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Acquirente Unico, Moles “Scorte energetiche in linea con le previsioni”

ROMA (ITALPRESS) – “Ci sono alcuni compiti che Acquirente Unico ha svolto e continua a svolgere, soprattutto in questo momento, che sono molto rilevanti, si occupa del servizio di maggior tutela, a favore del cittadino che non ha esercitato l’opzione di scegliere uno dei tanti fornitori di energia”. Lo ha detto Giuseppe Moles, amministratore delegato di Acquirente Unico, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“Il prodotto viene acquistato da Acquirente Unico e offerto ai fornitori del servizio, con un prezzo in qualche modo certificato come rispondente a quello che è il prezzo del mercato. Poi ci sono tante altre attività, come lo sportello del consumatore, che fa anche da conciliatore tra il cittadino e il fornitore di energia. Abbiamo poi la responsabilità delle scorte in caso di necessità energetiche del Paese”. In riferimento alla fine del mercato di maggior tutela a fine anno, Moles sostiene: “Ci sono circa 4,5 milioni di utenti vulnerabili. Il mercato continuerà ad essere attenzionato, e il governo sta agendo. Mentre quello che farà Acquirente Unico sarà fornire tutti gli strumenti a chiunque si trovi nella condizione di essere un soggetto vulnerabile di non essere buttato in una guerra di posizione. Molto importante sarà la comunicazione che verrà fornita ai cittadini. E a questo proposito incontrerò tutte le associazioni dei consumatori per individuare gli strumenti migliori per dare ai cittadini la comunicazione migliore”.
Moles, esponente di Forza Italia, già sottosegretario all’Editoria, risponde alle domande sulla stretta attualità, a cominciare dall’evoluzione della situazione in Russia. “Ho seguito con molta attenzione fin dall’inizio questa marcia trionfale strana su Mosca. E’ anche vero che le posizioni del capo della Wagner da settimane che si facevano sempre più insistenti – spiega Moles -. Ora stanno uscendo tutta una serie di amicizie e collaborazioni del personaggio in sè. La realtà è che è stato incomprensibile per tutti, compreso Putin, se è vero come è vero che alcuni Servizi erano a conoscenza di questo ammutinamento, poi il fatto che non l’abbiamo fermato è perchè è sembrato anche a loro assurdo”.
Le sanzioni alla Russia per Moles “da un punto di vista economico hanno funzionato. Bisogna però ricordare che hanno effetto nel medio periodo. Ho sempre invece avuto delle perplessità sull’effetto politico delle sanzioni – prosegue -, perchè molte volte hanno portato dei benefici al dittatore di turno, che in qualche modo se il sistema economico del Paese che è colpito dalle sanzioni comincia a indebolirsi, i primi che ne fanno le spese sono i cittadini a basso reddito, e quindi è facile dire alla propaganda del regime ‘è colpa dell’Occidentè. E di conseguenza solidificano un pò il consenso del capo o del dittatore di turno. Però le sanzioni, con l’atteggiamento unito di America e Unione europea, hanno determinato una presa di coscienza per cui dipendere energeticamente da un solo Paese non era nè giusto, nè economicamente corretto, nè sopportabile per gli interessi nazionale. Da qui lo sforzo fatto dal governo per l’autosufficienza energetica, che l’ha ottenuta quasi del tutto”.
Sul fronte energetico, per quanto riguarda le scorte – spiega Moles – “sono assolutamente in linea con le previsioni. Ho visto oggi il ministro Pichetto Fratin che faceva riferimento al raggiungimento al 90 per cento di quella che è l’esigenza nazionale di tutto il comparto. Tutto quello che è successo ci ha spinto a ragionare nel medio-lungo periodo, e questo dovrebbe essere un dovere di tutti i governi”.
L’ex sottosegretario parla poi del futuro di Forza Italia, dopo la scomparsa del fondatore Silvio Berlusconi. “Il partito ha una grossissima responsabilità perchè deve trovare gli strumenti migliori per dare continuità all’idea nata con Berlusconi. Forza Italia è sempre stato un partito anarchico, fermo restando che poi c’era la sintesi di Berlusconi, cosa che oggi non c’è. Se poi Forza Italia si dovesse tramutare in qualcosa di diverso credo che non potrà avere il successo elettorale che merita. E’ una fase molto delicata. Io sono moderatamente ottimista, l’importante è non chiudersi a riccio nella difesa strenua di un contenitore”. Sul lavoro, invece, che sta facendo il suo successore, il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini, afferma: “Da quello che so c’è continuità, e sono contento, perchè evidentemente si possono avere idee diverse di come sostenere un settore, ma Barachini ha dato continuità a quello che è stato il lavoro precedente. E di quel lavoro io sono orgoglioso, in particolare sul copyright e di come abbiamo stabilito di dirimere le controversie su questo tema”.

– foto Italpress –

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Tajani “A Milano la terza sezione del Tribunale europeo dei brevetti”

MILANO (ITALPRESS) – Milano sarà la sede della terza sezione del Tribunale europeo dei brevetti (TUB). A darne notizia è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Il comitato amministrativo del Tub – ha scritto su Twitter – ha appena approvato ufficialmente la decisione. Una buona notizia per l’Italia e un riconoscimento per Milano”. Apprezzamento per il prestigioso riconoscimento è stato espresso anche dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: “Un risultato molto importante per Milano e l’intera Lombardia, frutto del lavoro di tutti gli attori che hanno partecipato alle trattative”, che poi ha sottolineato “il ruolo decisivo assunto dal nuovo Governo che, con un’energia e un’accelerata certamente più forte di quanto avvenuto in precedenza, ha creduto in questo progetto e si è impegnato per raggiungere questo traguardo. Ora – ha proseguito Fontana – siamo in attesa di conoscere quali competenze verranno attribuite alla Lombardia che, giova sempre ricordarlo, è la regione dove si depositano il maggior numero di brevetti e la ricerca si sposa con innovazione e industria”. Sulla stessa falsariga il commento del sindaco del capoluogo meneghino, Beppe Sala, che si è detto “felice” per essere stata selezionata come “sede della terza sezione del Tribunale Europeo dei Brevetti. E’ il risultato di un grande lavoro congiunto, che ci ha sempre visto in prima linea. Al lavoro per dimostrare la validità della scelta e per ampliare con il Governo le deleghe che ci sono state assegnate”. “Si tratta di un’assegnazione che oltre al prestigio porterà grandi benefici sotto il profilo economico e di giurisdizione – ha evidenziato infine il ministro della Giustizia, Carlo Nordio -. Milano era ed è la capitale economico-finanziaria del nostro Paese ed è quindi il posto più indicato per ospitare la terza sede del Tub”, ha concluso il guardasigilli.
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-foto agenziafotogramma.it-

Codice della Strada, Salvini incontra gli influencer

ROMA (ITALPRESS) – Incontro al Mit tra il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Traspoeti, Matteo Salvini, e un gruppo di influencer e talent manager.
L’appuntamento, nato dopo l’appello al confronto da parte del Ministro, era stato accolto dai rappresentanti dell’AICDC (Associazione italiana content e digital creators), che sta coinvolgendo centinaia di protagonisti della comunicazione digitale, tra content creator e agenzie.
Al centro della riunione, le nuove norme sulla sicurezza stradale proposte dal Mit e un confronto per sensibilizzare i più giovani sui corretti comportamenti alla guida.
Tra i content creator, presenti, tra gli altri: Luca Campolunghi, Francesco Sole, Samara Tramontana, Moonryde, Jacqueline Zanetti, Nelson Chuckwuebuka, Andrea Muzii, Homyatol, Stepny, Tiziano Brambilla, Nikita Pelizon, Ignazio Moser, Andrea Pirillo, Paolo Zotta, oltre a Lavinia Abate, miss Italia 2022 e protagonista della campagna del Mit sulla sicurezza stradale.
AICDC è presieduta da Sara Zanotelli e Simone Giacomini, tra i presenti anche il vicepresidente Maurizio Valente.
Salvini ha chiesto anche di ricevere proposte per arricchire il ddl.
“L’incontro, cordiale e concreto, è stato riaggiornato a luglio”, rende noto il Mit.

– foto ufficio stampa Mit –

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Nel nuovo libro di Cerasa le “catene” che legano la destra al passato

ROMA (ITALPRESS) – “Le catene ti intrappolano, non ti permettono di liberare energie, di viaggiare alla velocità di crociera giusta. Le catene della destra la tengono legata a un passato tossico che spesso ritorna e che non le permette di fare quel volo che potrebbe”. Intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, ha presentato il suo nuovo libro “Le catene della destra. Scienza, guerra, giustizia, giovani, complottismo: l’ascesa degli impostori. Inchiesta su un grande imbroglio”, edito da Rizzoli, scritto prima dell’insediamento del nuovo Governo guidato da Giorgia Meloni.
“Le catene sono tante, il filo conduttore è la libertà – ha aggiunto -: la destra si è presentata in modo truffaldino come garante della difesa di una libertà generica, ma spesso la libertà che difendeva era quella di essere estremista su ogni tema, dalla politica estera alla giustizia, la libertà di contraddire e di attaccare il sistema dominante. Oggi queste catene emergono con grandissima forza e Giorgia Meloni in maniera silenziosa ogni giorno cerca di allentare o spezzarle, perchè si è resa conto che quanto seminato in questi anni dalla destra oggi si ripropone come un qualcosa di tossico che non permette alla destra di fare i conti con la realtà”.
“Quando la sinistra era molto forte ho fatto un libro contro la sinistra, ora che la destra è molto forte ne ho fatto uno contro la destra, giusto per farmi volere male da tutti quanti – ha ironizzato il giornalista -. Quando parlo di ‘impostori della libertà’ mi riferisco alla destra nazionalista, populista e sovranista, che ha spacciato l’idea di essere a difesa della libertà: è proprio quella l’impostura – ha spiegato -. Quando decidi di offendere una libertà sei un impostore della libertà, non si può difenderne una offendendone un’altra”. Uno dei capitoli del saggio riguarda la guerra tra Russia e Ucraina: “Il conflitto è stato un momento determinante nel passaggio da destra populista a destra moderna, capace anche di fare i conti con le contraddizioni del passato. Il 24 febbraio 2022 è stato il giorno in cui la Meloni per la prima volta è stata incoerente con il suo passato filorusso e filo putinista, ha fatto una scelta di campo che le ha consentito di entrare in una spirale di responsabilità – ha ricordato Cerasa -. Nei periodi della campagna elettorale la Lega per molti mesi ha avuto grandissime contraddizioni, ricordiamo che attualmente ha un accordo di cooperazione rafforzata col partito di Putin, rinnovato dopo inizio della guerra. Negli ultimi mesi è emerso che la destra al Governo ha assunto nei fatti posizioni durissime contro la Russia e chiarissime a difesa dell’atlantismo. Il PD oggi è più debole nella difesa dell’Ucraina, il centrodestra ha riconosciuto la Russia come un paese terrorista, la sinistra ha votato nì”.
Infine, il direttore del Foglio ha riflettuto sui primi otto mesi del nuovo Governo e su come alcune delle considerazioni del proprio libro potrebbero essere riviste in positivo: “Dal mio punto di vista dall’uscita del libro a oggi il giudizio sulla Meloni è cambiato, perchè lei sta provando a cambiare la destra anche se non c’è ancora riuscita, ora conosce il senso del limite. C’è l’intenzione della creazione di una destra ambiziosa, anche se al momento prevale la frustrazione nel non riuscire a portare la destra dove forse lei vorrebbe – ha concluso -. Oggi dovrei forse aggiungere un capitolo su come la destra stia mostrando più affidabilità della sinistra sulla guerra Russia-Ucraina”.

– foto Italpress –

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Pesca, Lollobrigida “No al piano Ue, tutelare settore strategico”

ROMA (ITALPRESS) – “La contrarietà dell’Italia al Piano d’Azione Ue sulla pesca nasce dalla consapevolezza che abbiamo il dovere di tutelare un settore strategico per la nostra Nazione”. Lo dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida dopo il voto contrario nel corso del Consiglio Europeo di questa mattina a Bruxelles.
“Gli interessi del comparto vanno difesi, anche alla luce della posizione unanime della Commissione XIII Agricoltura della Camera dei deputati, che nei giorni scorsi aveva espresso il suo ‘nò alla proposta della Commissione europea sulla pesca. L’Italia chiede che vengano valutate, tra le altre, le ripercussioni socio-economiche ed occupazionali delle misure, che sia verificata l’introduzione di misure di contrasto della pesca; che venga incentivato l’utilizzo di motori termici con emissioni ridotte e che siano verificate le aree precluse alla pesca a strascico”, aggiunge il ministro Lollobrigida.

– foto Agenziafotogramma.it –

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La Grande Guerra e le sue storie parallele nel nuovo romanzo di Grasso

ROMA (ITALPRESS) – “Con questo romanzo volevo mettere in connessione due mondi, quello della Prima Guerra Mondiale raccontato senza retorica, così com’era, col fango, le trincee, il sangue, senza essere necessariamente un libro antimilitarista, e poi raccontare un pò alcuni aspetti contemporanei. E’ un libro dedicato a mia madre e mio padre che hanno avuto una vita difficile, un modo per raccontare loro e la grande famiglia siciliana a cui appartenevo, ci sono i ricordi di quando ero bambino. E poi c’è un terzo filone che è una ricerca di Dio che c’è in tutto il libro, una domanda di senso”. Intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, Giovanni Grasso, giornalista, scrittore, autore televisivo e consigliere per la stampa e la comunicazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha presentato il suo nuovo romanzo, “Il segreto del tenente Giardina”, edito da Rizzoli.
“Ci sono due storie parallele, due campi temporali molto divisi – ha spiegato Grasso -. C’è una storia di grande amicizia tra un tenente siciliano di complemento costretto a far la guerra sulle Dolomiti e un fante di Tivoli, totalmente analfabeta ma dotato di grande saggezza. E’ il rapporto tra due personalità diverse, un intellettuale e un semianalfabeta, che si consolida alla ricerca di un senso di umanità in una guerra che di umano ha molto poco”.
Ma la trama del romanzo si dipana anche attraverso un piano temporale contemporaneo, in cui i discendenti dei due militari finiscono per conoscersi: “Su altro piano temporale troviamo la bisnipote del fante Antonio e il nipote del tenente Giardina. Luce è una giovane architetta che si è fatta da sola e ha vissuto con la nonna, trasferendosi poi in Francia – ha raccontato Grasso -. Viene avvisata dalla sorella che sua nonna è morta e dopo i funerali scopre una lettera-testamento in cui le viene chiesto di scoprire che fine ha fatto il bisnonno, di cui non si sa nemmeno dove sia la tomba, e di portare lì un fiore. Così, Luce va negli archivi militari e poi negli archivi di Stato, ma non trova nulla come se una mano invisibile avesse fatto sparire i documenti. Comincia qui un certo mistero, alla fine c’è l’incontro con Marco, giornalista, che è il nipote del tenente e ha un diario del nonno – ha aggiunto introducendo i temi principali del libro -. Qui, quando si arriva al periodo della morte del fante le pagine sono tagliate. Inizierà un viaggio in Sicilia dei due, una piccola odissea moderna in cui si incontrano tanti personaggi”. Un racconto in cui alla fine il passato e il presente si mescolano e in cui i due protagonisti rifletteranno sulla propria vita: “In questo viaggio in Sicilia si scoprirà il segreto della morte del fante e anche Marco scoprirà dei tasselli mancanti, perchè suo padre si era suicidato e non aveva capito il motivo. In uno dei capitoli ci sono le pagine del diario del tenente, si racconta la guerra, l’amicizia con Antonio, ci sono considerazioni sul conflitto, sul destino dell’uomo, su Dio, sul fato – ha anticipato -. Con il loro viaggio, assisteremo a una ricomposizione nelle loro storie tra passato, presente e forse il futuro”. Grasso, che ha rivelato come tra sè e il personaggio di Marco ci siano dei tratti in comune, pur non essendo un alter-ego dello scrittore, si è anche soffermato sull’attualità della guerra in Ucraina, dove si assiste a un ripetersi ciclico e tragico degli orrori raccontati nel suo romanzo: “Gli errori della guerra sono sempre uguali, anche se le dinamiche cambiano. La Prima Guerra Mondiale era una guerra di trincea, si moriva per le pallottole ma anche per infezioni, fame e malattie – ha ricordato Grasso -. Sembrava che la tecnologia applicata alle armi potesse rendere inutili le trincee. Tornare alla guerra di trincea come vediamo in Ucraina fa impressione, c’è un dato strategico di fatto, le forze e le risorse si sono consumate e sta diventando una guerra crudele con il corpo a corpo – ha concluso -. Una guerra dove a morire sono i giovani e le conseguenze le pagano le donne che rimangono a casa”.

– foto Italpress –

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Arriva in Italia un nuovo farmaco contro la leucemia mieloide cronica

MILANO (ITALPRESS) – La complessità di essere costretti, a un certo punto della terapia, a cambiare strada: è l’esperienza di chi convive con la Leucemia Mieloide Cronica, un tumore raro del sangue che colpisce quasi 9mila italiani. Infatti, nonostante i progressi terapeutici, un alto numero di pazienti deve cambiare cura perchè sviluppa resistenza o intolleranza. Per rispondere ai bisogni di questi pazienti è ora disponibile una nuova opzione terapeutica. E’ rimborsato anche in Italia Scemblix (asciminib): capostipite di una nuova generazione di farmaci, i cosiddetti STAMP inibitori (Specifically Targeting the ABL Myristoyl Pocket), grazie al suo particolare meccanismo di azione, è in grado di legarsi in maniera altamente specifica al sito miristoilico sul dominio chinasico di BCR-ABL1 arrestando la progressione delle cellule tumorali in maniera altamente efficace e tollerabile. Asciminib è indicato per i pazienti affetti da Leucemia Mieloide Cronica con cromosoma Philadelphia positivo in fase cronica (LMC-CP Ph+) con resistenza o intolleranza ad almeno due precedenti inibitori tirosin-chinasici.
Il nuovo farmaco è frutto della ricerca di Novartis, da oltre vent’anni impegnata nell’area dell’ematologia, dove è stata pioniera nello sviluppo di terapie mirate.
La Leucemia Mieloide Cronica è causata dalla proliferazione incontrollata delle cellule staminali del midollo osseo e gli inibitori tirosin-chinasici (TKI) sono i farmaci usati per il trattamento. “Ancora oggi molti pazienti in seconda linea sviluppano resistenza o intolleranza alla terapia. In questo scenario, è importante mettere a disposizione nuove opzioni terapeutiche in terza linea, efficaci, ben tollerate e capaci di garantire una buona qualità di vita. Questo – commenta Fabrizio Pane, Professore Ordinario, Università Federico II di Napoli, Direttore U.O.C. Ematologia e Trapianti di Midollo, AOU Federico II di Napoli – è molto importante per chi convive con la Leucemia Mieloide Cronica: i pazienti coinvolti in una survey internazionale in 11 Paesi, tra cui l’Italia, indicano nell’importanza di frenare la progressione di malattia e nel raggiungimento di una buona qualità di vita i principali obiettivi del trattamento”, conclude Pane.
Asciminib, ora rimborsato in Italia, vanta un nuovo meccanismo d’azione e si associa a minori eventi avversi, con conseguenze positive per i pazienti. “A differenza degli altri inibitori della tirosin-chinasi, il nuovo farmaco si lega in maniera altamente specifica alla tirosin-chinasi BCR-ABL1, l’interruttore che accende la malattia. Pertanto, risulta un trattamento efficace e con un buon profilo di tollerabilità: questo è un aspetto molto importante visti i rischi a cui possono essere esposti i pazienti a causa dei lunghi anni di trattamento e della frequente presenza di altre comorbidità”, spiega Fausto Castagnetti, Professore Associato, Università di Bologna, Istituto di Ematologia “Seràgnoli”, IRCSS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna.
Sempre Castagnetti riporta che “l’efficacia di asciminib è confermata dai dati dello studio registrativo di fase III ASCEMBL che ha evidenziato – dopo 24 settimane di trattamento – un tasso di risposta molecolare maggiore (MMR) quasi doppio (25,5% vs 13,2%) rispetto a un altro inibitore tirosin-chinasico, efficacia confermata anche a 96 settimane con un tasso di risposta molecolare maggiore del 37,6% per asciminib contro il 15,8% dell’altro TKI”.
I risultati positivi di asciminib sono confermati anche dall’esperienza nella pratica clinica. “Il trial di fase I ha valutato – per una durata mediana di 4 anni – gli effetti di asciminib in pazienti fortemente pre-trattati e ha dimostrato la sua sicurezza, tollerabilità ed efficacia a lungo termine. L’esperienza clinica italiana sull’utilizzo di asciminib nel programma di uso compassionevole condotto tra il 2019 e il 2023 ha poi messo in luce l’efficacia del farmaco nel mantenere e migliorare la risposta molecolare (MR) e il suo buon profilo di tollerabilità. Inoltre, una survey della Fondazione GIMEMA ha indagato il percepito degli ematologi italiani sull’uso di questa nuova opzione terapeutica: l’89% la utilizzerebbe come trattamento di terza linea nei pazienti resistenti e il 98% lo considera – proprio per la sua tollerabilità – un farmaco anche per gli anziani”, afferma Massimo Breccia, Professore Associato, Università La Sapienza di Roma, Ematologia Policlinico Umberto I.
Asciminib è frutto dell’attività di Ricerca e Sviluppo di Novartis, da molti anni impegnata nell’area dell’ematologia.
“Da oltre vent’anni siamo in prima linea per trasformare il paradigma terapeutico nel campo della Leucemia Mieloide Cronica e asciminib è solo l’ultima testimonianza del nostro impegno in supporto delle persone che convivono con questo tumore raro del sangue. Anche in questo caso siamo voluti partire dai bisogni non soddisfatti dei pazienti per sviluppare una nuova opzione terapeutica capace di trasformare il loro percorso di cura”, conclude Paola Coco, CSO & Medical Affairs Head IM Novartis Italia.

– foto f01/Italpress –
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Balata “Serie B dei record, equa competizione fondamentale”

PALERMO (ITALPRESS) – Record su record. Sono quelli conseguiti stagione dopo stagione dalla Serie B. Compresa l’ultima da poco conclusa con la promozione in A di tre squadre di rango come Frosinone, Genoa e Cagliari e l’approdo in cadetteria di tre retrocesse di peso come Sampdoria, Cremonese e Spezia. Il presidente della Lega di serie B Mauro Balata parte da qui per un bilancio di fine campionato. “E’ stata la Serie B dei record, come spettatori per audience e interesse dei media. E’ stata anche la B dei 52 Paesi in cinque continenti dove per la prima volta è stato trasmesso il campionato. Questi numeri sono sotto gli occhi di tutti, ma quello che mi preme sottolineare – ha detto Balata in un’intervista all’Italpress – è che nonostante un campionato, definito da più parti, a grandi firme la mission della B anche quest’anno ha rispettato le previsioni e i numeri spiegano bene come la valorizzazione di tanti giovani sia proseguita a vantaggio di tutto il sistema: gli esordienti in B ad esempio sono stati 167, di cui 91 under 23 (55%) e 77 italiani per una età media di 24 anni. Fra di loro un sedicenne, due diciasettenni, quattro diciottenni e quindici diciannovenni. E’ il risultato di un grande impegno che le nostre società stanno profondendo nei settori giovanili con investimenti cresciuti del 71% in quattro anni senza dimenticare un + 222% sulle infrastrutture sempre nel medesimo periodo”. Anche i playoff hanno prodotto numeri da capogiro. “Una stagione da record non poteva che avere un epilogo da primato. Tanto si è detto di Bari-Cagliari con il tutto esaurito e un San Nicola da oltre 58mila spettatori, ottava partita più vista di sempre nella storia della B. Ma a parte la finale abbiamo chiuso la post season con 216500 spettatori e con un’audience di oltre tre milioni sommando le medie di tutte e dieci le gare. E visto che siamo in epoca social, dal 24 maggio all’11 giugno, dall’inizio cioè alla fine dei playoff e playout, c’è stato un incremento percentuale di utenti su Tik Tok del 21,10% e 12milioni e mezzo di views su Instagram”. Numeri importanti ai quali va unita la considerazione che anche diverse piccole città si affacciano alla serie B o riescono a rimanerci con merito. Cittadella, Feralpisalò, Lecco (al netto dei problemi burocratici che stanno emergendo) e Sudtirol sono per citarne alcune. “E’ l’essenza e la bellezza del calcio, il motivo per cui ancora affascina ed emoziona milioni di tifosi: il pronostico può essere ribaltato e le idee talvolta primeggiano sul blasone. E’, inoltre, la dimostrazione che quando c’è un progetto e capacità aziendale si possono fare grandi cose. Si tratta di qualità manageriali che danno un apporto importante e un valore aggiunto anche al lavoro della Lega che, mi piace sempre ricordarlo, ha nell’innovazione tecnologica, nell’etica e nella responsabilità sociale oltre che nell’italianità i propri pilastri” la riflessione di Balata, perfettamente cosciente anche di qualche difficoltà che sta emergendo e che preoccupa. In particolare, l’esigenza di allineare e conciliare gli obiettivi dell’equa competizione con la giustizia sportiva, che sta animando il post campionato in vista delle decisioni della Covisoc in termini di iscrizioni. “Non vanno distinte altrimenti si mette a rischio la trasparenza del sistema. Dico da sempre che la Giustizia sportiva dovrebbe avere maggiori poteri investigativi in modo da poter svolgere il proprio ruolo con celerità, indipendenza e rispettando le esigenze delle competizioni, una situazione che spesso mina la credibilità del movimento e che nonostante le tante precauzioni continua a creare caos. Aggiungo poi che legge dello Stato e ordinamento sportivo, pur nelle proprie autonomie, non devono determinare un contrasto minando la garanzia dell’equità delle competizioni. Proprio la necessità di introdurre norme stringenti che garantiscano la piena tutela del superiore principio dell’integrità ed equità della competizione sportiva sono i temi al centro delle diverse interlocuzioni che ho avuto anche presso il Governo negli ultimi tempi. E devo dire che la preoccupazione e l’attenzione su questo tema e su come garantire una piena indipendenza e terzietà del sistema di giustizia rimane” l’analisi del presidente della Lega di serie B, che proprio nel giorno del suo 60esimo compleanno esprime le proprie ambizioni per il suo futuro dirigenziale, in particolare sul versante delle riforme. “La mia ambizione è continuare a operare e dare un forte contributo per il rinnovamento del calcio italiano e la crescita della Serie B. Il campo delle riforme è un terreno particolarmente difficile ma oramai imprescindibile. Penso sia un dovere portarlo avanti con convinzione. Sono tante le cose fatte e di cui la nostra Lega è orgogliosa. Personalmente sono molto felice della riforma sul minutaggio che dalla prossima stagione premierà le società che utilizzeranno i nostri talenti. Le politiche della Lega per la valorizzazione dei giovani sono quelle più collaudate e con risultati concreti. Fagioli, Gatti e tanti altri sono giocatori di una lunga serie di prospetti che la B ogni anno porta sul grande palcoscenico. Cosa non rifarei? Non rimpiango nulla, possono esserci stati degli errori ma quando si opera con lealtà e rispetto delle regole non c’è mai dispiacere. E poi come si dice solo chi non osa non sbaglia”.
– foto Image –
(ITALPRESS).

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