ups; supporto a oltre 130 sperimentazioni cliniche sui vaccini tramite Marken, un’affiliata di Ups Healthcare che lavora su quasi tutti i vaccini e trattamenti attualmente in fase di sviluppo.
“Lo spirito di servizio è nel nostro DNA. Continueremo a fare arrivare prodotti salvavita, vaccini e altre terapie con un’attenzione costante all’equità della distribuzione in ogni Paese da noi raggiunto”, ha detto Laura Lane, Chief Corporate Affairs Officer e responsabile delle questioni legate all’impatto sociale e alla sostenibilità globali.
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Agricoltura, da Edison e Cesab studio per sostenibilità e innovazione
ROMA (ITALPRESS) – La piana di Fondi, una delle aree d’Italia più a vocazione agricola, diventa un laboratorio sperimentale di sostenibilità. Il Cesab, centro di ricerche interuniversitario di scienze ambientali, e Edison hanno siglato un accordo per sviluppare nell’area in Provincia di Latina un percorso di studio sulla partecipazione delle imprese agricole alla riduzione delle emissioni in atmosfera di gas ad effetto serra. L’obiettivo è creare sul territorio un “Modello Fondi” da replicare a livello nazionale per la realizzazione di un sistema virtuoso di valorizzazione delle risorse e di condivisione energetica al quale riconoscere apposita certificazione ambientale.
“Collaborare con il mondo della ricerca è di importanza strategica per lo sviluppo sostenibile del territorio – dichiara Marco Peruzzi, Executive Vice President Institutional Affairs, Regulation & Climate Change di Edison -. Per questo siamo molto lieti di lavorare insieme al Cesab, mettendo a disposizione del settore agricolo le nostre competenze nell’uso efficiente delle risorse. Significa confrontarsi con un tessuto imprenditoriale estremamente variegato, difficilmente riconducibile a schemi di efficientamento energetico già impostati. Una sfida resa possibile solo grazie alla collaborazione tra aziende e mondo della ricerca all’insegna dell’innovazione”.
“Agricoltura e allevamento emettono in atmosfera quasi il 30% dei gas a effetto serra a livello globale – spiega Massimo Quaglini, Amministratore Delegato di Edison Energia -. Ciò deriva soprattutto dalle emissioni dei combustibili per il riscaldamento delle stalle e delle serre. Una maggiore diffusione tra le aziende agricole di sistemi di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con la sostituzione degli impianti termici a gasolio con pompe di calore alimentate da pannelli fotovoltaici comporterebbe un risparmio in termini di emissioni di CO2 pari almeno al 70%”.
L’accordo ha per oggetto la promozione di impianti di efficientamento energetico, in particolare la realizzazione e la certificazione di impianti fotovoltaici da installare sulle coperture dei manufatti agricoli, annessi alla produzione del consorzio agricolo di Fondi (magazzini, stalle, rimesse ecc.). L’area agricola di riferimento comprende una superficie complessiva di 500 ettari, con la presenza di circa 200 imprese raggruppate in tre Organizzazioni di Produttori.
Il progetto parte dal lavoro di studio che Cesab ha avviato tre anni fa con l’ambito di ricerca Bioagropro, che ha coinvolto la OP Cristoforo Colombo nel Comune di Monte San Biagio. Quell’esperienza, che ha visto avviare sul campo alcune iniziative innovative in ambito agricolo, ora cresce.
“L’ambito di ricerca Bioagropro era partito con un corso formativo sull’Agricoltura 4.0 e con la partecipazione di agronomi e agrotecnici di tutta Italia – ha spiegato Ercole Amato, Presidente del Cesab -. A Fondi avevamo applicato le sperimentazioni di sistemi innovativi che permettono di avere coltivazioni più sostenibili, grazie a sistemi integrati rispettosi dell’ambiente. Il mondo agricolo della piana di Fondi ha contribuito non poco a questa nostra attività di studio, e ha dato a noi l’opportunità di sviluppare modelli in grado di rendere più green il mondo agricolo grazie all’uso delle nuove tecnologie. I risultati di tali ricerche sono contenuti nel rapporto Agrireport 2020 pubblicato dal Cesab a maggio 2021. Oggi a Fondi si apre un laboratorio di sostenibilità per tutti coloro i quali operano in una zona dall’habitat unico e che la rende una delle realtà italiane più interessanti da un punto di vista dello sviluppo rurale”.
Grazie all’intesa tra Cesab ed Edison il percorso di ricerca, iniziato in campo per migliorare le coltivazioni, passerà attraverso il mondo dell’energia, con uno studio in grado di tradursi in soluzioni per una concreta transizione ecologica. Contestualmente a questo, partirà un percorso di formazione gratuito per il settore agronomico dedicato all’innovazione, al mondo energetico e alla certificazione delle imprese di qualità. “La piattaforma formativa sarà online e gratuita – prosegue Amato – porteremo l’esperienza fatta a Fondi al centro delle buone pratiche nazionali”.
Secondo uno studio realizzato dall’Università dell’Oregon e pubblicato sulla rivista scientifica Sustainability, lo sviluppo combinato di terreni sia per l’energia solare fotovoltaica sia per l’agricoltura, potrebbe fornire il 20% della produzione totale di elettricità. La stima dell’ateneo è stata fatta sulla base di una proiezione sul mercato statunitense. Ebbene, l’installazione su larga scala di sistemi agrivoltaici potrebbe portare a una riduzione annua di 330.000 tonnellate di emissioni di CO2 negli Usa, l’equivalente dei consumi annuali di 75.000 auto fuoristrada, e alla creazione di più di 100mila posti di lavoro nelle comunità rurali. “Queste proiezioni sono particolarmente rilevanti se declinate su un caso come quello italiano”, continua Ercole Amato.
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Più liquidità ma diminuisce la quota degli italiani che risparmiano
MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi hanno presentato la ricerca sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2021, l’indagine che analizza il rapporto degli italiani con il risparmio e l’influenza che la pandemia sta avendo sulle scelte di investimento delle famiglie. Alla presentazione hanno partecipato Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, Beppe Facchetti e Giuseppe Russo, Presidente e Direttore del Centro Einaudi.
Secondo le interviste sull’andamento dell’anno 2020, raccolte a marzo e maggio 2021 e rivolte ai responsabili delle scelte finanziarie, il 9 per cento delle famiglie italiane ha subito conseguenze sulla salute propria o di un membro della famiglia: in una casa su dieci il Covid è entrato davvero. Molto più ampio è il numero di famiglie che ha visto ridursi o azzerarsi le entrate ordinarie a causa delle conseguenze economiche del Covid: nel complesso, si tratta del 36,8 per cento degli intervistati. Tra questi, il 19,6 per cento dichiara che le entrate sono «un poco» diminuite, il 15,7 per cento che sono «molto» diminuite e l’1,5 per cento dichiara che tutte le entrate sono state perdute. Queste percentuali mostrano che la perdita media di reddito netto familiare, pari a 105 euro mensili, non ha riguardato tutti: si è avuta una forte concentrazione dell’impatto economico, che si è scaricato su poco più di una famiglia su tre.
Lo sforzo della politica economica italiana ha consentito di mitigare gli effetti economici negativi del Covid sulle famiglie. A livello aggregato, risulta infatti che al -8,9 per cento del PIL ha corrisposto un calo decisamente inferiore del reddito disponibile.
Le risposte ai due questionari permettono di individuare quanti hanno ricevuto aiuti a livello microeconomico.
In media, i sussidi o altre forme di supporto economico hanno raggiunto il 28 per cento del campione, quindi nominalmente hanno servito il 74 per cento di coloro che hanno perduto entrate, con quote che salgono inevitabilmente in alcune categorie, come gli esercenti (che hanno ricevuto aiuti nel 53 per cento dei casi), gli operai (48 per cento) e i giovani (44 per cento). Gli aiuti sono stati giudicati sufficienti ma giunti in ritardo dai lavoratori dipendenti manuali, sono stati piuttosto tempestivi ma insufficienti secondo i lavoratori autonomi e gli esercenti, mentre hanno abbastanza soddisfatto la categoria degli impiegati.
Di fronte a un’emergenza, le famiglie italiane erano preparate? Nonostante l’ampio serbatoio di risparmio privato, la risposta è che non tutte, in realtà, lo erano. Infatti, è risultato che il 53 per cento di esse non aveva accantonato un fondo di riserva, ossia non aveva depositi liquidi sufficienti o strumenti finanziari monetari liquidabili immediatamente per far fronte ad una emergenza economica come quella che abbiamo vissuto.
La pandemia, pur non avendo scosso in misura forte il tenore di vita (nonostante 400 mila famiglie abbiano perso tutte le entrate, circa l’1,5% del campione), è intervenuta anche sui comportamenti di risparmio, evidenziando due macro-cambiamenti: a) la diminuzione, dal 55,1 per cento al 48,6 per cento, ossia di ben 6,5 punti percentuali, della quota di risparmiatori nel campione, per effetto delle ridotte disponibilità. I non risparmiatori sono tornati prevalenti sui risparmiatori;
b) la crescita tra i risparmiatori residui, pari a ben 6,7 punti percentuali, del numero di coloro che hanno intrapreso il risparmio in modo involontario, essenzialmente per non essere riusciti a consumare nell’anno della pandemia a causa delle restrizioni di attività e mobilità.
Gli investimenti finanziari nell’anno del Covid-19 sono stati ridotti e messi in larga parte in standby proprio dall’incertezza pandemica, ma anche dalla difficoltà oggettiva di incontrare sul mercato investimenti corrispondenti agli obiettivi dei risparmiatori, che nel 2021 privilegiano nel lungo periodo, la sicurezza (ossia il desiderio di non perdere il capitale investito) e nel breve periodo la liquidità.
Per questa ragione, anche se non sono più afflitte dalla crisi di fiducia che avevano avuto nel 2011-2012, le obbligazioni ricevono un consenso limitato. Sono possedute dal 22 per cento del campione, contro un massimo storico del 29 per cento; un obbligazionista su tre ha operato su questi titoli, nel 2021, facendo investimenti netti. Sono 3,8 gli obbligazionisti soddisfatti per ogni insoddisfatto.
Le azioni sono invece considerate per quello che sono realmente, ossia titoli per esperti, dunque appannaggio di una minoranza pari al 6,1 per cento del campione. Metà di essi ha effettuato acquisti netti nell’ultimo anno. Sono 5 gli investitori in azioni soddisfatti per ogni insoddisfatto.
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Rapporto Intesa Sanpaolo, l’Italia cresce ma aumentano le disuguaglianze
MILANO (ITALPRESS) – L’Italia è tra i Paesi europei con le più elevate disuguaglianze, e nel 2020 ha subito il calo più elevato nel tasso di attività lavorativa femminile: sono stati persi quasi due punti a fronte di una sostanziale stabilità nella media Ue. Inoltre, il 23% dei giovani tra i 15 e i 29 anni è Neet, ovvero non impegnate nello studio, nè nel lavoro nè nella formazione. E’ pertanto fondamentale favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, anche sfruttando le opportunità fornite dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e il ruolo dei privati nel supportare il Terzo settore. E’ quanto emerso durante la presentazione della ricerca Ipsos sulla solidarietà post-Covid, delle analisi del Chief economist Intesa Sanpaolo Gregorio De Felice sulla situazione socio-economica del Paese e del documento “I Colori dell’Inclusione” che nasce in Intesa con lo scopo di individuare i trend su cui innestare e orientare le iniziative della Banca in coerenza con il cambiamento
sociale in atto nel Paese.
All’evento sono intervenuti, oltre a De Felice, Nando Pagnoncelli, presidente IPSOS, Elena Jacobs, Responsabile Valorizzazione del Sociale e Relazioni con le Università di Intesa Sanpaolo, Flaviano Zandonai, Sociologo, open innovation manager nel settore nonprofit e dell’impresa sociale, Tiziana Ciampolini, membro Forum Diseguaglianza e Diversità, Presidente S-nodi; Richard Zatta, Responsabile Direzione Global Corporate, Divisione IMI Corporate & Investment Banking Intesa Sanpaolo e Don Marco Pagniello, Direttore Caritas Italiana. L’incontro è stato condotto e moderato da Vincenzo Morgante, Direttore di TV2000 e Radio InBlu.
“I Colori dell’Inclusione” rappresenta uno strumento di analisi e approfondimento su alcuni aspetti significativi del mondo del sociale e di raccolta delle migliori prassi attivate dai differenti soggetti che operano nel settore, in Italia e all’estero. Rappresenta inoltre un’importante chiave di lettura dell’impegno della Banca per la definizione di iniziative di solidarietà e inclusione che abbiano l’obiettivo di contrastare le disuguaglianze. Obiettivo del lavoro di analisi e sistematizzazione dei trend è costituire uno strumento funzionale alla progettazione di attività sociali, consentendo inoltre di individuare interventi per l’inclusione in coerenza con le sei missioni del PNRR.
“L’Italia sta attraversando un momento di crescita importante, più alta degli Usa oltre che della Germania e della media dell’area Euro – ha detto De Felice -. Purtroppo non è una crescita omogenea, non riguarda tutti: interessa meno il Mezzogiorno, abbiamo le donne in ritardo per la partecipazione al mercato del lavoro e una forte crescita della povertà. L’obiettivo del Pnrr deve essere quello di allargare i partecipanti a questo maggiore benessere, a combattere la povertà e a permettere maggiore inclusione sociale”.
Il documento si compone dell’analisi di 14 aree tematiche collegate all’emergere delle fragilità nel Paese: Transizione Ecologica e Circular Economy, Digital Inclusion, Persone con disabilità, Housing Sociale, Inserimento Lavorativo, Agricoltura Sociale, Terza età, Dipendenza, Violenza di genere, Povertà Infantile, Beni confiscati, Riqualificazione delle periferie, Ripopolamento aree disabitate, Valorizzazione dei beni culturali.
Il Terzo settore rappresenta un patrimonio inestimabile per la società italiana, da tutelare e valorizzare anche alla luce del ruolo prezioso che può svolgere nel sostegno alle famiglie in difficoltà e, più in generale, nella tenuta del Paese. Ma la solidarietà non è territorio esclusivo del Terzo settore ed è sempre più importante il ruolo dei privati nella co-progettazione e nell’individuazione, insieme ai soggetti non profit, di obiettivi e soluzioni.
“E’ emerso a chiare lettere quanto bisogna intervenire sul tema delle disuguaglianze e della tutela dei più fragili nell’economia reale e sociale nel breve periodo – ha sottolineato Elena Jacobs -. L’attesa del largo pubblico è di sostegno alle fragilità e abbiamo visto come I Colori dell’inclusione sia uno strumento di elaborazione per la progettazione sociale che Intesa Sanpaolo si è impegnata a fare già prima della pandemia. Nel piano industriale 2018/2021 Intesa si era data tra i vari obiettivi quello di sostenere le persone più fragili con il programma per i bisognosi. Dovevamo darci un metodo di progettazione attiva. Quindi, con ‘I Colori dell’Inclusionè, abbiamo preso tutti i dati ufficiali, dal Censis all’Istat al Banco Farmaceutico, ne abbiamo fatto un’analisi e una lettura che riteniamo intelligente. Abbiamo capito nei vari territori dell’Italia quali erano le aree di urgente intervento in ambito di inclusione e di sostegno alle povertà”. “Questo – ha concluso Jacobs – è uno strumento che noi aggiorniano continuamente, che serve alle nostre persone per coprogettare ed è uno strumento che dà le best practice, aiuta anche noi a comprendere quali sono le entità del Terzo settore con cui fare pianificazione strategica per interventi sul territorio”.
“E’ stata un’iniziativa molto interessante di conoscenza della situazione economica del Paese, dei bisogni sul versante delle disuguaglianze, dell’attività che una banca come Intesa sta svolgendo su questo fronte, facendone uno dei capisaldi del proprio piano operativo, ma anche – ha sottolineato Morgante – delle azioni che i diversi attori – istituzioni, imprenditori, ambito creditizio, terzo settore – possono fare perchè il Paese cammini tutto insieme”.
(ITALPRESS).

