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Volvo Trucks, Dattoli “Il mercato dei veicoli industriali è in salute”

ROMA (ITALPRESS) – La transizione energetica anche per i veicoli industriali “oggi è possibile, ma è chiaro che occorrono incentivi, infrastrutture, impianti di ricarica e sistemi per produrre energia verde: è inutile mettere sul mercato prodotti che possono garantire la transizione e poi avere energia che non sia green”. Lo ha detto Giovanni Dattoli, Managing Director Volvo Trucks Italia, in un’intervista realizzata da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy. “Occorre una visione di insieme da parte dei governi e dei costruttori, bisogna sedersi intorno a un tavolo e cercare di fare un piano per il futuro. Alcuni Paesi lo stanno facendo in maniera molto importante”, in Italia siamo “ancora un pò indietro per quel che riguarda la transizione sull’elettrico: se guardiamo gli incentivi che ci sono rispetto a quelli che ci sono nei Paesi vicino a noi, come Germania, Spagna e Francia, siamo un pò indietro”, sottolinea.
“Dobbiamo capire che non ci sarà una soluzione unica per il futuro, ma ci saranno diverse soluzioni, perchè l’elettrico non soddisfa tutto. Possiamo continuare ad avere motori termici, che vanno alimentati – invece che a gasolio – a biocarburanti come l’hvo o il biogas per abbattere le emissioni di CO2 e intanto gestire la transizione verso l’idrogeno”.
Al momento, “sul territorio italiano, non possiamo fare a meno dei veicoli industriali: è così e sarà così ancora per diversi anni”, spiega Dattoli. “Stiamo gestendo una transizione che parte dal miglioramento dei consumi dei veicoli diesel all’introduzione di veicoli elettrici, all’utilizzo di biocarburanti, fino ad arrivare ai veicoli a idrogeno, che possono avere due diversi tipi di tecnologia: un veicolo elettrico a celle combustibili a idrogeno (quindi di fatto viene usato l’idrogeno carburante per alimentare una reazione che va a ricaricare le batterie), oppure veicoli a motore termico che utilizzano l’idrogeno con carburante”, spiega.
“Abbiamo testato il primo veicolo a celle combustibili a idrogeno, stiamo lavorando su entrambe le tecnologie proprio per cercare di rispettare quelli che sono i nostri obiettivi di azzeramento dell’emissione di CO2”.
Per l’elettrico, invece, “siamo stati il primo marchio a lanciare una gamma completa di veicoli elettrici”, che “vanno delle applicazioni che servono per la gestione all’interno degli spazi urbani e interurbani (dalla raccolta dei rifiuti alla distribuzione nei supermercati) fino a veicoli che possono fare lungo raggio”, ricorda.
“E’ chiaro che abbiamo tenuto in considerazione l’autonomia: oggi un veicolo elettrico percorre al massimo 300 km con una carica completa, se organizziamo una giornata facendo una pausa in cui possiamo andare a fare una ricarica, possiamo arrivare fino a 500 km”. Per un mezzo complesso “possiamo avere due tipi di ricarica: una in corrente continua alternata che dura 11-12 ore, invece l’altra è più veloce e in un’ora e tre quarti si riesce a ricaricare completamente. E’ chiaro che servono dei supercharger”, sottolinea.
La distribuzione dei punti di ricarica “sta migliorando: oggi è più dedicata alle auto, dobbiamo lavorare anche sui veicoli industriali. Paradossalmente, forse la transizione per i veicoli industriali è più facile, perchè si acquista un veicolo per un determinato lavoro”, ad esempio la raccolta rifiuti.
Un dato “estremamente interessante, che può far capire quanto la transizione potrebbe essere veloce se ci fosse il supporto da parte dei governi, è che il 45% dei trasporti europei viene fatto in un arco giornaliero di 300 km: volendo essere provocatori, il 45% dei trasporti già oggi sarebbe elettrificabile. E’ chiaro che il rapporto di prezzo tra un veicolo elettrico e un veicolo a motore termico oggi è ancora decisamente sbilanciato, quindi occorre un investimento, ma in Paesi dove ci sono delle politiche incentivazione e di supporto alla transizione ecologica questo può avvenire in maniera molto più veloce”.
Quale sarà la strada dominante per i veicoli del futuro? “La risposta non è univoca, ma è un pò più articolata per tutte le applicazioni che riguarda la gestione urbana e interurbana: il veicolo elettrico è la soluzione, perchè non ne esiste nessuna che sia più efficiente da un punto di vista energetico e di riduzione di CO2”, sottolinea.
“Comunque anche i biocarburanti hanno degli impatti: non possiamo trasformare la Pianura Padana in campi di soia per produrre il biocarburante, dobbiamo cercare di lavorare in funzione delle applicazioni, trovando la tecnologia giusta”. Quindi per l’urbano e l’interurbano bisognerà puntare sui veicoli elettrici, “man mano che si allungano le percorrenze, per un periodo continueremo a lavorare con i biocarburanti (come l’hvo che tra questi è il più efficiente), per poi arrivare all’idrogeno che di fatto, andrà a sostituire i biocarburanti. Alla fine avremo elettrico e idrogeno come soluzioni, probabilmente nel 2030”.
La Svezia e Volvo “sono famose per la cultura della sostenibilità: già negli anni Settanta, Volvo aveva definito come uno dei tre principi chiave quello della cura dell’ambiente, oltre alla sicurezza e alla qualità, che sono che sono gli altri due valori”, per far crescere e sviluppare “una cultura di rispetto dell’ambiente verso la transizione ecologica, in cui in questo momento siamo pienamente immersi”, sottolinea.
Il mercato “sta andando molto bene, perchè gode di una domanda che non è stata soddisfatta negli anni scorsi, anche se in questo momento, a causa dei tassi di interesse elevati e dell’inflazione, cominciamo a vedere un rallentamento”. Nonostante questo, “il mercato italiano supererà le 20.000 macchine e probabilmente sarà il mercato più alto dal 2008. La nostra casa madre ha lavorato molto bene sull’approvvigionamento delle componenti, riuscendo a garantire – nonostante tutte le difficoltà – una costanza nelle consegne e riuscendo a soddisfare i clienti, ma lavorare in questo nuovo ‘normalè è assolutamente complesso”, sottolinea. “Volvo Trucks Italia conta quasi 300 persone, 50 delle quali che si occupano della fase di importazione. Siamo sempre in cerca di tecnici, sono una risorsa assolutamente difficile da trovare così come gli autisti: ne mancano tantissimi, il mercato probabilmente potrebbe essere anche superiore. E’ un lavoro faticoso e difficile, però la qualità dei veicoli di oggi è elevatissima, soprattutto se si pensa ai veicoli elettrici” che “sono silenziosi e non hanno vibrazioni. Il salario è buono sia per i tecnici, sia per gli autisti: è un lavoro faticoso, con orari impegnativi, che porta un pò lontano da casa, però” i salari “sono molto interessanti”, conclude.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Qubit, Morvilli “La reputazione delle aziende è un asset economico”

ROMA (ITALPRESS) – La reputazione delle aziende “è un asset economico, non è un asset di immagine: oggi per le aziende avere una buona reputazione vuol dire guadagnare di più”. Lo ha detto Luca Morvilli, fondatore e amministratore delegato dell’agenzia di comunicazione Qubit, in un’intervista realizzata da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy. “Qubit nasce come un’evoluzione della comunicazione olistica”, con “un approccio ‘quantisticò alla comunicazione: il tentativo che facciamo è quello di non avere solo un concetto unico portante per il lancio di un prodotto di un’azienda, ma di farlo vivere con tutte le specializzazioni, nelle diverse aree di comunicazione”, spiega.
“Oggi sempre di più la reputazione, il rapporto verso l’etica, il territorio, la sostenibilità a 360° vuol dire lavorare di più: tutte le ricette ci dicono che le scelte dei consumatori sono sempre più orientate anche dalla filosofia che l’azienda attua nel concreto verso i territori, i lavoratori e le minoranze. Quindi è un cambiamento importantissimo: non si è ancora capito che non esiste il capitalismo o la sostenibilità: esiste un nuovo capitalismo che deve essere sostenibile ed etico”, sottolinea Morvilli.
“Crediamo molto nella reputazione, anche perchè il sistema Qubit si basa dalla partenza sempre da dati scientifici. All’interno del nostro gruppo c’è una società di ricerche di mercato con 40 anni di esperienza, fondata da Giampaolo Fabris, famoso ricercatore che lanciò la sociologia dei consumi in Italia: quando parliamo con un cliente partiamo sempre da una ricerca che ho abbiamo su di lui o facciamo su di lui dov’è la reputazione della marca è il primo passo. Qualsiasi cosa il cliente debba fare, partiamo dalla reputazione”, ricorda.
Altrettanto importante è l’identità digitale. “Siamo in un momento positivo: le aziende ormai hanno capito che l’identità digitale non è un di più, è quasi la cosa più importante che hanno per farsi conoscere dai vari stakeholder. Non tutti capiscono quanto sia difficile e diversificata la gestione dell’identità digitale, ma ci si sta arrivando. Spesso noi ci troviamo a dover convincere l’imprenditore o l’amministratore delegato del fatto che non basta avere il sito o essere su un social: ci vuole una strategia ben precisa di palinsesto, di posizionamento, di creazione di contenuti, di diversificazione nell’utilizzo dei vari social. Si sta andando velocemente verso interiorizzazione e l’utilizzo molto professionale dell’identità digitale”, sottolinea.
Qubit lavora anche con la pubblica amministrazione, che “ha delle sue logiche, delle sue regole: chi ci lavora senza conoscerle o criticandole è poco professionale. Noi riusciamo a lavorarci molto bene perchè le conosciamo, le rispettiamo e ci troviamo molto bene: dentro la pubblica amministrazione si incontrano delle professionalità e delle persone che hanno voglia di far bene, hanno voglia di comunicare bene con le regole e con i tempi dell’amministrazione. La burocrazia non impedisce mai di lavorare bene”.
Il lobbying? “E’ un lavoro serio e professionale di raccolta, di creazione di contenuti e di un linguaggio che racconta i contenuti e viene prospettata ai decisori. Diventeremo una società dal punto di vista economico ancor più matura e performante quando abbandoneremo l’ipocrisia di considerare il lobbying una cosa corruttiva, auspico che in Italia venga riconosciuta come una cosa seria e professionale”.
E l’advocacy? “Sono prestazioni molto complicate e sensibili perchè il confine tra fare un buon lavoro e fare una figuraccia è molto sottile. Il sistema di advocacy di far partire dal basso un’esigenza funziona molto bene, ma è molto difficile e molto costoso da fare”.
Per Morvilli, la comunicazione è ancora “il mestiere più bello del mondo perchè ogni giorno studi e affronti problematiche diverse”, spiega. “Il consiglio che do è sempre quello di studiare le scienze sociali, la statistica, il data science, la politica economica, per avere quella cultura di base che permette di comprendere non solo quello che sta accadendo, ma soprattutto le motivazioni di scelta” dei consumatori o degli elettori. “La comunicazione non deve più essere una commodity nella nuova economia: non è un asset finale, è la partenza, perchè ormai l’economia non ha più quelle barriere all’entrata che c’erano nella fine del Novecento. Se hai una buona idea, la metti online e riesci a trasformarla in un business: per capire se una buona idea, devi conoscere la testa dei consumatori, quindi la comunicazione centrale e non è più un aspetto esecutivo”, conclude.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Zangrillo “La Centralità di Fi nel Ppe è eredità di Berlusconi”

ROMA (ITALPRESS) – “Non dobbiamo ricominciare, perchè Forza Italia non si è mai fermata”. E’ quanto sostiene Paolo Zangrillo, ministro per la Funzione Pubblica, in una intervista al Corriere della Sera. La vera sfida piuttosto ora è «confermarne la centralità anche senza Berlusconi. Un leader irripetibile, che ha cambiato la politica. Il centrodestra perde il suo leader, ma tiene saldi i suoi valori. La nostra responsabilità è quella di garantirne la proiezione verso il futuro».
“In questa fase l’unità e la condivisione sono irrinunciabili per tutti coloro che autenticamente si riconoscono in FI – prosegue Zangrillo – Dobbiamo seguire gli insegnamenti di Berlusconi, che ha sempre creduto nel merito e messo a valore le tante persone capaci di FI. Dobbiamo mettere in campo una personalità riconoscibile, di valore, in grado di rappresentarci. Con la guida di Antonio (Tajani, ndr) saremo punto di riferimento all’interno del Ppe e dei valori liberali e cattolici del centrodestra».
«Mi ha emozionato il lunghissimo tributo che alla Camera è stato riconosciuto a Berlusconi, più di 5 minuti di applausi, una testimonianza dell’affetto e della stima che trasversalmente ha saputo costruire. E’ da quella capacità di arrivare al cuore delle persone, da quella umanità che ha sempre preceduto le altre sue straordinarie virtù che dobbiamo trarre ispirazione e forza per fare quello che ci chiedeva: stare in mezzo alla gente. Lo faremo già questo sabato a Novara insieme ai nostri dirigenti nazionali»ha proseguito. “SE vedo una possibile discesa in campo di un familiare di Berlusconi? E’ una scelta personale e lo dico partendo dalla mia esperienza. Il mio impegno in politica si è concretizzato solo quando mi sono intimamente sentito pronto. Lo stesso vale per chiunque: una scelta personale che non può essere spinta o forzata». «La centralità di FI nel Ppe è un’altra eredità di Berlusconi. A lui era chiaro come il futuro dell’Italia dipendesse dalla capacità di contare a livello internazionale. Dobbiamo continuare su questo percorso. Ben vengano le aggregazioni, purchè rispettose dei nostri valori” ha concluso.

– foto: agenzia fotogramma.it –

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Camorra, tre arresti per estorsioni a imprenditori

NAPOLI (ITALPRESS) – La Dia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di tre persone accusate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione e tentata estorsione aggravate dalle modalità mafiose.
Il provvedimento è frutto delle indagini svolte dalla DIA di Napoli e coordinate dalla D.D.A a carico, tra gli altri, di un imprenditore edile di Giugliano in Campania che avrebbe avuto “un rapporto di contiguità con il clan Mallardo, che operava a Giugliano in Campania e in comuni limitrofi, al fine di ottenere favori”, è spiegato in una nota. In particolare, l’imprenditore avrebbe posto in essere condotte estorsive in danno di altri imprenditori. Con lo stesso provvedimento cautelare sono state arrestate altre due persone accusate di aver estorto la somma di 90 mila euro a un imprenditore edile di Giugliano per i lavori di costruzione di un complesso residenziale composto da 12 appartamenti.

– foto: screenshot da video Dia –

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Europei U.21, Italia sconfitta 2-1 dalla Francia all’esordio

CLUJ (ROMANIA) (ITALPRESS) – La Francia resta in 10 nel finale ma batte 2-1 l’Italia all’esordio degli Europei under 21. Al 36′ Pellegri risponde alla rete iniziale di Kalimuendo, ma nel secondo tempo un errore di Udogie e il destro vincente di Barcola valgono i tre punti alla nazionale francese. La squadra di Ripoll, nonostante il rosso a Badè all’83’ e un gol fantasma subito nel recupero, aggancia nel girone D la Svizzera, reduce dalla vittoria sulla Norvegia. Alla Cluj Arena la nazionale di Nicolato parte bene e costruisce subito un’occasione su punizione con Tonali, al centro in queste ore di una trattativa avanzata tra Newcastle e Milan. Poi al 21′, il classe 2000 si incarica di un calcio d’angolo, Scalvini svetta di testa ma Chevalier interviene d’istinto e devia in corner. Due minuti dopo la Francia passa in vantaggio. L’altro milanista, Kalulu dalla destra effettua un cross basso, Kalimuendo anticipa Pirola e di tacco batte Carnesecchi. La risposta dell’Italia però non tarda ad arrivare. Al 36′ ancora Tonali realizza un traversone da calcio piazzato, Pellegri va di testa e non perdona Chevalier. Ad inizio ripresa scatta l’ora di Gnonto, che prende il posto di Cambiaghi. Al 50′ gli azzurrini protestano per un tocco col braccio di Kalulu nell’area francese, ma l’arbitro olandese Lindhout (senza l’ausilio del var) fa segno di continuare. Il direttore di gara al 62′ non vede nemmeno il fallo su Okoli che dà il via al nuovo vantaggio francese. L’azione prosegue con una ripartenza e un cambio gioco di Gouiri, Udogie in diagonale intercetta ma si fa soffiare palla da Barcola che col destro supera Carnesecchi. All’82’ l’Italia spreca una triplice occasione: Lukeba salva su Miretti, Chevalier fa lo stesso su Ricci e Cancellieri. Poco dopo l’attaccante laziale lancia a rete Gnonto, steso al limite dell’area da Badè, che viene espulso. Nella serie di occasioni mancate, si aggiunge anche un gol fantasma: Bellanova di testa colpisce il palo, poi Lukeba in qualche modo riesce ad allontanare. Gli azzurrini chiedono la rete, ma non c’è la goal line technology e l’arbitro e l’assistente negano il 2-2. Domenica l’Italia non potrà sbagliare contro la Svizzera.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Ponte stretto, Salvini “Lavori al via prossima estate, vanto per Italia”

ROMA (ITALPRESS) – Il ponte sullo Stretto si farà? “Sì, se ne parla da 50 anni ed è costato agli italiano 100 milioni di euro di sole chiacchiere, ci sono milioni di siciliani che ogni anno pagano 6 miliardi di euro per il mancato collegamento. L’estate prossima si avviano i lavori, è quello che mi sono proposto”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a “Dritto e rovescio” su Retequattro. “Rispondo a quelli che dicono ‘cosa fai a fare il ponte se manca tutto il restò: questa era un’obiezione fondata fino a qualche anno fa”, ma ora “stiamo investendo 18 miliardi di euro in Sicilia su strade, autostrade e potenziamento della ferrovia, e altri 18 miliardi di euro in Calabria per la Salerno-Reggio Calabria e per la Statale 106. Stiamo investendo miliardi degli italiani per arrivare più veloce in treno da Palermo a Messina e da Salerno a Reggio Calabria e poi c’è quel buco: gli ingegneri italiani daranno dimostrazione a tutto il mondo di quanto sono bravi”, spiega. Il ponte sarà “un diritto per siciliani e calabresi e sarà un grande vanto per l’Italia”.

Foto: agenziafotogramma.it

(ITALPRESS).

Frode fiscale, sequestro da oltre 47 mln a Esselunga

MILANO (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza, su delega della procura di Milano, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza nei confronti di Esselunga per oltre 47,7 milioni. Il provvedimento è stato disposto nell’ambito di un’inchiesta del pm Paolo Storari, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano con la collaborazione del Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate, nell’ambito del fenomeno della somministrazione illecita di manodopera.
Gli investigatori avrebbero accertato una frode fiscale “caratterizzata dall’utilizzo, da parte della beneficiaria finale del meccanismo illecito, di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti e dalla stipula di fittizi contratti di appalto per la somministrazione di manodopera, in violazione della normativa di settore, che avrebbe portato all’emissione e al conseguente utilizzo di fatture inesistenti per un ammontare complessivo di oltre 221 milioni di euro, più Iva superiore a 47 milioni di euro”.
In particolare, come si legge in una nota della Procura, “ricostruendo la ‘filiera della manodoperà, è stato rilevato che i rapporti di lavoro con la società committente sarebbero stati in alcuni casi ‘schermatì da società ‘filtrò che a loro volta si sarebbero avvalse di diverse società cooperative (società ‘serbatoiò), mentre in altri sarebbero stati intrattenuti direttamente con quest’ultime che avrebbero ‘sistematicamentè omesso il versamento dell’Iva e, nella maggior parte dei casi, degli oneri di natura previdenziale e assistenziale”.
Effettuate perquisizioni nelle province di Milano, Novara e Bergamo.
“L’azienda si è immediatamente attivata per offrire la più ampia collaborazione alle autorità giudiziarie e pieno supporto per lo svolgimento delle attività. Attendiamo con fiducia le verifiche e gli approfondimenti, nella consapevolezza di aver operato sempre nel rispetto della legalità”, replica in una nota Esselunga.

– foto agenziafotogramma.it –
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Neos inaugura a Malpensa il nuovo Training & Operations Center

MILANO (ITALPRESS) – Neos, la compagnia aerea di Alpitour World, inaugura il nuovo Training & Operations Center, all’interno dello scalo milanese di Malpensa. Si tratta di uno spazio di apprendimento e scambio per perfezionare la propria professionalità con uffici, sale e aree adibite ad attività, corsi e momenti di confronto per il personale navigante. Un investimento pluriennale per creare un campus di idee, apprendimento e specializzazione rivolto al capitale più importante della compagnia aerea: i propri collaboratori, recentemente diventati più di mille. “Proprio in questi giorni – racconta Giovanni Favrin, Direttore Operazioni di volo Neos – abbiamo pubblicato i turni per 800 naviganti: un team di professionisti formati con programmi specializzati. Il nuovo centro ci permette di avere corsi ogni giorno, più spazio e più strumenti per approfondire ogni fase dell’addestramento, unendo al confronto continuo la nostra passione per volo, l’ingrediente più importante da trasmettere alle nuove reclute. Sono in Neos da 14 anni e negli ultimi quattro abbiamo seguito la formazione di circa 35 comandanti, solo in questo momento stiamo inserendo circa 200 nuovi assistenti di volo: è una grande soddisfazione vedere il percorso di crescita di ognuno, con le potenzialità e l’energia che sprigiona ogni nuovo ingresso nella nostra realtà”. Il Training & Operations Center ha sede a Milano Malpensa, scalo dove Neos collabora da anni SEA (Società Esercizi Aeroportuali) per contribuire a rafforzare l’aeroporto come uno degli snodi più strategici e interconnessi del nord Italia. Del resto, Malpensa è per Neos una base essenziale, fulcro di connessioni internazionali e importante bacino di clienti. La compagnia è, infatti, il secondo vettore dello scalo per ASKs (Available Seat Kilometres), il parametro che mette in relazione i posti offerti con i chilometri percorsi: circa 2,5 miliardi di ASKs nel 2023. Inoltre, la crescita dei flussi evidenzia che, in soli sette mesi (novembre ’22 – maggio ’23), Neos ha già raggiunto il totale di passeggeri dell’anno precedente, circa 480 mila. “Ogni investimento realizzato – commenta Carlo Stradiotti, Amministratore Delegato di Neos – punta a rafforzare il posizionamento della compagnia nel settore italiano e internazionale. La flotta di ultima generazione ci permette di essere più competitivi sul piano del business, sul piano operativo, ma anche nei confronti dei nostri collaboratori e di quelli potenziali, offrendo strumenti e formazione all’avanguardia. Una visione più ampia ci permette di migliorare l’azienda, distinguere il nostro posizionamento, valorizzare le partnership e aumentare la nostra offerta: l’insieme di questi elementi porta automaticamente a migliori risultati, che però sono solo l’effetto di specifiche scelte strategiche a monte”. Il 2022 si è chiuso infatti con un fatturato di 573 milioni di euro, in crescita rispetto a quello del 2019. Trend analogo anche per il 2023: finora, la compagnia ha realizzato 340 milioni di euro, in linea con le previsioni di budget, che mirano a raggiungere i 749 milioni di euro entro fine ottobre. Un percorso, quello di questi ultimi anni, figlio di una visione che ha mantenuto costanti nel tempo gli investimenti nella crescita di flotta e rotte. Per quanto riguarda gli aeromobili, vi sarà l’uscita di un B737-8 NG e l’ingresso di quattro nuovi B737-8 MAX, arrivando così a un totale di 18 aerei: il primo sarà operativo entro il 2023, due nella primavera del 2024 e l’ultimo prima dell’inizio della stagione estiva 2024. La flotta vedrà così abbassarsi ulteriormente l’età media, aumentando contestualmente il suo valore complessivo a 1,5 miliardi di dollari: entro la fine del prossimo anno vi saranno, dunque, sei B787-9 Dreamliner, otto B737-8 MAX e quattro B737-8 NG. I nuovi aeromobili permetteranno a Neos di sviluppare ancora più rotte e presidiare con maggiori connessioni e rotazioni le tratte più strategiche per il mercato leisure, sia con i tour operator di Alpitour World, sia con i principali operatori turistici italiani e internazionali. Crescendo le dimensioni della flotta, crescono anche le esigenze manutentive: per questo motivo, Neos ha acquistato un nuovo motore CFM Leap 1B per i B737 MAX e destinato proprio alle esigenze di manutenzione di questi aeromobili. Questo motore, la cui consegna è prevista nel mese di luglio 2023, si aggiunge al motore di scorta del tipo Rolls Royce Trent 1000 che supporta la flotta B787-9 e che è nella disponibilità di Neos sin dal 2019. La programmazione estiva si riconferma più ampia e strutturata, con focus principali sulle mete di corto e medio raggio, come Italia, Egitto, Grecia e Spagna, a cui si aggiungono destinazioni esotiche come l’Africa, l’East Africa e i Caraibi. Parallelamente, prosegue l’attività dei voli di linea, sempre più una parte rilevante per il business: molte aperte negli scorsi anni per ovviare allo stop dei voli turistici, oggi Neos vola da Milano Malpensa a New York, Toronto, Nanjing, Tel Aviv, Amritsar, Dakar, Il Cairo e Almaty, con operativi in connessione anche con altri suoi voli. A queste tratte, dal prossimo inverno, verrà poi riproposta dal 7 novembre Mauritius ed entrerà in programmazione Phuket dal 19 dicembre. Verso le mete più richieste, Neos propone fino a quattro collegamenti a settimana da più aeroporti italiani, così da garantire un’elevata qualità del planning, orientato alla stabilità degli operativi, all’affidabilità e alla flessibilità, alcune delle priorità della compagnia verso i propri clienti. “Abbiamo fatto una promessa ai nostri ospiti, – afferma Aldo Sarnataro, Direttore Commerciale di Neos – offrire un prodotto e un servizio di alto livello, orientato alla personalizzazione, all’innovazione e al rispetto degli impegni presi, siano essi operativi di volo, legati alla sicurezza o all’esperienza a bordo. E’ un’attitudine che portiamo avanti con investimenti sulla flotta, sulla preparazione del nostro personale di terra e di bordo e sui contenuti esperienziali quali menù di qualità e gusto, sistemi di intrattenimento all’avanguardia, connessioni Wi-Fi ad alta velocità e una formazione continua e specializzata perchè tutto questo sia garantito sempre. Un approccio che ci ha permesso di avviare anche interessanti partnership con il mondo musicale e dello sport, distinguendoci e ampliando il nostro business”.
-foto xh7 –
(ITALPRESS).

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