TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Federica Pellegrini ha chiuso al 5° posto la terza batteria dei 200 stile libero ai Giochi Olimpici di Tokyo. La veneta ha nuotato in 1’57″33, riuscendo a ottenere la qualificazione per le semifinali, previste domani, con il 15° tempo. “Sarà una scalata molto difficile, ma ci proviamo fino alla fine, quindi vi chiedo tanto tifo – ha esordito la Pellegrini rivolgendosi ai tifosi italiani – E’ stata faticosa, proprio entrare in gara da subito. Mi sono sentita molto rallentata, mi sembrava di fare più fatica di quella che stavo realmente facendo. Sono passata per un pelo, di sicuro per domattina bisogna cambiare registro e lottare da una corsia laterale per la finale. Come è stata la vigilia? Abbastanza serena, tranquilla per la prima volta ai Giochi. Mi sono preparata bene e vorrei continuare a fare bene”. La Pellegrini si è poi soffermata sul clima trovato ai Giochi. “E’ molto bello essere qui, una grande soddisfazione, sempre molto emozionante – ha osservato l’azzurra – La bolla? In questo anno ne abbiamo vissute e subite parecchie, siamo abbastanza abituati. Certo è un pò brutto senza pubblico ma lo sapevamo già”.
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Federica Pellegrini fatica ma è in semifinale nei 200 stile
Indagine Salutequità, in Italia assistenza a due velocità Nord-Sud
ROMA (ITALPRESS) – Diritti dei pazienti al palo da 4,5 anni, nuovi Lea solo sulla carta e risultati da Regione a Regione con un’assistenza lungo l’Italia di serie A e una di serie B.
La causa è la mancata emanazione del Decreto di fissazione delle tariffe dei nuovi LEA che doveva avvenire 3,5 anni fa, come previsto dalla Legge di Bilancio 2018 che fissava il termine al 28 febbraio 2018. Anche l’ultimo Patto per la Salute prevede tra i primi impegni l’approvazione del Decreto Tariffe, senza il quale non possono entrare in vigore i nuovi Nomenclatori dell’assistenza protesica e della specialistica ambulatoriale, con effetti anche sull’equità di accesso alle cure.
Il problema è confermato dall’indagine realizzata da Salutequità – contenuta nel V Report “Nuovi LEA e Cronicità tra disuguaglianze e diritti inesigibili dei pazienti” – che ha passato in rassegna i nomenclatori tariffari di 10 Regioni, prendendo in considerazione tra le nuove prestazioni sanitarie del SSN l’esame del FENO (ossido nitrico esalato) per le malattie respiratorie come l’asma: a causa della mancata emanazione del Decreto tariffe, solo una Regione su 10 monitorate, cioè il Friuli Venezia Giulia, ha inserito l’esame con un codice ad hoc nel proprio Nomenclatore.
“I nuovi Lea sono diventati vecchi senza essere stati praticamente attuati a causa di un rimpallo tra Ministero della Salute e MEF legato alla loro copertura economica, che oggi sembra davvero poca cosa vista la quantità di risorse che si sta gestendo per far fronte alla pandemia e per il PNRR – commenta Tonino Aceti, presidente di Salutequità – Ora va avviata una stagione espansiva per i diritti di tutti i pazienti attraverso un ‘National Recovery Plan For Patients’ Rights’ in grado di rendere innanzitutto esigibili in tutte le Regioni i nuovi Lea con lo sblocco del Decreto Tariffe e di procedere con il loro aggiornamento”.
Ma gli inadempimenti sui nuovi Lea non finiscono qui. “Entro il 15 marzo 2017 doveva esser adottato il primo aggiornamento dei LEA e invece nulla”, sottolinea Salutequità: “abbiamo nuove tecnologie, altre superate o non così utili, ma anche nuove condizioni da tutelare o prestazioni ancora non esenti ticket per alcuni pazienti (es. asma, mici, poliposi nasale)”.
All’appello mancano anche le linee di indirizzo volte a garantire omogeneità nei processi di integrazione istituzionale, professionale e organizzativa dei percorsi assistenziali domiciliari, territoriali, semiresidenziali e residenziali (art. 21 LEA), che in tempi di Covid-19 sarebbero state molto utili.
Come pure non vi è ancora traccia degli Accordi Stato-Regioni funzionali a ridurre le disuguaglianze (art. 64 LEA), andando a fissare i criteri uniformi per la individuazione di limiti e modalità di erogazione delle prestazioni da parte delle Regioni In ritardo anche l’attuazione del Piano nazionale della Cronicità e con differenze regionali, fondamentale per i diritti dei pazienti e molto attuale viste le misure del PNRR sull’assistenza territoriale: 2 mesi per il suo recepimento in Puglia contro i circa 4 anni del FVG.
“Il Piano va rilanciato e ammodernato con le innovazioni positive introdotte nel SSN nel corso della pandemia, con un sistema di monitoraggio forte e integrandolo con patologie attualmente non ricomprese come ad esempio la psoriasi, la sclerosi multipla, la poliposi nasale, l’asma anche nell’adulto”, ha concluso Aceti”.
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Tiro a volo, Diana Bacosi argento nello skeet
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Diana Bacosi ha conquistato l’argento nella prova di skeet femminile ai Giochi Olimpici di Tokyo. L’oro è andata all’americana Amber English, bronzo alla cinese Meng Wei. “Dopo cinque anni siamo ancora qui. Avevo
ancora voglia di fare bene e so di avere ancora tanto da dare,
quindi sono più che soddisfatta – racconta dopo la gara -. Negli ultimi 10 piattelli la testa mi ha giocato un brutto scherzo, ma la medaglia è arrivata”. Arriva anche una dedica. “Questo argento è per tutti gli italiani che in questo periodo hanno sofferto tanto. Durante la pandemia ho passato un periodo brutto e non è stato semplice”.
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Covid, Letta “Patto maggioranza a sostegno misure del Governo”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Dna di questo Governo è dato da tre cose. La prima è la scrittura del Pnrr. Poi le riforme funzionali ai fondi europei, giustizia, fisco, e semplificazioni. Ma la questione numero uno è la campagna vaccinale per uscire dalla pandemia e tornare alla normalità”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il segretario del Pd Enrico Letta, per il quale “l’elemento costitutivo della maggioranza è la messa in sicurezza dell’Italia attraverso vaccinazioni, riaperture e green pass. Ora la variante Delta e la sfida no vax alzano il livello della difficoltà”. Quanto alla Lega, secondo l’esponente dem “vaccinandosi Salvini ha fatto un passo in avanti. Sui social, dove è stato pesantemente criticato, si è visto quanto gli è costato da parte del suo mondo, quindi il mio giudizio è positivo”. Poi, dice: “La variante Delta corre, la stanchezza della popolazione dopo un anno sfiancante è comprensibile. E’ necessario un patto di chiara corresponsabilità, per sostenere le misure del governo e lo sforzo di farle passare nell’opinione pubblica, senza distinguo e senza ambiguità”. Una sfida a Salvini? “Noi lanciamo la sfida a tutti. Chiediamo che tutti i candidati alle Amministrative abbiano ottemperato agli obblighi vaccinali, come fa il Pd. E’ un messaggio forte, che tutti dovrebbero sottoscrivere”, chiarisce il segretario Pd. Quindi, osserva, “siamo a un bivio. Tutte le forze di maggioranza, Lega in testa, devono decidere quale strada prendere. Perchè il rischio è soffocare la ripresa e la ripartenza. Più grande è l’insieme dei no vax e più forte è la crescita della variante Delta, che è il nemico delle riaperture e della libertà perchè al 99% colpisce i non vaccinati. In gioco c’è il futuro del Paese e c’è l’egemonia del valore della libertà. La libertà è il vaccino, la logica no vax invece è illiberale e porta alla chiusura. Noi dobbiamo vincerlo questo braccio di ferro sul valore della libertà. Salvini ha fatto un passo avanti, ora il successivo è portare il suo partito convintamente dalla parte di un Governo che si batte contro la logica no vax”, conclude.
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Nuoto, azzurri della 4×100 argento a Tokyo “Scritta la storia”
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – L’Italia vince la medaglia d’argento nella 4×100 stile libero ai Giochi Olimpici di Tokyo. Il quartetto azzurro formato da Alessandro Miressi, Thomas Ceccon, Lorenzo Zazzeri e Manuel Frigo ha chiuso in 3’10″11 (nuovo record italiano), battuta solo dagli Stati Uniti (3’08″97). Bronzo per l’Australia in 3’10″22. “Una gioia incredibile”. Così, all’unisono, gli azzurri commentano l’argento olimpico conquistato a Tokyo. “Siamo felicissimi, siamo stati veramente bravi, una grande staffetta – ha dichiarato Alessandro Miressi – Siamo veramente contenti e felici di questo argento”. “Già ieri sapevamo di avere una buona possibilità di medaglia – ha spiegato Thomas Ceccon, che pochi prima dell’argento ha staccato il pass per la finale dei 100 dorso – Ho fatto la scelta di fare entrambe le gare, dato che ero andato bene nel dorso non potevo che fare altrettanto in staffetta. L’argento olimpico non è una cosa da tutti i giorni”. “Non ho parole, no so come descrivere questo momento – ha ammesso Lorenzo Zazzeri – Abbiamo scritto una pagina bellissima di storia e sono felicissimo di far parte di questo gruppo: siamo uniti, ci siamo abbracciati anche prima di partire, eravamo convintissimi di poter fare una grande gara”. “Per me – ha concluso un incredulo Manuel Frigo – era impensabile soltanto tre anni fa essere qui e ora arriva addirittura una medaglia. Quando la vedrò ci crederò”.
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Martinenghi bronzo nei 100 rana “Una cascata di emozioni”
TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Nicolò Martinenghi ha vinto la
medaglia di bronzo nella finale dei 100 rana ai Giochi di Tokyo.
L’azzurro ha chiuso in 58″33. Oro al britannico Adam Peaty
(57″37), argento all’olandese Arno Kamminga (58″00).
“Questa medaglia è una cascata di emozioni. Questa gara l’ho cercata e l’ho voluta, ho sempre sognato quegli ultimi 15 metri, in ogni allenamento. Non so davvero cosa dire” le prime parole dell’azzurro dopo la gara. “Voglio dedicare questa medaglia a
tantissime persone: al mio team, alla famiglia, alla ragazza, agli amici e a chi mi è stato vicino anche solo con un messaggio. Ma c’è una dedica speciale per Franco, il mio primo allenatore: sta vivendo un momento un pò difficile e spero che questa medaglia lo aiuti moltissimo. Da un momento all’altro probabilmente capirò cosa ho fatto, quanto è importante questa medaglia. Per ora mi godo il momento, sto navigando su un’onda altissima e non posso che continuare a surfarla – ha spiegato l’azzurro – Ieri sera ho fatto fatica ad addormentarmi, tanti pensieri mi sono passati per la testa. Anche ricordando la tradizione vincente della rana italiana: sono contentissimo di essere entrato in questo Olimpo. Il mio obiettivo era questo e ora posso dirlo. Sapevo di potermi giocare qualcosa di buono e così è stato”.
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Incendi in Sardegna, la Regione dichiara lo stato di emergenza
CAGLIARI (ITALPRESS) – Non è ancora possibile effettuare una stima dei danni causati dagli incendi ancora in corso nell’oristanese, ma si tratta di un disastro senza precedenti. Oltre 10 mila ettari di vegetazione distrutti, aziende e case bruciate, bestiame ucciso. La Giunta regionale ha dichiarato lo stato di emergenza. Il provvedimento è stato assunto dall’Esecutivo nel corso della riunione convocata in serata, con carattere d’urgenza, dal Presidente della Regione, Christian Solinas. “Chiediamo al Governo”, dice Solinas, “un sostegno economico immediato per ristorare i danni e aiutare le comunità colpite a ripartire. Scriverò al Presidente Draghi, prosegue, per chiedere anche che una quota del PNRR sia subito destinata alla Regione per un grande progetto di riforestazione, che rimargini queste terribili ferite”. Il Presidente Solinas continua a seguire l’evolversi della situazione e sta coordinando, anche con l’ausilio dell’Assessore dell’ambiente Lampis, attraverso la sala operativa della Protezione Civile guidata dall’ingegnere Belloi, ed il CFVA, diretto dal comandante Masnata, la macchina regionale antincendio, che ha mobilitato anche Forestas, Vigili del Fuoco, Compagnie Barracellari e decine di Associazioni di volontariato.
Il Presidente ha più volte interloquito con Fabrizio Curcio, Direttore del Dipartimento nazionale della Protezione civile, ottenendo il rinforzo di ulteriori mezzi aerei dalla Penisola per contrastare al meglio l’avanzata del fuoco.
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Vaccino, Di Maio “Unico modo per uscire dalla crisi”
GIFFONI (SALERNO) (ITALPRESS) – “Voglio fare un appello da qui, in questo che è l’anno della ripartenza grazie ai vaccini. Vaccinarsi è l’unico modo per uscire dalla crisi sanitaria ed economica. Le dosi ci sono, ora sta a voi cittadini. Se la scelta fosse tra la vita e la morte, nessuno sceglierebbe la morte”. Così il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, ospite del Giffoni Film Festival. “Certamente non dobbiamo abbassare la guardia. Credo che la felicità, il concetto di ripresa e di speranza possano ripartire proprio dai giovani. Il mio decimo anno qui, è un’occasione per tirare le somme anche qui a Giffoni che è specchio del Paese. Non è un caso che nel Pnrr ci siamo proprio transizione digitale ed ecologica come priorità e su cui il governo sta investendo”.
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