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Recovery Plan, Meloni “Parlamento esautorato”

ROMA (ITALPRESS) – “Lei ha detto che in quei Piano è contenuto il destino del Paese, è vero sono probabilmente l’ultima occasione che abbiamo per dare alla nazione lo sviluppo e la forza che merita. Davvero pensate che sia giusto e normale e responsabile che il Parlamento voti un documento di tale portata senza aver avuto neppure il tempo necessario per leggere il Piano? E’ normale votarlo a scatola chiusa?”. Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nel corso delle dichiarazioni di voto alla Camera sul Pnrr. “Questo Parlamento è stato ignorato, è stato deriso”, ha aggiunto.
“Il ruolo dei parlamentari non è fare il pubblico pagato, FdI ha garantito una opposizione patriottica e responsabile ma è questa responsabilità che ci porta a dire che non siamo nelle condizioni di valutare un Piano in 24 ore. La scelta di esautorare il Parlamento è stata politica perchè il 30 aprile non era una data perentoria”, ha sottolineato la Meloni.
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A marzo il reddito di cittadinanza a 2,6 milioni di italiani

ROMA (ITALPRESS) – Dopo la flessione fisiologica registrata nel mese di febbraio 2021, imputabile principalmente a non tempestive presentazioni della nuova DSU, torna a crescere a marzo il numero dei nuclei familiari beneficiari del Reddito di Cittadinanza (RdC) o della Pensione di Cittadinanza (PdC). Lo rende noto l’Inps.
Nel mese di marzo 2021, i nuclei percettori di RdC sono stati poco più di un milione, mentre i percettori di PdC sono stati 92mila, per un totale di 1,1 milioni di nuclei e pari a 2,6 milioni di persone coinvolte (662mila minorenni).
In relazione al primo trimestre del 2021, sono 1,5 milioni i nuclei familiari che hanno percepito almeno una mensilità di RdC/PdC, pari a 3,4 milioni di beneficiari.
Sempre nel mese di marzo, la distribuzione per macroaree geografiche vede 1,8 milioni di percettori nelle regioni del Sud, 452mila nelle regioni del Nord e 334mila in quelle del Centro.
La regione con il maggior numero di nuclei precettori di Reddito/Pensione di Cittadinanza è la Campania con il 22% delle prestazioni erogate, seguita dalla Sicilia con il 20%, dal Lazio con il 10% e dalla Puglia con il 9%: in queste regioni risiede il 61% dei nuclei beneficiari.
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Sale la fiducia dei consumatori e delle imprese

ROMA (ITALPRESS) – Ad aprile 2021 l’Istat stima un incremento sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 100,9 a 102,3) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (da 94,2 a 97,3).
Tutte le componenti dell’indice di fiducia dei consumatori sono in aumento. Il clima economico e quello personale passano, rispettivamente, da 90,2 a 91,6 e da 104,5 a 105,9. Il clima corrente aumenta da 96,7 a 97,4 e quello futuro, che registra l’incremento più marcato, sale da 107,1 a 109,6.
Per quel che riguarda le imprese, si registra un miglioramento della fiducia in tutti i settori osservati. In particolare, nell’industria manifatturiera l’indice sale da 101,9 a 105,4 e nelle costruzioni da 147,9 a 148,5. Nei servizi di mercato l’indice aumenta da 85,4 a 87,1 e nel commercio al dettaglio da 91,2 a 95,8.
Nell’industria manifatturiera migliorano tutte le componenti dell’indice di fiducia mentre nelle costruzioni si assiste ad un’evoluzione positiva solo dei giudizi sugli ordini.
Per i servizi, l’aumento degli indici di fiducia è trainato dalle aspettative sugli ordini nei servizi di mercato e da quelle sulle vendite per il commercio al dettaglio. Tutte le altre componenti sono in peggioramento. Con riferimento ai circuiti distributivi del commercio al dettaglio, il miglioramento della fiducia è diffuso ad entrambi i circuiti analizzati ma con intensità diverse: nella grande distribuzione l’aumento è marcato (l’indice sale da 95,8 a 101,2) mentre nella distribuzione tradizionale è più contenuto (l’indice passa da 81,8 a 82,7).
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Brunetta “Dalla nuova P.A. 70% effetto riforme sul Pil”

ROMA (ITALPRESS) – “Alla riforma della Pa è attribuibile circa il 70% dell’effetto delle riforme strutturali atteso dal Pnrr. Non è più tempo per la Pubblica amministrazione del posto fisso e delle rendite di posizione: abbiamo bisogno di civil servant valorizzati, motivati e ben pagati”. Lo afferma in un’intervista al Sole 24 Ore il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta.
Per il ministro il Pnrr “segna una cesura con il passato a livello di metodo, di strumenti e di visione. E’ un piano che aggredisce le nostre debolezze strutturali e su questa “aggressione” innesta un programma di investimenti agganciato a un preciso e dettagliato cronoprogramma”. Secondo Brunetta “solo una Pa riformata a tutti i livelli, nazionale e locale, può garantire la selezione e la messa a terra efficiente degli investimenti. E’ una consapevolezza che non tutti sembrano avere: da un lato si reclama una Pa che funzioni, dall’altro si attivano solerti grumi di conservazione ogni volta che si provano ad affrontare con serietà le strozzature e le farraginosità. Ma adesso non abbiamo più alibi”.
“Abbiamo scelto di centrare la riforma sulle persone, cioè sulla qualificazione del lavoro pubblico. Occorre ripartire dalle competenze per favorire l’ingresso nella Pa delle «professioni del futuro» e rendere l’amministrazione attrattiva per la Next Generation Eu. La nuova Pa deve essere catalizzatore della crescita e credibile opportunità di crescita umana e professionale per i giovani, i più penalizzati dalla pandemia”, aggiunge.
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Recovery Plan, Giovannini “Riforme per attrarre investimenti privati”

ROMA (ITALPRESS) – “Per trasformare l’Italia nel Paese che tutti vorremmo non bastano le sole risorse europee, ma avremo bisogno anche di tanti investimenti pubblici privati: nazionali e internazionali. E la nostra credibilità, per attrarre capitali anche dall’estero, dipenderà dalle riforme strutturali che saremo capaci di realizzare in tempi brevi”. Lo dice in un’intervista al quotidiano La Repubblica Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile.
“Uno Stato – prosegue – sta nel mercato come un’impresa: i risparmiatori investono su un’azienda indebitata purchè questa dimostri di essere resiliente, di avere una prospettiva e per questa via di essere in grado di restituire il suo debito. La crescita è cruciale, per tutti”.
Nel Recovery Plan, “come ha detto il presidente Draghi, accanto ai soldi ci devono essere le riforme strutturali, fondamentali per attrarre gli investimenti nazionali e internazionali – sottolinea il ministro -. Le due cose – risorse finanziarie e riforme – non possono essere scisse, sono due gambe che devono muoversi insieme. All’interno del Pnrr ci sono schede molto precise che indicano tutti i passaggi, voluti e controllati dalla Commissione europea. Sono fondamentali. In questi due mesi non abbiamo semplicemente scritto il Piano, abbiamo anche individuato i rischi legati all’attuazione del Piano stesso. Faccio un esempio che riguarda la responsabilità del mio dicastero: il soggetto attuatore degli investimenti nelle ferrovie sono ovviamente le Ferrovie dello Stato, soggetto solido con competenze adeguate. In questo caso non ci sono rischi. Altri progetti riguardano i piccoli Comuni, alcuni bravi altri meno. Ma qui il problema non sono le procedure, bensì la qualità delle risorse umane”.
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Battuto il Torino, il Napoli resta in corsa per la Champions

TORINO (ITALPRESS) – Il Napoli si impone in trasferta sul Torino e aggancia il quarto posto. Agli uomini di Gattuso basta un primo quarto d’ora di fuoco per risolvere la pratica: vanno in gol Bakayoko e Osimhen per lo 0-2 finale. Raggiunta la Juventus, fermata sull’1-1 contro la Fiorentina, a quota 66 punti per una lotta Champions che si fa sempre più agguerrita. I granata invece vengono appaiati dal Cagliari e ora rischiano seriamente la retrocessione. A sbloccare il tabellino è però una prodezza da fuori area che prende il nome di Tiemouè Bakayoko: l’ex Milan si libera di un avversario e mette nel sacco un potente destro dai 25 metri, su cui non può nulla Sirigu all’11’. Passano poco meno di due giri d’orologio e il Napoli raddoppia, questa volta con una buona dose di fortuna: Nkoulou perde palla a metà campo, contropiede di Osimhen, il quale viene favorito da una strana deviazione. Il contrasto con Bremer finisce per beffare il portiere granata, è 0-2 dopo 13 minuti. Al 39′ Zielienski colpisce il palo pieno con una conclusione da fuori area, mentre lo stesso Osimhen risulta decisivo anche in difesa con un salvataggio provvidenziale sulla linea di porta. Nella ripresa i ritmi non calano, al contrario. Con la differenza che si fa vedere minaccioso in avanti anche il Torino: al 49′ Ansaldi si trova a tu per tu con Meret che è bravissimo a respingere il tiro ravvicinato. In contropiede Osimhen manca più volte l’appuntamento con il 3-0, mentre al 60′ il classico tiro a giro di Insigne va a fermarsi sul palo a Sirigu battuto. Il Torino chiude in dieci uomini per l’espulsione all’86’ di Mandragora (doppio giallo) che salterà la cruciale sfida contro il Parma tra una settimana.
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Correa e Immobile stendono il Milan, si rilancia la Lazio

ROMA (ITALPRESS) – La Lazio batte il Milan per 3-0 e rilancia le proprie ambizioni Champions costringendo i rossoneri a una battuta d’arresto che complica i piani della squadra di Pioli. Subito botta e risposta in campo: il primo a provarci è Calhanoglu che calcia forte e teso trovando Reina pronto alla deviazione. Ma a colpire è la Lazio con Correa: l’argentino scambia con Immobile presentandosi solo davanti a Donnarumma, dribbling e palla in porta per il vantaggio biancoceleste. Passano appena 3 minuti e stavolta è Immobile ad avere sul destro la palla per raddoppiare, ma il portiere rossonero si supera respingendo con il polso la conclusione dell’azzurro. Con il passare dei minuti i rossoneri prendono le misure agli avversari e iniziano a creare pericoli dalle parti di Reina, ma così facendo si espongono al contropiede laziale: proprio su una ripartenza Correa serve Lazzari che si invola verso l’area e trafigge Donnarumma. Sarebbe il 2-0, ma un fuorigioco millimetrico tradisce l’esterno costringendo il Var ad annullare la rete subito prima che Orsato fischi la fine del primo tempo. La ripresa inizia così come era finito il primo tempo con Correa in grande spolvero: l’argentino sfida Tomori nell’uno contro uno, lo lascia sul posto e calcia con il destro da posizione defilata trovando l’incrocio dei pali per il raddoppio laziale che viene convalidato anche dopo aver rivisto al Var un contatto tra Calhanoglu e Leiva ad inizio azione. La Lazio è in serata, Correa va ancora vicino al gol con un destro che Donnarumma riesce a deviare in angolo, poi è Immobile a vedersi respingere il pallonetto, a portiere battuto, dal palo che nega il tris ai biancocelesti. Il Milan si spegne piano piano mentre la Lazio arrotonda il risultato nel finale con il tris di Immobile portando a casa 3 punti che consentono agli uomini di Inzaghi di continuare a coltivare i propri sogni Champions.
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Conte “I ministri della Lega scelgano tra Governo e propaganda”

ROMA (ITALPRESS) – “Governare in tempi di pandemia è una responsabilità dura, durissima. Si è costretti a intervenire con misure limitative di alcune pur fondamentali libertà costituzionali, a chiedere grandi sacrifici ai propri connazionali. Posso garantirvi che si tratta di scelte difficili, anzi difficilissime. Ma la responsabilità di governo impone di tutelare la salute dei cittadini oltrechè di preservare il tessuto economico e sociale. E talvolta tutto questo si traduce in scelte a primo giudizio impopolari, poco adatte a chi in tempi di pandemia preferisce guardare alle tabelle dei consensi”. Lo scrive su Facebook l’ex premier Giuseppe Conte.
“Una forza politica è libera di scegliere la via più comoda dell’opposizione, sperando di riuscire a intercettare il diffuso malcontento delle tante famiglie e imprese che stanno affrontando una durissima prova – aggiunge -. Oppure può decidere di condividere le responsabilità di governo, avendo così la possibilità, con i propri ministri, di sedere ai tavoli dove si formano le decisioni e orientare le scelte. Utilizzare la propria posizione per incassare onori e vantaggi, rifuggendo però oneri e responsabilità, è tanto facile quanto ingiusto e scorretto”.
“Per rispetto dei nostri concittadini che soffrono abbiamo tutti il dovere di essere trasparenti: è intollerabile in piena pandemia fingere di essere all’opposizione per cavalcare il malcontento dei cittadini e al tempo stesso assestarsi comodamente al vertice di ministeri importanti e sedersi tra i banchi della maggioranza per lucrare vantaggi, per appuntarsi medaglie e piantare bandierine – spiega Conte -. Sia chiaro, nessuno qui esulta per un coprifuoco che dal periodo invernale si trascina alle ore 22. Si tratta di una forte limitazione alla libertà di circolazione, un sacrificio personale ed economico enorme per molti di noi. E’ una misura che non può che essere transitoria. Confidiamo tutti che possa essere rivista il più presto possibile, non appena l’andamento della curva epidemiologica lo permetterà. Ma sempre sulla base dei dati scientifici, applicando i criteri di adeguatezza e di proporzionalità”.
“Cosa faranno adesso i ministri leghisti? Si accoderanno ad apporre le proprie firme alla iniziativa propagandistica contro il coprifuoco lanciata ieri dal loro leader di partito, oppure si dissoceranno? Immagino che tutti i cittadini vorrebbero idealmente firmare non solo contro il coprifuoco, ma contro tutte le limitazioni e le sofferenze che questa pandemia ci sta procurando – conclude Conte -. Ma forse, prima di tutto, i cittadini pretendono dai propri governanti trasparenza e correttezza. Bisogna scegliere da che parte stare: se da quella di chi soffia sul fuoco o da quella di chi si rimbocca le maniche per spegnere l’incendio”.
(ITALPRESS).

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