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Foibe, Mattarella “Muro di oblio intorno a migliaia di italiani”

ROMA (ITALPRESS) – “Milioni di persone, in qui Paesi, si videro allora espulse dalla terra che avevano abitato, costrette a mettersi in cammino alla ricerca di una nuova patria. Un muro di silenzio e di oblio – un misto di imbarazzo, di opportunismo politico e talvolta di grave superficialità – si formò intorno alle terribili sofferenze di migliaia di italiani, massacrati nelle foibe o inghiottiti nei campi di concentramento, sospinti in massa ad abbandonare le loro case, i loro averi, i loro ricordi, le loro speranze, le terre dove avevano vissuto, di fronte alla minaccia dell’imprigionamento se non dell’eliminazione fisica”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione del “Giorno del Ricordo”.
“Il nostro Paese, per responsabilità del fascismo, aveva contribuito a scatenare una guerra mondiale devastante e fratricida; e fu grazie anche al contributo dei civili e dei militari alla lotta di Liberazione e all’autorevolezza della nuova dirigenza democratica, che all’Italia fu risparmiata la sorte dell’alleato tedesco, il cui territorio e la cui popolazione vennero drammaticamente divisi in due. Questo, tuttavia – ha osservato Mattarella -, non evitò che le legittime istanze di tutela della popolazione italiana residente nelle zone del confine orientale fossero osteggiate, frustrate e negate”.
“Le foibe e l’esodo hanno rappresentato un trauma doloroso per la nascente Repubblica che si trovava ad affrontare la gravosa eredità di un Paese uscito sconfitto dalla guerra. Quelle vicende costituiscono una tragedia, che non può essere dimenticata. Non si cancellano pagine di storia, tragiche e duramente sofferte – ha sottolineato il capo dello Stato -. I tentativi di oblio, di negazione o di minimizzare sono un affronto alle vittime e alle loro famiglie e un danno inestimabile per la coscienza collettiva di un popolo e di una nazione”.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

(ITALPRESS).

Lo Bianco “Salto di qualità nella formazione per attrarre investimenti”

MILANO (ITALPRESS) – Per rendere l’Italia più attrattiva nei confronti degli investimenti esteri servono “una burocrazia intelligente, aggiornata, digitalizzata e portata a un certo livello” e soprattutto “la cultura: questo Paese ha delle grandi eccellenze in moltissimi settori, però ha l’11% di laureati contro la media del 34% in Europa e del 71% in Finlandia. Un Paese che ha il 54% di analfabeti funzionali e quindi non è riuscito a fare il grande salto culturale nel 21esimo secolo”. Lo afferma Nino Lo Bianco, presidente di BIP (Business integration partners), multinazionale della consulenza, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Il digitale è una frattura fra il passato e il futuro, ci ha dato un sesto e un settimo senso” con cui “siamo diventati molto più dotati di prima: approfittiamone, perchè se no non solo restiamo indietro, ma non ne utilizziamo” le potenzialità.
“Il digitale ha cambiato sostanzialmente il modo di affrontare il business, lo ha reso internazionale – sottolinea Lo Bianco -: oggi noi siamo fornitori di servizi di alto livello: non siamo più soltanto dei consulenti che danno consigli, siamo molto operativi per la salute, la crescita e lo sviluppo delle aziende”.
Anche l’intelligenza artificiale “è un’agevolazione incredibile di cui l’umanità si sta dotando, che toglierà dei lavori ripetitivi o noiosi, che semplificherà l’output di lavori complessi che oggi richiedevano moltissimo lavoro e che abiliterà a fare delle cose molto più interessanti in tempi molto più ridotti e con dei ritorni importanti sotto il profilo economico. Sono ottimista su queste strumentazioni, di cui facciamo già largo uso nell’ambito del nostro lavoro”, sottolinea il presidente di BIP.
Il settore “è in continua espansione proprio perchè il digitale ha portato a dei cambiamenti di tipo sostanziale”: da parte delle aziende “c’è un bisogno di adeguamento molto rilevante che comporta investimenti”.
BIP ha “dei programmi di espansione molto importanti nel triennio, dobbiamo raddoppiare: il mercato ce lo consente, la nostra reputazione è cresciuta, quindi pensiamo di avere lo spazio per poterlo fare”, prosegue Lo Bianco. “Dove possiamo trovare colleghi giovani che si aggiungano alla nostra avventura professionale? Più facilmente al Sud – aggiunge -. Non è un’idea romantica, è anche un’idea di business: il Sud è una miniera di talenti”.
Inoltre “non è vero che i giovani di oggi non vogliono lavorare”, soprattutto “quando si offrono lavori in ambienti interessanti, in un contesto che ti fa crescere: i giovani che abbiamo assunto, in particolare al sud, mostrano una voglia di lavorare, di creare e di sviluppare quello che il digitale ci consente in una maniera veramente sorprendente. Sono estremamente ben disposto verso la nuova generazione di lavoratori”, ha sottolinea il presidente di BIP.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

De Rossi “Inter battibile, io predestinato? Non penso ad etichette”

ROMA (ITALPRESS) – “Serve il coraggio che devono avere i giocatori forti e noi siamo pieni di giocatori forti. Ogni squadra del mondo è battibile e lo è anche l’Inter, che è la squadra più forte del campionato. Si alza il livello rispetto alle ultime tre partite vinte e cambia la metodologia di preparazione alla gara, visto che sfidiamo un’avversaria abituata ad avere la palla e il dominio del gioco. Ma possiamo fare una grande partita”. Lo ha detto il tecnico della Roma, Daniele De Rossi alla vigilia della sfida contro l’Inter all’Olimpico. Sul momento di Romelu Lukaku, fischiato all’andata e pronto ad un nuovo confronto da ex, ha aggiunto: “Quello che ha fatto col Cagliari mi è piaciuto tantissimo – spiega l’allenatore -. Ha giocato per la squadra, ha fatto partire le azioni più importanti, ha allungato la difesa avversaria e ha tirato 5-6-7 volte in porta. L’emozione saprà gestirla. Io un predestinato? Quando mi hanno mandato via dalla Spal, pochi pensavano che lo fossi e le porte sono rimaste chiuse. I predestinati per me non esistono, voglio fare questo lavoro e mi sono trovato nel posto dove io sognerei di farlo per tutta la vita. Non penso alle etichette, voglio godermi solo quest’avventura che mi sta piacendo molto”. Sull’assenza al funerale dello storico capitano giallorosso Giacomo Losi, scomparso lo scorso 4 febbraio, De Rossi ammette l’errore:”Non ho chiesto la data e il luogo. La partita del giorno prima e il post partita mi hanno distratto e ho commesso un errore grave. Non è un errore in malafede, ma mi dà fastidio e mi dispiace non essere andato a salutarlo. So che rapporto c’era tra me e lui. Ho parlato con il figlio, che è stato meraviglioso, e la cosa più importante è stata chiedere scusa a lui”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Sanremo, 10 milioni di spettatori e 60,1% di share per la terza serata

ROMA (ITALPRESS) – La terza serata del Festival di Sanremo, dalle 21.19 alle 25.38, totalizza 60,1% di share con 10 milioni e mille spettatori. La prima parte dalle 21.19 alle 23.32 segna il 58.1% di share con 13 milioni 243 mila spettatori. La seconda parte, dalle 23.34 alle 25.38 registra il 65% con 6 milioni 436 mila spettatori. Il picco di ascolti di 15 milioni 108 mila spettatori è stato registrato alle 22.04 con Eros Ramazzotti. Il picco di share alle 00.08 con il 67,9% (Mahmood presenta Ghali).
Il PrimaFestival ottiene il 37.9% con 8 milioni 537 mila spettatori. Sanremo Start dalle 20.45 alle 21.14 totalizza il 47,7% con 11 milioni 620 mila spettatori.
La puntata di Viva Rai2 Viva Sanremo in onda dopo la seconda serata del Festival, dalle 2 alle 2.22 registra il 51,2% con 1 milione 294 mila spettatori.
La puntata di Viva Rai 2 Viva Sanremo in onda dopo la terza serata del Festival dall’1.38 all’1.59 registra il 57,9% con 2 milioni 521 mila spettatori.
(ITALPRESS).
– Foto: Ipa Agency –

A Bologna “Rhewind Arms 2024”, al centro temi e sfide della reumatologia

BOLOGNA (ITALPRESS) – Si svolge a Bologna il Rhewind ARMS – Annual Rheuma Major Suggestions 2024, una due giorni che vede riuniti a Palazzo Re Enzo più di 350 reumatologi provenienti da tutta Italia per confrontarsi sulle novità emerse nel settore nell’arco dell’ultimo anno.
In particolare, sulla base degli ultimi studi, nella prima giornata si è discusso dell’importanza di mettere il paziente reumatico al centro del processo decisionale per renderlo parte attiva del proprio processo di cura. Un percorso di cura a 360 gradi che prende in considerazione sia il trattamento farmacologico, sia lo stile di vita e richiede un approccio personalizzato sulla base delle esigenze dei singoli pazienti con attenzione alle differenze di genere e di sesso.
Le sfide dell’aderenza terapeutica, le nuove possibilità che offre la medicina di genere, e poi il ruolo chiave di microbiota e nutrizione nell’evoluzione delle patologie e nella risposta ai trattamenti delle malattie reumatiche, sono tra i temi principali su cui la comunità medica presente al Rhewind si è confrontata, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche.
Un approfondimento è dedicato anche alle maggiori novità sulla fisiopatologia, sui criteri e metodi di diagnosi e sui trattamenti tradizionali e innovativi per diverse patologie reumatologiche quali l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica, il lupus eritematoso sistemico (LES), la fibromialgia, le spondiloartriti, le arteriti, con approfondimenti dedicati alle malattie più rare come il morbo di Whipple, il morbo di Still, le gammopatie monoclonali e le malattie reumatologiche in età pediatrica.
Dal 30 all’80% dei pazienti non segue in modo ottimale il piano di trattamento proposto dal reumatologo. Questi i dati riportati da EULAR (European League Against Rheumatism) che ha stilato un elenco di punti da prendere in considerazione per prevenire, screenare, gestire e valutare la non aderenza al trattamento.
Tra le soluzioni proposte un ruolo primario ha la comunicazione medico-paziente che deve coinvolgere il paziente nel progetto terapeutico. Soltanto in questo modo, infatti, è possibile individuare le barriere specifiche delle singole persone che impediscono di raggiungere l’aderenza ottimale al trattamento, mettendo in pratica un intervento che sia effettivamente personalizzato su base individuale.
Un crescente interesse scientifico si è concentrato sul ruolo della nutrizione nelle malattie reumatiche. Lo stile di vita e in particolare la nutrizione si sono rivelati due aspetti che possono avere un forte impatto sull’evoluzione della patologia e la risposta alle cure. A rivelarlo lo studio Nutrition and Diet in Rheumatoid Arthritis del 2022 che sottolinea quanto la dieta possa modulare direttamente la risposta immunitaria fornendo anche un’ampia gamma di nutrienti che agiscono sia a livello gastrointestinale, in particolare sul microbiota intestinale, a cui è riconosciuto un ruolo importante sia nella prognosi sia nella patogenesi delle patologie immuno-mediate, sia a livello sistemico. Dunque, la dieta, secondo quanto riportato nello studio sopracitato, si rivelerebbe cruciale come forma di “gestione autonoma” che potrebbe avere un impatto sull’espressione, sul decorso e sull’esito della malattia.
Le malattie reumatologiche colpiscono le donne nell’80% dei casi. Questo dato è importante da tenere in considerazione perchè la risposta alle terapie può essere differente fra uomini e donne e nelle stesse donne in diverse fasi della vita. La medicina di genere, definito dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) lo studio dell’influenza delle differenze biologiche (definite dal sesso) e socio-economiche e culturali (definite dal genere) sullo stato di salute e di malattia di ogni persona, è un tema emergente che è stato studiato soprattutto in relazione all’artrite reumatoide. Quest’ultima potrebbe essere causata da una complessa interazione tra fattori genetici, ormonali, ambientali e comportamentali, legati al sesso. Le donne con artrite reumatoide mostrano, infatti, un’attività della malattia più elevata rispetto agli uomini e rispondono diversamente alle terapie. Oggi sappiamo dalla letteratura che la differenza di genere riguarda anche le comorbilità: nel genere maschile si è osservata infatti una maggiore frequenza di diabete mellito, ulcera peptica e malattie cardiovascolari e respiratorie, mentre depressione e osteoporosi sono più frequenti nelle donne. Alla luce di queste informazioni, tenere conto dei fattori legati a sesso e genere diventa una sfida importante per migliorare la cura, l’aderenza alle terapie e per aprire nuove prospettive di ricerca in campo scientifico.
L’appuntamento annuale del Rhewind, giunto alla nona edizione, è possibile anche grazie al sostegno non condizionante di Alfasigma, azienda farmaceutica italiana la cui mission è offrire a pazienti, caregiver e personale sanitario soluzioni all’avanguardia secondo i più elevati standard di qualità e sicurezza.
L’innovazione è nel DNA di Alfasigma e, grazie a politiche di acquisizione mirate, l’azienda continua ad ampliare il proprio portafoglio prodotti nella Specialty Care arricchendo anche la pipeline, con l’obiettivo di offrire più soluzioni terapeutiche ai pazienti, in particolare nelle aree della gastroenterologia e reumatologia.

– foto col/Italpress –
(ITALPRESS).

In calo contagi Covid, vittime e ricoveri

ROMA (ITALPRESS) – Nella settimana compresa tra l’1 e il 7 febbraio, secondo i dati del bollettino sulla situazione epidemiologica da Covid-19 del ministero della Salute, sono stati 2.992 i nuovi casi positivi con una variazione di -22,5% rispetto alla settimana precedente (3.859), mentre 95 i deceduti con una variazione di -17,4% rispetto alla settimana precedente (115). I tamponi effettuati ammontano a 142.934, con una variazione di -5,4% rispetto alla settimana precedente (151.116). Il tasso di positività è del 2,1% con una variazione di -0,5% rispetto alla settimana precedente (2,6%), mentre il tasso di occupazione in area medica al 7/02/2024 è pari al 2,9% (1.792 ricoverati) rispetto al 3,5% (2.169 ricoverati) del 31/01/2024. Il tasso di occupazione in terapia intensiva al 7/02/2024 è pari all’1,0% (87 ricoverati) rispetto all’1,2% (106 ricoverati) del 31/01/2024.
“Il consolidamento del dato della endemizzazione del Sars-CoV-2 e la riduzione sempre più rilevante dell’impatto sulle strutture ospedaliere, sono il frutto chiaro e indiscutibile della bontà e della efficacia delle attività di prevenzione e comunicazione messe in campo”, commenta il direttore generale della Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute, Francesco Vaia.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Calenda “Lancio un appello, opposizioni unite almeno sulle riforme”

ROMA (ITALPRESS) – “Il rischio è che Meloni, sapendo che la Lega ha come unico obiettivo quello di indebolirla, punti tutto sul premierato con l’idea di andare subito dopo alle elezioni. Questa è una prospettiva molto pericolosa non solo perchè la riforma non sta in piedi, ma perchè così per un anno e mezzo ci occuperemo di questo e non delle cose concrete che interessano agli italiani. Perciò lancio un appello a tutte le forze di opposizione: uniamoci almeno sulla questione istituzionale visto che, tranne Italia viva, siamo tutti d’accordo sul cancellierato”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il leader di Azione Carlo Calenda. Poi, aggiunge: “La mia impressione è che i Cinque Stelle, cadendo nel gioco degli opposti estremismi, non vogliano presentare una proposta alternativa, ma intendano trasformare il referendum istituzionale in un referendum sul sì o no a Meloni. E così rischiano di trovarsi il premierato e Meloni per altri cinque anni, con poteri maggiori degli attuali”.
Secondo Calenda, comunque, “siamo all’esplosione delle opposizioni. Non si riesce a fare nessun lavoro concreto comune. E con Conte che dice ‘non sto nè con Biden nè con Trump’, ‘non mando le armi in Ucrainà, il rischio è quello di non avere mai un’alternativa di governo. E’ una situazione che non si risolve, a meno di una frattura all’interno del Pd per cui finalmente i riformisti e i liberaldemocratici si mettono a lavorare seriamente per costruire un’altra cosa”, chiosa.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Salis, Tajani “Governo lavora senza clamore per tutelare diritti”

ROMA (ITALPRESS) – “Il nostro governo continuerà a lavorare, magari senza clamore, ma con impegno e determinazione per difendere la dignità e diritti di Ilaria Salis e di tutti i detenuti italiani all’estero”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio, Tajani, in Aula alla Camera per l’informativa urgente del governo sulla vicenda di Ilaria Salis che “rientra tra gli oltre 2.400 casi di connazionali detenuti all’estero: per ognuno di essi, indipendentemente dal merito della loro situazione giudiziaria, ci adoperiamo per fornire assistenza e garantire il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali. Così abbiamo fatto fin dal primo giorno per il caso Salis, ben prima che diventasse oggetto di polemiche politiche” ma “i limiti che impone il rispetto del principio di sovranità giurisdizionale di un altro Stato nel proprio territorio”, che “impedisce ogni interferenza nella conduzione del processo”, ha sottolineato. “Grazie all’azione di sensibilizzazione condotta dalla nostra sede nei confronti delle autorità ungheresi, la signora Salis ha ottenuto un miglioramento delle condizioni detentive”.
Ieri “il nostro ambasciatore ha nuovamente incontrato la signora Salis, che gli ha sottolineato il netto miglioramento delle condizioni di detenzione, ha menzionato gli aspetti igienici – come la disinfestazione della cella, la distribuzione di lenzuola e coperte nuove – e sanitari, riguardo sia la dieta, sia la trasmissione dei referti medici richiesti” e, in generale, “l’approccio generalmente più cortese di tutto il personale carcerario”, oltre al “regime soddisfacente per quanto riguarda le comunicazioni: può parlare liberamente sia con la famiglia, sia con l’ambasciata”, ha riferito Tajani. “Il garantismo ispira il mio e il nostro agire per quanto riguarda il rispetto dei diritti dei detenuti, pregiudicati o incensurati, in attesa di giudizio o condannati: per noi, ciò che conta è sempre la tutela della dignità della persona”, ha ribadito il ministro. “L’esibizione delle catene in aula dell’imputata, con le immagini trasmesse in televisione, ha avuto un forte impatto sulle opinioni pubbliche. Ho immediatamente chiesto, con una dichiarazione pubblica al governo ungherese, di vigilare e intervenire affinchè vengano rispettati i diritti previsti dalla normativa comunitaria della cittadina italiana Ilaria Salis”.
“Ho dato disposizione al nostro ambasciatore di fare un passo presso le autorità di Budapest”, richiamando “i principi cardine previsti dalla normativa europea e internazionale relativi al rispetto delle garanzie di tutela della dignità delle condizioni detentive, incluse le modalità con cui l’imputato viene condotto in tribunale e delle garanzie di un equo processo”. Per quanto riguarda l’ipotesi degli arresti domiciliari, eventualmente da scontare in Italia, Tajani ricorda che “soltanto dopo la concessione di una misura alternativa in Ungheria sarà possibile proporre un’ulteriore istanza per ottenere l’applicazione di tale misure in Italia, ai sensi della decisione quadro Europea”. Invece, “la richiesta di sostituzione della misura cautelare presso l’Ambasciata italiana non è possibile: l’ambasciata non è un luogo idoneo all’esecuzione di misure coercitive. Servirebbero lavori all’interno dell’ambasciata” e “servirebbe un incremento del numero dei carabinieri”. Si tratta di “un luogo dove sono anche conservati documenti riservati, non è una casa privata: deve essere preservata la sicurezza dello Stato, è una questione di sicurezza nazionale”.
La situazione dei marò, che il padre di Ilaria ha paragonato al caso di sua figlia, “non è in realtà equiparabile”: in quel caso “il reato contestato era stato commesso su nave italiana in acque internazionali” e “l’Italia ha da subito contestato la giurisdizione delle autorità indiane, dando vita ad una controversia internazionale, in cui ha poi prevalso. Era in discussione l’immunità di due militari italiani nell’esercizio delle proprie funzioni: l’Italia riteneva cioè che l’esercizio da parte indiana della propria giurisdizione violasse gli obblighi internazionali di rispettare le immunità dei pubblici ufficiali di Stati stranieri. Un tribunale internazionale ha poi dato ragione all’Italia”. Il caso Salis è diverso perchè “ogni Stato ha il diritto di esercitare la giurisdizione penale per reati commessi nel proprio territorio” e “la decisione sullo stato di libertà dell’indagato compete solo ai giudici ungheresi”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

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